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LE ROI EN CAMPAGNE

Prencipe che mi ricevette cortesissimamente Indi mi fece sedere, e doppo varii trattenimenti si mostrô cosi sodisfatto che s'impegnô spontaiieamcnte, a far venire espressamente il giorno seguente lo loro MMtà Czari a fin d'essere veduti da me, e di vedermi : cosa al certo nuova e non credibile. Infatti gionsero le loro MMtà condotte dal medesimo, il giorno sequente che fu Venerdi 30 detto, e convocati tutti i Borgari e Senatori per farmi maggior onore fui condotto con pompa su diun Cavallo Czareo in mezzo alla folla per le strade e piazze ove erano schierate le soldatesche. Mi furono letti dal Gran Cancelliere varii componimenti ; e fra essi che Potentissimas Cesare e Majestates gratias habebant ch'io fossi venuto a salutarle ; et indi fui condotto al bacio délie mani, e letto un altro componimento colla licenza ^h'avevo chiesta di partire co' Sigre Ambasciatori che m'havevano aspettato piii di 20 giorni, fui ricondotto col medesimo accompagnamento a casa. Il giorno sequente fui banchettato colle vivande di lavola Czarea,complimentato e regalato per parte délie loro MMtà,

Puô persuadersi V. S. lUma il zelo con cui ho procurati i vantaggi délia religione e délia Causa comune, I. Sig^i Ambasciatori hanno fatti gli ultimi sforzi, e Dio hà avvalorate le Benedizioni mandatemi da S, Stà e gli Auspici e Istruzzioni datemi da V. S. lUma perché hieri finalemente i Sig" Ambasciatori hanno spuntato supra omnem spem il fisso e permanente soggiormo et Residcnza délia Compagnia in questa Regia che a buon conto vi regge il P. Smid. I. Sig" Ambasciatori hanno stimato necessario ch'io andassi ad informare il Re e V. S. Ill^a di varie cose importanti, non solo a detta permanenza, ma a bene molto maggiore per la religione Cattolica. Ho fatto il possibile acciô i Sig""! Ambasciatori prolongassere sedfrusta. Il Padrc Smid potrà aprire scola et avrà Casa propria. Piacesse a Dio ch'io fossi arrivato 15 giorni prima, et avanti lo scioglimento délie Conferenze de' SS""! Ambasciatori che confessano che la Causa publica avrebbe 150 m. huomini di più a suo favore, perché avrebbero seguitato un mio sentimento che dirô a V. S. Illma Ma quod dijfertur non aufertur : e non è vero ciô che si supponeva, che i Moscoviti stiino in mal stato al di dentro e si trovino alien* dal concorrere ad opprimere l'inimico comune. V'era un modo d'impegnarli anco nella présente campagna, che ora si riconosce per vera. A bocca il resto. Abbiamo anco ottenute ai Padri del' Collegio d'Orsa un donativo de' Czari di tremila e seicento Alberi per le fabriche del Colleggio e Chiesa. Che ne dice V. S. Illma 1 E pure sono Giesuiti, e sanno ch'io sono Giesuita. lo porto le lettere Czaree per quest'effetto, al Palatino di Smolensko se il P. Smid saprà fare, s'eglièhuomo di gran bontà, et i Superiori havranno la cautela e desterità dovuta molto s'avanzar à la gloria di Dio. Ho consolati questi Cattolici fra quali molti Colonnelli e Ufficiali et hô sparsi a loro prô 1 Tesori délie Indulgenze etc. Il Sigr Guasconi stà bene con Sigi" Libert, et 1 SS^i Ambasciatori la riveriscono. Per doni alla somma fretta il cosi mal scrivere. Sospiro il momento di rivederla e darle la relatione a bocca piii compiuta per concer-

tare moite cose a gloria di Dio e de la St» Scde pregando V. S. lUma a scrivcre à S. S^à et al Cardinal Cibo che non hô mancato ne mancarô sino ail' ultimo spirito di sacrificare tutte le cure a promuovere il servizio di Dio et bene délie anime e che vi sarei dimorato corne bramano e chiedeno istantamente se i SS^i Ambasciatori non avessero stimato meglio che andassi a fare una scusa per informare e concertare con S, M'a e con V. S, lUma varie cose.

Dimani si partira coU'ajuto di Dio cui si ano rese infinité grazie per questi successi dovuti alla sola sua Misericordia mediante le beneditioni di S. Stâ e di V. S. Illma e le applicationi prudente et efficace de' SSri Ambasciatori.

Con che resto profondissimamente umiliandomi.

Pi V, S. lUma e Revma la quale supplico d'un Umilissimo rispetto agli Eccmi SSri Co : di Valienstein e Prin. Morosini che sospiro di riverire essendo de'miei intimi Padroni e degni di Cortesia.

Le 23, Pallavicini informe que la Porte, soupçonnant que le prince de Valachie soit d'accord avec les chrétiens, lui a demandé de donner comme otages sa femmes et ses enfants ; que s'y étant refusé il a été déposé et remplacé par un certain Stama, grec. En attendant, le palatin a envoyé son neveu en Transylvanie pour assurer un refuge à sa famille dans cette province s'il y est contraint ; toutefois, s'il a l'aide de la Pologne il n'a rien à craindre parce que le nouveau n'a pas assez de forces. Le trésorier de la Cour, en outre de Cocim, a occupé Zvanietz sur le Niester. Et, le 30, il accuse réception des brefs pour les Czars, mais en même temps il se trouve embarrassé pour leur en faire la remise, voulant préalablement être certain de l'accueil parce que les césariens ont quitté Moscou. Mais, le 13 septembre (i), il avertit qu'il a envoyé à Zierowski, à Linz, la copie des brefs aux Czars afin qu'il se renseigne touchant l'accueil qui pourra leur être fait à Moscou ; à présent on craint qu'ils veuillent prétendre au titre de Majesté, et à l'envoi d'un ministre pour restituer la visite de jadis, de Meneses à Rome. Et il conclut qu'il a écrit au camp pour sonder le terrain auprès du roi touchant la cession

(i) Le 6, il annonçait qu'enfin il s'est libéré du très-ennuyeux travail de faire payer la solde pour un mois et demi à l'armée ; et qu'il a envoyé au roi le P. Bonesana, avec une somme de 160,000 fl., pour des dépenses nécessaires, afin d'éviter les malheurs qu'un retard eut pu causer, ainsi qu'il en fut pour les subsides aux Cosaques ».

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