‹ Innocent XIChapitre 421 sur 430 · DÉMARCHES DU PAPE EN FAVEUR DE GÊNES. I · texte numérisé non relu

DÉMARCHES DU PAPE EN FAVEUR DE GÊNES. I

l'année, mais qu'ensuite il agira. « J'ai répondu que l'on avait tort de fixer un si court terme à Gênes car les réponses à mes lettres à N. S. n'étaient pas encore arrivées ».

Mais, le 5, Bonvisi annonce que l'on craint que la question de Gênes finisse par embrouiller toute l'Italie si le zèle de N. S. ne parvient à réduire les satisfactions prétendues à une simple humiliation, car toutes celles demandées pendant que l'armée était devant la ville, sont contre la liberté et la souveraineté. Peut-être que le roi d'Angleterre coopérera comme l'a dit Ronquillo, et sous peu arrivera à Londres le secrétaire Salvago, qui n'est resté ici qu'une seule nuit. « En attendant, ceux qui m'accusent d'avoir gâté l'affaire ne savent pas donner de justifications et personne mieux que N. S. et V. Em. connaît ce que j'ai écrit à ce sujet. Je vois qu'à l'avenir je dois me tenir loin de toute négociation ; même les affaires de Mantoue vont mal ».

Le 15, Ranuzzi répond qu'il a offert ses bons offices à renvoyé de Gênes, mais que celui-ci a répondu n'avoir encore rien reçu pour négocier ; que l'on est étonné de la dureté des conditions et que l'on désire l'aide de N.S. pour les atténuer. « Je lui ai dit de ne pas perdre de temps et de demander les facultés de négocier ». Le 20, il répète que le roi refuse toute modification ; que la République a bien tort de tarder et de vouloir presque traiter d'égal à égal avec le roi. Mais, le 25, Cybo écrit : « N. S. déplore que le roi n'ait accordé à la République que le mois de décembre, car on peut prévoir de nouvelles calamités et des troubles en Italie. Il veut donc, au cas où le roi prenne cette décision, que V. S. fasse observer à S. M. l'insuffisance d'un tel délai et combien il conviendrait à sa grandeur d'âme royale d'user de générosité envers la République, qui a décidé d'envoyer une mission extraordinaire pour traiter de cette affaire, et aussi par égard pour S. B , qui en prie S. M. avec toute affection, surtout à présent, qu'après le malheureux insuccès de Bude les Turcs seront plus féroces que jamais. Les instances pontificales visent autant le soulagement de la RépubHque que le bénéfice et l'avantage

du monde chrétien. V. S. doit tâcher de faire appel à l'âme clémente de S. M. »

Le 25, Cybo écrit à Bonvisi :

Non lascia la S. di N. S. di continuar con pontificia sollecitudine par mezodel suo Nunzioin Francia i suoi paterni, e premurosi ufficii apresso il Rè Xmo per la composizione délie pretese differenze colla Republica di Genova ; non meno per ridonar'ad essa la quiète, che per mantenerla neiritalia tutta. Ma sentesi contuttociô, che il Rè persista tuttavia in voler dalla Repubblica medesima le richieste sodisfazioni ; dichiarando in oltre, che quand'essa non vi si disponga per tutto il mese di décembre prossimo, si risolverà à prendersele per via di forza, cio non estante si replica questa sera per rimuoverne la M'^ Sua. Nel rimanente poi, che V. E. m'accenna essersi sparsocosti contro di lei, come s'ella havesse rovinato quegl'affari ; certo è, cne non possono i maligni non ritrovarsi imbarazzati ; poiche havendo l'E. V. operato, e detto ciô, che di quà l'è stato precisamente insinuato, e prescritto, si renderà loro sempre pm impossibile il farne giustificar'il contrario ; ond'è che V. E. non dee far'alcun contro délie invenzioni di chi che sia ; contentandosi di proseguir colla solita zelante applicazione le parti proprie del suo ministère in servizio del publico riposo, secondo il desiderio di S. B^e, la quale nell' udir'da me le richieste dell'E.V. per il suo ritorno à questa Corte, mi hà detto appunto, che anch'essa è costretta di patir amerezze, et agitazioni continue par sodisfar in tempi si malagevoli, e si torbidi all'incumbenze del suo supremo officio, onde reputa necessario, che pur l'E. V. ad imitazione di S. B"^ vi si accommodi, finche l'urgenza de gl'affari lo richieda ; E le bacio ecc.

Le 6 décembre, Ranuzzi (i) ajoute en chiffre que le bruit circule que dans le Parlement le roi déclarera la Lorraine unie à la Couronne, afin de fermer la bouche à tous et l'espérance aux populations. Comme il paraît désormais impossible de retourner en arrière à propos de la restitution, on pourrait négocier quelque autre compensation sur le territoire ottoman ; il ne semble pas croyable que l'on ne puisse contri-

(i) Le même jour, il écrit que Croissy lui a dit : que l'on faisait courir le bruit que le roi voulait protéger Fieschi et acheter ensuite ses biens ; non seulement c'est faux, mais le roi veut qu'on lui donne les 100,000 écus ; que l'on étudie la cause et que si on lui donne droit on le paie.

BONVISI SE JUSTIFIE. I089

buer en quelque manière à sortir ce prince de la misère (i).

Le 9, Cybo lui répond :

Hô distesamente riferito à N. S'"^ il ténor délie istanze portate da V. S. 111"!^ al Rè in benefizio délia Rep^a di Genova, e le risposte resele da S. Mtâ sul medesimo proposito. E' veramente dispiaciuto molto à S. B^, che i suoi paterni ufficii non habbian prodotto quell'effetto, che desiderava ; e nell'istesso tempo che hà udito il contenuto délia lettera di V. S. 111"^*, m'hà imposto di comunicar subito, sicome hô eseguito, airinviato di Genova, già giunto à questa Corte, i precisi sentimenti di S. M*^ nel modo appunto, ch'ella gli rappresenta, accioch'esso possa sollecitamente parteciparli alla Rep<^^. Non lasci pero V. S. 111"^^ di tuttavia contribuire à favore délia m.edesima quell'opera, che da lei possa impiegarvisi, secondo le opportunità, che se ne offeriscano ; ecc.

Le 10, Bonvisi mande :

Sopra gl'affari di Genova stimo di haver già dato buon conto délie mie attioni, con le attestatzioni Cesaree che mandai e dalle lettere che ho poi ricevute dà Monsig^ Ranucci mi viene confermato il sospetto, che hebbi che le mie accuse fossero procedute dalle sicurezze che dà alcuni di quà furno date à quelîa republica che non si sarebbe fatta la Tregua, o vi sarebbe compresa in amplissima forma, e pero l'Inviato di Genova à Parigi si mostro sempre fisso in questa credenza e non volse mai abbracciare l'insinuazione che li faceva Monsig^' Nunzio, e quando poi chi trattava quà vidde di haver ingannato i suoi Principali, e che la Tregua si era stabilita, senza quei vantaggi per loro che desideravano per scusare la loro mal fondata credenza, volsero far apparire ch'il negozio sarebbe caminato come havevano rappresentato à Genova (2) se io non l'havessi guastato con alterate rimostranze à S.M.

(i) Le 30, Cybo avertit que Rome n'a rien reçu de précis touchant le bruit que le roi aurait résolu l'annexion de la Lorraine à la Couronne ; ici on croit que le duc espère toujours que S.M. aura pitié de son état misérable, en le réintégrant dans ses possessions.

(2) Le 17, il ajoute :

Gl'impegni, che sempre crescono contro Genova, che non puole abbandonarsi dalli Spagnoli, et il non restituirsi le Castellanie di Dixmuda e di Courtray, tengono in grand'apprensione questa Corte che non sia per durare la Tregua con la Corona Cattolica, e se ne prova già il danno col non riceversi alcun soccorso da quella parte in tempo di cosî grave nécessita, con pericolo délia sovversione di tutta l'Italia, mentre non si è ratti-

Innocent XI -- III 69

logo

e pero fu necessario ch'io convincessi gl'impostori con l'attestazione Cesarea, che ho mandato à molti, e che spero sarà participata dà V. E. al Sig"" Inviato Brignole, e se bene sono stato in questo tanto mal trattato, non dimeno in riguardo del Ben publico non lascio di far il possibile per servizio délia Republica : e l'altro giorno che fù da me il Sig"" Inviato di Francia, nel discorso volse assicurarmi délia sincerità del suo Re per la quiète d'Europa, et io li rispuosi che bisognava corrispondessero i fatti aile parole, mentre per altro le pretenzioni publicate mostravano che havessero intenzione di trasportare la Guerra in parte tanto gelosa per l'Italia, essendo impraticabile che vada il Doge à scusarsi, e che lasci la republica senza Capo con sconcerto totale dell' armonia di quel Governo. Che l'altre dimande erano contrarie alla libertà, et alla sovranità : E quella di voler rimediare la Causa de i Fieschi toccava la Giurisdizione dell' Imperio, mostrando che S. M. volesse esser Giudice di appellazione sopra le sentenze date dall'Imperatore Carlo V° e che verisimilmente porterebbe gran commozione neirimperio perché se con la Tregua havevano scapitato molto alcuni membri, con questa revisione si toccava il Capo e tutti i membri, e li replicai quanto fosse più giusto l'appagarsi d'nna praticabile humilia-

ficato l'Articolo che li preservava et il Ministre di Francia in Ratisbona non volse ricevere la rattificatione dell'Imperatore in nome delli Spagnoli in conformità délia facultà che ne haveva, perché già essi havevano presentata la loro in Parigi con l'esclusione del sopradetto Articolo, non havendo voluto mostrare di pretendere dî dar legge à i Genovesi, corne l'havevano data à loro gl'Olandesi nel Trattato dell'Haya e cosî restano le mani sciolte à i Francesi di operare corne vogliono, e sarà difficile che recedino dalli impegni publici, che hanno pigliato, non ostanti le Pontificie premure, e sempre piîi mi accorgô ch'il maie è proceduto dà quel Cavaliero che trattava quà i Negozii délia Republica, che assicurô il senato che sarebbero compresi nella Tregua ampiamente, ô non si sarebbe conclusa, e ciô mi viene confermato dalle lettere di Monsigr Nunzio Ranucci, con le quali mi avvisa di haver avvertito il résidente di Genova fin quando ritornô da Valenziena, che pensassero à i casi loro, e ch'egli li haveva risposto, che la Tregua non si farebbe senza l'ampia inclusione délia Republica, e cosî le mal fondate assersioni di un privato hanno ruinato gl'interessi publici, e perô non mi maraviglio, cbe per scusare un cosî grave errore procurasse di addossarlo a me, ma con l'Attestazione che fece l'Imperatore è apparsa la verità. Questo perô non basta per rimediare al maie che sovrasta, et io prego Dio che concéda à N^o Sigre sanità perfetta e vigore per reggere il peso délia Christianità appoggiato alla sua cura, corne con infinita iode Universale ha fatto fin hora. Et air E. V. ecc.

DECISIONS DE GENES. lOQI

zione, mentre dalli Algierini non havevano preteso maggior sodisfazione. Non mi assicuro perô che egli riferisca queste sustanze, e tutto il bene si ha da sperare dall'efficaci istanze di N'"°Sig'"^ e ecc.

Le 14, Cybo envoie à Ranuzzi trois lettres : dans la première il l'informe qu'à Gênes on a fait attendre Cruciani, qui rentrait à Rome comme courrier, parce qu'au Sénat on discutait sur les satisfactions à donner à la France. Cybo lui transmet des feuilles dans lesquelles la République prétend témoigner suffisamment au monde son respect envers S. M. et exprime le regret de ne pouvoir faire tout ce que le roi a demandé, mais seulement ce qui n'est pas contraire à ses libertés. N. S. espère qu'à Paris on voudra bien réfléchir sur la nature de gouvernement de la République, composé de différentes personnes et de celles qui ont souffert le plus,donc ii faut en avoir compassion. Dans la seconde, il lui annonce qu'il a remis à Brignole ses lettres, qui les a transmises à Gênes ; « mais à mon tour, écrit-il, je remets à V. S. ce qui a été résolu pour rentrer (i) dans la grâce du roi, en y joignant un bref de

(i) Hà resoluto la Republica di Genova per rimostrare à S. Mtà il sommo desiderio che tiene d'esser reintegrata nella sua real grazia, di fare un'espressa missione di quattro senatori, accioch'espongano alla Mtà S. i suoi humilissimi sentimenti, e per comprovarli cogl* effetti istessi, porteranno à S. Mtà la risoluzione dcUa Republica di restituirsi nello stato nel quale si trovavano nel primo del mese di Genno dell'anno 1683.

Questo sopradetto stato porta seco il disarmamento délie quattro galère, et il discioglimento délia Lega contratta, e la licenza da darsi aile truppe ausiliarie che nessuna di queste tre cose haveva fatte la Rep^a nel suddetto tempo del primo Gennaro.

La Repca farà restituire ai Francesi habitant! in Genova che parteciparono del disastro commune à tutti gli habitatori délia medesima città quel tanto de' loro béni, che con studio particolare, e con molta fatica hà potuto raccogliere délia mano di gente tumultuaria.

S'induce la Repca à tutte queste risoluzioni per poter riacquistare la real grazia di S. M^^ ; e perché se le possa dar luogho à quegli atti di somma riverenza, che si corne sono stati per l'addietro, cosî saranno per l'avvenire l'oggetto più grato de' suoi desiderii ; et appagandosi S. Mta délie sudetfe sodisfaxioni, venga toltà di mezo qualunque altra istanza da farsi ; e sia restituita la Rep^a à quella quiète, che ansiosamente sospira di havere dalle mani di S. Mta.

iog2

N. S. pour S. M. Le pape désire qu'en le lui remettant V. S. tâche de la persuader à se trouver satisfaite, tant par le caractère des points résolus que par les prières paternelles de S. S., et que, pour sa grande gloire, il use de la magnanime modération avec laquelle il traita les algériens, nation infidèle et nuisant à tout le monde. Et, par la troisième, il ajoute : « que S. S. considérant que des motifs humains et divins l'obligent à empêcher une nouvelle ruine de la République et toute occasion de guerre en Italie, et connaissant le crédit dont jouit auprès du roi Le Tellier, gr. chancelier, le pape m'a ordonné d'engager V. S. à prier cet important ministre de faire des démarches auprès du roi, et qu'auparavant de donner ses conseils il veuille réfléchir qu'étant d'un âge très-avancé, il devra bientôt rendre compte à Dieu de ses actions, et ainsi il sera poussé à faire naître chez S. M. des sentiments d'équité et de modération ».

Le 20, Ranuzzi écrit : c J'attends l'audience du roi au sujet de Gênes ; quoique Croissy m'ait dit que le roi aurait voulu que le temps accordé à la République fût plus bref, j'en ai parlé à La Chaise, lui faisant comprendre que, quand le roi fait ses

Alla missione del Doge si vede impossibilitata per essere il Doge il capo délia direzione del Governo, dal quale non puô separarsi, perché sconvolgerebbe le antiche costituzioni di esso : et havendo aderito à quanto hà potuto per incontrare il gusto di S. Mta, spera e supplica d'esser compatita dalla sua generosa clemenza.

In quanto ai 100.000 scudi per il Conte Fieschi, alla giustizia di S. Mta rappresenta humilmente la Repca, che la causa fu decisa contro il detto Conte nel Consiglio Aulico dell' Imperrc, e che in grado di revisione conceduta nella pace di Cambresî ad istanza di S. M^^ Christian™^ è stata confirmata la prima sentenza dopo una lunga discussione di piii anni, e ch'ella non possiede, che una piccola parte dei béni del medesimo Conte, et il resto consiste in diversi feudi, e si trova in mano deU'Imperre, del Rè di Spagna, del Gran Duca di Toscana e del Duca di Parma.

La Republica non parla dei danni, che hà patiti, perché si vedono patentemente cosî nelle chiese, corne nei monasterii di monache, e luoghi sacri, nei palazzi più cospicui, et altri nobili habitazioni : ma non ostante £]ueste rovine, che si vede avanti gli occhi, per quanto ella puô, non vuol lasciar di procurare, corne fà al présente, la reintegrazione nella real grazia.

Page 1