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LA POLOGNE ET LOUIS XIV

Le 3, Martelli annonce à Cybo que dans le gr. Conseil Mgr de Posnanie, par ses invectives contre le roi, a été l'occasion de la clôture de la séance. S. M. déclara plus tard que le Conseil était suspendu pour le moment, se réservant, selon l'opportunité, de le convoquer avant la date de la prochaine Diète. Le roi conclut en disant que l'on ne devait plus insister auprès des Moscovites touchant un secours en argent, mais négocier seulement en vue de la jonction des armées et que, en attendant, on devait continuer les négociations avec l'empereur pour la défensive et l'offensive contre les Turcs. » Les mêmes choses le roi me les a répétées, me promettant de m'envoyer un mémorial sur les négociations avec les Moscovites (i) >.

au Turc; au contraire, trouvant insuffisants les secours offerts par le Portugal il l'engageait plutôt à signer la paix ; mais que si les Turcs l'attaquaient, il n'abandonnerait pas le royaume. Et l'ambassadeur ayant répliqué que la Pologne espérait toujours dans l'aide du roi et d'autres princes unis au Portugal, le roi répéta que rien n'était suffisant pour soutenir une guerre aussi forte. Alors le comte Morsztyn finit par demandera S. M. ce qu'elle donnerait au cas d'une attaque des Turcs, afin que la Diète pût savoir comment se régler. Le roi répondit de ne pouvoir rien préciser en ce moment, mais que d'abord il voulait voir si les Turcs l'attaquent réellement.

(i) Le 7, il ajoute :

I punti che propose Mons^ Vescovo di Posnania contro il Rè furono ingmriosisstimi egli porto anche con vehemenza, come si sente e come mi riferirono la sera medesima Mons"" Vice Cancelliere, Monsr Vescovo di Chiovia e l'abbate Zcluschi e discendendo à divcrsi casi particolari voile mostrare che il Re con stratagcmmi procurava di opprimere la libertà délia Republica con vilipendio délie leggi e de Senatori, che vendeva la giustitia e cose simili ', aggiungendo che havrebbe provato quello che diceva allor che da alcun altri Senatori fu in fine ripreso et ammonito come calunniatore, benche nell' istesso tempo chiedesse perdono al Rè.

Dicono che S. M'a stesse per un pezzo ad ascokare con patienza ; ma poi si rizzô dalia sedia, chiamô Dio in testimonio che era calumniato et oppresso, e disse à Senatori che vendicassero l'ingiuria. I vescovi parlarono tutti à favore del Re come alcuni altri Senatori, altri tacquero altri dissero che il vescovo di Posnania haveva eceeduto ncl modo, ma che secondo le leggi

Innocent XI — III. 23

354 l'empire- et la Pologne.

Le 7, il écrit : « que le vsoir du jeudi, à la suite du scandale de Mgr de Posnanie, l'évêque de Kiovia avec celui de Kulm, vice-chancelier, sont venus le voir et lui

del regno ogn'uno ha la voce libéra, e si disuolse la sessione essendo partito il Re lacrimando dopo haver fatto parlare al Gran Concelliere il quale con poche parole mostrô l'offesa ch'era stata fatta alla Maestà Reale e che il Senato doveva vendicarla.

Il Vescovo di Posnania si trovava esacerbato. perche havendo domandato à S. Mta il Vescovato di Craccovia non hâve va riportata risposta favorevole.

La corte crede che sia stato stimolato et istrutto da altri maicontenti à parlare in quella forma benchè naturalmente il suo genio la porti a simili stravaganze, raccontandosi che altre volte hà parlato in publico ardentemente, tal volta movendo à riso l'audienza e tal volta producendo confusioni con mostrare un zelo indiscret© corne hà fatto questa volta.

La mattina seguente in parlare io al Vescovo lo trovai impressionato d'haver fatta una buona attione in servitio publico et in bene privato del Re che haveva detta la verità et aperta una ferita, che hora il Re havrebbe potuta medicare più facilmente ma non scppe celarmi la passione per la negativa havuta circa il vescovato di Craccovia. Procurai di farii conoscere che quelle cose non si dovcvano dire in publico che moite non si sarebbero da lui potute provare, se il Rè, come mi era stato accennato havesse premuto che N''» Sigre députasse i Commissarii per foi"mar giuditio sopra la pretesa calunnia : che se haveva quai cosa di sussistenza da avvertire à S. Mtà corne primo vescovo in servitio di S. Mtà e délia Republica come diceva doveva farlo privatamente da solo à solo. Che il modo col quale egli haveva parlato era atto à concitare seditioni più tosto che rimediare à i disordini ; Che il Re pensava hora alla difesa publica et alla guerra sacra e doveva essere animato ail' impresa particolarmente da Vescovi ; e mi dolsi che S. SrialUma havesse votato contro la lega coll' Imperatore.In fine restô che havrebbe data sodisfatione e domandato perdono al Rè come scrivo in piano. Quanto alla lega coll'Imperatore mi rispose che haveva detto che non si poteva fare senza il consenso degli altri Principi vicini, cioè del Re di Svetia di Danimarca dell' Elettore di Brandemburg et anco del Re di Francia. Gli risposi che si ricordasse di quello che gli havevo detto altro volte che la lega si doveva far solamente contro il Turco e che non poteva dar gelosia ad alcuno altro Principe ; ma viddi ch'egli haveva confuse le specie et era impressionato che hora non si poteva pensare a /ar leghe per non irritare altri Principi cose che sono state disseminate da quelli che sono contrarli alla guerra contro il Turco, e che vedendo il Re ben disposto pro-

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