NOIE DE LA HAIIV DE SAVOTIAUOLE , A LA MARGE D*C1VE DE SES BIBLES
(Bibl. de Saint-Marc à Venise . mn. M
Die III februariî Mcccc Ixxxxi.
In nocte n. v. Vir. et pu. vo. ose. et unus ut arb. b. d. post quem. e. et alius ait indignus es. Quid faciam ut sim dignus? — Vig. sol. leg. leg. or. or. me. me. Ita sis humilis ut non fias ncg. ita te exerc. ut non fias sup. Vis me in h. v? f. non. e. h. v. t. — Ubi er. vi? Ex. ur. ubi ha. Ego ad te non red. nisi cum ppe. et. ten. Vid. Th. et in fine conf. et. corpus ife. bis. Somnia. q. v. V. ti. 80. fu. sed a. b. cog. ore. Die hic ppe. Quid e. v. b. e. s. so.
1. Tous les documents que nous empruntons au précieux manuscrit de la Bibliothèque Marcienne à Venise nous ont été communiqués par l'honorable abbé Bernardi, préfet des études au séminaire de Pinerolo (Piémont). Le caractère de ce savant met notre responsabilité à couvert ; mais , afin quUl ne pût exister aucun doute sur l'origine des textes que nous publions iei , Tabbé Bernardi a bien voulu nous envoyer la déclaration suivante, qui est entre nos mains , et que nous transcrivons textuellement :
« Torino , SS novembre 18o2.
n II sottoscritto certifica di aver tratto fcdelraente da un manoscritto ch' esiste Ti nella Marciana e porta a titolo : Savonarola: documetUif la copia di quclli co- » municati al prof. Paravia perché li trasmettesse al cliiariss. amico suo , il Pern rens, che stava per dettare la storia deir eloquentissimo oratore e delV illustre »f c sventurato Italiano. II maijoscritto è in scdicesimo piccolo : appartencva alla » Biblioteca di B. Marco di Firenzc : come passasse alla Marciana è incerto. >i î)opo i documcnti vi hanno legatl insieme ncl mcdesimo volumctto varii al tri nopuscoli risguardanti il Bavonarola, scritti con diversi caratteri, da* quali » tilassi gli altri appunti , clic non sono la parte documentale. Oltre a quclli da »ine trascrltti se ne ritrovano parecchi, già conosciuti, ch' io ommisi. Avvertii tt in alcun luogo la scolrettczza dell' apografo. Mi riserbavo ad apporvi le mie fi annotazioni qualora avessi dettato quella vita, cui le circostanzc e le varie mie h oticupazioni m' impedirono di dettare.
n Prof. ab. Jacopo dott. Bërnardi. n
non e. cr. s. ille q. cre. b. d. et. e. adhuc 7. a. et. ve. g. et post 3 i. rjB. e.
Voici maintenant de quelle manière cette note est interprétée dans le ms. :
In nocte Natalis vidi Virginem et puerum. Volebam osculari, et unus , ut arbitrer beatus Dominicus , post quem erat et alius , ait : Indignus es. — Quid faciam ut sim dignus? — Vigila , sollicila, lege, lege, ora, ora, meditare, meditare. Ita sis humilis ut non fias negligens. Ita te excita ut non fias superbus. Vis me in hac vita? Forte non est hœc voluntas tua. — Ubi ergo vis? Exue urbem ubi habitas. Ego ad te non redibo, nisi cum prope erit tempuâ. Vidi Thomam et in fine confabulationis etiam corpus inferbuit bis. Somnia quae vidisti vera tibi somnià fuerunt ; sed alia bona cogitabis ore. pic hic prope : Quid enim verum bonum est? Sed solus non erîs crematus. Sanctus ilie qui credebatur beatus Dominicus erat. — Adhuc septem anni et venit gloria , et post tria ipsorum renovatio erit.
POST-SCRIPTUH AJOUTÉ PAR SAVONAROLE A UNE LETTRE ADRESSÉE PAU JACOPO SALVIATI A PIERRE DE MÉDICIS, LE 26 MAI U93 , AU SUJET DE LA SÉPARATION DE SAl.XT-MARC
( Archlvlo iti-diceo , cod. 183 , già StroKziano 937, f S3. Florence. )
Magnifico Piero , io dissi a qlli nri Padri che la mia intentione e qlla del conuento era di fare tuto qllo che uoleua nostra Magnificentia seconde qlla dichiaratione de la ura intentione la qle intesi io essere in ql modo corne dissi a qlli padri essendo semp. parati fare ogni ura uoglia. ricomandandouj el conuento nro. Gra Dni Yhu uobisq. Amen.
Fra Hiero?(Ymo.
TEXTES NÉCESSAIRES POUR ETABLIR L*IIIST01RE DES RELATIONS DE SAVOIVAROLE AVEC LE SAIINiT-SIÉGE EN 1495.
I» LORENZO VIVOLI, TEBZA GIOBNATA (OUVRAGE PERDU).
(Cité par le P. Barsanti, lir. S , ch. 36.)
Un altro modo tennero per iscacciare di quà il Frate questi
avversarj , e questo fu , che predicando lui corne ho detto , sem-
pre toccando questa renovazione délia Chiesa, e in questa occa-
sione mostrando il vrvere del cristianesimo quanlo gli era fuori
del giusto , e dell' onesto , e massime del clero , e de' prelali , e la
vita loro quanto era difforme alla vita de' santi passati : questi
dico presero a scrivere a Roma, e fatlo intendere a papa Alexan-
dro VI come questo Frate era nemico del papa , e de' prelali délia
Chiesa , e che diceva ogni maie di loro , e che era ben farlo desis-
tere, e chiamarlo a se, e levarlo di quà. Questo ambasciatore per
Roma fu uno dei detli religiosi acciô fosse meglio loro creduto, e
se tu vuoi sapere questi , e gli altri suoi persecutori sono tutti no-
tati in quella cronica del Botticello in più luoghi. Segul , che il papa
scrisse un brève a Fra Jeronimo in questo principio molto adula-
torio , e con laudi , e con lusinghe infinité , come aveva inteso del
suo fervente predicare e sua dottrina , e che aveva caro udirlo in
voce, e voleva che andasse fin là a Roma; onde conosciuto Tu-
more Frà Hieronimo de' suoi avversarj , che altro non cercav^no,
che levarlo di quà per ammazzarlo , non a Roma , anzi a mezza
via , non sarebbe giunto ; rispose al papa , e giustificossi , mostran-
dogli massime il frutto dell' anime, che qui si faceva per questa
predica, e che non si doveva per il pastore, ch' era obbligato pas-
cere il gregge , torre il suo cibo aile pecorelle , che ne facevano
frutto ; per la cui risposta il pontefice si fermô alquanto , ma di poi
instigato di nuovo da questi medesimi avversarj , che gli dicevano
che il Frate sempre diceva peggio dolla corte e de' prelati , comin-
ciù a fulminarc nuovi brevi , al contrario dei primi , dicendo che intendeva essero la sua dottrina sediziosa , e scandalosa , e che gli comandava che desistesse , e andasse a Roma ; per il che il Frate fermô il suo predicare per qualche mese , e riscrisse al papa , e mostroUi che Sua Santilà era maie informata , et in fatli usô tutti que' termini , che pongono i savj e dotti teologi , quando il superiore è maie informato a giustificarsi cori lui , per non incorrere poi in censure alcune.
â» SERMON DE LA SEXAGESIME 4198 (48 FEVRIER).
Hécit fait par Savonarole de ses relations avec le saint- siège.
(Te&ise, 1840, fol. 20-22.)
Hora ch* el papa in questo nostro caso sia stato circonvento per false persuasion! , io te lo dimostro : ne la bolla délia escommunica il dice : Quod preâicavit faîsum seuperversum dogma, cioè ch' io ho predicato cose heretiche , e falsa religione , e questo è manifestamente falso , perché li nostri scritti e il libro che abbiaino mandato fuora l'hanno notificato a tutto il mondo , e il popolo lo sa che io non ho mai predicato se non cose buone , adunque tu vedi che il papa è stato circonvento da false persuasioni. Item dice in quella bolla che havendomi cittato a Roma a purgare li miei errori, io non sono voluto comparire. Questo anchora è falsissimo^ perché io non sono mai stato citato né havuto simile brève. Cerchino bene li registi j non troverranno che îo habbi mai havuto questo brève. Egli é ben vero , acciochè tu intenda ogni cosa , che egli mi mandô un brève già sono due anni e più , con moite laude, non dico già questo per dire le laude mie , Christo sa bene lui , e s' el sarà vero , mi retribuirà , ma lo dico per narrarti la cosa come è , diceva dunque il brève : Dilecte fili, noi abbiamo inteso che tu Ira gli altri operatori délia vigna di Christo hai fatto non poco frullo e dette moite cose nuove da parte di Dio, del che ti laudiamo grandemente ^ e desideremo parlare teco , e cosl ti comandiamo in virtute santé obedientie , che venga insino qua. Io risposi a la Sua Santità che ero contente alla obedientia, e paratissiino, ma che
per allhora non potevo farla , per Irovarmi essere infermo , e coei era vero , domandane il medico. Secondo gli dissi non potere andare allhora per gU avversari e inimici che havevo per rispetto di questa predica , di quelli dello stato , e che per la via porterei pericolo délia morte , e tutti li testi dicono quia ubi imminet péri' culum vite^ non è lo huomo tenuto ad alcuna obedientia. Tertio risposi non potere allhora andare , perché la città si trovava in grande alteratione, e fu allhora quando ci erano tra li cittadini molti dissensioni , e io predicava la pace , e perô dissi non potere andare , ma esser necessario la stanza mia qui per tenere salda e ferma la unione. Egli accettô la escusatione molto bene, si che vedi adunque che '1 brève è falso e fatto per false persuasioni , perché il dice che io sono stato cittato e richiesto a Roma ad escusarmi delli miei errori , e non sono voluto andare ne comparire. Vedesi adunque manifestamente che '1 papa è stato circonvento , perché non è da credere che lui dicesse una tanta bugia , e perô vedi che questo brève é stato fatto sotto il banco ; io V ho bene questo brève meco, e possolo mostrare. E poi passati alcuni giorni , cioé uno mese , e circa mezzo di uno altro , perché il brève predetto fu fatto circa il fine di luglio , venne uno altro brève fatto a di viii di settembre, o circa, pieno divituperi, nel quale non erano più che diciotto errori. Et il primo era che il brève era inscritto al monasterio di Santa Croce , e cosl andava il brève a Santa Croce che volevano che andassi a San Marco. Dipoi diceva in quel brève : Quemdam Gieronymum Savonaroîam, cioè uno C6rto Gieronimo Savonarola , come se non mi conoscesse ; e non era anchora quasi uno mese e mezzo che mi haveva scritto cosi amorevolmente. Di poi vi era moite altre bagattelle , che per honore non voglio dire qua : si che tu puoi vedere che ti pontefice è stato circcyïvento per tante mutationi che tu vedi nelli suoi brevi in si poco tempo. E fu una volta a Brescia uno potestà il quale quando veniva uno che diceva : Io ho havere da costui , lui diceva : Hor va , e pagalo ; e quelle altro diceva : Messere , non è vero , e lui si voltava al primo , e diceva : Perché mi di tu le bugie ? E quando lui replicava : Anzi mi debbe dare , si voltava al debitore dicendo : Tu hai torto , hor va e paga , e quando lui si escusava
gli dava ragione; e cosl credeva a chi parlava, e dava ragione ad ogn'uno. Vuoi lu dunque che *1 papa sia corne questo podeslà? Porche nel primo brève dice che ha inteso da molli , e nel seconde dice anchora che ha inleso da molli ; dunque crederia a quelli che dicono bene , el poi inconlinenle a quelli che dicono maie , e perô non è questo seconde brève falto dal papa , ma da maligni. Di poi venne un altro brève dicendo che io havevo seminato dotlrina da mellere zinzania in ogni popolo pacifico, e molle allre cose false, e perô mi suspendeva dalla predica , e lullo il monde sa che io ho predicalo e con la gralia di Dio posla la pace in quesla città, hor vedi che queslo brève non viene dal papa , o se viene , è slalo circonvento. Io risposi dunque e dissi che gli era slalo circonvenlo ; ma non furono udile le mie escusalioni , e perô predicai libéra mente , e fu in quelle tempo che io monlai quassù e dissi che io non era mandalo a predicarli da huomo del monde, ne da signore alcuno, ma da celui che è Signore delli signori, e dalla Sanla Trinilà. Di poi venne une brève che lulli li conventi di Toscima se congiugnessino e facessino una congregalione nella quale dovessi enlrare San Marco con gli altri suoi convenli, e prima neir allro brève voleva che enlrassimo nella congregalione di Lombardia dalla quale prima ci haveva separali, e hora vogliono che noi enlriamo in quella di Tosçana , e hora qua e hora là , questo mi pare il giuoco degli scacchi nella defesa del re , che quando è rinchiuso si leva d'une scacco e poi lorna a quel medesimo , si che sono manifesti le circonvenlioni delli maligni. Item ^ enne poi l'altro brève con la escommunica , per non essere entralo nella congregalione di Toscana.