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PROJET FINANCIER DE BONVISI. 93I

danari, è una nave sdrucita, e sempre soggetta al naufragio (i), e ci sono poi le altre imperfezioni del governo, aile quali se volessi oppormi con tutto il vigoie, perderei la confidenza, che conservo col

(i) Pour remédier à la désastreuse situation financière, Bonvisi présenta à l'empereur les propositions suivantes :

Per trovar denari in somma considerabile nelle presenti urgenze délia guerra, due sono le difficoltà ; una, che vi siano persone, che habbiano la possibilità d'imprestare : l'altra di assicurarli del capitale, e delli interessi, che si pattuissero. I primi verisimilmente ci sarebbero in uno stato ripieno di cavalieri ricchissimi ', ma la sicurezza non sodisfà à molti. Bisogna dunque trovarla, et anche pensare un' tal modo, che i poveri aiutino, quanto i ricchi, secondo la loro proportione.

La base di questa proposizione è il conformarsi all'uso di Roma di erigere monti, dove ogni grado di persone ricche, e povere possa applicare ail' investimento, secondo il denaro, che haverà in contanti.

Sono i monti un nome imaginario, ma in sustanza sono porzioni tassate nella somma di cento scudi per ciascuna, e si comprano dalla Caméra apostolica con l'asscgnamento di quattro per cento con l'obbligazione dell' entrate camerali, e si possono vendere, quando si vuole, essendo. una mercanzia, che è sempre in commercio, e secondo il bisogno si vendono, et all'incontro si comprano da chi non vuol tenere morto il denaro, perché non sempre si trovano l'occasioni d'investire in béni stabili, ô in censi, e tal uno, che hà solo cento, ô ducento scudi non ne trova l'investimento, e cosi compra tanti luoghi di Monti, quanta è la somma, che hà pronta, e ne risquote {sic) puntualmente il frutto. In modo che i ricchi fanno compre grandi, et i poveri secondo gl'avanzi, che hanno fatto, trovano subbito l'impiego, c con moite somme piccole si formano le grandi, come habbiamo bisogno nello stato présente.

Mi parrebbe dunque, che S, M. Cesa potesse concertarsi con gli stati délie sue provincie, e che in ogni città metropoli di esse erigesse un Monte distinto m porzioni di cento fiorini per ciascuna con l'intéresse di quattro per cento da amministrarsi dagl' istessi deputati délie provincie, à i quali con publicodipioma di S. M. Cesa si desse autoritàdi ritenere dall'cntrate ordinarie, ô dalle contribuzioni straordinarie, tutta la somma, che bisognasse per pagare i frutti di quel tal Monte, che fosse eretto nella propria provincia, perche cosi ci sarebbe la sicurezza dell'investimento, e de' frutti, mentre per haverli non doverebbero correr dietro à i ministri camerali, ne mandare à Vienna per esigerli, ma qualsivoglia abitatore délie provincie ricorrerebbe à i deputati dell' istesse, e non ci sarebbe pericolo, che fossero defraudati, mentre gl'istessi deputati ne comprerebbero, e sarebbe loro pensiero di mantenere la fede, per non pregiudicare à se stessi, et à quelli délia propria provincia ; e stabilita questa forma di sicurezza per il capitale,

destreggiare. Non è piccolo frà i disordini, quello délia loquacità délia Corte, e l'Imp^^ non puol rimediarci, ma V. Em^^ vedrà dalla lettera in piano, che si procura per tuttè le strade di tener contento il Rè di Polonia, ancora con offerire pension! particolari.

Godo che S. B^ habbia approvata la lettera che scrissi al Rè di Polonia, ma tarda la risposta à questa, et à tutte le altre, e non me ne maraviglio, perche il fatto hà verificato le mie preditioni, e non haverà gusto S. M^à à confessarlo, perô bisogna disporlo con dolcezza à soccorrere l'Ungheria, altrimenti, creda V. E., che le nostre cose non sono in buono stato, e ci è molto da temere, et il Rè di Polonia secondo li patti délia Lega, non è obbligato à soccorrerla, dovendo ognuno

e per i frutti con la facilita dell'esazione, concorrerebbero non solo i proyinciali, ma ancora i forestier!, e gl'italiani in particolare, che non si fidano dell'impegno de dazii, e délie signorie.

Posto dunque che si erigesse in Praga, et in Vienna, et in tutte l'altre capital un Monte di questa natura non solo vi concorrerebbero i ricchi per non tener' morti i loro capital!, non essendo sempre pronto l'investimento, ma i poveri farebbero l'istesso, perche per esempio una vedova, un' pupillo, un' artigiano, et un' servitore, che hà cento florin! d! avanzo, comprerebbe un' luogo di Monte per cavàrne l'intéresse di quattro per cento, e con molti pochi si farebbe una gran somma.

Diranno alcuni, che le provincie haverebbero repugnanza à caricars! di questo debito, madeve considerarsi, che questo non accrescerebbe gl'aggravii, perche se si trattasse di cavare il frutto per i Monti dall' entrate ordinarie, non soggiacerebbero ad alcun' peso : e se si assegnassero le contribuzioni straordinarie, e volontarie, prochissimo sarebbe quello di 120,000 florin!, che importerebbe l'intéresse di tre milioni, che si cercano, rimanendo distribuito sopra tutte le provincie, e non si darà mai il caso, che anche in tempo di pace non facciano qualche donativo al loro giustissimo prencipe ; onde col privilegio, che ! frutti de' monti siano i primi, che s! cavino dalla contribuzione, non mancherà mai il fondo per pagare, gl'interessi.

In oltre considereranno le provincie il grand' utile, che riporterebbero da questo ripiego, perche non tutti possono havere béni stabili, perche non si trova chi voglia vendcrli, ô perche chi hà pochi avanz! non hà modo di comprarl! ; onde comple all'universale de popoli che ci sia un fondo distribuito in piccole porzioni, adattabil! alla possibilità d'ogni' uno, e cosî fiorirebbe maggiormente il commercio, e si remedierebbe al disordine di tanto denaro, che stà morto per carestia d'impiego; e se qualchcr obbiezione rimanesse da supcrare, col discorso si troveranno i ripicghi, praticandosi questo non solo dal Papa, ma da tutli i prciicipi d'Italia, e de! Mondo.

CONSIDERATIONS DE BONVISI SUR TOKOLI. 933

operar dalla sua parte, toltone il caso dell' assedio délie città capital! ; perô io ho fatto ammutir molti, che si dolevano délia ritirata dei Polacchi, facendoli conoscere, che non havevano obligo di rimanere, e che bisogna allettarli con le cortesie, e non ributtarli con le doglianze ; vero è che si assicurava la vittoria coU'abbattere il Techelii, ma la nostra disgratia hà voluto, che un Rè tanto illuminato, si sia lasciato ingannare ecc.

Dans la seconde, il déclare :

Anche senza — l'intimazioni del Tekeli, sopra le quali V. E. mi risponde restava à bastanza provata l'iniquità sua, et il forte attaccamento ch'egli haveva col Turco, e doveva servire d'ammonizione — la frequenza de' Trattati, che haveva fatti gl'anni antecedenti con la promessa di aggiustarsi se li davano tempo nell' Inverno di negoziare e poi si scuopriva che non haveva altro fine, che di godere buoni Quartier! per uscir più forte alla Primavera. Con tutto cio il Re di Polonia quando fece quelle proposition! lo credè veramente pentito ; ma poi il sublime giudizio di S. M. si accorse délia fallacia, ma in tempo ch'era già passata la congiuntura di nuocerli, e S. M. è stato il primo à patirne il danno, non havendo potuto mantenere i suoi quartier! nell' Ungaria per le continue molestie che li davano ! Ribell! : Io perô credo che la generosità di S. M. havrebbe superate le difficultà se ! suoi, invogliati di ritornare alla Patria, non havessero abbrugiat! ! Villaggi et ! granai che 1! haverebbero data la sussistenza, di chè il Rè amaramente si dolse nella lettera che scrisse à Monsig^ Vescovo di Luceoria délia quale feci mentione con le passate. Pero stimo tutte le cose aggiustabili con S. M. che è Principe d'ottima intentione, e sommamente capace del vero interesse del suo Regno, ma bisogna che V. E. e Monsig^ Nunzio diano gagliardi stimoli à i Grandi délia Republica, acciocchè non si separino l'operazioni dell'armi, e che almeno tenghino in Ungaria un grosso corpo di Cavalleria per spalleggiare gl'Imperiali, poichè à questa parte si rivolteranno le vendette del Visir, e la Cavalleria Impériale è molto consumata, e quando anche le reclute fossero cosi felici dà ridurla al piede dell'anno passato, sarà ad ogni modo inferiore al bisogno, et ancora si stenterà assai à rimettere rinfanteria per la scarsità del Denaro che fa andar lente le reclute, e tutte l'altre provisioni. Il Présidente délia Caméra ne cerca ad ogni prezzo e con offerire qualsivoglia sicurezza, ma i ricchi dubitano dell' esito délia futura Campagna conoscendo le difficultà nell'armare e presupponendo che saranno grandi gli sforzi del Turco e perô non" vogliono spropriarsi di quello che possono portare con se in caso di

funesti accidenti : oltre che questa è una Nazione che non considéra il proprio interesse, e molto meno quelli del suo Prencipe. lo perô ho continuamente persuaso che si metta in vendita qualcheduno de i belhssimi Principati che sono nella Silesia e finalmente ci sono condescesi, ma perché qua non si trova chi habbia tanto denaro dà fare un grosso investimento credo che con queste lettere scrivino al Sig'" Card. Pio per vedere se frà le Case Romane ci fosse chi volesse applicarci, per fondare una di secondo genito, con qualità di Prencipe, e con amplissima Giurisdizione. E con un milione di fiorini si potrebbe havere un bel Principato, che fruttasse 4 per cento, e col frutto di 40,000 fiorini si manterebbe quà una famiglia splendi dissimamente, e mi hanno dato qualche tocco, acciôchè ancor io cerchi compratori, ma vedo che sarà difficile, se non ci applicasse il Sig'" Principe Borghese per un Secondogenito ô vero il Sig^ Duca di Zagarola per formare la Secondogenitura Pallavicina. Farebbe perô S. S^à un gran bene alla Causa publica se li riuscisse di dispuorceli essendo un gran frutto quello di 4 per cento con ampia giurisdizione, e perô vero che si compra solo per le linee masculine. Intanto per secondare il consiglio del Re di Polonia di aggiustare almeno il Regno, già chè si vede l'ostinazione del Tekeli, si è risoluto di concedere il perdono générale con la restituzione de' Béni mobili et immobili, con la promessa délia puntuale esecuzione del concertato nella Dieta di Edemburgo, e con esibire la convocazione di una nuova Dieta quando le congiunture lo permettino et in tanto di radunare una Commissione in Presburgo per esaminare

— il Diploma — e per adempirlo in quelle parti che non repugnano al bene universale, com'anche per vedere se quelli che possedevano le Cariche del Regno, e che hanno peccato, oltre la reintegrazione de' béni devine ancora godere la continuazione délie Cariche, e pare che l'incumbenza délia Commissione siano per darla al S'" Duca di Lorena

— con l'assistenza — di qualche Consigliero di Stato. E per spianare i Negotiati con la Polonia, si manda adesso il Générale Scherffemberg, come anche per indurre il Rè, che permetta al Prencipe Primogenito di pigliare il Tosone con una pensione di 30,000 fiorini annui da pagarsi per meta dall'Imperatore, e l'altra dal Rè di Spagna, si che si va suggerendo e deliberendo tutto quello che si puole, nel cattivo Stato, che hanno messo gl'affari le novità succedute in Fiandra, et il pencolo délia Guerra universale. ecc. (i)

(i) Le 15, Cybo lui avait écrit : « la perfidie de Tôkoli s'est fait assez connaître et on ne peut pas espérer qu'il changera à l'avenir. On ne man-

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