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LETTRE DE MGR. DE NAXIVAN

al principio di marzo sarebbe partito alla volta di Persia, dove sperava di arrivare al fine di maggio, e di haver tempo con la presentazione del Brève pontificio, e délie lettere Cesaree di muovere quel Rè à rompere con j Turchi con l'esercito che haveva già preparato di 70.000 huomini, et il Rè di Polonia mi avvisa con sua lettera di haver di ciô probabile sicurezza. Mi dice l'Arcivescovo che con grande stento era stato ammesso ail' audienza de Czari, che antecedentemente li havevano fatto domandare se portava lettere di S. Stà, al che haveva risposto di non haverne, perché si era mutato l'antico titolario praticatosi con molti Papi, et in specie da Giovanni Basilide Gran Duca di Moscovia con Gregorio XIII, del quale haveva data copia, et haveva poi saputo dal suo interprète, che ne havevano trovato il rincontro nella loro Cancellaria, onde dovendo fare una conferenza sopra di ciô con quel ministri, sperava di ottenere che si dessero al Papa gl'antichi titoli, purchè ail' incontro S. S^à corrispondesse con quello di Czar, come speravano, perché il Barone Manesio, che fù à Roma in tempo di Clémente X, referiva che N. S'"e quando era cardinale inclinava che se li desse. Questa lettera mi è stata consegnata dal segretario Cesareo, che ïù mandato per precursore deili ablegati Cesarei, che si mandorno poi, et è arrivato 8 giorni sono, e mi referisce in voce, che Monsigr Arcivescovo era partito al principio di marzo, con haver prima aggiustato il titolario, di che forse haverà dato parte à Monsigr Nunzio di Polonia. Mi soggiunge Monsigr Arcivescovo di haver trovato molti offiziali Cattolici m quel servizio militare, che non havevano ne pure un sacerdote, che li amministrasse i sacramenti, e perô mi esorta a procurare che S. M. Cesarea ve ne mandi qualcheduno, et io lo procurerô, ma sarà difficile il conseguirlo, se non si fisseràun résidente in quella Corte, come sarebbe necessario anche per i negozij politici. Ma forse se si stabilirà il reciproco trattamento di S. St^ con i Czari, permetteranno che si mandi qualche sacerdote per servizio di quel Cattolici, e sarebbe bene che fosse persona dotta per trattare délie Controversie, e credo che non farebbero difficultà nell' accettarlo, perché quando furno quà gl'ambasciatori Moscoviti, io domandai al terzo di loro, col quale havevo maggior confidenza, per quai ragione concedevano il libero esercizio à i Luterani e Calvinisti, e lo negavano à i Cattolici, et egli mi rispuose che credeva si sarebbe conceduto, se fosse stato richiesto, perché niuno in Moscovia negava che il Papa fosse capo délia Chiesa Latina, ma che essi stimavano di esser salvi seguitando il Patriarca di Costantinopoli, che era capo délia Chiesa Greca, al ché io rispuosi, che la Chiesa di Christo era un solo corpo, e non poteva havere due teste, e che in oltre considerassero, che la dignità patriarcale era stata data al vescovo di Costantinopoli per condecorare la residenza degl' Imperatori, e pcro non poteva esser eguale al Papa, quello, che dal Papa haveva ricevuto quel carattere. Mostrô egli di restar convinto da questo argumente, e mi replicô, che adesso non stavano più attaccati tanto al Petriarca di Costantinopoli,

Le 15, de Lisbonne, Durazzo répond à Cybo qu'il a participé à S. M. la conclusion de la ligue offensive pour 5 ans, entre l'empire, la Pologne et Venise, et de la défensive perpétuelle, et « j'ai dit aussi que S. S. avait ordonné l'armement des navires et qu'elle espère que S. M. y prendra part, d'autant plus que l'année dernière elle a donné un subside. Le roi répondit qu'il avait déjà connaissance du traité, que les navires sont toujours aux ordres des Pontifes, que pour le moment il ne pouvait rien dire de certain, mais qu'en tout cas S. S. aura soin de faire savoir quand et où on devra les expédier, et ceux qui devront en envoyer. En ayant parlé à des hidalgos, on m'a répété que la Cour est encore mécontente de l'empereur à cause de la mise en prison du frère du roi Don Juan IV, et que s'agissant d'une guerre contre les Turcs S. M. voudra bien faire quelque chose, mais que l'empereur devrait au moins donner quelque manifestation d'estime. J'ai déjà, continue

e perô ne havevano eictto un proprio. Si chè se haveremo in Moscovia missionarij esperti nelle controversie, spero che farannogran frutto, perché gl'aiuti dati ai Cosacchi Scismatici, hanno fatto gran rumore trà la gante di questa setta, e forse i Czari considereranno quanto giovi anche al politico lo stare uniti al Pontefice Romano, che dilata la sua paterna carità con tutti, et habilita i Christiani di qualsivoglia sorte alla difesa contre i Maomettani, e maggior strepito farebbe poi la conversione dell' istesso Patriarca di Costantinopoli, rappresentatami per facile dal Ciacchi, corne scrissi con le passate, se si soccorrerà il Principe di Valacchia cugino del Patriarca, e se si proseguiranno le vittorie contro il Turco, in modo che i Greci possino alzare il capo ; et io ad istanza del Banc di Croatia hô soUicitato, et ottenuto, che si spedisca un diploma cesareo, che prometta libertà, et esenzioni à tutti i populi, che adesso gemono sotto il giogo,Turchesco. E dunque grande la messe, ma pochi gl'operarij, cioè i soldati, per maturare tanti disegni, che ci sono. E l'istesso Bano mi scrive di haver risparmiato parte del denaro, che l'anno passato S. S^à H mandô, perché air hora non era più tempo di spenderlo utilmente, e che adesso con quello formava alcune compagnie, e che à proporzione del denaro, che haverà ne farà maggior raccolta, e mi hà pregato di assicurare S. S^à délia sua puntualità nello spcndere il denaro pontificio, acciôchè non fo?se calunniato di non haverlo fatto l'anno passato, perché era passato il tempo d'impiegarlo bene. Econ immutabile ossequio ecc.

Durazzo, écrit à Bonvisi afin que l'empereur envoie quelques mots de remerciement à propos du subside, mais le cardinal répondit que, à cause des désordres en Allemagne, il n'a pu s'en occuper qu'à la mort du roi Alphonse et, à ce sujet, le Portugal n'a donné aucun signe à l'empereur. On voit, conclut-il, qu'entre les deux Cours il y a des difficultés, car l'empereur ne traite avec les rois qu'avec le titre de Sérénité et non de Majesté. Actuellement, dans les communications avec le roi d'Espagne, s'il s'agit d'affaires touchant le cercle de la Bourgogne et comme partie de l'empire, il lui donne le titre de Sérénité, et de Majesté pour les autres affaires. »

Le 16, Bonvisi (t) écrit :

Le même jour il mande encore :

Scrissi à V. E. che la messe era molta, e pochi gli operarij, come vedrà dall'altra lettera, e dal foglietto. Con tutto cio quei pochi operarii, che si sono il Sig^ Ambasciatore di Spagna vuol divertirli, procurando che principalmente si pensi alla Fiandra, et aU'Imperio, et hà già ottenuto che non si muova la gante di Baviera, e de Circorli. e che di più soprassedino la marchia due reggimenti Cesarei, che dovevano venire dalla Svevia, e vorrebbe che tutto andasse al soccorso di Luxemburgo, o che si facesse una diversione sul Reno, Ne l'uno, ne l'altro riuscirà, perché la marchia verso Luxemburgo è troppo grande, e lascierebbero scoperti i proprii paesi, e non haverebbero viveri, e senz'altra assistenza sarebbero battuti daU'esercito veterano Francese, ne meno possono fare diversione sul Reno, essendo tutta genté nuova, et incapace di attaccare le fortissime piazze de Francesi,et à noi haverebbero molto giovato, perché mischiati con i veterani Cesarei haverebbero servito bene, e si sarebbero formati due potenti eserciti, onde quando S. Ecc^^ non ottenesse di più, che la loro fermata neirimperio, saranno sconcertate le nostre misure. Egli non désiste dal persuadere l'effettiva rottura, e lo fà con tanta efficacia, che tutti i ministri sono impauriti, e non ardiscono di C'>ntradirli. Mi e pero convenuto di esser solo à mettermi ad ogni sbaraglio, e francamente rap-

(i) Le 9, il avait informé que dimanche, dans la chapelle du palais il y eut la cérémonie de la remise de la Rose d'or à l'impératrice-épouse, avec le cérémonial prescrit et, après la messe pontificale célébrée par le nonce, LL. MM. partirent pour huit jours pour la chasse.

présentai aU'Imperatore prima délia sua partenza, che era un volersi

perdere senza esser compatito dà alcuno,mentre non bastavano le ruvine

(sic) dell'annô passato per avvertirlo, che la divisione délie forze l'ha-

veva condotto all'estremo délie miserie,et al pericolo di perdere Vienna,

e di cader S. M. con tutto il suo sangue nelle mani de Tartaii, Che se

bene quest'anno per la debolezza de Turchi, e per l'aiuto délie leghe

non si correvano tali pericoli, e più tosto ci era la speranza di grandi

acquisti rifletesse, che trascurandoli haverebbe dovuto render stretto

conto à Dio delFanime di tanti populi, che volevano darseli, e che

havendo già scoperta la loro intenzione, saranno poi TneseTamente(sic)

trucidati dalla barbarie del Turco. Riflettesse alla risposta che havevano

data à Madrid all'istanza fatta dal S^ Card^ Mèllino di assister S. M.

Ces^, che era, non potersi eslinguere il fuoco délia casa aliéna, mentre

brugiava la propria, e la lessi à S. M., et il simile doversi risponder di

quà, mentre ancora rimaneva ilfumo degl'incendii di Vienna, e di tutta

l'Austria inferiore. Esser impossibile di soccorrere Luxemburgo, per la

distanza, e la sproporzione délia qualità e numéro degl'eserciti, molto

meno l'attaccare le fortissime piazze del Reno con gente nuova, et ine-

sperta, et ogni minima invasione, che si facesse, darebbe pretesto à i

Francesi di rompere con l'Imperio, e di forzare i loro collegati del Nort

ad invadere la Silesia, e la Boemia. Darsi occasione à N. S''^ di dolersi

che i sussidij ecclesiastici conceduti al Sig"" Elettore di Baviera, s'impie-

gassero in altri usi, che per la causa publica ; Che similmente si dole-

rebbero gli Stati Ereditarii,che i sussidij straordinarij conceduti per la

propria difesa,si fossero impiegati per armare l'elettore, che non veniva

à difenderle, e che questo porterebbe forse délie soUevazioni, ô almeno

maggior difBcultà aile contribuzioni, et addussi tant'altre fortissime

ragioni, che S. M. resto molto confusa, ma per la sua partenza la cosa

è rimasta in questo grado. Ho fatto poi l'istesse rimostranze al Cancel-

liero di Corte, et à Monsig'" Vescovo di Vienna, e detto à questo, che

quando S. S^^ lo fece Vescovo senza che mai ci fosse stato taie

esempio, hebbe intenzione che servisse unicamente l'Imperaf^ con

petto econ vigore, e con staccamento da qualsivoglia altro interesse, e

che hora S. S*^ si troverebbe defraudata, se lo vedesse freddo nel soste-

nere la causa di Dio. E doppo essersi molto giustificato, hà promesso di

far tutto il possibile per secondare le mie insinuazioni. Et il P. Marco

d'Aviano arrivato quà parlera, con etïicacia, e spero che Dio aiuterà ;

non havendo io mancato di mettermi ad ogni sbaraglio pèr la causa.

Dicono di sperare la tregua,e che all'hora calera tutta la gente in Unga-

ria, ma à mè scrive Monsig'' Nunzio di Francia con lettere del 21 del

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passato, ch'il Rè non vuol farla se non se li rilassa tutto, per non perder la congiuntura, che li porge il non volersi muover l'Inghilterra l'esser imbarazzata l'Olanda, torbida la Germania, e distratto l'Imperatore ; si che non si haverà la tregua, o bisognerà céder tutto, il che sarà un gran maie Et à V. E. ecc.

Le 20, Cybo annonce à Bonvisi :

Hieri sera su le 22 hore seguî la funzione del giuramento prestatosi avanti la S. di N. S. con tutte le solennità, e alla presenza di quas tutto il S. Collegio, e délia prelatura per la ratificazione délia Lega, dalli SS" Cardii Pio per S. M. Cesarea, Barberini per la M'^ del Rè di Polonia, e Ottoboni per la Republica Veneta. Se ne dà perciô queste avviso air E. V., affinche possa ella comunicarlo a S. M. ecc. (i)

(1) Mais, le 13 juin, Bonvisi lui repond : «je me suis réjoui de lire que les cardinaux ont juré la ligue dans les mains de N. S. ; toutefois, j'en suis resté quelque peu mortifié car j'avais écrit que le serrnent n'aurait pas lieu avant que la République n'eut ratifié les deux articles ; et comime l'amoassadeur avait annoncé la même chose à Venise, nous nous sommes vus démentis ; mais cela arrive dans les Cours tant désordonnées. Le chancelier en parla, très-excité, à l'ambassadeur et moi à l'empereur, en me plaignant aussi du chancelier ; S. M. excusa tout le monde, disant qu'on avait oublié l'ordre déjà donné et tâcha de changer de conversation. Mais j'ai répondu que si on oublie de tels ordres on ne peut plus avoir confiance et que, étant toujours prêt à offrir mes services à S. M., je ne veux pas pourtant agir contre ma réputation, et que je crois, en cette occasion, de l'astuce de la part des ministres pour me faire perdre la confiance de l'empereur et la liberté de paroie ; S. M. me répliqua que dans aucun cas je devais négliger de l'avertir, ayant toujours son plein agrément. Toutefois la liberté ne plait pas aux ministres, et par conséquent à l'avenir je serai plus réservé. Ma demeure ici, au lieu d'être utile à N. S., pourra plutôt être fatale, car les ministres par haine contre la personne qui leur donne sujétion, diffèrent souvent les satisfactions demandées, mais comme elles sont justes ils les accorderaient à un nouveau nonce pour se le captiver et afin qu'il ne se mêlât pas dans leurs affaires, comme je l'ai fait souvent d'ordre de S. S. Il y a à réfléchir que, en continuant à demeurer ici, est certain l'amoindrissement de la dignité cardinalice et incertaine l'utilité de mes remontrances ; je suis sûr que mon successeur retirerait plus de profit pourvu qu'il n'ait pas la prétention de faire changer aux ministres leurs principes et distraire l'empereur de ses récréations bien que très dispendieuses.»?. S. « Mgr de Vienne m'a dit qu'à la suite des difficultés que fait Venise touchant les articles, on avait écrit au card. Pio de ne pas jurer, mais que le contr'ordre n'est pas arrivé à temps ; et il paraît que les ministres trouvent assez clair l'instrument et qu'il ne sera pas nécessaire de jurer les 2 articles ».

Le 27, Cybo l'informe :

Hanno desiderato il Rè e la Regina di Polonia di riavere la buona corrispondenza, et amicitia del Rè Xpmo, e con speditione straordinaria hanno commesso à questo Abbate Denoff loro inviato di supplicare N. S^^ à voler interporsi à tal effetto, e mandate quà le giustificationi, o risposte aile querele, che fà di loro il medesimo Re Xpmo si corne ella vedrà espresso nell'aggiunta cifra, S. S^^ per il débite, che le corre corne à padre comune di procurar l'unione, e la buona intelligenza trà i Principi Cattolici, non hà creduto di dover esimersi da un simile ofBcio, et hà ordinato à Mons^ Nunzio straordinario in Parigi di passarlo con S. M'^ Xpma, ne termini più atti à dimostrar la sua gran carità, dopo essere stato assicurato dal medesimo Abbate Denoff, che questa riunione non apportera alcun danno, o impedimento alla prosecutione délia lega contro del Turco. Di tutto questo vuole S. B^, che V. E. dia conto all'Imp''* perche non habbia da ingelosirsi, sapendolo da altra parte. Potrà anco darne notizia à cotesto Sig'" Ambasciatore Veneto, col quale dovrà continuare ad intendersela per promuovere il ben comune, e dissipar l'ombre che potessero di nuovo insorgere (i).

Le 30, Bonvisi mande :

^i) Le 24, il avait écrit :

Le querele che fa S. M. Christianissima del Re, e délia Regina di Polonia, si riducono à seguenti tre capi ; che il suddetto Re habbia publicato, che quelle di Francia volesse sturbarlo nel Regno; che habbia negata i'audicnza al suo Ambasciatore ; e che la Regina havesse subornato un Nobile perché assalisse la casa di detto Ambasciatore. Quanto al primo risponde il Re di Polonia con premeltere un' ampla dichiarazione di haver sempre havuta una grande estimazione di S. M. Christianissima e di desiderare di rientrar seco in buona amicitia, e corrispondenza ; che non gli è mai caduto nell' animo, che il Re Christianissimo potesse haver havuta parte in un simile attentato ; essersi solamente doluto del suo Ambasciatore perché nell'ultima Dieta ad istigazione del Sig. di Mostino, senza saputa délia M^à S. Christianissima havesse stimolate alcune particolari persone contro la sua Regia persona ; e quanto al secondo che non è stata mai da lui negata I'audicnza al suddetto Ambasciatore. La Regina poi risponde di non haver bisogno di ragioni per far credere non esscrle mai caduto in mente un cosî strano pensiero, sapendo ella molto bene il rispetto, che si de-ve ad un Re di Francia, e quanto questo debba praticarsi anco verso la persona del suo rappresentante etc.

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