DECISIONS DES POLONAIS
siva. Che intanto non si rompa il Trattato délia pace perpétua, nella quale perô quest' anno non si lavorerà.
In essecutione di questo si è fatto intendere agi' ambasciatori, che domani siino à prendre congedo dal Rè, e cosi faranno.
Fu considerata anco nel Consiglio la nécessita di procurare di mitigare i Turchi, et i Tartari molto irritati per l'animo dimostrato da Polacchi per i soccorsi demandati da principi Christiani, e per i Trattati con i Moscoviti. Hor' à quest' effetto si invierà ail' inviato, ch'è alla Porta una piena istruttione, nella quale se le suggerirà quel di piii che puo dire per coprire in qualche modo quel ch'è si è (sic) fatto qui, 6 almeno per vedere di raddolcire l'animo del G. Turco. Nell' istesso tempo s'invierà al Cham con titolo del riscatto délie prede fatte nel regno da Tartari, ma in effetto per far con esso simil ufificio, e per udire quel che proponesse, sendo lui sommamente informato dell' intentione del G. Sig''.
Ma per provedere piii solidamente alla propria sainte, il che non puô seguire senza una valida difesa, si parlô di fortificare maggiormente Bialacerquien, ove vedesi che tendono le mire de Turchi. Parlossi anco d'erigere alcune fortezze reali à confini bastanti à fare longa resistenza al nemico, e che pero consumeria molto tempo, e gente intorno à quelle, onde la Polonia non potria essere attaccata alla sprovista, e cosi con mantenere in piedi un numéro di gente minore à quel che hà al présente, sufificiente pero à presidiare le piazze sudette, verria à porre un argine al Turco, et à difficultar molto le scorrerie de Tartari. Ma la mancanza del danaro, sendo il regno esausto, ne potendosi per difetto d'autorità cavarne quel che puo dare, senza la Dieta sono cagione, che cosi speciosi, e necessarii pensieri abortiscano, ô moiono à pena nati.
In proposito dunque délia difesa, oltre la risolutione, che leggesi nel voto regio conclusivo de Postcomitii, altro non vi è determinato, che l'accennato di sopra, cioè tentare di mitigare il G. Sig'", et il Cham, e si puô farle apprendere non havere havuto i Polacchi tal' animo, quale hà fatto credere la fama.
Dicesi che l'accordo de Moscoviti con i Turchi contenga le conditioni seguenti, ma la notitia perô è molto in certa.
Che debbansi mettere in libertà scambievolmente i prigioni. Che da Moscoviti si cedano al Turco le terre de Siecz, che sono l'isole del Borestine, ove habitano i Cosacchi Zapporoviensi. Che i Cosacchi di quà dal Borestine, che sono passati ad habitar di là nel paese soggetto al Czar, doverà mandarsi à ripatriare. Che durante la tregua di 20
anni, il Moscovita pagherà annualmente al Cham de Tartari 20 mille Ungheri, e che nell' eseguirsi questo Trattato, le farà un regalo degno délia sua grandezza, e délie fatiche impiegate dal Cham.
Le 14, Cybo lui avait mandé :
Hà V. S. 111"^^ tolta ogn'ombra all'equivoco circa la mente e cooperatione de Francesi nel concorrere alla Lega coi Moscoviti, et alla rottura col Turco. Sarà difficile, che quà si creda, ô che Mons'^ Vescovo di Bovè habbia commissioni favorevoli alla rottura, o ch'egli voglia uscire un puntino de limiti délie commissioni medesime. E pero atto di gran prudenza il mostrar tal hora di credere cio che altri hà gusto che si creda.
Le 16, Pallavicini envoie trois lettres à Cybo. Dans la première il écrit : « Les Moscovites s'étant excusés de ce qu'ils n'avaient pu venir me voir avant leur départ, arguant que leur interprète, après la visite de congé chez le roi, était tombé malade, je leur ai envoyé le doyen de Varsovie qui connaît bien leur langue et je transmets le rapport que celui-ci m'a fait après sa visite aux ambassadeurs » (i). Dans la seconde
(i) Contenta colloquii cum Legatis Moschoviticis nomine lUmi et Rev^i Dni Nuntii Apostolici per Nicolaum Poptaroski Decanum Varsavien.
Primo praemissa officiorum, et bcnevolentiae Ilimi D. Nuntii in Legatos Moschoviticos contestatione exposiiit praenominatus Decanus zelunî, ac ingens desiderium eiusdem 111^1 pro communi bono, et conservatione totius Christianitatis magna ex parte nunc Otthomanicae sub iugo potentiae gementis. Quare non absque acerbioris doloris sensu percipere insperatum Nuntium de inito cum Turcis per Moschos foedere. Maxime cum per hoc optatissimae coniunctionis armorum cum Polonis spes omnino praecisa fucrit, et praeterea quod haec pax ipsimet Moschoviticae genti non possit esse, nisi perniciosissima, ruinamque ac vix eluctabile fatum allatura. Turca enim inimicus Cruels Christi infensissimus Religionis Christianae, ubi Moschorum gentem bellis nunc exercitam pacis dulcedine ac otii diuturnitate debilitatam, militemque arma deposuisse, ac ferrum rubigine obtritum, adverterit. Nihil minus quam insperatos aggredi, dominiaque ipsorum sub iugum suum mittere conabitur. Quare si quis sensus Christianitatis, religionis avitae, viderint DD. Legati quid de hoc cum hoste foedere cogitent, sciantque ubi ad aulam Ser^i Czairi redierint representare damna initae pacis, neglectae cum Ser'"» Poloniarum Rege ; bellicosissimo heroe, et hosti huic vcrc formidando, armorum coniunctionis, aliaque.
2° Quod in commissis habuit,rcpresentavit idem Decanus ingentem neces-