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ENCORE LA LETTRE DU ROI. 75I

Imperatore uno struzzo assai bello hor prima di fuggire ordinô, che fossi ucciso, acciô non ritornasse nelle nostre mani. E' difficile à dirsi quante delilie havesse quello Barbaro intorno al suo alloggiamento, vi haveva un bagno un piccologiardino varii animali, et un Papagallo, che se ne vollô. Hjeri fui in Città che certo non poteva sostenersi piij di cinque giorni. Non credo essersi mai viste mine simili à quelle .ch' han fatto sotto muraglie. Li Baluardi di somma grandezza et altezza e cinto di muro sono rimasti cosi sformati, che sembrano scogli terribili e sono cosî fracassati et indeboliti, che non potrebbeio più sostenersi. Il Palazzo deir Imperatore è rovinato affatto dal Cannone. Tutti gl' Esserciti, ogn' uno de quali hà fatto il suo dovere con molta bravura attribuiscono prima à Dio de gli Esserciti, e poi à Noi cosî gran vittorig., poi che à me è toccato il far testa al Visir che voltô tutte le sue torze contro il Corno destro ove io ero, in modo che al Corpo et al Corno sinistro dell' armata poco restava che fare : onde gl'Allemanni vennero ad unirsi à me. Quando l'Inimico cominciô a piegare e mettersi un fuga,accorsero ove io ero alcuni Principi dell' Impero e specialmente i'Etettore di Baviera, et il Principe di Waldeck stringendomi al collo e bacciandomi : Gl'altri Generali à gara procuravano bacciarmi le mani et i piedi ancora. Li soldati poi, Offitiali, e Reggimenti tutti, Cavallieri e fanti gridavano, Viva il nostro bravo Rè. et tutto (sic) mostravan un rispetto e riverenza taie che non mi ricordo d'haverne provato tali da Nostri-medesimi. Questa mattina sono venuti à trovarmi il Duca di Lorena e l'Elettore di Sassonia, che non potei veder hjeri per esser stati al commando délia parte più remota del Corno sinistro, al quale io havevo aggiunto il Maresciallo di Corte con alcune Compagnie d'Ussari. E' venuto anco è trovarmi Io Staremberg Governatore délia Città, e tutti questi mi abbracciano e bacciano, honorandomi col titulo del loro Salvatore. Sono entrato in Città, et andato publicamente in due Chiese, dove essendo accorso tutto il Popolo a gara mi bacciavan le Vesti, le mani, et i piedi, et alcuni toccandomi solamente gridavan permettere ô Rè di bacciare una destra cosî potente volevan tutti gridare viva il Rè, ma io pregai l'Offitiali Allemanni è farli tacere, ma non fu possibile essendosi frà la turba alzata la voce viva il Rè. Pranzai appresso il Governatore délia Città, e poi mi ritirai à quartiere : che accompagnato da tutto il Popolo sino aile Porte délia Città e servito da Principi sino al Padiglione. L'Imperatore mi fa hora sapere, che si trova lontanô da noi una sol lega, ma io difficilmente m'abboccherô con esso dovendo affrettare per perseguitare l'Inimico. Nel conflitto sono restati molti morti, e specialmente li due già riferiti dal Dupont cio è Io Starosta di Halicia et il Tesoriere di Corte de quali non posso fare mentione senza lacrime. Dalla parte degl' Allemanni è rimasto ucciso il Principe di Croij con altri Signori di conto, et il fratello del medesimo Croij è stato ferito d'un colpo di moschetto. Il Pe d'Aviano che non cessava di bacciarmi

asserisce d'haver visto volare sopra la nostra Armata una Candida Colomba, Hoggi ci nuoviamo per seguire l'Inimico in Ungheria. L'Elleltori non vogliono in modo alcuno slontanarsi da me, tanta è la gratia e beneditione di Dio sopra di Noi, del che sit in secula honor illi virtus et gloria.

Quando il Visir s'avvide di non poter più resistere, chiamati a se i iigliuoli proruppe in un pianto puérile, e poi voltatosi al Cham de' Tartari le disse : ajutami tu se poi, al che questo risposc, noi conosciamo pur troppo il Re, non potremo resisterci, e perciô debbiamo pensar à casi nostri, a fine di poter scampare. Patiamo qui un cvcldo e sete si grande che viviamo quasi col solo bere. Appunto hora si è trovato un numéro incredibile di Carri di polvere e piombo, oçdc non sô come gl' Inimici potranno difendersi, e che cosa spararanno contro di Noi. In questo stesso punto ci vien avviso che i Turchi habbino abbandonato nel Camino varii pezzi di Cannone minore ; dunque hora montiamo a Cavallo verso l'Ungheria marciando aile spalle dell' Inimico. Onde come io hô insinuato altre volte ci rivedremo coll' ajuto di Dio Gsvii (sic).

L'Elettori di Sassonia e Baviera si sono strettamente obligati di volermi seguire sino ail' ultimi confini del mondo. Intanto dobbiamo slontanarci dî qui presententemente due leghe per il gran fetore che essala da tanti Cadaveri d'huomini Camelli giumenti e Cameli uecisi. Hô scritto al Rè di francia dandole parte come a Christianissimo délia Vittoria, e délia liberattione délia Christianità pericolante. Il nostro figlio con un animo imperterrito e stupenda generosità non si è mai staccato dal mio fianco e fra le grandi fatiche e patimenti sofferti, si mantiene sano e diviene sempre più generoso. Tratta coU' Elettore di Baviera che di continuo mi visita, et hjeri havendo saputo, che io era appo il Governatore fu subito à trovarmi con amore e confidenza fraterna, e le fà parte délie proprie spoglie. Il giovane Principe d'Hassia Cassel, che solo mancava è venuto da Noi. Questo nostro Essercito è simile à quello che Goffredo condusse in terra Santa. Il nostro figlio Alessandro hà di che congratularsi e rallegrarsi, perché la sua Compagnia è stata quella, che hà rotto il Visir, e si è acquistata una somma gloria appresso tutto l 'Essercito. Il Sigr Conte stà bene, ne mai si (sic) slontanato un sol passo da me. AU' Elettore di Baviera che è sempre meco hô dato 3 miei Cavalli e la Bandiera del Bassa d'Egitto parte dell' Artiglieria. E li darô anco qualche altra bella curiosità acciô la mandi alla Delfina sua sorella, la quale ai Re di Francia che le disse : cosî dunque il vostro fratello soccorre l'Imperatore ? rispose : mio fratello fà quello che deve per l'imperatore e la Patria. Di momento in momento se m'apportan moite bandiere et Insegne fre le quali ve ne sono moite di quelle dette Bonczuchi. In somma l'Inimico è intieramente disfatto, e colla fuga sola s'hà salvato la vita. Si rallegrino donque tutti, e r^ngratiino Dio, che non hà permesso agi' Infedeli d'insultarci, e chiederci per ischerno, ubi est Deus noster. (a)

(a) Cette lettre à déjà été publiée avec quelques légères variantes.

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