CHAPITRE CINQUIÈME
et à force de prières1. Les jours s'écoulaient; le terme convenu de la suspension des hostilités approchait; et ne pouvant apporter au duc de Mantoue et à Collalto raccommodement définitif qu'il leur avait promis, Mazarin en était réduit à leur adresser, pour leur faire prendre patience, des lettres habiles où il avait soin d'employer avec chacun d'eux le langage le plus assorti à leur caractère. Au pieux et ombrageux Charles de Gonzague, il disait qu'il ne lui demandait pas autre chose que ce qu'il se promettait du comte de Collalto, et que ses sacrifices à la sainte cause de la paix lui seraient un particulier mérite auprès du pape et auprèsdeDieu \ Au superbe général autrichien, il parlait aussi du cardinal légat et du pape, mais il s'adressait surtout à lui comme un serviteur affectionné à un protecteur
1 Dépêche du 23 décembre au cardinal secrétaire d'État : « Il marescial di Chrichi havendo visto che monsignor nuntio ha negotiato più ^volte con il signor conte di Collalto per indurlo a partito di sospensione, gli pare che sarebbe effetto di debolezza £ molta facilita quando per una istanza mia condiscendesse a quello a che con tanli travagli d'un nuntio dopo moïti giorni è venuto Collalto, e percio à mio inlendimento vuol essere guadagnato à forzadi preghiere. »
* Lettre au duc de Mantoue, de Turin, 22 décembre : « Già quattro giorni sono giunsi a questa corte, ne sinhora vedo le cose in stato dà sbrigarmi in tempo dà poter rendere à V. Alt. la risposta per il giorno di Natale... Ma perche in tanto non continuando ella et il sig. conte di Collalto ad owiare a quelli atti di hostilità che possano portare i negotii a maggiore rottura, polreb-
bienveillant, auquel il demande une grâce1. Il ne manquait pas d'écrire aussi à Spinola pour le conjurer d'agir de son côté auprès du général impérial, de la façon la plus vive, afin de retenir son impétuosité et d'empêcher rentier renversement de leurs communes espérances*.
Pressé de tant de côtés à la fois, Collallo finit par consentir à imiter son collègue le plénipoten-
bon succedere novità tali clie, benche qui si aggiustasse, impedissero la suspensione, supplico Y. Alt. di non innovar cosa alcuna per questi pochi giorni, che sono necessarii per darmi tempo a ritornare... Obligarà non poco la Santità di nostro Signore che con tanto zelo invigila per 1' effettuatione di pace. lo mi assicuro che havendo riguardo a questo, et al merito che havrà presse Dio, facilitando quel bene tanto necessario per la christianità, restando servita di non mnovar altro, giacche scrivendo al signor conte di Collalto in questa conformità mi promelto da S. E. il medesimo... »
1 Lettre au comte de Collalto, Turin, même jour : « Vedo di non poter essere di ritonio nel tempo che mi persuasi, non havendo sinhora concluso quanto devo procurare prima d'incaminarmi a codesla volta. Non lascio perô di h avère speranza conforme al mio desiderio; e perché solamente sin al giorno di Natale inclusive la sciai stabilîtà la tregua tacita, non essendo dopo il detto giorno ne V. E. ne il signor duca tenuti a cosa veruna, per corriere espresso mi é parso supplicarla a compiacersi di non innovar cosa alcuna dal suo canto sin al mio rilorno che saràin brève... Scrivo à V. E. corne a padrone al quale senza tema d'incorrere in alcuno errore mi persuado di poter liberamente dire ogni particolare... »
s Deux lettres à Spinola, de Turin, môme jour: « Perché so q uanto vagliano, e si puo ogn' uno promeltere delli officii diV.E., 1 a supplico passarli nel modo e con la caldezza che li detterà la sua buona intentione col detto signore cente di Collallo per il medesimo fine. »