PLAINTES DE BONVISI SUR LA SITUATION
sarebbe Sua Mtà passata inTirolo, ô à Ratisbona, et io con maggior difficultà haverei potuto segiiitarlo. Quando poi sentii dalla lettera di S. M., che non sarebbe passato più avanti, obbedii subito alla sua chiamata, e lo seguiterô per tutto, quando cio sia praticabile ; Ma bisogna che V. E. habbia la bontà di riflettere, che mi bisogna conduire molta gente, che tutta mi è necessaria, per scrivere, per dir la Messa, e per altri servizij, e che non riesce à mè di far l'istesso, che la un semplice cavaliero, che va con solo cameriero, mangia aile seconde tavole deir Imperatore, e per conseguenza vanno senz' alcun bagaglio con i cavalli da sella, che hanno, e stanno sempre attaccati alla persona deir Imperatore, e possono seguitarlo al primo avviso, che sentono, e per qualsivoglia strada, ma à mè danno sempre l'alloggio in parti lontane, e fuori de luoghi murati, in modo che si stà senz' alcuna sicurezza, e quando sono sopragiunti i pericoli, ne meno ho potuto sapere le risoluzioni che pigliavano, perché dà loro sono inseparabili le confusioni, e non hanno alcuna carità verso quelli, che li seguitano per servirli, e che non hanno alcuna pratica del paese, e délia lingua, e non sanno per se stessi quello, che devino fare ; Havevano risoluto di condurre l'Imperatore à Krems per avvicinarlo ail' armata, et hora considerano, che mentre questa opérera di quà dal Danubio, puol dair altra avanzarsi un gran corpo di cavalleria, com' è seguito ultimamente, ch' è stata battuta dal Sig^" Duca di Lorena, a pigiiar l'Imperatore à mano salva, et hora discorrono di andar al monasterio di Melk, che puol difendersi da una scorreria, e starci S. M. con i suoi consiglieri, ma à mè converrà stare nel villaggio aperto, corne segui quando ci passammo ; e non sô se N. S'^ voglia, che io mi espuonga à gravi pericoli nella dignità, nella quale dalla sua clemenza sono stato collocato, trattandosi diunaguerradibarbari, non di Christiani.Tuttavia se S. M. calera à basso piglierô tutti i partiti, che potrô, havendo grandissimo desiderio di aiutare la causa publica con l'opéra, e col consiglio senz'alcun riguardo di spesa, d'incommodo, ma i miei consigli sono sempre stati stimati buoni, e mai li hanno seguitati, e vedo che continuano nell' istesse negligenze, et ostinazioni, onde piii spero dalla misericordia di Dio> che dall' operazioni degl' huomini ; Et à V. E. ecc. P. S. Trovo che i miei consigli hanno havuto gran forza, e particolarmente quello di non cimentarsi col Re di Polonia alla disputa de' cerimoniali, e che pero faranno con destrezza svanire la risoluzione di S. M^'i di calare abbasso, si come confidentemente mi hanno detto .Mons^ Vescovo di Vienna, et il Sig'" Maggiordomo maggiore.
Dans la seconde, il écrit : « les correspondants de l'empereur au camp des Turcs, sont les princes de Transylvanie, de Moldavie et de Valachie ; ils espèrent que l'armée s'épuisera sous Vienne sans l'attaquer et profitent de toutes l.es occasions pour renseigner ; ils s'éclipsent au moment des batailles pour ne pas combattre contre les nôtres. Je donne en chiffre cet avis afin de ne pas leur nuire et pouvoir entraîner la ruine des Turcs, car il est probable que les révoltés, voyant ceux-ci battus, se révolteront contre eux pour se dégager et se faciliter le pardon de l'empereur. Dans dix jours nous saurons si Dieu veut user envers nous de sa miséricorde ; s'il le fait les Turcs pourront être battus, la défaite sera telle qu'on pourra rétablir l'ordre en Hongrie, pourvu que ne manque pas l'argent et que la France ne cause des divisions », Il transmet aussi la copie de la réponse du roi de Pologne, d'Olmutz, 27 (i).
Dans la troisième il rapporte : Windichgratz est parti pour Ratisbonne afin d'obtenir que les Français ne rompent pas les négociations en septembre, si on n'accepte pas leurs propositions, car cela ne peut se faire en aussi peu de temps. « Si l'honnêteté de la cause, écrit-il, ne retient pas la générosité du très-chrétien de cette invasion, celle-ci ne serait d'utilité
(i) Dal Sigr Conte di Schaffgotsch ci fù reso sin hieri il compitissimo foglio di V. S. Ill"ia tutto ripieno d'espressioni affettuose, e bcnigne ; Onde si corne hà incontrato in noi quel gradimento, che maggiore si deve alla stima, che facciamo del suo merito, cosî puô crederc, che non ordinaria sarà la consolazione di rjvederla. Del resto godiamo d'haver incontrato il pensiere di V. S. lUma circa le truppe di Lituania, ma sopra di ciô non possiamo precisamente al présente significarle cosa alcuna, stante che havendo il nostro Générale campestre cangiata opinione, e presa la marcia verso il fiume March, ovesento, si sii portato il Tekeli con un' partit© di Turchi, e Tartari, ciô impedisce à me pure il disegno, che havevo, e per il quale mi cro avanzato con -qualche migliaro di Cavalli leggieri, e lasciate indietro l'infanteria, e cannone, che con gran pena passerrano queste montagne, e ciô per abboccarmi col Sigr Principe di Lorena più presto fosse stato possibile ; Onde hoggi prendo il camiao di Vischau quattro leghe di quà, di dove si separano le strade di Krems, e Nichelsburg. E là attcnderô qualchc avviso del Sigr Principe di Lorena, e del Sigr Sienawski Générale di cam- • pagna per poter prenderc le mie risoluzioni. Intanto à V. S. lil'"^ ecc.