‹ Innocent XIChapitre 75 sur 290 · COLBERT DE CROISSY MINISTRE · texte numérisé non relu

COLBERT DE CROISSY MINISTRE

contre il detto Arc.°, per la persecuzione che fà a i Giansenisti, il quai Arc.° essendo unito con M^^.Colbert, questi gli hanno dato il tracollo, ancorchè sia vero, ch'egli habbia contribuito non poco a questa sua disgrazia, coll'essersi mostrato tanto négligente nel far sapere al Re le cose più importanti del suo Stato, . . . ultima occasione, nella quale poteva ben credere, che trovandosi interessato il fratello d'un ministro di Stato assodato nel favore, e nella stima del Ee più di lui, non haverebbe mancato di far notare al Re quella negligenza, e di attribuire a questa, tutti i pregiudizii, che ne fossero potuti nascere.

Supplico V. S. 111.™^ di havere la bontà di non farmi autore di queste notizie, perche due Cappuccini che stavano nel Louvre, huomini virtuosissimi^ e che erano qui acclamati, e desiderati da tutto Parigi e da tutta la Corte, sono stati licenziati, senza che gl' istessi più confidenti del E,è habbiano potuto fargli restare, per esser stato supposto al E.è che dassero costà degli avvisi al Sig.^ Cardinal Cybo, e che parlassero, e scrivessero contre qnesto Arc.°, in occasione del morto Nunzio. La supplico ben vivissimamente a tener ricordata a Sua Em.^^ la mia umilissima^ et immutabile divozione, et a credermi sempre di V. E. etc.

P. 8. Vengo avvisato, che S. M. habbia destinato la carica di suo segretario di Stato degli affari stranieri, al Sig.^ Présidente Colbert, e che domani, ô l'altro si rispedirà il corriero che haveva mandate quà con questa nuova, e circa i di lui negeziati, parmi di peter credere, che camminino con quella félicita che qui si desidera.

Et, dans une autre dépêche du même jour, il ajoute:

Mons.^ di Pomponne parti da Parigi sabato dope pranze aile tre hore per andarsene a S. Germane. Quivi arrivate, Mons.^" Colbert fu subito a trovarlo da parte del Re ; e dope averli detto, che gli dispiaceva grandemente d'essergli portatere, et annunziatore d'una cattiva nuova, soggiunse, che S. M. gli aveva comandate di significarli, che non parendole, che gli affari délia sua cerona stessere bene nelle mani sue, desidera, che si disfacesse délia sua carica. Che S. M. glie n'havrebbe tenuto conte su '1

piede di settecento mila lire, e che per ricompensa de' servigi prestati alla M. S., ella gii aveva destinato un'annua pensione di 20/ni lire sua vita durante

MonsJ di Pomponne ricevè questo avviso con grand'intrepidezza, rispondendo, che gli dispiaceva di non haver liavuto maggior' habilita per meritare quel posto; ma che non cedeva ad altri nel zelo, e nella fede verso la M. S.

Prosegui Mons.^ Colbert, che S. M. giudicava bene, ch'egli tornasse quell' istessa sera a Parigi, e che medesimamente sarebbe stato a proposito, che si ri tirasse in quaJche luogo alla campagna per evitare la visita, et i complimenti de' suoi amici.

Mons.^ di Pomponne domandô à Mons.^ Colbert se poteva prima di partire havere l'onore di presentarsi a' piedi di S. M. ; Li fu risposto, ch'ella non desiderava di vederlo cosi presto, e che gli haverebbe fatto sapere intorno a ciô la sua intenzione.

Essendosene dunque tornato a Parigi verso le due hore dopo la mezza notte, fece chiamare in quell' istesso istante M.^' Pachaut, con dirgli con grande indiiïerenza, che non era più segretario di Stato, e tutto quello, che gli era occorso a S. Germano, e che andasse la mattina istessa cola per ricevere gli ordini del Pe.

Questo è tutto il seguito, e pare, che questa sua disgrazia non si attribuisca ad altro, che alla poca attenzione havuta in moite importanti occasioni di far'avvisato il Pe con la dovota diligenza di ciô che gli veniva scritto per corrieri espressi da' rappresentanti regii, il che era cagione, che si perdessero moite congiuntare. Dicono, che S. M. gli havesse alcune volte dato a conoscere il dispiacere, che li recava questa omissione, e che finalmente ha vende Mons,^ di Pomponne havuto un corriere di Baviera giovedi sera al suo arrivo in Parigi, in vece di tornarsene subito il venerdi mattina alla Corte, habbia trattenuto il corriero appresso di se, n-el quai tempo Mons.^ Colbert havendo havuto i dispacci del Présidente suo fratello, ne ha con celerità comunicata la sostanza al Pe, il quale avendo aspettato tutto il venerdi, e sabato mattina, e veduto che Mons.^ di Pomponne non compariva, chiamato Mons.^ Colbert gli diede la commessione sudetta.

Vanno in predicamento M.^ Courtin, il Présidente sudetto, Mons.r Pellettier, et il Vescovo di Beauvais. Altri dicono, che il

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