CONSEILS DU PAPE AU TRÈS-CHRÉTIEN
Se bene hô poco che aggiungere à quanto V. S. llln^^ avvisa haver detto al Sig"" di Croissy colla sua cifra de' 30 di Luglio nelle conferenze che hebbe seco toccante le istanze fatte da S. Santà con suo Brève particolare perche il Rè volesse togliere tutte le gelosie, che hanno dato, e daiiiio le sue armi ail' Imp'"^ et à suoi coUegati, acciocche povssa impiegare tutte le sue e le di loro forze per sottrarsi dall' oppressione, che gli minaccia il commun nemico délia Cristianità, hà voluto non dimeno N. S., che io replichi à V. S. 111"^^ [ medesimi motivi, e le sue continuate premure in una causa, che è tanto à cuore alla San*^ S. quanto, che si riconosce obligata di haverla, perché si procuri dalla vasta potenza del Turco di voler annichilare la Chiesa, délia quale è capo visjbile il Vicario di Christo. Dovrà ella pertanto rinovare à S. M. le piii efficaci preghiere, che stimo havrà di già fatto alla M. S. secondo il tenore del Brève, che se l'è inviato per corriero espresso, e rappresentargli vivamente, che N. S''^ non hà mai inteso, ne intende, che debba rilassare le pretensioni, che tiene colla M. Ces^, ma si bene che voglia sospenderle nel tempo, ehe valendosi il Turco di questa congiontura tiene assediata cosi strettamente la città di Vienna che si puô temere délia sua caduta quando le forze dell' Imperio fussero disunite, et obligate alla propria difesa. Il trattar la pace in queste contingenze è molto difficile da potersi conseguire, e l'Imp""^ non puo con- ' cluderla da se stesso, mentre sono in piedi le leghe à lei ben note, et il Visir, che conosce questa nécessita, continua ad ammassar nuova gente, et à moltiplicare le batterie, conoscendo chiaramente quanto à lui siano profittevoli le dilazioni, che portano seco i negoziati, che devono farsi con divers! prencipi, che vi hanno i loro particolari interessi. Iddio ha prosperato la persona del Rè, e la Casa reale con le sue grazie cosi abbondanti, che dal Rè medesimo non possono desiderarsi maggiori. E perché S. M. è débitrice alla bonta Divina in sommo grado, non puo nel corso di sua vita haver un' occasione ne maggiore, ne migliore per mostrarsi grato alla beneficenza di Dio, che la présente,
perpétuelle au ciel... V. S. pourra s'étendre davantage sur le sujet avec le P. La Chaise, lui rappelant l'obligation qu'il a de faire réfléchir le roi sur les nombreuses grâces qu'il a reçues de Dieu, et sur l'obligation qu'il a de lui correspondre ; aussi comme il agit mal si, au lieu d'offrir du secours dans les dangers de la chrétienté, il en empêche la défense, en inspirant des jalousies aux princes qui voudraient la secourir... S. M. a eu dans la Cour un témoignage funeste que, même les personnes dans la plus haute position, sont sujettes à la mort et à rendre compte à Dieu de leurs actions »,
che parla da se stessa, ne hà bisogno, che io ne faccia un' individua espressione, perché si tratta di redimere la Cristianità dalla schiavitudine del Turco, e da tutte le pessime condizioni, e lacrimevoli successi che porta seco la fortuna, e prosperità délie armi Ottomane. A me non resta che dirle d'avantaggio ch'ella deve impiegar tutto'l suo studio, e l'efficacia délie sue persuasioni per fare apprendere al Rè, che solo Dio deve essere l'oggetto délie sue pie, e magnanime deliberazioni à favore délia sua causa, e che S. M. havrà Dio per largo remuneratore di tutte le operazioni in una vita, che hà per confine l'eternità. E ecc.
Le 25, Bonvisi (i) écrit à Cybo :
(i) Il transmet aussi la copie de sa lettre du 19, au roi de Pologne : Ayvicinandosi V. M. per colmare le passate vittorie col soccorso di Vienna, e per acquistarsi giustamente il titolo di defensore délia Christianità, non posso frà l'acclamazioni universali contenere le mie proprie, corne quelio, che più d'ogn'altro sono interessato nella sua gloria, et oltre questi motivi, ne hô un'altro di grandissima consolazione per mè, parendomi che con la sua real venuta in questi paesi, mi si restituisca la fortuna, che già possède! di servirla attualmente come Nunzio apostolico, per supplire ail' assenza di Monsigi" Arcivescovo ci'Efeso. Piglio dunque l'ardire di suggerire alla M. V. alcune cose, che stimo profittevoli alla causa commune, riflettendo che mentre V. M. viene à liberare Vienna, il che riuscirà facilmente col solo terrore, che cagiona ne i Turchi, il suo glorioso nome e poi à dissiparli col valore, e con la prudente condotta, si prevalerà il Tekeli dell'assenza di V. M. dal suo regno, e délia richiamata délie genti Caesaree dalla guardia de confini, e farà crudelissime devastazioni nella Silcsia, Moravia e neil'Austria di là dal Danubio, onde humilmcnte la supplico di voltargl'occhi suoi providi, e benigni verso quelle afflitte provincie, e non permettere che qucllo scelerato ribelle si satij del sangue dell'innocenti, e si arrichisca con le loro sustanze, Ardisco dunque di suggerire à V. M. riverentemente, che l'esercito Lituano entrasse nell'Ungaria superiorc dalla parte di Monkacz, mettendola tutta à ferro, e fuoco, sarebbe obligato il Tekeli ad accorrere alla difesa délie cose proprie, et haverebbe un giusto pretesto il Transilvano di separarsi da 1 Turchi, per guardarc il proprio paese, e lo farebhe volentieri, prevedendo che sarà roi spogliato del Principato per investirne il Tekeli. In oltre se la gente Polacca, che non hà potuto seguitare la celerità di V. M. scendcsse divisa in due corpi ndll'altra Ungaria superiore dalla parte del Segusio, e di Trencino si troverebbe il perfido ribelle talmente angustiato, che non saprebbe dove voltarsi, e non potrebbe fidarsi di molti, che lo seguitano per puro timoré, ben conoscendo quanto li