CONDITIONS POUR LE CARDINALAT
Le 9 novembre, Cybo écrit au card. Mellini (i) : « on fait courir le bruit que S. M. veuille recommander divers sujets comme cardinaux, dans la Promotion qui en son temps devra se faire en considération des princes ; et que parmi eux il y en aurait de condition purement séculière. N. S. désire que V. E. en parle au roi, mais avec un secret religieux pour qu'aucun des personnages candidats n'ait à se plaindre de Rome, et de ce qu'elle entretient S. M. en lui insinuant, de la part du pape, de ne pas consentir à ce que l'on propose d'élever à une dignité aussi haute et très-sainte, des hommes séculiers quoique de haute condition ; mais des ecclésiastiques, qui depuis quelque temps aient été dans les ordres et aient donné le bon exemple. Et S. B. désire cela pour deux motifs, premièrement pour satisfaire à ses devoirs envers Dieu, qui lui dictent de ne promouvoir à la pourpre sacrée que des personnes bien dignes et de grande habileté pour le service de l'Eglise ; ensuite pour l'obligation que donne àN. S. l'affection paternelle envers la personne et les intérêts de S. M., à laquelle il convient d'avoir des cardinaux de sa nation pleins de vertus et d'esprit ecclésiastique, et par cela plus aptes à promouvoir et à définir les droits de la monarchie dans les limites de Vonesio. S. S. voudrait aussi exclure le cas de déplaire à S. M. lorsque les qualités des sujets proposés, obligeraient son zèle à ne pas les accepter. Il faut, par conséquent, élire avec grande réflexion la personne que S. M. décide de recommander pour le cardinalat, faisant appel à sa grande piété royale et aux hommes qui par zèle de la gloire de Dieu et du roi sont dignes de foi et capables de le conseiller. S. S. a voulu anticiper parce que, quoique cette affaire ne soit pas pressée, il est pourtant bon de prévenir les engagements, qu'il est ensuite difficile de rompre ». Le 20, le card. Mellini annonce :
Domenica mattina ricevetti dalle mani de Sig. Card^' Portocarrero nelle solite forme la Berretta Cardinalizia (i) nella sua cappella di casa, dopo diavergli prestato il giuramento che Sua Santità mi comandava in
(i) Mgr. Mellini fut créé cardinal dans le Consistoire du ler septembre
Innocent XI. — ni, 7
g8 INNOCENT XI ET l'ESPAGNE.
uno dei suoi Brevi. lo era gio stato in pensiero di far la funzione il sabbato précédente nella chiesa délia Madonna d'Aroccia, ma stimai poi di farla nella sud* cappella per alcuni rispetti che si offersero. Terminata la funzione, e ritornato a casa mandai a pigliar l'ora dal Re, e dalle regine per andar a far publica riverenza aile Maestà loro. Mi fu assegnata per il giorno seguente, nel quale mi portai a palazzo, e trovai le guardie a mezza la seconda scala coU'armi alzate, secondo il Decreto regio ottenuto dal Sig. Cardinal Portocarrero a favor de cardinali per la prima volta che vanno a visitar Sua Maestà, la quale venne ad incontrarmi alla porta del camerino, che chiamano del cubiglio, è di là mi condusse per un'altra stanza a quella délia visita, che è quella dove Sua Maestà mangià in publico, e dove dà l'udienze segrete agli ambasciatori. Ivi stava una sedia senza baldacchino ne predella per il Re, et a me ne fu portata un'altra uguale in tutto a quella di Sua Maestà con frange d'oro, e posta in faccia a quella délia Maestà Sua, al cenno délia quale mi posi subito a sedere in pochissima distanza da Sua Maestà. Sodisfatto il mio complimento, e corrisposto dal Re con bénigne espressioni di stima, ne partii accompagnato da Sua Maestà sin'alla porta dell'istessa caméra délia visita. Indi le guardie si posero per tutto l'intervallo per cui si passa dall'appartamento del Re a quello délia Regina régnante, alla cui visita mi portai immediatamente. Stava Sua Maestà sedendo sotto il baldacchino sopra una predella colla Cameriera maggiore, et tutte le sue dame all'intorno, non pero in mezzo, ma ai lati délia stanza a canto alla muraglia. AU'entrare ch'io vi feci, si alzô Sua Maestà in piedi, e poco a poco si avanzo ad incontrarmi sin'al fine di detta predella, e non torno a sedere sin ch'io non sedetti sopra un'altra sedia portatami dietro, e collocata sotto il medesimo baldacchino, e sopra l'istessa predella. Postomi a sedere feci il complimento, il quale terminato comincio Sua Maestà a discorrere meco, e continué per lo spazio di più di un quarto d'ora, dopo il quale alzatasi di nuovo mi diede luogo di partire accompagnandomi sin al fine délia predella nell'istessa forma dell'incontro. Fattale da me la riverenza' si ripose a sedere aspettando ch'io complimentassi pure la Cameriera maggiore, e l'altre dame una ad una, come è lo stile, e come feci brevemente, e finito questo adempimento tornô Sua Maestrà ad alzarsi, e fatale nuova riverenza da me da lontano uscii dalla stanza. Mi portai dopo subito al palazzo délia Regina Madré, la quale mi accolse nell'istessa forma senz'altra differenza che d'havermi trattenuto circa 3 quarti d'ora in varii ragionamenti, essendo entrata Sua Maestà negli afiàri correnti di Germania, d'Unjheria, e di Fiandra, e d'Italia, (k quali io