MARTELLI NE PEUT VOIR LES MOSCOVITES
se prima non si guadagnasse, o dal Rè, ô da altri il Gran Cancellier medesimo à recedere dalla sua opinione, et a rendersi persuaso délia région % ch' egli forse non vuol conoscere. Ne sara hora fuor di proposito, che pur V. S. 111"''^ vada con più circospezione nell' insistervi anche per far lor vedere, che qui parimente ben si comprendono i finidiversi, che vi son dentro. Confesso à V. S. Ill"^^ , che la Santità sua non potea mai indursi à veder che la virtù eroica di tanti grandi non dovesse muoversi à cosî grave urgenza del Regno, e del Christianesimo, perciô non lascio ella di affaticarsi, e con gli ufficij, e colle opère, che à lei sono ben note, per contribuirvi dal suo can:o nelle forme più generose, e piii proprie del pontificio zelo ; ma hora che gli effetti mostrano il contrario, con puo la Santità Sua non amareggiarsene, e raccomandarne la causa alla Bontà divina, da cui auguro à V. S. ecc. (i).
Le 22, Martelli transmet à Cybo le rapport de ce que font les Moscovites (2) et il annonce que, ayant manifesté
(i) Le 15, Martelli l'avertit qu'on a tenu conseil des sénateurs pour voir si on pouvait concéder le passage par la Pologne en Transylvanie, de Achaia ministre de France, et on l'a concédée ne refusant pas le passage à des envoyés de princes. On dit qu'il y va pour arranger la prétention du prince à un crédit envers la France.
(2) Varsavia, 22 maggio 1680. Gli ambasciatori de Moscovia sono venuti quà conforme si sono dichiarati con prcsupposto di trovarvi i plenipotenziarii dell'Imperatore et del Rè di Francia per doversi trattare con questi due principi con la Polonia e con loro stessi una quadrupla Lega contro il Turco, e che cosi erano stati intenzionati dal referendario di Lituania che fù uitimamente spedito di quà ambasciatore a loro Gran Duca. E stato loro risposto nelle conferenze dà questi ministri e senatori che qui non si trovavano tali plenipotenziarii. Che quanto ail' Impre non si dispera che possa entrar nella Lega, ogni volta che habbia bene assicurata la pace neir Imperio, perche confinando S. M. Ces» coi Turchi è commune il suo interesse con quello délia Polonia, e délia Moscovia ; ma che rispetto al Rè di Francia il quale hà li suoi stati cosî lontani, e non teme délia potenza Ottomana. I Moscoviti havevano preso equivoco in credere che S. M. Xpma fusse per entrare in questa Lega, ma che bensi la M. S. s'era dichiarata di dar validi soccorsi alla Polonia ail' hor che questa insieme con i Moscoviti medesimi havesse intrapresa laguerra. In questo mentre gl'ambasciatori havevano fatte alcune proposizioni secondo l'instruzione che tenevano dal loro principe col supposto délia suddetta quadrupla
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au gr. chancelier de Lithuanie, chargé de négocier avec eux, le désir de leur parler comme a fait jadis Bonvisi à Vienne, ajoutant, si S. M. le voyait opportun, qu'il préparerait
Lega, e non volevano passar più avanti nelle loro negoziazioni se prima non havevano in scritto dall' ambasciatore di Francia e dal -Rcsidente Ccsareo iina dichiarazionc che essi non tenevano sopra di ciô plenipotenza ne ordine alcuno, asserendo che tal dichiarazione era nccessaria per loro giustificazione appresso il loro Zar per poter passarc ad altri trattati. Fu loro risposto che non sperassero taie dichiarazione in scritto, perche cio non s'usava ne si praticava dai rappresentanti di tali principi. Fecero poi instanza che l'ambasciator di Francia et il Résidente Cesareo fussero chiamati aile confcrenze insieme con loro, quasi che non s'appagassero di quello che veniva loro referito da ministri e senatori Polacchi ancorche il Résidente tusse prima stato da loro, et havesse dichiarato di non tenere la supposta plenipotenza. A questo fù parimente loro risposto che nemeno sarebbero intervenuti aile confercnze, mcntre non havevano perciô alcuna commissione. Ma finalmente fù accordato che essi s'abboccassero coU' ambasciatore e col Résidente in una stanza di palazzo intermedia all'anticamera regia, e quella ove si facevano le confcrenze alla prescnza di quattro senatori e taie abboccamcnto fù fatto lunedi 30 del corrente. Il Sigr Ambasciatore di Francia per quanto s'è detto dichiarô che il suo Rè non intendeva di far lega contro il Turco, ma che havrebbe dati validi aiuti alla Polonia se fusse seguita l'unione con i Moscoviti. 11 Sigr Rcsidente Ccsareo disse che non haveva plenipotenza, rimettendosi ncl resto à quello che s'era negoziato in Vienna con gl'ambasciatori Moscoviti che furono ultimamcnte à quella Corte.
Hoggi si tengono di nuovo le confcrenze trà i deputati e gl'ambasciatori Moscoviti, et appresso si dovrà scntîre come habbiano mutate le loro proposizioni, perche secondo che m'hanno detto due di questi senatori quelle che havevano fatte sin hora erano assai confuse, c pareva che i Moscoviti non volessero promettere d'uscire col loro csercito fuorc de' proprii Stati, ne attaccare i Tartari come c[ui si vorrebbe, quando i Polacchi si movessero contro il Turco, ma forse si vedranno appresso in scritto i punti délie proposizione già fatte, e di quelle che si faranno in avenire per poterne dare più distinta relazione.
Le 25, Cybo mande :
Se unité à i sensi délia scrittura, che V. S. 111. mi hà quà transmessa, e mi accenna a essersi mandata aile stampe da Monsr Vesc» di Kiovia, fossero le operazioni de Senatori, e di chi più puô, et hà maggior seguito in cotesto Regno, senza dubbio restarebbero superate le difficoltà, che hora s'incontrano, e per la lega difcnsiva con Ccsare, et per l'union dell' armi col Mos-