INFORMATIONS DE LANDO
se il Papa havesse afflittionc minore di cuore, un altro temperamento, che s'attrova, nello stato, starebbe benissimo, leverebbe dal letto che non lo fa, darebbe audienza alli suoi Ministri, il che non ha principiato ancora a fare, restituerebbe il fillo interrotto a tutti li negotii et rompçrebbe quello di tanti vani discorsi tt giuditii.
Il Card. Cibo dal quale mi sono portato questa mattina m'ha râffermato quanto pure non ho mancato di ritrahere anco da altri incontri bene accertati et se qualche nuova sopravenienza non lo frastorna, si puô sperare fra brevi giorni che Sua S^à sarà, o per neglio dire crederà d'essere in stato di concedere audienze et applicare alli negotii correnti gravissimi.
Rinvigorita l'attentione del mio spirito da publici riveriti commandi pervenutimi in quest'ordinario ail' indagationi tutte possibili sopra quanto traspirare possi per ogni maniera dalle Massime de' Principi Alleati circa la continuatione délia guerra, oltre quanto con le precedenti humilissime Lettere ho rappresentato de discorsi havuti col Card. Cibo, Pio e Inviato di Polonia nella materia stessa, vedutomi nuovamente con tutti loro esporrô riverentemcnte quanto ho potuto, con gli sforzi di tutta Tindustria, andare spremendo di nuovo.
L'Inviato di Polonia, huomo sincero et di buon cuore, si dimostra mortificatissimo nel suo esteriore, consapevole delli giuditii del mondo sopra la direttione del Re in questa campagna et incapace di giustificarla. M'ha detto che parte délie Truppe svernerà ne' Confini del Regno, ma egli si ripente, ne sa che dire circa il Vallacco et Moldacco che dichiarati et prese l'armi per il Re, hora inorridisce ogn' uno che habbino ad essere abbandonati et dall' altro canto non sarà cosa facile al Re il potere sufficientemente proteggerli et sostenerli.
Doverà seguire la Dieta G^e et teme in essa, per quanto io vedo che nella grande non solo libertà, ma licenza délia medesima, l'attioni del Re non incontrino grave censura et per il molto che ha fatto l'anno passato per gli altri, et per il nulla che ha fatto per se nel corrente con vana dispositione dell' assistenze del Papa et délie contributioni del Regno.
Giudica che il Signore di Bettunes sfodrerà il carattere d'Ambasciatore alla Dieta ; ne si sa quali saranno le di lui massime, ma si sa bene che un Ministro Estero particolarmente per via di denaro puô fare molto.
Il Nuntio Pallavicino non è punto meglio veduto alla Corte del Card. Bonvisi a Vienna et la Regina che tanto prédomina sapendo ch' egli ha scritto maie per la venuta di Bettunes, l'abborrisce et discrédita infinitamente, fors' anco a suggestione di chi trama abbattuta l'auttorità d'ogn' altro che possa contrapporre a proprii raggiri et dissegni.
Vorrebbe l'Inviato che il Papa desse facoltà al Nuntio spendere qualche danaro per guadagnare qualche genio torbido et moderare sul fatto qualche sentimento traboccante, tanto più che non mancheranno altri, quali si valeranno di questo mezo Ma il Papa guardingo assai ne dispendii, si
9l6 LA POLOGNE EN 1684.
lascia volontieri persuadere che assaggiati da qualche giisto corrotto li suoi danari, se ne diffonda l'appettito et facendo negotio sopra il suo zelo. Nel proposito délia continuatione délia guerra, col quale conferiscono perô tutte le circostanze sopracccnnate, né l'Inviato castigato assai nel dire ciô che habbia ad essere. Dice solo che al Re comple più la guerra che la pace, qnando il Regno vi concorra et che non bisogna fare la pace quando Parmi de' Nemici sono sul vantaggio : sentimento nel quale s'accorda anche il Card. Pio parlando dell' interesse dell' Imperatore et dice che la pace colTurco non si puô trattare che con l'armi et con buono et valido essercito in pronto.
Mi confermô pure che l'Imperatore pensava a ristabilire l'Essercito et particolarmente la Cavalleria annikilata, ma mi disse che vi mancava il danaroet che s'affliggeva nel vedere che' il Papa non facesse alcuna dispositione, anzi ch' il Commissario délia Caméra confidentissimo del Papa et per le di cui mani passa ogni maneggio circa ripieghi di fare dinaro, contro il solito et contre lo stile pratticato nella malattia et ritiratezza deir anno passato, nella quale esso Commissario era admesso dal Papa, mai in questl giorni l'ha voluto introdurre.
Conobbi poi che il Card. Pio aspettava dal Papa rimproveri sopra la mala direttione dell' Armi in Ungheria et mi disse che non sarebbero mancate scuse et pretesti al Pontefice per non volere far niente in tanto bisogno, et in confidenza m'aggiunse che il Nuntio a Vienna sia fatto cosi odioso che non solo non era utile per quello doverebbe essere in quest' incontro un Ministro Pontifîcio, ma pregiuditialissimo et che gli veniva scritto da Vienna ch' egli haveva lasciato cosî pervertirsi dalla passione contro il Duca di Lorena per l'amarezze insorte a motivo de' trattamenti et délie capelle ch' habbi parlato con trionfo et con piacere délia infelicità de' successi délie sue imprese et dice il Card. medesimo che se non si muta il Nuntio in Germania et in Polonia ancora, il Papa farà piii maie che bene nell' una et nell' altra parte, ma quando il personale di chi ha da parlare et trattare con zelo et anche con auttorità, occorrendo, non ha la stima et il genio, tutto si converte in mala sostanza.
In somma anch' esso Cardinale è pieno d'interne afflitioni per vedere che piciole cose scompongono la maggiori et fra tante occorrenze gravissime non ponno girare con moto regolare tutte le Ruote. Egli non ha havuto per anco positive commissioni da lasciare di parlare sopra lo stato délie cose ', ma io vi starô attentissimo perche in esse meglio apparirà l'interno delli disegni di questa Corte.
Non ho mai lasciato di vista il punto del prolungato giuramento per parte del Rc di Polonia delli due Capitoli aggiunti, mal persuaso che gli addotti ne fossero i veri motivi. Finalmente, con destra maniera, doppo d'havere circuito come crcdci opportuno l'animo di quest' Inviato egli, a titolo di confidenza, è uscito a dirmi che, doppo cambiate le ratificationi a Vienna