MALADIE ET MORT DE DON JUAN
Tra gli accidenti iiei quali è andata variando la pericolosa indisposizione del Sig. D. Giovanni, ben gravi f'urono quelli che lo sorpresero alli 7 del corren.te giorno decimoquarto del siio maie, i quali non corrisposero aile speranze del notabile miglioramento osservato dai medici nel di antécédente in vigor délia buona operazione di certa purga reiteratagli per non esser riuscito bene l'effetto délia prima ritenuto da S. A. 5 hore senza operazione. Cadendo pertanto nel decimoquarto l'osservazione critica, si stette generalmente attendendo la piega del niale. il quale aggrava to da smoderati svenimenti, messe in tal apj^rensione li medici, che persuasero a Sua Altezza il disporre délie cose spirituali e temporali.
Seconde ella somiglianti dettami. e la mattina istessa dei 7 si comunicô per viatico, indi fece testamento nella forma espressa nei fogli d'avvisi. Agli 8 si riseppe che tutto si era risoluto in un replicato sudore da cui Sua Altezza havea provato alcun sollievo,. e che la notte havea riposato bene.
Si che avendo ben terminato il cattivo principio del giorno critico si cominciarono a riassumere gli argomenti per qualche buona speranza, ma non si dileguo affatto il timoré del pericolo, osservatasi grande irregolarità nel génère dell' indisposizione. et havutisi poi più chiari contrasegni, che quello che si era supposto riposo era efFettivamente una specie di letargo, convenendo talvolta riscuotere a forza Sua Altezza dalla profondità del sonno, e dall'assopimento dei sensi, per il qua?e essendosi fatta sulla Piazza di Palazzo avanti aile finestre del suo appartamento certe machine di fochi artifiziosi alli 9, 10, et 11. et havendo questi fatto grandissimo strepito. Sua Altezza non lo senti in modo alcuno, essendosi riputato da molti, che non se le fusse risparmiato questo notabile incomodo in si pessimo stato. lo nel medesimo giorno dei 7, vigilia délia Natività délia Madonna coll'occasione d'esser intervenuto alla Cappella Reale, stimai di farmi vedere nell'Anticamera di Sua Altezza, et offerirmi a' i suoi estremi bisogni, essendosi accostumato che in simili contingenze habbiano i Principi délia Casa d'Austria presa dal Nunzio la Benedizione in Articulo Mortis, e ciô feci ad insinuazione d'alcuni che stimarono bene ch'io mi lasciassi vedere per dar motivo a Sua Altezza
perché mi domandasse la detta Benedizione, la quale perô non domandô, per essergli in quegli istanti cominciato il miglioramento col sudore, havendo perô Sua Altezza inteso ch'io stavo in Anticamera mi fece ringraziare, con scusarsi di non potermi parlare stante la gravezza del maie. AUi 12 fu Sua Altezza sopraffatta da nuovi gravi ssimi accidenti per i quali cominciô a medicarsi per disperato, e gli furono applicati medicamenti chimici, datogli il Vino Emetico, e fattigli altri simili rimedi, il vigore de' quali le mossero grandissimo sudore, sin al passar de' materassi et alcuni effetti corporali, in virtù dei quali le ritornarono i sensi già smarriti e ricominciô a conoscere e parlare, ma essendole tornata l'accessione alli 13 ricadde negli stessi accidenti di letargo, e di mancanza di conoscimento, talmente che liavendole attaccate le coppette a vento Sua Altezza non le senti, onde le attaccarono di nuovo tagliate et allora diede segno di un poco di risentimento. La mattina dei 14 tornarono a darle la polvere del Cornacchino (questa havendole sempre dato e non il Vino Emetico come per equivoco si disse) per la quale di nuovo megliorè, essendosi cibata molto bene; ma sopraggiuntale la nuova accessione ricadde in un letargo maggiore, perse affatto la parola con intermissione notabile del polso, onde i medici la diedero spedita e se le diede subito l'Estrema Unzione. Mandarono poi quando era già notte a chiamar me per darle la Benedizione in Articulo Mortis, con assicuraimi che l'havea domandata stando in sentimenti, et io immediatamente vi accorsi e la diedi, et il Sig. Cardinale le havea pur dato prima la sua. Osservai perô che Sua Altezza conservava tuttavia le carni fresche e non disfigurate dal maie, onde ne formai miglior giudizio, ma il letargo era si profondo che havendolo i medici pizzicato più volte sensibilmente, i;on si risenti mai; e solo alla puntura d'una lancetta che le fecero penetrar ben dentro il naso, diede uno strido senza articolar parola, come appunto chi grida havendo impediti gli ôrgani délia lingua, aperse perô gli occhi, ma senza far altro movimento ; le posero le sanguisughe al naso, ma non vi si attaccarono. Provarono a cavarle sangue dalla fronte, ma non lo diede. Finalmente applicarono le sanguisughe aile orecchie e ne trassero qualche sangue. Vi trovai il P. fr. Alessandro di Toledo che as-