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L'ITALIE DE LA DÉCADENCE

figure de Tindividualisme et du réalisme effrénés, c'est ritalie de cette époque, l'Italie de la décadence, que Ton pénètre. L'excès renseigne sur la règle. L'étude est aussi nécessaire, pas beaucoup moins intéressante, que celle de formes plus hautes.

Tout au plus, au sortir d'un tel examen, longtemps soutenu, peut-on s'avouer le désir impérieux de relire Dante ou de sourire aux Fioretti : comme, après avoir arrêté longuement ses yeux et son esprit sur Titien ou le Sansovino, l'on se retourne avec ardeur vers les maîtres des premiers âges.

Les érudils aimeront peut-être à trouver ici une lettre inédite de TArétin, conservée dans un manuscrit avec plusieurs lettres de Pietro Bembo, et une lettre de Balthasar Gastiglione '. Elle est adressée à Speroni, Tauteur des « Dialogues » :

Signer Caro,

Sapendo, che ben sapete che quella istessa volontà che a me di compiacere tenete, che io medesimamente di sodisfare a voi tengo; et perche so certo che pochi che pochi (sic) nella generosità ve si appressano; et anco per vedervi non meno illustre in Bonta, che in vertu; ecco che in gloria de si belle eccellenze; da leale amico vi prego, da humile Huomo vi suplico, et da confidente inferiore vi scongiuro, che lo egregio Animo vostro ; si degni imporre al Dolcissimo afîetto

i. Ital., 1 îll. Réserv, fol. 13-14 V.

del cor suo che i m pétri dallo integerrînio Stcfano de i

Doltori, et dal vcnerabile (Geneva) Mantova Andréa,

che il luopro nel di Ponte Corbo Collegrio ; (il quale

dar non si puote, se non a chi è Trevigiano di sangue)

si dedichi al solico (?) Messer Giulio, G io vane taie, et

si^fatto che la Natura, et Io ingegno nel la splendida

sua presonza il dimostrano. io vi giiiro per bocca de

la fcde, che senjpre havro nel voslro esercitar\i d'ogni

hora; ne i casi occorrenti agli uffilii giusti, aile carita

sacrOj et aile opère santé; che se cio che diniando se

adompie; non altrimenti ne ve restaro debitore che se

in sussiilio de le mie Anime non che figli(u)ole; qual-

che gran cosa ottennossi, si che la speranza che rai

concède quel tanto. che desidero in tutto; essendo

certa che la honestà de le parole, con i leciti afletli

obcdile; vole che la niano (délia ininiortale penna

ministrn) vi base! con il solito fervore, et mi acqueli. Di

Vinetia, il XXllI d oltobre MDLV.

Post scrilla; per esserc nel modo che sete de la

Pruilenza unico exonipio; non mî è parso (nel duro

caso che ha posto in si candida etade; il dolce Genero

vostro sotlcMTa) lamcntarmene con la signoria vostra

altrimenti. poroclie da voi ben si sa, se rallegrczza è

cibo de la Vita solonne, et il Dolore alimento de la

Morte funèbre. Si che (per ordine di cui elTelli in

Natura) se vi diletta il vivere slate lielo, se per l'oppo-

sito vi agrada il morire ; perseverate in langoscia.

Servi tore et Fratello

PiETRO Aretino.

Fol. 14'«.

A\ Gratissimo Sûjnore SPERONE Mio Piu che Padronc et Fratello,

1. Pperone Speroni, gentilhomme pailouan, outre ses Diaiogiiesy etc., a fait imprimer une tragédie de Canace^ à Flo-

Dernière lettre de l'Arétin à Michel-Ange '

et traduction.

(Ârch. c. Strozziana, filza 133, Gaye. Carteggio, II, 333-335.) i

Pietro Aretino a Michelagnolo Buonarrotti

à Roma,

Da Yenezia novembre 1545.

Signor mio,

Nel vedere lo schizzo intiero di tutto il vostro di del giudicio, ho fornito di conoscere la illustre gratia di RafTaello nella grata bellezza de la inventione. Intanto io corne battezzato mi vergogno de la licentia si illecita a lo spirito, che ha vête preso ne lo esprimere i concetti, ù si risolve il fine, al quale aspira ogni senso de la veracissima credenza nostra. Adunque quel Michelagnolo stupendo in la fama, quel Michelagnolo notabile in la prudentia, quel Michelagnolo ammiranno {sic)y ha voluto mostrare à le genti non meno impieta di irreligione, che perfettion di pittura? E possibile che voi, che per essere divino non degnate il consortio degli huomini, haviate cio fatto nel maggior tempio di dio? sopra il primo altare di giesù? ne la più gran capella del mondo? dove i gran Cardini de la Chiesa, dove i Sacerdoti riverendi, dove il Vicario di

rence, chez Francesco Doni, et chez Vincenzo Valgrisi, à Venise en 1546, Tannée même où VHoratia de l'Ârétin paraissait (voir ci-dessus).

1. Originale. La signature et le post-scriptum de la maîn de PArétin.

Crislo con cérémonie calloliche, con ordini sacri e con oralioni divine confessano, conlemplano el adorano il suo corpo, il suo sanguc e la sua carne? Se non fusse cosa nefanda lo introdurre de la siniililudîne, mi vanterei di bontatc ne lo trattato de la Xanna, prcponendo il savio mio avedimento a la indiscreta vostra conscienza, avenga che io in materia lasciva cl impudica non pure uso parole averti le e coslumate, ma favello con detti irreprensibilî e casti : et voi nel suggetto di si alla historia mostratc ^11 angeli e i santi, questi senza veruna lerrena honesta,e quegli privi d*ogni céleste ornamento. Ecco i gen t il i ne lo iscolpire non dico Diana vestita, mal nel formare Venere ignuda, le fanno ricoprire con la niano le parti, che non si scoprono : et chi pur è Chrisliano, per più stimare Tarte che la fede, tiene per reale ispettacolo tanto il decoro non osservato ne i martiri c ne le vergini, quanto il gesto del rapito per i membri genitali, che ancho serrarebbe gli occhi il postribolo per non mirarlo. In un bagno delitioso; non in cboro supremo si conveniva il far vostro. Onde saria men vitio che voi non credeste, che in tal modo credendo iscemare la credenza in altrui. Ma sino a qui la eccellenza di si temerarie maraviglie non rimane impuni ta, poi che il miracolo di loro istesse è morte de la vostra laude. Si che risuscitatele il nome col far de fiamme di fuoco le vergogne de i dannali, et quelle de' beati di raggi di sole, o imitate la modestia Fiorentina, la quale sotto alcune foglie auree sot terra quelle del suo bel colosso; et pure è posto in piazza publica et non in luogo sacrato. Hor cosi ve lo perdoni Iddio, corne non ragiono cio per isdegno, ch io hebbi circa le cose desiderate; perche il sodisfare al quanto vi obligaste mandarmi, dovera essere procura to da voi con ogni sollecitudine, da che in cotale atto acquetavate la invidia, che vuole che non vi possin disporre

APPENDICES. 4 i 9

si non Gherardi * et Tomai. Ma se il thesoro lasciatovî (la Giulio, accio si collocassero le sue reliquie nel vaso dei vostri intagli, non e stato bastante a far che gli osserviate la promessa, che posso pero sperare io? Benche non la ingratitudine, non Tavaritia di vol pittor magno, ma la gratia et il merito del Pastor massimo è di cio cagione. Avenga che Iddio vole che la eterna fama di- lui viva in semplice fattura di deposito in Tessere di se stesso, et non in altiera machina di sepoltura in vertu del voslro stile. In questo mezzo il mancar voi del debito, vi si attribuisce per furto. Ma conciosiàche le vostre ' anime han più bisogno de lo afTetto de la devotione, che de la vivacité del disegno, inspiri Iddio la Santità di Paolo, come inspiro la Beatitudine di Gregorio, il quale volse inprima disornar Roma de le superbe statue de gli Idoli, che torre bontà loro la riverentia a Thumili imagini de li santi. In ultimo, se vi fuste consigliato nell comporre e Tuniverso e Tabisso, e'I paradiso con la gloria, con rhonore ' et con lo spavento abbozzatovi da la istrutione, da lo esempio e da la scienza de la Icttera, che di mio legge il secolo, ardisco dire che non pure la natura e ciascuna benigna influenza non si pentirieno del datovi intelletto si chiaro, che hoggi in vertu suprema fanvi simolacro de la maraviglia, ma la Providentia, che \egge il tutto, terrebbe cura di opéra cotale, sinchè si scrvasse il proprio ordine in governar gli emisperi.

Di Novembre in Vinetia (MDXLV) *.

Servitore l'Aretino.

1. Gherardi, peintre, 1500-1556 (?), ou bien l'official des peintres à Florence; voir Vasari.

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