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HISTORIQUE DES NÉGOCIATIONS

Vedo dal foglio che V. E. mi scrive, che con l'intimazione délia guerra participata à N. S^e dal Sig»" Lando, stimava l'E. V. che fossero superate le difficultà che accennai délia rattificazione, e che havevano molto turbato l'animo di S. S^^, e veramente con detta intimazione la Republica haveva fatto un passo irretrattabile, che confermava la Lega ma questa si cominciava ad eseguire con tali gelosie, che ne haverebbe impedito il frutto, e fors'anche le parti interessate haverebbero pensato à trattati particolari, conforme all'antica disgraziade Christiani, di non esyer mai stabili nell'unione. 11 contraste haveva pigliato talforza che martedi passato il S"" Ambasciatore di Venezia, et il Sig^" Cancelliero di Corte vennero quasi à rottura, dicendo l'Ambasciatore che la Republica non haverebbe mai rattificato l'articolo aggiunto con la restrittiva ad ad solam Dalmatiam, parendoli che l'Imperatore volesse artarli à non acquistar altro, che quella portione stérile, e di poco frutto. Replicava il Cancelliero, che senza detta rattificatione, S. M. non haverebbe fatto prestare il giuramento nelle mani di N. S^^, con che restava senza stabile fondamento la rattificazione (sic) del Trattato principale ; E senza venire alla dilucidazione délia materia per l'alterazione degl'animi, si separorno con poco gusto. lo ne fui avvisato il mercordi mattina, e mi messi subito di mezzo, rappre^ntando aile parti, che il comenciare la lega con disgusto, era un screditarla nel principio, et un restituire il coraggio à i Turchi, gia abbattuto. Il Cancelliero mi rispuose, che risolutamente l'Imperatore non voleva stabilire una lega, che li porta va subito la rovina di due provincie, e danneggiava molto anche la Stiria, per le ragioni, che V. E. vedrà nel capitolo di lettera scritta dà mè à Monsigï" Nunzio di Polonia per informarlo, e per havere la mediazione regia in caso fosse bisognato. Soggiungeva il Cancelliero non potersi giurare il primo Trattato, se non si feceva l'istesso del seconde esplicativo del primo, che era assai chiaro, e percio dependente dà esso, onde se si facevano difificultà, era segno che i Veneziani volevano impossessarsi délia Bosna, sopra la quale essi non havevano mai havuto, ne jus, ne possesso, et all'incontro i Rè d'Ungaria ne havevano havuta anticamente il possesso,e ritenuto il jus in tempo dei despoti, che furno poi cacciati dà i Turchi ; e lo viddi tanto risoluto in non cedere, che dubitai di qualche sinistre accidente. Andate percio dal S^" Ambasciar tore le trevai con l'istessa risoluzione. Li feci considerare le parole del primo Trattato strettissime nel preservare tutto quelle che apparteneva alla Cerena d'Ungaria. Che l'esplicazione ad solam Dalmatiam, erano per dimestrare che fra dette provincie la sola Dalmazia (délia quale il Rè d'Ungaria, ritiene il titelo) doveva restare alla Republica, non res-

tringendola per altro, che non possa acquistare l'Albania, l'Epiro, la Macedonia, e tutto il rimanente, che non fù posseduto dà gl'antichi Rè d'Ungaria. Feci confessarli che la sua Republica non haveva mai posseduta la Bosna ; che le memorie del Sagredo la connumeravano tra le provincie dépendent! dall' Ungaria, e che i Rè havevano nominato i vescovi, se bene dalla S. Sede non erano poi confermati, per esser tutto il paese in mano dé Turchi, e che era impossibile d'indurre l'imperatore à consentire alla ruvina del proprio stato.Si appagô il Sig^ Ambasciatore délie mie ragioni,mà disse, che non li dava l'animo di superare la contradizione del Senato, che l'ordinava di non trattar più di questa materia, e d'insister solo nella prestazione del giuramento. Mi voltai dunque à combattere con queste, e con altre ragioni al S'" Procurator Morosini, che passava in Polonia, e S. Ecc^* mi confessô che per non ha ver inteso il fatto, egli con i suoi amici era stato frà i contradittori, ma che havendoglielo io esplicato con tanta chiarrezza, si dava per convinto, et haverebbe scritto à i suoi amici, e fors'anche al Senato, che con si poteva giustamente negare la rattificazione dell'articolo, ma che la multitudine composta più d'ignoranti, che di dotti, haverebbe forse ostato, onde per facilitare ho persuaso l'Imperaf^ che si faccia un'esplicazione dell'esplicazione, et il Sig"" Cancelliero mi hà detto, che non convenendo mutare l'articolo fatto con l'intervento del Sig"^ Ambasciaf^^ di Polonia, e già rattificato dal Rè, e dal Senato,haverebbe S. M. Ces^ dato à mè una dichiarazione, che la parola ad solam Dalmatiam, è solo tassativa délie provincie spettanti al Regno d'Ungaria, ma che nel rimanente S. M. augura e desidera, che la Republica occupi, e ritenga l'Albania, l'Epiro, la Macedonia, il Peloponneso, e tutte le parti dell' Imperio Turchesco, che non furono membri dell'Ungaria e di questa dichiarazione parmi che questi due SS""' , quanto à se si contentino, e sarà un gran punto l'haver io guadagnato il Sig"" Proc. Morosini, che prima era uno de principali contradittori. Hô stimato di dover ragguagliare V. E. puntualmente di tutto, accio che N. S""^ possa interpuorre l'autorità de suoi offizij con la précédente cognizione délie difficultà, che turbavano la santa unione, e che potevano una volta far diventare inimici questi prencipi, di coUegati che sono. ecc. (i)

(i) Le même jour, il répond que le card. Pio ayant eu connaissance de l'envoi de 50,000 fl. pour compléter les 200,000, il en a écrit /ici ; «on me reproche d'avoir gardé le silence et le v. chancelier m'a demandé l'anticipation de 49jOOO, que j'avais réservés pour gagner les troupes des révoltés ».

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