INTROMISSION DU NONCE
on a consenti la subvention de 200,000 thaï, impériaux y comprenant parmi ceux-ci la moitié des subsides du pape à l'empereur, auxquels la Pologne aurait participé régulièrement, et qu'en surplus on avait accordé que l'empereur devait récupérer cette moitié lorsque S. S. aurait concédé les dîmes d'Italie, lesquelles, en faisant la ligue, auraient été toutes à l'avantage de la Pologne. Or, les impériaux protestaient que dans le texte on avait omis cette réintégration sur les dîmes à l'avantage de César. Le v. chancelier répondit en niant d'abord que les subsides eussent été accordés de cette manière, déclarant que la ligue devait se conclure selon le texte ou pas du tout. Les impériaux se plaignaient d'avoir à agir contre leur volonté, mais ils ne semblaient pas être tenaces tout en protestant contre les modifications et faisant aussi appel au roi, qui à plusieurs reprises se présenta dans la salle. Enfin ils conclurent qu'il fallait de quelque" manière indemniser César, et on décida, de vive voix, que l'empereur s'indemniserait sur les dîmes si on les concédait dans l'espace de quatre ans. Les impériaux voulaient encore d'autres modifications, mais contraints par la menace de tout annuler, ils finirent par signer avec les polonais ; ces débats ont duré 6 heures. Les impériaux se rendirent de suite chez le nonce apostolique pour se plaindre ; mais celui-ci en ayant déjà parlé aux ministres du roi, avoua aux césariens qu'on avait agi d'une manière violente et non habituelle pour ne pas perdre de temps ; et il tâcha de les tranquilliser (i).
(i) Suivent les observations au texte du traité :
Varsovia 7 Aprile 1683. — Giovedi prima d'entrare nella sessione
Dispiace al Nuntio chc nel §0 Et hec vera sul fine si dica indefinitamente che NroSigre ha mosso alla guerra favoribus subsidiorum promissis, perché questo si doveva omettere o al più dire secondo la verità che altre volte furano offert! sussidii.
Nel §0 Quo autem ove si assume N^o Sig^e per Protettore délia Lega, aggiungesi, ac in virtutc guarantie evictorem, e qui il Nuntio haveria voluto che si fosse detto che si supplicava N. S. che con gl'Ufficii paterni colla cura soUecitudine et autorità sua facesse osservare la Lega.
Nel § Quoniam vero dicesi per li 200,000 Tal. che l'Imperatore dà alla
Innocent XI — III 42
Le 14, il annonce l'arrivée des Moscovites, qui ont été reçus avec le cérémonial habituel. Ils présentèrent les lettres de créance au roi déclarant être envoyés par les Czars afin de
Polonia, che à Cesare à Sanct^o Pontifice ejusdem omnimodam sibi fieri compensationem curare liberum erit, di che non si puô sentire cosa più impropria, ne le Parti hanno havuto inanimo altro che l'Imperatore possa rappresentare à S. S. d'haver dato questa somma alla Polonia à sovvenirlo.
Nel §0 Promittit, ove si deve promettere, che S. M. Ces» passera gl'Ufficii opportuni, perché i Ministri di Spagna in caso dell' impositione délie Décime non impediscano di fatto l'csattione ne Stati del Re Cattolico in Italia, usasi questa forma impropria. Efficacissima interponenda officia pro extradendis Decimis. Qui anco dicesi quarum Decimarum subsidium usque ad honestam pacem duraturum soli Regno Polonie applicabitur come che sii cosa ; la sostanza délia quale, cada sotto la dispositione délie Parti.
Anco nella formula del giuramento, quale formula è insolita à farsi in questi casi, e délia quale si dolgono molto i Cesarei, come che pare che se metta tanto in dubio la fede di Cesare dicesi che non accetterà la relassatione del giuramento, quando anco fosse offerta, il che séria stato décente di tralasciare.
Queste sono le osservationi, che fà il Nuntio sîi quel che riguarda in qualche modo la Sede Apostolica : molt' altre ne fanno i-Plenipotentiarii Cesarei per l'interessCjhonore e decenza del loro Principe. Ma perché è piaciuto alla Republica à causa del grave pericolo accennato di sopra, servan poco queste considerationi per rimediarvi qui.
Pensa il Nuntio, che altrimente per parte délia S. Sede possa provedersi con dichiararsi N^'o Sigre nel ricevere il giuramento, che lo riceve et ammette solamente per il fatto délie Parti ô cosa simile. Molto maggior difficoltà haverà l'Imperatore, che è Parte del Trattato e dell'interesse del qiiale si tratta principalmente per la quai consideratione il Nuntio non è stato più sollecito, che di tirare dalli Plenipotentiarii Cesarei promessa, che quando fosse nelle lorô mani la minuta per essaminarla, prima di stipolare l'haveriano communicata a lui, che vi haveria potuto fare le sue considerationi e farsi intcndere sopra quello, che non le saria piaciuto.
Ha il Nuntio suggerito et è piaciuto alli Plenipotentiarii Cesarei che si riformi questa scrittura, variandola perô quanto meno sii possibile e salvo il sostantialc, e che si presenti la minuta al G. Cancelliere con tentare per mezzo di esso, se S. M. volesse nella sua ratificatione inscrire questa scrittura riformata in guisa di riferire la sostanza del Trattato, e non le précise parole di esso, con farsi l'istesso dall' Imperatore, e con non/porsiper extcnsum il giuramento, ma solo diccndosi che si giurerà secondo la formula accordata. Hor questa ratificatione potria porsi aile stampe, e divulgarsi, e su questa potria giurarsi non dandosi alla luce il Trattato già sot-