‹ Innocent XIChapitre 215 sur 430 · JUGEMENT DU NONCE SUR LE ROI · texte numérisé non relu

JUGEMENT DU NONCE SUR LE ROI

Le même jour, il écrit : « le résident impérial a réussi à avoir entre les mains deux lettres originales de Tokoli, invitant les Polonais à l'assister aux conditions indiquées. Il faut tenir tout cela secret autrement on ne pourra pas découvrir d'autres lettres. Le gr. chancelier, qui était contraire à la ligue défensive avec César, a cliangé d'idée parce que les rebelles, passant par la Pologne, ont saccagé ses terres, et il dit que cette ligue serait utile, regrettant que la France l'ait empêchée. Ce serait un grand pas et j'ai conseillé le résident allant à Cracovie^de s'aboucher avec le chancelier ; cette affaire doit être traitée palmo a palmo afin de ne pas la gâter, quoique mon avis soit qu'on n'arrivera pas à une conclusion si les français persistent à s'opposer ; à présent surtout, dans la croyance d'une prochaine rupture entre l'empereur et les Turcs, on sera à Paris plus difficile, trouvant la ligue utile à César. On devrait toutefois réfléchir qu'il y a un grand intérêt à secourir la Hongrie. » Et, à la même date, il continue :

Havevo in animo agguagliar V. E. del giuditio che io fô di S. M'^ e differivo per osservar meglio la sua condotta e genio; ma perché veggo che le informationi trasmesse da altri porgono occasione di darsi degli ordini prudentissimi et ottimi supposta la verità dalle medesime quali notitie pero non corrispondano al giuditio mio, ho risoluto di dire hora il mio sentimento, se bene desideravo di poterlo ô confermare ô migliorare can maggiori osservationi. Mi se è incaricato d'insinuare al Rè che si regoli con la sua prudenza e saviezza circa l'intentione che costà si è sparsa havere in ordine à stabilire la Corona in uno de' suoi figli, onde ovvii ad ogni sinistra opinione che da cio potria nascere e nocere à suoi generosi disegni. Che procuri di togliere le ombre che hanno i Grandi del Regno délia sua condotta e finire le gelosie che procedono dal veder più favorita da lui una parte, che l'altra. Che interponga efficacemente la sua autorità per riunire gli animi discordi e ciô per togliere il sospetto che tal uno hà che egli medesimo fomenti le disunioni per suoi disegni. Che si concilii l'aftétto del popolo mantenendo la loro libertà e sostenendo le leggi del Regno. Presupposto l'origine di ogni maie cne è la disunione degli animi et il poco zelo del bene

Il paraît que le grand duc de Moscovie est mécontent de la paix avec les Turcs, se trouvant exposé aux incursions des Tartares ».

publico, il che proviene à mio credere dal Denaro col quale alcuni sono corrotti da Miiiistri de Principi Stranieri, dall' inimicitie di una famiglia con l'altra e dalle ombre e gelosie e cose simili, seconde che parmi il Re diffetta,in non operare per porvi rimedio ; il che credo che procéda non da qualche gran disegno che habbia corne di fare il Regno ereditario, délia Sovranità ô da qualche altra idea o machina simile, ma perche non vuol travagliarsi come bisognaria con molta industiia e longamente desiderando molto il spasso et il proprio commodo. In oltre il Rè parmi di sua natura giornaliere, e che non pensi che al présente : hora un simil travaglio richiede una gran providenza. Da questo istesso giuditio anco che si ingannino quelli che stimano che machini grandi cose e che vi siino arcani impenetrabili nella sua mente credendo vero cio che mi disse un huomo perspicace che sono cosi segrete le cose sue che non le sa lui stesso, cioè che il Re non pensa molto et il mondo crede che habbi gran pensieri in capo.

Si vede bene S. M^^ di non essere an»ata, ma non vuole adoperare quelli mezzi che potriano conciliargli l'aftetto comune come saria se distribuisse generosamente le Cariche del Regno à persone più meritevoli e capaci.

Se trattasse con i Grandi, se gli udisse volentieri se gli accarezzasse.

La cariche per lo più non si danno à chi si dovrebbe : li Grandi sono poco uditi, mai possono parlargli in privato et à lungo ; ma solo alla sfugita, et in publico, non se li fà carezze, non si tratta con essi familiarmente, come facevano gli altri Rè, non si studia di guadagnar gl'animi ; cose tutte, che il Rè potria e sapria benissimo fare se volesse forzare il suo genio.

E' vero che S. M^^ ama la gloria, ma questo amare non è molto efficace. Il pensiero principale del Rè pare che sii di vivere et accumular denari, e che à questo tendino quasi tutte le sue mire. Per regnare hora qui felicemente vi vuol una grande industria fatica et attentione indefessa molta providenza et liberalità.

Per altro S. M*^^ non è di un naturaie portato molto ad amare e se tal volta ha mostrato piià propensione verso l'uno che verso l'altro, ciô non è stato per amore ma per ragione di stato : cosi nella differenza insorta fra il Rè il gr. gen.di Lituania et il Sapia,il Rè favori questo per essere contrario al Gran Générale suo inimico anche quando era privato e troppo potente.

Ho sentito lamentarsi alcuni dell'inosservanza délie Leggi, ma questi non odiano il Re per questo capo, ma per altro, et insistono nell'osservanza délie Leggi : che cio recheria à loro più autorità et utilità.

E ME Rî eu S TOK OL Y ,

HUNGARICORUM REBELLHJM DuX

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