‹ Le comte de Carmagnola; et, Adelghis; tragédiesChapitre 154 sur 168 · VIII · texte numérisé non relu

VIII

Abi sventura! sventura! sventura!

Già la terra è coperta d’uccisi ; .

Tutta è sangue la vasta pianura ; Cresce il grido , raddoppia il furor.

Ma negli ordini manchi e divisi Mal si regge, già cede una schiera; Già nel volgo, che vincer dispera, Della vita rinasce l'amor.

Come il grano lanciato dal pieno Ventilabro nell'aria si spande ; Tale intorno pet l'ampio terreno Si sparpagliano i vinti guerrier.

Ma improvvise terribili bande

Ai fuggenti s’affaccian sul calle; Ma si senton più presso alle spalle Scalpitare il temuto destrier.

Cadon trepidi a piè dei nemici, Rendon l’arme, si dauno prigioni:

Il clamor delle turbe vittrici

Copre i lai del tapino che muor.

CORO. 299 Un corriero è salito in arcioni;

Prende un foglio, il ripone, s’avvia,

Sferza, sprona, divora la via;

Ogni villa si desta al romor.

Perchè tutti sul pesto cammino Dalle case, dai campi accorrete ?

Ognun chiede con ansia al vicino:

Che gioconda novella recò?

Donde ei venga, infelici, il sapete, E sperate che gioja favelli?

I fratelli hanno ucciso i fratelli :

Questa orrenda novella vi dò.

Odo intorno festevoli gridi;

S'orna il tempio, e risuona del canto; Già s’innalzan dai cuori omicidi Grazie ed inni che abbomina il ciel. — Giù dal cerchio dell’alpi frattanto

Lo straniero gli sguardi rivolve ;

Vede i forti che mordon la poive,

E li conta con gioja crudel. —

Affrettatevi, empite le schiere, Sospendete i trionfi ed i giuochi, Ritornate alle vostre bandiere :

Lo straniero discende ; egli è qui.

Vincitor! Siete deboli e pochi ?

Ma per questo a sfidarvi ei discende ; E voglioso, a quei campi v’ attende Ove il vostro fratello perì. —

Tu che angusta a’ tuoi figli parevi, Tu che in pace nutrirli non sai, Fatal terra, gli estrani ricevi :

Tal giudicio comincia per te.

Un nemico che offeso non hai,

A tue mense insultando s’asside ; Degli stolti le spoglie divide ;

Toglie il brando di mano a’ tuoi Re.

Stolto anch' esso! Beata fu mai

Gente alcuna per sangue ed oltraggio?

Solo al vinto non toccano i guai; Torna in pianto dell’ empio il gioir.

CORÒ.

Ben talor, nel superbo viaggio, Non l’abbatte l'eterna vendetta ; Ma lo segna ; ma veglia ed aspetta ; Ma lo coglie all’ estremo sospir.

Tutti fatti a sembianza d’un Solo; Figli tutti d'un solo Riscatto,

In qual’ ora, in qual parte del suolo Trascorriamo quest’aura vital ,

Siam fratelli; siam stretti ad un patto :

Maladetto colui che lo infrange ,

Che s’innalza sul fiacco che piange, Che contrista uno spirto immortal !

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