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LE SAINT SIEGE ET LA MOSCOVIE

giudicialissimo, e per la giattura grande del tempo, e perché se si rimetterà intanto il fervore présente, si porra la cosa in maggiore pericolo. Che quanto m'occore referire à V. E. E le fo ec. ec.

somministrar l'aiuti alla Polonia per se stesso, e con procurargli dagl'altri Principi Christian!, e con esortare, et infervorirc il Rè, sendo in lega. E qui dissi oh quanto séria bene, che potessero cominciare insieme S. St^, et il lor Principe. Essere in questo un' impedimento, ch'era d'ostaculo à ciô, corne lo era stato al proseguimento de negotiati progiettati sotto Clémente decimo da] Sigr Paolo Meneses ; Che perô S. Stà haveva in animo di ripigliarli, quando si emendi quel che fecesi maie in l'hora.

Qui io dissi quai titolo era stato dato à S. S^à e mostrai quanto questi fosse alieno dall'uso degl'altri Principi, e dal dovere. Aggiunsi, corne gl'Imperatori dell'oriente, délia setta commune à quella di Moscovia, havevano usati i titoli di gran lunga diversi. In ultimo feci toccar con mano quanto esiguo, e basso fosse il titolo di dottore ; aggiunsi haver io commissione da S. Sià di trattare opportunamente, perche segua la communicatione ne vedere occasione migliore délia présente, che pero lo significavo ad cssi Sigri Ambasciatori, perche lo rappresentassero al loro padrone, al quale quando fosse piaciuto una cosa di tanta importanza, et utilità, haveria potuto dare à loro commissione di farne negotio meco, ch'io saputo, che essi n'havessero gl'ordini, haverei parlato sulla materia più particularmente.Risposero à questo gl'ambasciatori, che non eran consapevoli di quel che fosse succeduto in l'hora, ma che le pareva strano che il Santissimo Papa fosse stato trattato in forma, che potesse dolersi. Esser la lor Corte tenacissima de usi, e diligentissima, ne poter' essersi scritto, che colle formole solite, registrate nella Cancelleria. Poter' esser stato qualche errore nell' interpretatione, quando vi fosse qualche diversità col solito ; e conchiusero, che ne haveriano scritto, ma che dubitavano, se l'ordine potesse giungerle, credendo^ che non si tratterriano qui tanto tempo.

Io confesso, che la risposta mi diede fastidio, perche ero memore d'haver visto, corne nella continuatione del Bolando de Santi del mese di maggio dicesi, che à Clémente settimo (se non erro) fù scritto nell' istessa forma, che al decimo ; tuttavia risposi à loro, che mi dicevano, che si facesse confronto ; come rare sono state le lettere, onde non sapevo, se si conservassero, oltre il che, non qui, ma in Roma doveriano essere ; che in ogni caso questo titolo non si poteva giudicare décente, come fra l'altro mostrava l'usoaccennato dell' Imperatori Greci ; ma à quel che viddi, questo poco muoveva, per il fasto délia natione, per l'ignoranza dell' istorie, onde non le era ben noto quai fosse la loro grandezza, et in ultimo, perche come disse l'ambasciatore più vecchio, si devon in queste materie seguitare li stili proprii, e non l'altrui. Hor giudico, che se si troverà in quella Corte

Le 22, Cybo déclare à Pallavicini que S. S. espère beaucoup de son zèle et de sa prudence, en vue de la paix et de l'union du roi avec les généraux ; et pour que la nation se persuade qu'une guerre, même difficile et dangereuse, est préférable à une paix honteuse et ruineuse. «Que Dieu veuille que ceux qui affirment qu'ils travaillent dans ce but, n'agissent pas, au contraire, dans un autre. V. S. s'en sera déjà aperçue et devra m 'éclairer à ce sujet, car de ses nouvelles dépendent de graves décisions touchant Rome » (i). Le 26, le nonce écrit :

memoria de trattamenti vecchi, si vorranno seguire, ne si potranno rimuovere da ciô î Moscoviti.

Motivai ail' ambasciatori che modo stimavano buono per il trattare per quel caso, che essi non fossero stati qui in tempo, che si potessero haver le risposte del loro padrone, c non rinvenendone essi alcuno, motivai, se fosse piaciuto, che scrivessi al Meneses, et gli rifcrisse lo scritto da me à quel Principe, e mi rescrivesse quel che rispondeva. Piacque ciô agi' ambasciatori. Intanto se le farà vedere qui ne Concilii il trattamento degl' Imperatori Schismatici, e quel ch'è nel Vittorelli, se pure si troverà ; E nel Possevino, come Giovanni Basilio scrivendo al medesimo Possevino lo chiamaNuntio del Pontefice massimo. Potriasi mostrarle una lettera registrata in esso Possevino, e scritta al Papa con l'intitulatione : Pontifici Maximo magnus Moscoviae Dux, ma non hô per bene di metterla à mezzo, perché stimo sii ciô posto dall' autore, per denotare chi scrive, et à chi, non iscrittione del Czar.

Si prépara una memoria da darsi agi' ambasciatori per inviarla col primo corriere à Mosca, quai memoria si forma con tutti i riguardi dell' istruttione, e lettere suddette. Hor' in questa non si porrà quel che si prétende, ma i suddetti essempi. Questa memoria si farà qui voltarc in quella lingua, e tutto questo è stato stimato meglio per il fine, non potendo essere à mcno, che non si faccian gravi errori, ove le per3one non ritengano, ne sono perspicaci, e stassi aile note fatte da quel taie, che devono essere piene d'errori. Che è quanto m'occorre dire à V. E. E le fô etc.

(i) Le 16 avril, Pallavicini informe : « je réponds au chiffre du 22 touchant les individus qui en paroles disent travailler à la conservation du royaume et à la guerre, tandis qu'ils agissent contrairement. A dire la vérité j'ai surveillé les personnes que l'on m'a désignées comme suspectes et sur lesquelles planent encore des soupçons, toutefois, j'aurais cru être accusé de légèreté si j'en avais écrit à V. Em. Ce qui provoque particulièrement ces soupçons, c'est la croyance que l'on a, qu'il plait à la France que

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