‹ Innocent XIChapitre 156 sur 430 · CYBO RECOMMANDE LA PRUDENCE AU NONCE · texte numérisé non relu

CYBO RECOMMANDE LA PRUDENCE AU NONCE

Le I" juin, Cybo écrit à Martelli :

Dalla copia, che lascio à S. S^-ï il Duca Radzvil d'una lettera scritta dal Rè di Polonia al Rè di Francia pregandolo de sussidii promessi, e di assicurar l'Imp-e, e l'Impsrio dalle molestie per yidur S. M'^ Cesarea à contrar la Lega offensiva, si fà il medesimo Rè conoscere per molto inclinato, e disposto à romper la guerra col Turco. Ma non vedendosi fino à quest'hora, corne V. S. 111'"» ancora osserva efTetti conformi à tali dichiarationi, e piîj tosto provandosene in contrario ; bisogna lasciar decidere al tempo la sincerità délie intention! ; E per parte di S. S^à convien trà tanto l'interpretare ogni cosa in buona parte, e con tal principio continovar nelle solite premure, et ufficij per la Lega almeno difensiva e per la buona corrispondenza trà Cesare, e cotesto Rè. Nel che non si puo prendere errore : con maggior moderatione perô corne già scrissi (i).

Le 5, Martelli continue :

Aile proposizioni fatte già dalli ambasciatori di Moscovia che mandai à V. E. le 7'^ passata furono per parte del Rè date le risposte secondo l'annessa nota che m'è di p^i pervenuta aile mani, e che pero qui si tiene ancora sécréta (2).

(i) Et, le 8, il mande à Martelli et à Bonvisi ; « quoiqu'il soit bien clair que la Pologne ne dit pas la vérité touchant la guerre et qu'elle mette en scène une fable pour servir plutôt à la cupidité d'autrui qu'à sa propre sûreté, il convient de dissimuler et de montrer la bonne foi, de continuer, même en termes plus prudents, les démarches et les offices pour conclure les ligues et maintenir la bonne correspondance entre la Cour de Varsovie et la césarienne » (a).

(2) Et il ajoute : Nella conferenza tenutasi con i suddetti ambasciatori mercordi délia passata, questi s'esteseio à promettere fino à 201" soldati, ma nel resto stetero nelle loro prime proposizioni. Il giovedi io viddi il Sig'Gran Cancelliere di Lituania il quale m'informô di quello che passava, mostrando che ail' hora sarebbero stati opportun! I miei uffizii coi medesimi ambasciatori, ma perche non c'era modo che frà di noi si potessero praticare le visite conforme altre volte accennai à V. E. io dissi al Sigr Cancelliere che non havrei havuto dificoltà di parlare in qualche giardino col secondo ambasciatore, poiche il primo è podagroso et à pena puô farsi

(a) Le 30, Bonvisi répond que des intentions de la Pologne il ne sait davantage que ce qu'écrit le nonce ; mais le résident impérial a toutes les plénipotences permises dans l'état des choses.

394 l'empire et la Pologne.

Le 12, il écrit que des difficultés ont surgi avec les Moscovites : 1° on demande qu'avec les auxiliaires que donnerait la Pologne ils envahissent la Crimée afin que les Tartares

portare al luogo délie conferenze. Il venerdi mattina la Mtà del Rè mandô dà me il canonico Kordwanowski il quale per parte délia M^à. Sua mi pregô di volermi trovare quell' istessa mattina nel giardino del Sig*" Gran Tescriere dove si sarebbe trovato anche il suddetto seconde ambasciatore Moscovita, e cosî fù fatto. lo nel principio dissi ail' ambasciatore che tutta la Christianità s'era rallegrata in sentire questa loro ambascieria, perche s'erano concepite ferme speranze, che fusse per stabilirsi la congiunzion delP armi con la Polonia, e che queste due gran potenze fussero per mvadere unitamente il commune nemico, ma che recherebbe grand' ammirazione à tutto il Mondo, se l'inclita nazion Moscovitica che hà tante gran

forze, e cheticne oltre huomini armati si volesse contenere nella sola

difesa, corne sentivo che havevano proposto i Sig^' ambasciatori. Fu lungo oltre due hore il colloquio che havessimo insieme, e l'ambasciatore mi referi diligentementc tutto quello, che havevano proposto per parte del loro Czar che concordava con la scrittura già transmessa à V. E. Mi disse che parlava meco confidentemente essendo io il legato del sacratissimo sommo Pontefîce Romano, il quale più d'ogn' altro deve premere nella difesa délia Christianità, che bcne sapeva gl'aiuti che il Saciatissimo Papa Romano haveva promessi alla Polonia, e quelli che procurava dà gl'altri principi à lui soggetti per la guerra cont.ro l'inimici délia S'a Croce ; ma sempre insisteva che io persuadessi al Rè et alla Republica di Polonia che volesscro accettare le loro proposizioni : et io gl' andavo sempre persuadendo esser necessario che tanto i SS^i Moscoviti, quanto i SS^i Polacchi dovessero invadere l'inimico con tutte le lor forze, perche sarebbe stata certa la vittoria, e che l'aspettarlo in casa propria non era buon consiglio. Moite furono le risposte e le reppliche, che io non posso referire à V. E. perche quel giorno istesso del venerdi ott' hore doppo il colloquio col suddetto ambasciatore mi sopragiunse una febre molto gagliarda, che poi hà preso il tipo di terzana con dolori di testa, i quali m'impediscono affatto l'applicare, e lo scrivere, e non hô potuto esser all'audienza del Rè benche l'havcssi dimandata prima che mi sopragiungesse la febre ; onde S. M. mando da me l'istesso Canonico Kordwanowski à cui referii nel miglior modo che potei tutto ciô ch'havevo ritratto dall'ambasciatore : ma havendo' i Moscoviti gran confidenza con questo Résidente Cesareo, egli fà bene le parti sue benche secretamente, e tratta con cssi e col Rè, e se pofrô havcre da lui una nota dclle sue negoziazioni la trasmetterô qui inclusa ail' E. V. L'ambasciatore Moscovita adduceva principalmente che la traduzione del loro grande csercito ne' paesi del Turco essendo cosî lungo il viaggio

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