‹ La Commission du muséum et la création du Musée du Louvre (1792-1793) [Documents recueillis et annotés]Chapitre 72 sur 274 · G. COURTOIS · texte numérisé non relu

G. COURTOIS

^ Guglielmo Cortese, pittore, detto GugUebno ilBor-

GuiLLÂina COURTOIS. 195

gognone, nacquè in Borgogna l'anno santo 1625. — Fù fratello maggiore del P. Giacomo Borgognone, detto délie Battaglie, con il quale, e con altro fratello, andiede girando per Tltalia, e giunto pittore in Roma, compi i suoi studij, e si perfifezionô nella scuola di Pietro da Cortona, cd usci in pubblico prattico e virtuoso, e, con queUa sua forte e terribil maniera, fece vedere le sue belle opère in Roma; corne :

Nella Chiesa délia Trinità de' Pellegrini, nella prima Cappella à man' sinistra» il quadro con S. Carlo, S. Filippo, et altri Santi ;

In S. Marta, incontro al Coleggio Romano, il quadro dell' altar' maggiore, che rapresenta Nostro Signore che predica, con Marta, e Madalena, et altre figure;

In S. Marco, nella nave di mezzo sopra la prima colonna à man' destra, una bella pitmra a firesco, et in detta chiesa vi hà fatto le pitture, che sono nella cappella del Santo, e li laterali délia tribuna deir altar' maggiore;

In S. Luca in S* Martina hà colorito nel lato à man' destra nella cappella dell' altare di bronzo;

In S. Gio. Laterano tutta la cappella di S. Agostino;

I n S. Prassede la volta del secondo altare a man' destra;

In S. Andréa del Noviziato à Monte-Cavallo de' PP. Giesuiti il bellissimo quadro, nell' altar maggiore, rapprésentante il Martirio del Santo;

Et in S. Lorenzo in Lucina il latérale à man' destra nella cappella deUa Santissima Annunziata vicino alla sagrestia incontro Taltro del Gemignani.

Nella gran galleria del palazzo Pontefîcio, nd monte Querinale, vi dipinse Thistoria grande con la battaglia di Giosuè.

E molt' altre, che hà fieitto per particolari e foras-

196 O. DUGHET.

tieri; tutte opère comendabili, e degne del suo fieimoso pennello, et in fine se né mori neli' anno 1682.

Il di lui ritratto è stato fatto e delineato da Giulio Solimene (p. 68).

G. DUGHET.

Après avoir fait V éloge de ses peintures y Pio continue ainsi. Corne si ammirano:

In S. Martino de' Monti nelle pareti délie mura délia Chiesa;

In casa Colonna in bellissimi quadri;

Particolarmente nel palazzo dell' Eminentissimo cardinale Ottobono, quale né hà fatto una raccolta di sessanta e più pezzi délia più bella maniera dà lui fotta, che avederli tutti ben' ordinati in una gran stanzia rendono invidia à qualsivoglia gran sovrano.

Hà dipinto ancora molto in opère al guaz20 in uno appartamento del palazzo Sostaguti, in tutte le porte e fenestre^ parte di quali sono stati tagliati^ e posti in quadri cioè li più conservati, dove si vedono con iSgure dell* Allegrini, e presentemente bene accomodati si godono nell' appartamento del palazzo nuovo del signor Livio de' Carolis incontro à S. Marcello.

Hà dipinto anco scène, e piombi, cioè'paraventi dà letto, uno dé quali si conserva dal signor Marchese Massimi à S. Andréa délia VaUe.

Appresso il medesimo signor cardinale Ottobono si vede ancora una cassa di cimbalo, tutta dà lui dipinta à guazzo dentro è fuori, che, per la bellezza e conservazione, è un incanto dell' occhio e del mondo.

Hà fatto altri molti lavori e quadri, delli quali né sono addorne le più nobili gallerie dell' Europa.

RAYMOND LAFA6B. I97

Nelli suoi dipintihà fatto trè manière, la prima bella, la seconda in superlativo grado innarrabile, e là terza bellissima, et in materia dé paesi e' stato cosi singolare che, sino a questa hora, non hà havuto il pari, ne si crede che vi sarà chi poâsa uguagliarlo.

Fu cogniatodi Mco/oPtf^md, dalquale derivO essersi chiamato dà tutti Gaspare Pusino. Fù huomo umile, e di ottimi costumi^ e mori Tanno 1684 in Roma.

Il di lui ritratto è statto £sitto e delineato dà Luigi Parïi(p. 49).

R. LAFAGE.

Nicolo Raimondo LafagCy pittore, anzi disegnatore, nacquè in Francia Tanno 1648, e, inclina to al disegno, hebbi i primi principij in patria, dove si essercitô per quattro anni continui à studiare Tanatomia di Michel' Angelo. Doppo si porto per Tltalia, e poscia in Roma, di anni 35. E quivi si diede con tutto fervore et attenzione a disegnare sopra le belle cose di questa città, e particolarmente Tantico, e le opère delli Caracci, del disegno de' quali né fb grand' imitatore, e ne riporto gran profitto e perfettione, à segno che bravissimo disegnatore comparve et in diversi anni ottenne i primi premij nella publica Accademia di S. Luca, riportandone sempre somma gloria et honore. Datosi poi à colorire, non riuscï in conto alcuno, ne corrispose il colorito al suo bel modo di disegnare, di maniera taie che, eccettuato qualche miniatura, o qualche ventaglio, che fece, non trovasi alcun dipinto di lui. Non mancô perô di far disegni (quando haveva di bisogno) di sommo valore e con gran velocità, per molti signori Romani, e forastieri, con li quali miserabilmente viveva, e si racconta che alcune volte, ô per dir' me-

igS RAYMOND U^AQE.

glio il più deUe. vc^te, non haveva dà pagare qudUo che haveva mangiato, e, stando à tavola, si faceva portare un foglio di carta^ nd quale con k penna disegnandovi qualche istoria k) mandava al cavalière Gtaciato Brandi, o altri, che gli contavano il denaro per pagare cbè gli haveva dato il vitto.

Disegnô con carbone tutta una volta di stanza, in un' palazzetto vicino là Trinità de' Monti^ dove ulti* mamente habitava la Regina di Polonia, che la fece gettare à terra per esser' alquanto oscena, ma era una meraviglia à vederla, corne sono famosi li trè disegni, che si conservano dalla detta Accademia di S. Luca, rapprésentant! Moisè &nciullo gettato nel fiume Nilo, et altre istorie. Si è molto dilettato di disegnare con penne di ottone, corne qui appresso si vede. Lé sue opère disegnate sonO state tenute in gran' stima, e percio moite di esse si vedono aile stampe. Doppo sei anni in circa che dimorô in Roma, vedendo che qui stentava à vivere, si ne ritornô in Francia, di dove in poco spatio di tempo se ne passo ail' altro mondo per una caduta fatta dà un asineUo.

Fti questo buomo corretto neldisegno, alieno de' Gomplimenti, amico délie conversazioni. In casa non haveva quasi da sedere; in dosso non haveva appena panni dà coprirsi, e non stimava cosa alcuna di denaro. Fù sempre lontano dalla soggetione e dalle corti^ dedito alla libertà, è visse sempre con miseria, ma quasi volontariat mentre per la sua virtti fu piti volte in Roma desiderato e ricercato dà diversi signori, firà quali dal Cardinale Azzolini^ à cui non voile né meno parlare^ e dal Marchese del Carpio, ambasciatore di Spagna, gran signore e sommo dilettante, c^e fece lo chiamare, dicendo gli che li voleva appresso di se per

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£Eir gli disegnare niolte coae di $ua compieœnza, e che demandasse che bramava per suo trattamento, Qt egU gli ôfipose (per non aocardarsi) che voleva la tavola» la casa, due vestiti l'anno, e cento scudi il mese, et il tutto gli fil subito dà sua Ecoellenza stabilito et accordato, ma che, se la sera voleva andare à divertirsi^ desiderava poi che il giovane opérasse secondo i di lui ordini. Al che stiede alquanto sospeso e maie pensando, risolvette con replicdre al personnaggio che non né voleva far altro, e <the non voleva soggettax' la sua liberta per qualsivoglia denaro, e per ciô visse sempre abbietto, mal' in ordine e miserabile, essendo stata contraria Tindinaûone alla sua virtti onde cosi mendlco gli convenue morire.

Il di cui ritratto à stato £atto e delineato dà Antonio Creccolini in mezaso di un' bellissimo ornamento, che dàlui medessimo si è trovato disegnato (p. 239).

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