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BONVISI FELICITE LE ROI DE POLOGNE

Conoscendo sempre più vive le premure di N. S^^ per l'abbassamento del nemico commune, non posso lasciare d'inculcare di nuovo sopra i Trattati délia Lega d'Italia per far in mare una diversione, non per acquistar paesi, il che richiederebbe troppo apparato, ma per difficultare il trasporto délia gente, e de viveri, per angustiare non solo l'esercito Ottomano, ma l'istessa città di Costantinopoli, che se vedesse cattivi successi nell'esercito, e si trovasse scarsa di vettovaglie, potrebbe fare qualche tumulto nell'assenza del Sultano. Questo Sig"" Ambasciatore di Spagna mi dice, che se potessero ottenere dalla Francia col mezzo di S. S^^ una pace stabile, 6 almeno una sospenzione aile già note pretenzioni, il suo Rè rinforzerebbe notabilmente le squadre, che à S. S^-^ riuscisse di ottenere dà altri prencipi ; Se S. B"*^ ne havesse positiva promessa dal Rè Cattolico,forse il Rè Christianissimo non molesterebbe ritalia per non disturbare una tal diversione. lo già mandai à V. E. la relazione del discorso tenuto con l'inviato di Francia, il quale non si è offeso dalla mia libertà, angi più tosto quanto à se l'hà gradita, et è venuto dà mè à pregarmi di suggerir mezzidi concordîa tanto all'Imperatore, quanto à lui, et io ho risposto, che se si trattasse délia générale, confiderei che si potessefare qualche cosa di buono, ma chè nella particolare s'incontravano délie difficultà, non per avversione, che havesse rimperatore al suo Rè,mà per non disgustare i collegati, che lo soccorrono contro il Turco, perché ho qualche rincontro, che al Rè di Francia sia dispiaciuto che dall'Imperatore non si li siano participati i suoi pericoli ho insinuato al Cancelliero di Corte, che piglino la congiuntura

sia vergognoso, e mal sicuro il dependere da imo schiavo del Turco. Supplico ancora humilmente la M. V. di considerare se fosse praticabile in sua assenza dal Regno di far uscire in compagna la prospoh'ta, almeno de' Palatinati più vicini.per fare un'irruzione générale nell'Ungaria ribelle,et anche nel paese adiacente del Turco, perché il nome Polacco è ridotto tanto formidabile à quei barbari, che non troverebbero alcuna resistenza, corne non l'hanno fatta in due incontri, che hanno havuti con poco numéro di essi. La sfera dell'attività di V. M. non si ristringe solo' ad operare con vigore dove si trova con la sua real persona, ma spandere la sua virtù ovunque arriva la sua prudente direzione ; E V. M. non hà dà essere liberatore di una sola parte, ma del tutto, onde confido, che haverà la bontà di esaminare questi miei humili sentimenti, e ne perdonerà la temerità, mentre, corne ministro di S. Stà, e corne antico servitore délia M. V. spero che saranno graditi. Prego intanto la Divina clemenza che la conduca con ogni prosperità, e la riconduca trionfante nel suo regno con piena vittoria di tuti i nemici del suo S Nome, mentre io con somma ecc.

délia condoglianza per la morte délia Regina, e mostrino tutta la confidenza, che puo praticarsi, senza turbarsi con le gelosie. Forse darà qualche dilazione alla rottura minacciata doppo il mese corrente lo spingersi dall'Elettore di Brandeburgo quasi tutte le sue forze per il soccorso di Vienna, perché non rimanendoneli tante da assistere il Rè di Danimarca contro la Svezia,che sarebbe assistita dalla Casa di Brunsvich la Danimarca sia-più cauta nell'intraprendere la rottura del Nort, anzi fà qualche progetto di soccorrere anche essa, sichè mancando alla Francia l'assistenza di queste due potenze, essendo deboli gl'altri suoi collegati, puol essere, che si verifichi quello, che si dice, che sia per sospendere la minaccia fatta délia rottura, e che la passi con un manifeste contro la Spagna, onde col guadagno del tempo, potrà S. S*^ adoprare utilmente i suoi paterni offizij, et animare S. M. Christ^i^ ail' impresa dell'Affrica, per domare pirati, et pirati, et assicurare i traffichi de suoi sudditi, e cosî con gran profitto del suo regno s'impiegherebbero le sue armi contro gl'infedeli, senza disturbare i commercii, che i Francesi hanno in Constantinopoli, et in Levante, che è stato sempre la rémora per non rompere con i Turchi. Suggerisco perché tutto puole giovare alla causa publica e sotto puonendo tutto all'infallibile giudizio di N. S'"^, et alla purgata prudenza di V. E. ecc.

Le 25, Bonvisi répond à Ranuzzi qu'il espère que le trèschrétien lui aura fait des déclarations plus rassurantes et que S. M. voudra ajouter à sa gloire immortelle celle de délivrer la chrétienté, qui serait perdue du fait d'une invasion du très-chrétien en Allemagne. « Je ne dis rien d'une invasion, n'ayant pas de fondement pour parler sur cette matière. Après avoir, il y a quelques mois, présenté un bref à l'empereur je n'ai pas eu ordre de négocier à ce sujet, car S. M. s'est montrée disposée à plaire au pape dans tout ce qui est possible, assurant que de sa part il n'y a pas de difficultés ; qu'il n'avait conclu aucune ligue offensive contre la France, mais seulement quelques défensives pour se garder contre les continuelles déclarations de réunion qu'on faisait à cause de la chambre de Metz ; car quoique cinq électeurs adhéraient à tout, quatre, les plus exposés aux premiers dangers, insistaient auprès des autres pour rappeler à l'empereur son devoir de les assister et les défendre. On ajoutait aussi que si l'empereur

DECLARATIONS DE BONVISI A RANUZZI. 727

avait signé une ligue particulière, tout se serait disloqué et personne ne l'aurait aidé contre les Turcs ». Et il continue :

... perche ogn' uno haverebbe abborrito le sue infrazioni de patti ; e d'effetto si è veduto, che per haverli conservati con buona fede, hà incontrata grandissima prontezza ne i prencipi, nel soccorrerlo, il che non sarebbe seguito, se si fosse separato da loro, e ciô non doverebbe dispiacerc à S. Mtà Xma, perche se dicono à V. S. lUma^ che non possono alfontanare le loro truppe dal Reno, per non lasciare in abbandono i prencipi, che seguitano il loro partito, cjuesti non hanno mai dovuto teniere stante la qualità délie leghe semplicemente défensive, et hora molto meno, che il maggior numéro délie truppe dell' Imperio è calato per il soccorso di Vienna, perô è piià forte ragione non puol' S. M. Ces» separarsi da i prencipi, che lo soccorrono, e sforzarli ad un trattato particolare, al quaîe répugna la pluralità de voti délia Dicta di Ratisbona, tanto più che le proposizioni, che si fanno, non toccano alcuna parte delli Stati patrimonial! di S. Mtà Cesa, ma de i membri dell' Imperio, et alcuni di essi asseriscono, Ch'il fare un' trattato particolare cambia solo la sede délia guerra, ma non l'estingue. Corne hô detto, udii già queste ragioni, et hora sentendo, che si manda à Ratisbona per trattare il Sig. Conte di Vindisgratz consigliero di Stato, mi feci Iccito hiersera di referire à S. M'a ciô, che V. S. Illma mi avvisava e lo pregai di darli le più piacevoli istruzzioni, che si potesse ; et egh sorridendo mi disse : V. S. ben sa, se il mio genio è totalmente contrario alla guerra, e se quando anche l'havessi diverso, io sia in stato di meditarla contro la Francia, trovandomi in Vienna in pericolo, e con l'Austria abbrugiata, e con l'altre provincie devastate dal passaggio di tanti soldati, che vengono per soccorrermi. Io nella Face di Nimcga lasciai Friburgo, che era mio patrimonio, e ritenni Filisburgo, che mi obbliga à tante spese, solo perche non potei negare à i prencipi dell'Imperio di conservarli quell' antemurale. Hô poi fatte moite leghe solamente per dcfenderli, et il dover non vuole, ch'io manchi di parola à chi mi aiuta. Hô sempre desiderato, e desidero di conservare fraterna amicizia col Rè di Francia, et in un' trattato générale farô conoscerli, quanto io sia inclinato alla pace. Non ritengo neir animo mio pensieri di guerreggiare col Re mio fratello, e cognato, ben sapendosi, quanio mi sia incommoda quella guerra lontano dai miei Stati, che non desidero d'ampliare da quella parte, ma solo di conservarli insieme con quelli dell' Imperio, perche il fatto mio consiste in liberarmi dalle vessazioni de' Turchi, e dilatare da questa parte i confini per assicurare Vienna, in caso, che adesso si liberi. Hô stimato bene di referire à V. S. lUnia questo discorso, acciô che veda, quanto sia moderato l'animo di questo prcncipe, e quanto poco utile possa havere dal far guerra alla Francia : ma l'honor suo, e le sue promesse, pare, che non li permettino di far trattati particolari, per non perdere tutti i suoi amici ; oltre che se si facesse un' aggiustamento universale, si potrebbe haver' soccorso di denari dalli

Spagnoli, e perdendo l'Italia le gelosie, si potrebbero metter' insieme moite squadre di galère per molestare il nemico commune, e S. Mtà Xma rimanendo in pace, e trionfante, potrebbe fare grandi acquisti contro quel barbari, et assicurare la propria nazione dalle loro continue prede. Altro non saprei aggiungere in risposta alla benignissima di V. S. 111""^^ fuorchè assicurarla sempre più del vivo desiderio, che hô di servirla, e di mostrarle con l'opère la grande stima, che faccio del suo merito singolare, ecc.

Le 26, Pallavicini informe Cybo que d'ordre du duc de Lorraine est arrivé le colonel Caraffa, qui donna des notices sur Vienne. S. M. a laissé en arrière l'armée et s'avance avec trois ou quatre mille soldats légers, pour explorer. Partout S. M. est reçue avec enthousiasme ; et l'armée s'est beaucoup augmentée ; mais les Lithuaniens ne sont pas encore arrivés... Il par-aît que l'argent impérial pour les levées n'a pas été remis à qui de droit et a été usurpé ; le désordre a été grand et on n'a su cela que trop tard. Et, le même jour, il accuse réception de l'avis (i) d'envoi de 100,000 fl. qui, avec les autres, forment 400,000 ; il en a informé S. M. ainsi que de l'espérance deN* S. en son triomphe (2).

(i) Le 14 juillet, Cybo l'avait averti qu'il avait fait transmettre cette somme, ajoutant que S, S. espérait que les mauvaises nouvelles des succès des Turcs contre les impériaux en Hongrie auront excité davantage l'ardeur du roi à entrer en campagne ; et à présent on n'attend que les preuves de sa valeur. Et, le 31, il répond que le pape a été bien content d'apprendre que S. M., selon ses projets, compte arriver à temps pour faire des diversions et arrêter ceux qui veulent défendre les révoltés en Hongrie.

(2) Le 8 septembre, il ajoute que le roi lui a répondu de Holbrun — à 4 lieues du Danube,— remerciant N.S. du nouveau subside, et l'assurant de son ardente volonté de se conformer à ses désirs : qu'il se trouve déjà à trois lieues du Danube, tandis que les troupes de la Saxe, Franconie et Souabe, plus près que la Pologne, ne sont pas encore arrivées : qu'on n'avait pas fait le pont sur le fleuve et qu'il fallait attendre pour le passer. Le roi écrit encore qu'il attendait le gr. général du royaume avec le reste des troupes, et qu'il s'était abouché, à son plus grand contentement, avec le duc de Lorraine qu'il a tenu au courant des faits d'armes. S. M. a répété la même chose touchant le duc a l'envoyé césarien, qui m'a écrit à ce sujet : Magna inter rcgem et ducem loharingix interccssit confidentia et vera amicitia. Le roi pour éliminer toute difficulté de cérémonial pour les préséances, a décidé qu'on doit tenir les conseils de guerre debout, sans s'asseoir.

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