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RAPPORT SUR LE FAIT DE BARCAM

que les armées de l'empereur et de la Pologne suffiront à faire

tele ultimamente dal gran Sigre, tutte fresche e bene aU'ordine e condotte da i 6 Bassa e due Visir. La nostra vanguardia trovandosi cosi inoltrata nel grosso deirinimico ne potendo ritirarsi à causa, de' Dragoni mal provisti di Cavalli, et essendo affatto scoperta à moschetti de' Turchi, da quali riceveva non poco danno, avvisô il Re dello stato pericoloso nel quale si trovava. S. Mtà transportata dal suo gran coraggio, presi seco alcuni de' squadroni più vicini alla sua Persona, corse à briglia sciolta in soccorso de' suoi J ma non ostante questa gran celerità e diligenza sopragiunse già quando la vanguardia era stata caricata e respinta con gran vigore dall'lnimico. La presenza del Re rimesse subito le cose in miglior stato ; ma prima di potere ordinare in lattaglia la poca gente che haveva seco il Nemico l'attaccô tre volte con un impeto straordinario per la ferma speranza di rimanere Vincitore, stante l'avviso datole da alcuni Prigionieri, che il grosso dell'Armata Polacca e tutta la Cavalleria Alemanna era molto lontana, come era in effetto. A questo fine per far maggior mostra di se, e cagionare timoré ne' nostri si allargô nclla Campagna, e diede il quarto attacco, onde i nostrî ch'erano inferiori di numéro, quattro volte il suo furono costretti à pigliar la piega e disordinarsi è perô vero che si rimisero insieme subito che viddero la Cavalleria Todesca comminciare à comparire nel piano. Alla prima fermata de' nostri fece alto ancora l'Inimico, et ancorche non havesse vista ne la Cavalleria sudetta ne la Polacca con l'Infanteria e Cannone che marciava in un fondo alla ripa del Danubio, non ardi incalzare maggiormente i nostri, ma andô ritirandosi nel suo Campo. Rimasero in questo rincontro uccisi dalla parte de nostri circa 200 Dragoni e qualche numéro de Cavalli ; ma quello che fù più considerabile in questa attione fu il gran pcricolo che corse il Re et il Principe Giacomo suo Primogenito, atteso che la M^à s. non voile mai ritirarsi che quando vidde le cose ridotte all'estremo, essendo rimasto alla coda délie sue truppe e più vicino al Nemico, accompagnato solamente da 6 de' suoi. Fra in morti alcuni Signori di consideratione e specialraente il Palatine di Pomerania il di cui cadavere, come anco quelli dell'altri sono stati poi ritrovati senza testa, havendola i Turchi recisa à tutti per mandarla in segno di vittoria al Gran Turco ; ma fu di poca durata l'ailegrezza loro e séria stata anco più corta se l'ala dritta dell'Armata Impériale fosse giunta un poco prima, et il giorno fosse stato un poco più longo perochè S. Mt^ unitasi con il Duca di Lorena voleva tornare- subito ad attaccare l'Inimico, il che non potè fare per le cause sudette onde fu necessario differirlo al giorno seguente. Fermossi dunque S. Mtànell' istesso luogo ove haveva incontrato il Duca di Lorena, et ivi pernottô. L'avviso di questo successo portato da Turchi subito al Gran Visir fece risolverlo ad inviare due altri Bassa con le loro truppe in rinforzo del nuovo Bassa di Buda, con ordine di marciare à dirittura contro i nostri e di attaccarli anco

des progrès contre les Turcs, mais il faut que tous, durant l'hiver, renforcent les armées ».

dcntro i proprii allogiamenti. In essecutione di quest'ordine vennero i Turchi la mattina seguente per attaccarci, ma la cosa non li riuscî cosî facile e prospéra corne credevano. Imperocche il Re la mattina istessa si era messe in battaglia con animo d'andare à cercare l'inimico. Avvicinatisi i due Eserciti, i Turchi si gettorno sopra la nostra ala sinistra composta di Polacchi e Tedeschi, commandati tutti dal Palatino di Russia Gran Générale del Regno, e l'uni e l'altri sostennero con gran vigore l'inimico. Nel medesimo tempo il Re facendo affrettare i passi all'Ala dritta, ove era in persona si slargô à fine di mettere in mezzo l'inimico et il corpo di battaglia animato dall'essempio dell'ala dritta e dalla presenza del Rè, marciô con tin brio et ardore indicibile.contro il grosso de' Turchi che ben presto comminciorono a vacillare : il che veduto dal Duca di Lorena fece inoltrare di galoppo alcuni squadroni per battere l'inimico ai fianchi, onde questo vedendosi insufficiente per resistere ad un si gran urto piegô affatto, e si messe disordinatamente in fuga, alla volta del suo Campo sotto Barcan ; non tutti perô presero la strada istessa ; ma alcuni corsero verso il fiume Gran con animo di passarlo à nuoto, il che non li riusci ; ma vi perirono tutti, altri si ritirorno in Barcan medesima doppo haver iasciato il Campo. Già mai Capitano ha saputo profittare cosi bene délia vittoria, corne hà fatto i! Rè in questa occasione : perché S. Mtà vedendo l'inimico in fuga ordino subito che s'assaltasse il forte, la Città et il Ponte ; quelli furono ben presto in potere de'nostri ; et il Ponte si ruppe sotto il grave peso de' Nemici affollati sopra quello per passarlo, e nel rompersi si vidde un spettacolo simile à quello successo già inanzi à Roma, quando Constantino restô vincitore di Massentio; gran parte délia Cavalleria corse a precipitarsi nel Danubio cieccamente con speranza d'evitare nell'acque la certa morte che le sovrastava in terra, ma restorno delusi di questa loro speranza essendovi rimasti tutti annegati ; e se tal uno sostenuto dalla forza del Cavallo résisté qualche tempo alla violenza e rapidità dell'acqua, ciô non li servi ad altro ch'à rendersi bersaglio de colpi d'un gran numéro délia nostra gente sparsa per la riva del fiume e quelli che transportât! dall'acque cosî lontano da non poter essere colpiti dalli Archibugi e moschetti, erano miseramentc uccisi dal Cannone caricato à cartocci per farne maggior stragge. Alcuni sendosi spogliati et havendo abbandonati i loro habiti sulla ripa si gettorno in acqua con animo di salvarsi suUe tavole del Ponte rotto, ma neanco ciô le riusci, e fu cosa veramente miserabile il vedere più di 800 huomini offatto nudi che venivano uccisi da nostri prima di potere uscire dall'acqua.In tutta quest'attione perô non fu cosa più terribile di quella quando i nostri impadroniti délia parte del Ponte, ch'era verso Barcan taglierno à pezzi e gettorno scmivivi nel fiume un gran numéro de' Turchi che v'cra sopra, in modo che

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