CYBO RECOMMANDE LA PRUDENCE A LAURI. I
Le 14 janvier 1682, Cybo répond à Lauri : « d'après ce que V. S. m'écrit que le roi parlant à l'ambassadeur du Portugal au sujet de l'attitude de son représentant en ce royaume, aurait fait mention d'elle, la qualifiant d'internonce, on a approuvé ce que V.S. a répondu au P. La Chaise : c'est-à-dire qu'elle croyait que le roi est convaincu de la modération de sa conduite dans les affaires de France. On est toutefois d'opinion que les déclarations de V. S. suffisent ; et il est opportun
metteva quello di Francia ; ma costanti in dichiararsi, che niuno di loro voleva che li fusse contrastato il luogo dal compagno ; S. Stàstimô necessario di soprasedcre, e di udir trà tanto il parère di diversi Cardinali. Raunatisi questi hier l'altro, furono concordi in approvarc il modo tenutosi fino à qui dalla S^à S. che non ha mai negate le audienze ordinarie, e date sempre le straordinarie, ma che essendosi gU Ambasciatori dichiarati nella forma sopradetta, non s'assicurava la città di Roma da qualche gran disordine con l'andar disarmatc al corteggio le persone mandate dagli Ambasciatori, potendosi facilmcnte prender queste dall' una parte e dall' altra subito che frà cocchicri cominciassero le risse, e li contrasti. Essere obligata S, St.i à provedere in ogni maniera alla quiète di Roma, e di non esporla à pericolo certo d'ogni maggior disastro, seguendo in ciô gli esempij degli altri principi, che non vogliono ne' stati loro questi imminenti pericoli ; onde S. S^^ hà giudicato necessario di differir l'udienza ordinaria, la quale per altro havea dcstinata nel giorno d'hoggi, e cosî anderà continuando à fare fino che si trovi forma dicomporre queste controversie.
V. S. si vaglia di queste notitie per poter darne conto, quando fosse interrogata da persane, aile quali giudicasse espediente il significarle, nel modo perô, e coli le precautioni che la prudenza giudicherà convenire.
Aggiungo à quanto hô accennato circa il corteggio dell'Ambasciatore di Maita (del quale perché V. S. sia pienamente informata, le invio la relatione, che allhora ne fù trasmessa in Spagna) che alla Corte di Spagna si sono doluti altamente, come S. S'^'î. habbia fatto un gran torto aile prérogative di quïlla corona, ordinando all'Ambasciatore di Spagna che non mandasse le sue carrozze à quel corteggio, senza ordinare l'istesso all'Ambasciatore di Francia, ô con ordinare a quello di Malta di non uscire Le quali querele hanno rinovate più volte, e si chiamano molto gravati, ove dall'altro canto l'Ambasciatore di Francia ne hà professata particolare obligatione à S, Sti e ringratiatala amplamente.
Adi detto. Fii mandata al S^" Abbate Lauri una cifra al Sigr Cardl Millini sopra l'istessa materia in data de' 7.
qu'elle n'en parle plus, à moins qu'elle ne soit réintégrée dans ses droits » (i).
Le II mai, Cybo presse Lauri de le renseigner sur Masserano et les intérêts de Val di Taro. Et, le même jour, il lui envoie la relation touchant la barque française, assurant que cette relation est la seule vraie. « Probablement l'ambassadeur en enverra une toute différente, rejetant toute la faute sur les Buffalari, pour prouver qu'on accuse à tort les français. V. S. doit tâcher de faire connaître la vérité, si l'on se plaint de la justice, mais avec la prudence qui lui convient pour le rôle qu'elle joue en ce moment à Paris, et en considération des divergences qui existent entre les deux Cours » (2).
(i) Et, le 16 février, Lauri informe :
Qualcheduno ha detto, che il Re si sia espresso in proposito del Sigf di Oppeda sua Ambasciatore in Portogallo, che se benc non si poteva apprevar la condotta di esso Ambre per le cose passate col Duca di Giovenazzo, con tutta ciô si era conseguito l'mtento di far allontanar da queila Corte il do Duca, il cjuale con i vsuoî modi hanea già commciato a guadagnar molti Mmistri Portoghesi. Nel resto S. M^^ non poteva se non godere di sentir hora il detto Duca alla Corte di Spagna, dove vorrebbe che andassero tutti i suoi nemici, perche subito che capitavano in queila Corte, prendevano le hore Spagnole e venivano a perder tutta la capacità di Alemanni, et danno. (2) Tutto lo scritto di rincontro si II Patron Pietro Baume di Arles
asserisce nel foglio transmcsso dal con la sua barca caricata con 112
Patron Pietro Baume d'Arles. Ma casse di marmi per sua Maestà .
carcerati li marinari délie barche Xpma, parti dal porto di Roma li
Genevese, c Corsa e del navicello 6 Marzo verso le 15 hora, e fra
Romano, e formatone processo con altri passeggieri vi era una guardia
le loro déposition!, mentre non si è délia Marina del Re da Tolone ;
potuta haver notitia, che interve- due miglia lontano dalla città, la
nisse al fatto alcun' testimonio, si barca s'arrenô, et havendola solle-
ha dalle medeme la série del se- vata dalla rena, perche non si but-
guito discordante in parte, ô non à tasse di nuovo la fermô con attac-
pieno uniforme come qui sotto. care un canipo in un legno, che à
queila dirittura stava in terra ferma. In quel tempo sopra giun-^.
sero due barche Genovesc, e Corsica che venivano verso Roma tiratc da bufali, e bcnche li mari-