LETTRE DU ROI DE POLOGNE A LA REINE
Le 17, Pallivicini annonce que vers 10 h. et demie du matin est arrivé un ingénieur français très-attaché et de toute confiance à la Cour porteur de la nouvelle de la délivrance de Vienne (i) ; et que le roi n'a pas eu le temps d'en écrire à la
necinos Turcas, nostris auspiciis ab sociato exercitu pugnatum, hosteque castris opulentissimis exuto, et ad turpem coacto fugam, Urbs nostra Vienna nobis reddita sit. Agnoscimas tam velox subitumque beneficium à Cocli favore proficisci, et acterni Numinis bonitatem devoto, gratoque veneramur animo. Non possumus autem quin Summi Pontiiicis Sanctitatem, pari gratitudinis affectu percolentcs, eandem in tam insperatae felicitatis communionem vocemus, iiti ex hic coniunctis exemplaribus perspicietur Rev^ai" autem Paternitatem Vram simular certiorem reddere eidemque pariter gratulari voluimus, cum in armis nostris, et communi causa provehenda, luculenta prorsus sollicitudine sua, nobis hactenus suffragiis, et ofBciis alacribus adfuerit. Adeo amicam in Rev^a Paternitate Vra fiduciam collocantes, postulamus, ut quae iuxta insitam prudentiam, et compertum in nos, tum Rempublicam Christianam studium, ex usu imposterum fore censuerit, ea, qua solat, promptitudine nobis suggerere, ac Romae haud gravitim promovere velit. Nos profecto id vicissim cordi sumus habituri, ut Revn^ae Paternitati Vrae quibuslibet opportunitatibus constet, quam smgulari nostrae Caesareae gratiae, et bencvolentiae affectu eandem prosequamur. Datum in civitate nostra Vienna die 15 Septembris, anno 1683.
(i) Traduttione di lettera del Re di Polonia alla Serma Regina sua Consorte scritta del Padiglione del Gran Visir sotto Vienna alli 13 ybre 1683.
Il Nro Sigre sempre glorioso Iddio hà concesso alla natione nostra una vittoria ne i secoli passati mai sentita. Siamo Padroni delli alloggiamenti tutti dell'artigliaria, et altre ricchezze inestimabili dell'inimico, quale doppo haver lasciato coperta di Cadaveri una gran Campagna all'intorno abbandonati i guartieri, si è messo confusamente in fuga cacciandolo i nostri soldati avanti à loro corne un Gregge inermc et hoggi appunto i nostri medesimi soldati, hanno preso una gran quantità di Cameli, Bovi e pécore .conservate da Inimici, ne luoghi circonvicini. Molti desertano l'Armata Turchesca e si rifugiano appo noi specialmente i Renegati montati sopra belli Cavalli riccamente bardati. L'attione è cosî grande e quasi incredibile che non solo il Popolo délia Città, mamolti ancora fra nostri soldati non potendo persuadersela non la credono e temono che l'Inimico sii per ritornare. Per la celerità e confusione délia fuga l'Inimico hà lasciato in dietro tanta quantità di polvere et altre monitioni da guerra, che si valutano un millione. Nella notte passata (quai notte vorrei sempre haver avanti gl'occhi) la nostra marmaglia hà messo il fuoco in detta polvere che nell' ardere hà rappresentato una vera imagine del giuditio finale essendosi sentito un gran terremoto e nell' aria comparso un gran globo di fiamme
simile à certe gran nuovuole che surgono, tutto pero senza dannô d'alcun huomo. La perdita causata da questo incendio, si computa un millione. Il Visir è fugito con tanta precipitatione che appena hà condotto secô un sol Cavallo, e una sola veste. lo sono rimasto il suo Successore essendo toccato à me la migliore e maggiorç parte délie sue splendide richezze nel modo che siegue. Essendo io entrato nell' alloggiamenti d'Inemici e sovrastando al Visir che fuggiva presi un suo Cameriere, quale m'indicô la Tenda del Padrone, che in larghezza occupava tanto spatio, quanto ne tiene il giro délie Muraglie di Varsavia ô Leopoli. Sono in mio potere tutte l'Insegne che sogliono portarsi avanti al Visir, et hoggi hô mandato il Talenti à Roma per le Poste à portare à S, Stà lo stendardo di Mahometto consegnato dal gran Turcô al Visir, quando questo si messe in marcia. Sono anco in mio potere li padiglioni, e tutti i Carri con moite altre belle e ricche curiosità : et un gran numéro di Aschi faretre tempestate di rubini e zafiri di valore di moite milliaja d'Ungheri, e pur non è ancor registrata tutta la preda. Questa vittoria è cosî grande che non vi è comparatione alcuna fra essa e quella di Choccim e m'assicuro, che al mio ritorno V^a serenità non mi rimprovererà ciô che le donne Tartare rimproverano à loro mariti, quando ritornano senza preda : non sei huomo tu che venghi senza, perché chi è piià carico di prede è necessario che sii bravo sopra gl'altri. Ho un Cavallo del Visir con tutto il suo ricco ornamento : e poco è mancato, che non sii restato prigione il Visir medesimo. Il Chiaja primo CapodeU'Armata doppo il Visir è rimasto ucciso nel Campo con molti altri Capi più Insigni. Per l'Essercito nostro, si vedono in gran numéro Cimitarre coperte d'oro, ancorche ia notte habbi celate moite cose. Devo aggiungere qui coma i Turchi, se ben fuggano, non lascianopérô di difendersi con coraggio, e si vanno rîtirando con ordine. Sono stati abbandonati nelli fossi délia Città gli Janissari, che poi durante la notte sono stati tagliati à pezzi da nostri : la superbia e presuntione d'Inimici è stata taie, che mentre una parte combatteva in campo nostro Noi, l'altra osô attaccare la Città ; et in verità poco mancava à riuscirle l'intento. Io fô il conto, che l'Inimici senza i Tartari fossero 300.000 altri credono che sole tende giungessero à questo numéro e computando 3 huomini per ogni tenda fanno ascendere il numéro délia gente ad un numéro immenso, io perô stimo che le Tende fossero circa 100.000 almeno, è già una notte et un giorno che si spogliano le Tende indifferentemente da ogn'uno e quelli délia Città ancora sono usciti per essere à parte délia preda e con tutto ciô credo, che appena in una settimana saran spogliate affato. Nel fuggire i Turchi han lasciato molti schiavi presi nell' Austria, e frà questi moltissime donne de quali ne han trucidatc quante han potuto, vedendosene per i Campi moltissime occise, at altre ferite, frà le quali moite potranno sopravivere. leri viddi an bambino di 3 anni in circa molto'' amabile crudelmcnte ferito da quel Perfidi in capo e nella faccia. La rabbia poi del Visir si è estesa anco contro gPanimali, haveva egli in un Palazzo dell*