CORSINI A LUDOVISI
14 septembre 1621.
((S'intendecheil marchese di Covre non sia perpartire di costa per ancora e che habbia havuto ordine di non trat-
Correspondance d'Ottavio Corsini. 287
tar piu in Venetia la remissionedei Giesuiti, perche quella republica si c dichiarata chc ricevera disgusto che se ne tratti. »
AGUCCHIA A CORSINI.
2 novembre.
« Se la divina Bontà che ha sempre altamente contro Topinione humana conservata la monarchia francese non la soccorre, temiamo a regione di nuove rivoluzioni c nove ruine, e piaccia a Dio che non si rinovino col tempo non solamente le tragédie di Ghisi et Concini, et degl' Enrici fra moltt cagionidi mali et di pericoli! »
CORSINI A m^ SIGHETTI, NONCE EN ESPAGNE.
19 novembre.
« Il duca di Feria ritiene volontieri quello che ha acquistato e servendosi del pretesto délia religione e délie pretensioni dell' arciduca Leopoldo impedisce che gli Suizzeri non concorrano al capitolato in cotesta corte. Il Christianissimo desidera la restitutione ma ne puo ne vuole ne deve parlare in modo di venir' a rottura con gli Spagnuoli e non gli pare anco di dover abbandonnare i Grigioni. I Venetiani stanno fissi nel pensiero che se nella Valtellina non ritornano gli Ugonotti poco importe la demolitione de forti perche ne saranno gli Spagnuoli non meno assoluti padroni, al che vogliono con tutte le forze loro opporsi. »
288 Correspondance d'Ottavio Corsini.
24 novembre. '
// s'agit dans cette lettre d'une promotion de cardinaux à faire. Le nonce a vu le connétable^ qui désire que la promotion soit favorable à la France. Le nonce l'a satisfait sur ce point. i( Facendo gl'io toccar'con mano che l'affettione di V. S. 111. verso la Francia, e la nécessita di fortificare la liberta délia Chiesadall' oppressione délia fattione spagnuola e de nemici di questo regno,dovevano renderlo certo, sicome vedrebbe dall'esperienza.
«Vidi che non si cura intrinsecamente diLusson, ma non vuole ch' alcuno s' accorga del suc pensiero, e mi disse che desidera bene piu tosto obligarsi V. S. 111. che Lusson e convenimmo che altri che ella, egli, io e Modena non saprebbe questo affare. »
9 décembre.
« Giunse a Tolosa il nuovo ambasciatore veneto chiamato il signore Gio, Pesaro, huomo assai sciolto nel suo procedere, franco, familiare et buon compagno. Mostra non haver maggior negotio ne piu importante che quello dclla Valtellina, del quale ha gia parlato a Sua Maestà et a gl' altri ministri, desiderando che siano mosse qu^ste arme contro gli artifitii spagnuoli, con dire che solo la dimostratione sara bastante a fare che mantengano le loro promesse, et ha pregato me medesimo, che voglia fortificare la sua instanza, al quale ho risposto, che Sua Santità non solo era capo délia religione e délia Chiesa,
I. Les dépêches qui ne portent que la date et pas d'en-tête% sont adressées parie nonce au secrétaire d'Etat du pape.
Correspondance iVOttavio Corsini. -iScj
ma ctiamdio principal defensorc dclla liberta d' Italia c chc non mancherei di parlar vivamentc coiiie s' appartcncva a chi sostiene queste due obligationi. » j
24 décembre.
(( 11 buon Padre Arnoux, non per alcun suo demerito, o imprudenza,e stato allontanato del re , ma perche, havendo gran parte nell' amor di S. M., serviva piu al bene et alla reputatione di lei che ad altri particolari interessi, e perche cssendo conosciuto huomo di conscienza, di sentimento, franco e fermo ne suoi propositi, si dubitava cheardisse anco rappresentar nudala verita délie cosea gli occhi di S. M., le quali considerationi messe sinistramente da gente amica d' adulare nella mente di chi poteva furono cagione di si fatta risolutione. Questo e il vero motivo ; ma il pretesto e stato che havendo egli per la sua durezza contradetto a un accordo che si desiderava conchiuder col duca di Rohan , benche poco sicuro et utile, fosse stato origine délie disgrazie occorse sotto Montalbano. »
AGUCCHIA A CORSINI.
i"^ janvier 1622.
« La morte del contestabile e un avvertimento predetto ogni di da N. S. da poi che udi corne le cose delgoverno andavano maie per sua cagione, essendo andato sempre dicendo che non poteva durare e che per una via o per r altra, Iddio V haverebbe levato di mezzo, e pare appunto
290 Correspondance dOttavio Corsini.
che l'habbia fatto mentre egli era aile strette per far 1' accorde con gli Ugonotti, segno manifeste che vuol vedere la Francia libéra da tal peste et in potesta del suo re. Piaccia hora a Dio che poiche il re non e inclinato al negotio e non puol vegger da se applichi al miglior soggetto o partito, ma temiamo che sempre torneremo a cadere ne i medesimi disordini, perche la natione francese inclinatissima alla liberta non puo toUerare d'haver altro che un re, ne meno che alcuni pochi governinoj; forse il minor maie sarebbe d' haver un consiglio di Stato fornito di valent! huomini e di buoni cattolici e dilasciarlo regnare, e cosi pare a molti che il consiglio sara per haver per hora l'autorita maggiore. In tanto risorgeranno molti che stanno in dietro e pare che la ragion voglia che la Regina madré ritorni in gratia. La onde anche li Savoiardi cercheranno di farsi avanti, ma noi staremo ad udire e pregheremo Dio che la mandi buona, perche in vero lo stato délie cose publiche hanno gran bisogno. In questo mentre N. S. vuole che V. S. faccia efficacissimo ufficio per impedire che la Sua Maestà non faccia alcun accordo co i ribelli, perche importa troppo alla religione cattolica e alla dignita sua che dopo haver cominciato una tanta impresa, cerchi di condurla felicemente a fine , e benche le cose d' Italia la volessero veder libéra dalla guerra civile, e che i Venetiani et Olandesi et altri' sieno per persuaderla air accordo, nondimeno, portando ella nel seno tanta pieta e zelo, dobbiamo aver per fermo che la divina bontà la favorira in ogni guisa, che con le forze et con 1' autorita potra supplir da per tutto e che alla fine riducendo il suo regno alla vera ubbidienza sara piu glorioso e potentc che sia mai stato niuno de suoi antecessori. »
ANALYSE ET EXTRAITS
DE LA CORRESPONDANCE DES AMBASSADEURS ANGIOLO CONTARINI, GIROLAMO PRIULI ET GIOV. PESARO
Avec le Sénat de Venise,
En l'année 162 1 '.
No 19, 3 janvier 1621.
« E passato con solenne pompa in Inghilterra il marescial di Cadenet per ambasciatore di questa maesta Gristina essendosi imbarcato a Gales , e seguitato da molta nobiltà, e tra Taitre persone di riguardo ha seco duc principi, il duca d'Albuf, et il conte d'Alè e dodici cavallieri dell' ordine di Santo Spirito, soggetti tutti di qualità e di merito. A che miri la missione di quest* 'ambasciata, varii sono i pareri : alcuni confermano che si vogli ripigliar la prattica del matrimonio tra Madama e il principe di Vaglia ; alcuni ehe si ricerchi quel re a non ingerirsi in questi affari délia religione, overo ad interporsi per l'accommodamento, procurando di rimetterli air obedienza del loro padrone. Alcuni credono piu facilmente che si habbi a trattar la proroga délia tregua d'Olanda ; et altri degli affari di Alemagna per vedere che il re d' Inghilterra induca il genero ad accommodarsi con