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Histoires, IV, 73-74. de Tacite parut après sa mort

2. D'une famille noble de en 1563. Son compatriote, Ber- Fiorence qui a compté plusieurs nard DavanzatiBostichi, auteur autres littérateurs ou érudits. d'une traduction de Tacite plus li a aussi traduit Valère- estimée que celle de Dati, parle Maxime (1547). Sa traduction ainsi, dans une lettre, de

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lo per insino à qui non mi sono nelP arte del ben dire giamai esercitato, onde io potessi venire à voi con belle ed ornate parole : ma bene con Tarmi e con la spada ho sempre aiutato confermare la virtù, e'I valore del popolo Romano : ma vedendo che appresso di voi le parole vagliono molto, e che il bene ed il maie non quale egli è per natura ma secondo il parlare de'seditiosi è giudicato : quindi délibérai espor vi brevemente quelle cose, lequali (poiche la guerra è terminata) saranno à voi piu utile à udire, che à me il recitarle. Primieramente, i nostri antichi imperadori e capitani entrarono con gli eserciti loro nel paese vostro, ed in quelle de' Galli, mossi non da propria cupidita, ma chiamati da' vostri antecessori, iquali, parte per le proprie discordie loro furono sino alF eslremo afflitti, parte da' Germani travagliati : il cui aiuto avevano invocato, ed iquali s' eran sforzati di mettere gli amici ed inimici parimente sotto la servitù ed ubbidientia loro. Impe- Toche quante volte noi habbiamo co' Cimbri e co' Teutoni -combattuto, e quante fatiche e disagi habbino i nostri «eserciti sopporlato, e lînalmente quel che noi nelle guerre co' Germani habbiamo vinto ed acquistato, è noto à bastanza. Et non siamo perciô per difendere la Italia, stati délia riva del Reno occupatori, ma solo perche e' non venisse un'altro Ariovisto, e délia Gallia cercasse d'insi ^norirsi. Credete voi d'esser piu grati ed accetti à Civile e a' Batavi, ed ail' altre genti di là dal Reno, che non furono i padri et gli avoli vostri à gli antichi, e predecessori di quelli? Fu sempre una cagione medesima, perche i Germani passarono in Gallia : e questa fu la libidine, l'avaritia, e'I desiderio di cercare e possedere nuove habitationi, accioche, lasciato le paludi, ed i loro diserti, e solitarii luoghi, possedessero questo vostro fertilissimo ed abbondantissimo paese, e finalmente riducessero anchora voi sotto il dominio loro : ma e' vengono sempre in campo, e ricuopronsi col nome délia liberta, e con altri simi-

l*œuvre de son prédécesseur : large, convenable à son but, «« Giorgio Dati a traduit Tacite qui était de le rendre très <lans un style abondant et clair. »

glianti honesti titoli, per ingannarvi piu agevolmente : imperoche niuno giamai fu, che bramasse porre al tri in servitù, e à se stesso procacciar signoria, che di cotali honorati nomi non scandasse accomodando. Sempre per la Gallia furon guerre, e sempre chi ha cerco signoreggiarla, fino à che voi veniste sotto la noslra juriditione : ma noi, quantunche spesse voUe offesi e provocati da voi, nulla le piu vi habbiamo imposlo (conciosia che per ragione délia vittoria dirittamente far lo potessimo) che quello per ilquale la pace publica potessimo conservare : imperoche senza Parmi non si puô sostenere la pace tra le genti, ne l'armi senza gli stipendii, ne gli stipendii senza î tribu ti. L'altre cose con essonoi vi sono comuni, perche voi stessi le piu volte alla cura délie nostre legioni siete preposli, voi per tutto queste e dell'altre provincie amministrate. E niuna cosa vi è, che da noi vi sia separata, ô chiusa : e benche voi lunge da Roma habitiate, godete nondimeno i buon principi al pari de gli stessi Romani : per il contrario quelli che sono crudeli e scelerati, sempre a' piu propinqui danno addosso. Dovete adunque disporvi ed acconciare le spalle vostre à sopportare la lussuria e Tavaritia di chi vi regge e signoreggia, in quella istessa guisa che toUerate la sterilita dell' anno, le soverchie e terribili pioggie, e gli al tri mali ed incommodi délia natura. Fin che al mondo saran de gli huomini, saranno ancor de' vitii : questi nondimeno non sempre ne continuatamente , ma i béni ed i mali vengono à vicenda, e con Tavvenimento di cose migliori vannosi quelli compensando. Se già voi non pensate che sotto rimperio di Classico, e di Tutore, debbino le cose piu moderatamente succedere, ô con minore spendio che hora, si possino sostener gli eserciti, co' quali i Britanni ed i Germani s'abbino à rimuovere, e tener discosto da' Gain. Imperoche se i Romani (che noi voglia Iddio) fussero oppressi ô discacciati , che altro pensate voi che n avverrebbe, se non che tutti i popoli, tutto le nationi, s'andrebbero con iscambievoli guerre l'un Taltro distruggendo. Questa macchina, ed unito componimento del

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Romano imperio, sino ad ottocent' anni col mezo délia fortuna, délia disciplina ed ubbidienza, si è raantenuto in piè, ne dissolvere, ne gastare si puô, se non con rovina e destruttione di quei, che dissolverlo, ô guastar lo vorranno. Ma voi bene, che abbondate d'oro e di richezze, che son sempre délie guerre speciali cagioni, siete quelli che in gran pericolo vi ritrovate. Perô habbiate davanti à gli occhi, amate e riverite la pace ed insieme la città di Roma, laquale noi sempre, ô vincitori, ô vinti, con ugual titolo possedererao. Muovinvi adunque gli esempi dell' una e Taltra fortuna, ô prospéra, ô avversa, accio non vogliate piu tosto mantenervi con vostra rovina rebelli e contumaci, che rendervi pronti ed ubbidienti con vostra pace e tranquillilù.

Voyci la mesme harangue traduicte par Biaise de Vigenere* :

Je n'ay jamais faict profession d'haranguer, car la valeur du peuple Romain, je l'ay tesmoignee ordinairement par les armes. Mais pource que les paroles peuvent beaucoup envers vous, et que les choses, bonnes, mauvaises qu'elles soyent, n'y sont pas mesurées selon leur nature, ains par les crieries des séditieux : j'ay advisé de vous dire en peu de paroUes ce que, la guerre ayant pris fin, vous sera

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