LA MISSION DU POLONAIS EST DÉSAVOUÉE
s'attribuisce in gran parte al Rè, perché et hà coperto colla sua Armata chi stringeva più da vicino la Piazza, et il terrore del suo nome è da credere che habbia havuto gran forza, e sii stato molto valevole per indurre l'inimico prontamente alla resa, del che anco è argomento che questa fù fatta nelle mani del Rè, corne mi scrisse il Sig'^ Inviato Cesareo. La Regina, che sommamente si compiace délia gloria del Rè suo Consorte e degli honori che riceve, ne mostro un singolar godimento e m'incarico di ringratiare humilmente S. B^ ecc.
Mais, le 6, il écrit :
Mons^ V. Cancelliere hà un figlio, che hà voluto mettere nel ministerio, quale non per difetto di età, essendo maturo, ma per non havere queir intendimento che si richiede per tali Cariche hà reso poco servitio à questa Corona con dispiacere di chi zela l'honore di essa. Egli è quello, ch'era in Francia i mesi passati, e poi è passato in Inghilterra, indi in Olanda havendole procurato il Padre guest' impieghi più per honore di lui, che per il caso che si facesse délie cose appoggiatole, havendosi poca speranza délia riuscita per la natura intrinseca délie cose medesime. La principal sua incombenza era di rappresentare à questi Potentati la risolutione presa qui di far la guerra al Turco e chiedere ajuti e sussidii, Questo ha fatto in F'rancia et in Inghilterra, ma senza frutto, e doveva, farlo in Olanda. Ivi datisili secondo il costume di quella Republica Commissarii, questi entrati in conferenza seco perché li Stati generali non hanno hora cosa che più li travagli e metta in apprensione, che il timor délia Francia, nel trattare sono passati à dire, come meritava di considerarsi se hora tornasse più à conto il continuare la guerra, ô fare la Pace col Turco, potendosi adesso fare questa con gloria, honore e vantaggio, accennando nell' istesso tempo che Cesare nella futura Campagna non haveria potuto havere forze sufficienti par agire contro il Turco à causa de moti di guerra délia Francia. Ne qui si fermo la cosa perochè mostrando, come credo l'Inviato l'animo del Rè di continuare la guerra, stimorno quel scaltri huomini dî dover proporre altro mezzo per il loro fine. Dissero dunque, che se questa guerra doveva continuarsi perché la Polonia non haveria potuto farla da se sola con validi sussidii da darsele, e con prendere il Re sopra di se il garantire l'Imperatore per rUngheria, onde S. M. Cesarea potesse voltare altrove sue armi tanto necessarie per resistere à chi hà nell' animo gran conquiste e minaccia i Stati altrui.^ Hor l'Inviato mal prattico porse orecchi à tal propositione in modo, che entro in formaltrattato e si passô ad essaminare di quante forze devria esser l'Essercito Regio in questo caso. Che Levé
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le convenisse fare di Fanteria Alemanna di Cosacchi e di Cavalleria, in somma si fece in brève un regolamento dell' essercito e fatto questo successe la consideratione délia spesa, et à questa il calcolo de' sussidii necessarii, et havendo i Commissari detto, corne dalle cose concordate parevan bastanti 100.000 Tallari il mese, l'Inviato condescese à cio, il che riferitosi à Stati e participatosi à Ministri de Principi Collegati, n'è stata fatta speditione ail' Imperatore.
Questa nuova giunse qui hieri sera, e la Regina con i Senatori, che sono presenti ne senti un straordinario dispiacere per varie considerationi, che possono facilmente farsi, ma sopra tutto, perché niente puô spiacere maggiormente che il dubio, che ciô possa far cadere in mente alla Corte Impériale che si puo in qualche forma- non proseguire dall' Imperatore questa guerra contro il Turco, parendo che questo possa rallentare le preventioni et intepidire quel fervore che è sommamente necessario, non meno per la continuatione délia gloria che per la salute Commune. La M^à délia Regina, et il consiglio han mandato hora da me per ragguagliarmi di tutto ciô, e fare un espressa dichiaratione, che l'Inviato hà trapassato di molto le sue Istruttioni, che non si estendevano à questo, richiedendomi di voler subito participar ciô al Sig'" Cardinal Bonvisi perché alla Corte Impériale non si dii orecchio à questo pensiere, e si estingua sul nascere, e si habbi per una Chimera, come è, facendosi à quest'effetto una speditione straordinaria à Lintz.
Jo dunque doppo d'haver fatto questo col Sig»" Cardinale, hô stimato bene di partecipar lo anco in questa somma angustia di tempo à V. E. perché se trapelasse all'orecchie di N^° Sig^^ questo successo, non se ne facci caso, ne si turbi puiito il suo animo, anzi si conforti vedendo la buona intentione che vi é. Penso, che il Sig"^ Inviato Denhoff farà simile espressione, come si è concertato con questi ministri, non potendo parlare alla Regina, trovandomi in letto per un'a flussione.
Sono giunte qui lettere del Campo Regio con avvisi che S. M.haveva già passato Cassovia e la lasciava aile spalle sendosi separato dal Dunevvalt, onde quello, che hô significato à V. E. colle lettere de 5 corr^^ che speravo che S. M. havesse preso risolutione di venire alla forza contro i Rebelli cessa per hora. Penso perô che forzerà E periesi che nella distributione de' quartieri é toccato à Polacchi, et il Techeli, l'ha presidiato ; l'operare di questo perfido anco verso il Rè, doveria eccitar contro lui il Regio sdegno, ecc. ,
Le 7, Bonvisi transmet à Cybo trois lettres; dans la pre-
BONVISI CONTRE l'aMBASSADEUR d'eSPAGNE. 8oI
mière, il mande : «V. Em. verra ce que vient d'écrire Ranuzzi ; elle sera étonnée aussi d'entendre que l'ambassadeur d'Espagne dit : que tous les ministres du pape sont devenus français ; c'est la seule phrase dont il se sert pour désigner ceux qui ne partagent pas ses passions. J'en ai parlé à l'empereur qui en fut également surpris, car ce sont les Erançais qui ne veulent pas conclure la trêve, afin de ne pas perdre les avantages que leur vaut l'état de guerre entre César et la Porte. S. M. ne s'y est pas trompée, car l'ambassadeur de Erance avoua ne savoir que répondre, mais qu'il croyait qu'on refusait la trêve pour ne pas perdre une armée, par laquelle le très-chrétien pourrait étendre ses conquêtes, et que, durant la trêve, il était obligé de se tenir toujours armé... J'ai conseillé à l'empereur de ne pas perdre l'espoir de conquérir la Hongrie, en se laissant entraîner par l'ambassadeur d'Espagne, et S. M. me répondit : qu'elle voulait continuer la guerre en Hongrie, étant convaincue que les Turcs veulent se venger. J'ai découvert aussi que le même embassadeur pousse l'empereur à taire la paix avec les Turcs, afin qu'il puisse se tourner contre la Erance ; je tâcherai de décider l'ambassadeur de Venise en faveur de la ligue ». Et, dans la seconde, il informe :
Vedrà V. E. quello che hô scritto à Mons^ Ranucci con l'ultima posta, e credo che V. Em^^ udirà con maraviglia la gran commotione di questo Sigr ambasciatore di Spagna per il pensiero, che mi vanne, discorrendo familiarmente con lui, trasportandosi col dire, che tutti i ministri di S. B^ erano diventati Francesi, che è la solita frase, che usa con quelli, che non secondano le sue passioni. Stimai perô bene di partecipare tuttoà Sua MtàCesarea, accioche dall 'ambasciatore non fosse mal'informata, e S. Mtà Cesarea mostro ammiratione che dall'Ambasciatore si losse ricusato un tal partito, poiche piii tosto la difficultà l'havrebbero fatta i Francesi, che non vorranno far la tregua con poco guadagno per non perdere la congiontura di approfittarsi délia guerra del Turco, eS. Mtà Cesarea non si è ingannata, perche havendone io parlato all'inviato di Francia come di mio pensiero, disse di non saper che rispondermi ma credeva non si abbracciarebbe il partito per non perdere un'anno di tempo, nel quale Sua Mtà Xpmà potrà aSsodare le
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sue conquiste, bisognando nella tregua stare armato, e spendere l'istesso che nella guerra.
Ho avvertito S. M'^'^ Cesarea, che consideri l'intéresse proprio, e non perda le sue belle speranze di conquistare l'Ungaria, con lasciarsi tirare dall'ostinatione dell'ambasciatore di Spagna, e S. Mtà mi hà risposto, che, doveva, è voleva far la guerra in Ungaria, essendo certo che i Turchi vorranno vendicarsi.
In effetto hô poi scoperto che il fine dell'ambasciatore di Spagna è di obligare l'Imp^"^ à far la pace col Turco per voltarlo contro la Francia, e perô hà cercato di dissuadere l'ambasciatore di Venetia dalla Lega, e sentendo che l'Imp^^ ne li haveva fatta proponere, li disse che bisognavaandar cauto nell'impegnarsi, e veder prima in che stato si mettevano altri negotiati ; Che il Rè di Polonia haveva proposto una simil lega agli Stati di Olanda, e pero i Venetiani potrebbero rispondere che staranno à vedere quello che faranno gli Olandesi. L'ambasciatore di Venetia restô molto scandalizzato di questo consiglio, e vi noto due fini, uno di non dar' animo ali'lmp^^ di proseguire con la nuova lega la guerra contro il Turco, l'altro d'impediregl'acquisti certi che puol far la Republica, e mi rappresentô che se non havessi illuminato rimp^"^, e che si fossero penetrati questi concelti, sarebbero svanite le buone dispositioni che havevano molti Senatori, perché se havessero dovuto seguitare l'esempio delli Olandesi, era certo che questi non vorrebbero guastare il loro commercio senza speranza di acquisti, ma che i Venetiani se perdessero il commercio, guadagnerebbero provincie. Domandai à S. Ecc^** se si contentava che io dicessi a S. M. di havermi comunicato questo discorso, e me lo permesse. Supplico V. E. di tener tutto segreto, per non mettermi in scoperta rottura con l'ambasciator di Spagna.
L'Imp'"^ hà comunicato al Vescovo di Vienna il mio discorso, e mostratosi molto scandalizzato délia ripugnanza dell'ambasciatore di Spagna, il quale pare un poco ritornato in se, havendomi hieri usato moite cortesie, tuttavia desidera Mons"" Vescovo che l'Imp^^ sappia le pratiche fatte dall'ambasciator per distogliere i Venetiani dalla Lega, tanto più che quello di Venetia hiermattina mi prego per parte del Senato di voler' intendere daU'Imp^"^ se entrando la Republica in Lega sarebbe certa che questa rimarrebbe sempre stabile come con la Polonia, et ancora vorrebbero sapere quali altri principi ci entreranno.
Circa la stabilità délia Lega, mi disse Mons"" Vescovo chre S. Mtà me ne assicurerà, e circa gli altri principi si comunicheranno tutte le noti-