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LA VENTE DE CASAL

■e fieno in un lango viaggio, et hanno proibito alli contadini di condurre li loro buovi fnori di quel territorio senza licenza del governatore. Si dice parimente, chf, gli quattro millioni, che con le passate si avvisô essere in Brianzone siano stati trasportati in Pinerolo ; e che il E-è di Francia non resti sodisfatto de' Venetiani per haver dissuaso il Sig.^ Duca di Mantova dall'eseguire il contratto di Casale.

Le 16 avril, Bonvisi informe Cybo que l'impératrice Eléonore a fait appeler l'ambassadeur d'Espagne, pour le prier <i'exhorter son roi à payer les subsides au duc de Mantoue pour Casai; et que T'ambassadeur s'est engagé à écrire à Madrid, mais il croit que la vente est déjà faite.

À propos de la vente de Casai, voici une dépêche de Xauri à Cybo:

Di Parigi 10 novembre 1679. (Dec.*^' a 4 décembre).

11 Vescovo di Aconia hà parlato fin' hora una sol volta al Sig.'' di Pomponne sopra l'affare di Casale. Questa Corte appoggia le sue ragioni al trattato che si dice fatto in Venetia trà l'Abbate di Estrades, et il Conte Mattioli, e per leggitimare la persona del Conte si fonda sopra il foglio délia plenipotenza, che si dice data al sudetto Conte dal Duca di Mantova ; corne pure sopra ^Itri fogli del trattato tutti sottoscritti di mano del Duca. Allega di più che il Conte si trovasse présente quando il Duca, et l'Abbate d' Estrades si viddero in una certa casa in Venetia, e parlarono la prima volta di questo affare di Casale. Ma per parte del Duca si nega, che nell'abboccamento fattosi à Venetia si parlasse di Casale, ma solamente di altre differenze vertenti tra il Duca, et la Casa di Savoia; Si dice, che il Conte Mattioli non era ministro del Duca, anzi escluso dalla gratia délia Duchessa madré, onde non esser da credere che volesse il Duca servirsi di tal persona in un'affare di tanta importanza, particolarmente ad esclusione de proprii ministri. Che i fogli, che si mostrano, benche similissimi nelle sottoscrittioni al carattere del Duca, contuttociô non siano veramente di mano del Duca, ma che il Conte habbia

contrafatta la mano, nel quai mestiere sia egli eccellente per esservis! esercitato anche da putto, corne attestano cinque ô sei, che sono stati suoi condiscepoli nelle scuole; in somma che detto Conte sia un huomo, che vive di cabbale, corne hà fatto vedera anche in questo istesso negotio perche lasciando stare ciô che puô esser passato trà lui, et l'Abbate d'Estrades, è cosa notoria che da Madama di Savoia hà prese dugento doble per una copia, che le hà data di questo preteso trattato, onde la Francia medesima hà confessato il discredito di quest' huomo, quando l'ha fatta condurre, e lo fà ritener guardato in Pinerolo. Mons/ Vescova doveva veder di nuovo il Sig/ di Pomponne per haver qualche risposta e per saper quando fosse commodo à S. M.*»- di dargli audienza, e se in questa prima audienzia dovesse ô no entrare nel negotio.

Trà tanto questa Corte hà avuto qualche dubbio, che possa trattarsi una lega tra la Republica di Venetia, Pepublica di Genova, il Gran Duca, et il Duca di Parma, e .non hà dissimulato il sospetto havendone il Sig.'" di Pomponne detta qualche parola al résidente del Gran Duca et al Segretario di Genova. Questa sospetto puô haver havuta origine dal sentire che la Republica di Venetia faceva qualche provisione, il che hà data qui apprensione, e vi è chi crede che questa Corte non cosi facilmente fosse per mettersi à usar violenze per haver Casale quando vedesse apprestarsi una valida resistenza.

Le 17 mai 1679, le nonce à Turin écrit à Cybo: «On attend (FEstrées, mais il^ paraît qu'il n'a pas de mission du roi, qui d'ailleurs ne veut pas l'avoir à Paris. » Et, le 7 juin, il ajoute qu'on dit « que le cardinal est reparti pour Paris furieux, parce que la duchesse n'a pas cherché à le retenir. On dit aussi qu'il aurait proposé de la marier avec l'électeur de Bavière et de donner une fille de celui-ci au duc. Ce sont des racontars. »

Ce fut à la mort de Yarese que se mauifestèrent les véritables sentiments de l'archevêque Harlay de Champvalon à

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