VIENNE EST DELIVREE
città, per darli nuova del buono stato, nel quai si trova doppo le ferite ricevute, e dice di esser partito lunedi 3 hore doppo mezzo giorno.
Referisce che il combattimento comincio il sabato, tanto dalla parte del Rè per uscir dal bosco, quanto dalla parte del S"^ Duca di Lorena per occupar il monte di Callenberg, e che la dominica mattina dà ambe le parti si rinforzô la zuffa, e si misero à sbaraglio i Turchi, e se bene era cosi grande il rumore, non volsero i Giannizzeri abbandonar gl'attacchi, ne uscire dà i fossi, dove furno poi tutti oppressi, assieme con gl'altri, che dall' Isola passando i ponti, erano venuti in loro soccorso. Occuporno i nostri tutto il loro cannone, il bagaglio e le tende, con haver messo guardie à quella del Primo Visir, dove si suppuone, che fosse un gran tesoro, e la sera stessa délia domenica il Rè, et il Duca di Lorena cenorno in casa del governator délia piazza Conte di Staremberg, per essere stati due giorni con solo pane e vino, e l'esercito con pane, et acqua per haver lasciato à dietro i carri délie proviande, onde l'esercito haveva bisogno di ristoro tutto il giorno di lunedi, ma s'era tutto messo in battaglia per seguitare il giorno seguente i Turchi, che si ritiravano verso la montagna di Vienna per calar verso l'Ungaria. Soggiunge il capitano che la città non si poteva tenere più che per 5 altri giorni, mentre per le morti e per le malatie si era ridotto il presidio à soli 4000 huomini atti à combattere, et era già volata la punta del baluardo Lebel, et il fondo del Rivellino : Spera pero che con le carni freschc molti soldati guariranno, e dice che trà il presidio, et il populo fossero morti di dissenteria sopra 20.000 persone.
Dice che avanti di lui era partito il segretario del Rè di Polonia per ragguagliar S. S*^^ (\q\ successo, e che si credeva, che Flmperatore entrerebbe il giorno délia Croce in Vienna per cantarvi il Te Deum, ma non vi si fermerebbe, stante la gênerai infezione.
Questi avvisi si hanno à bocca, mentre la lettera del Souches, si rimette al suo capitano, et mtanto l'Impératrice non riceve lettere, ne dair Imperatore, ne da i ministri, e senza di quella non vuole il
l'esclavage imminent. C'est à voir si on suivra mon conseil ; en attendant, il est certain que beaucoup de monde regrette d'avoir entraîné l'empereur au voyage et le majordome du prince Dietrichstein écrit ces paroles : nous sommes arrivés près de Krems, et nous ne savons pas où prendre terre pour \q ftusso di sanguc qui règne partout, et nous craignons de rencontrer des difficultés avec le roi de Pologne touchant le traitement, aussi nous eussions mieux fait d'accepter le conseil de ne pas partir. V, Em., conclut-il, voit qu'il ne suffit pas de parler clairement et avec vigueur lorsque le bon sens est contredit par la multitude. »
S'" Card^ Nunzio spedir per farlo con più distinte relazioni ; giacchè del primo felice successo sarà à quest'hora S. S^^ ragguagliata dal detto Segretario del Rè di Polonia, et è troppo in certo quelle, che si dice à bocca, non essendosi verificato,secondo le relazioni di questo Capitano, ciô che fù detto hieri dal S^ Principe di Dietrichstein, ch'il Rè di Polonia seguitasse i Turchi, onde non parve conveniente di spedir corriero, mentre si suppuoneva, che continuasse il combatti mento. E arrivato doppo pranzo un cavaliero, che hà confermato tutto.
Et, à la même date, il écrit :
Saranno forse precorsi altri corrieri, con Tawiso délia liberazione di Vienna, e con la vittoria gloriosamente ottenutasi dà i nostri, perche hiermattina passé un' offiziale spedito dal campo dal S"* Principe di Neuburg;o colonnello d'mfanteria, per ragguagliarne il Sig^ Duca suo padre, et asseriva di essersi trovato nel combattimento, e doppo pranzo ne passo un' altro alla volta di Brusselles, che il Sig^ Marchese di Grana teneva nell' esercito, per esser subito avvisato, ma niuno di loro portando lettere, e non havendone alcuna l'Impératrice ne dall' Imperatore, ne dà minîstri, stimai bene di non spedir il corriero, che tenevo pronto, perché dicendo i due, che passorno, che durava ancora il combattimento di là dal monte di Vienna con la cavalleria Turchesca, corne V. E. vedrà dal biglietto, che mi mandô il Sig^ Principe di Dietrichstein, poteva darsi il caso, che i nostri in esso restassero perditori, e che io havessi avvisato la pienezza di buoni successi, e che poi toltane la liberazione di Vienna, riuscissero cattivi. Perô aspettai sino all'ultimo punto délia spedizione dell'ordinario, e mandai quello, ch'era pervenuto à mia notizia.Adesso verso le due arriva un gentilhuomo dà Closter Naiburgo, e mi porta l'inclusa del Maggiordomo maggiore, che mando in originale, e non potendo più aspettare altre particolarità, spedisco il corriero con quello, che ho, e solo aggiungo, che un amico mi scrive, che i Polacchi honno trovato nel padiglione del Primo Visir 800.000 Ungari in oro, che saranno tutti loro. Pare che la strage de Turchi non sia stata grande, perché sono fuggiti, ancorchè alcuni l'amplifichino, ma io mi rimetto alla lettera del maggiordomo, et alla spedizione, ch'il Rè hà fatto costa, et à V. E. ecc. ecc. (i).
(i) Copia epistolae Cesarcae adEm^um Cardinalcm Bonvisium Leopoldus ecc. Rcvcrcndissimo in Xpto Patri, Domino Francisco S. R. E. Presbytero Cardinali Bonvisio, amico nostro charissimo salutem, ac benevolentiae nostrae affcctum. Rcvcrendf^e in Christo Pater, amice charissime. Innotuerit iam Rcvmae Paternitati Vestrae, quam prospero successu ad versus inter-