I. A Venise. Archivio di Stato. Senato, Sécréta, lll. Reg
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l'Imp*"", cedendo intierameiite il regno di Bohemia accio si possa facilitare la restitutione del Palatinato et con maggior faciltà anche introdurre la pace nell' Imprio délia quale si habbi a conseguitar poi quella d'Italia colla restitutione délia Valtellina. Punti tutti, che dicono dover esser la série délie negotiationi di Cadenet. Ma il principal oggetto al sicuro col quale si spicca l'ambasciata i piu sensati concludono esser quello di ritirare la maestà délia Gran Bertagna dalle prattiche di questi Ugonotti del regno ; divertire che non siano da lui fomentati, ajutali e protetti ; e levar loro un tal appoggio^ per fine di toglier ad essi il modo di rendersi maggiormente vigorosi e rissoluti di sostentare le loro pretentioni contro il servitio e volontà di Sua Maestà Christianissima. Intendiamo haver l'Assemblea délia Rosciella doppo la partenza di Cadenet mandato ad offerire di dargli quella piazza nelle mani, mentre non manchi loro d'assistenza.
« Sono rumori d'Ugonotti per lutte le provincie fomentati anco da i cattolici per i loro privati interessi. Alla Rosciella preparando in tanto i loro cahyeri di giustificatione, i quali al ritorno del re in Parigi saranno mandat! e présentât! alla M. S. per i lorodeputati generali.
« A Montalbano sono stati disarmati tutti 11 cattci e fattone alcuni priggioni in vendetta del seguito i giorni a diettro a Navarrins, dove pure s'intende esser stato ultimamente trucidato un prête da un figlio di Plessi- Morne, governatore di Saumur. A Guisa in Ciampagna sono stati cacciati fuori délia piazza gli Ugonotti , et alcune case de principal! spiantate da fundamenti ; corne pure a Tolosa sono stati incarcérât! due députât! d'Ars délia provincia di Languadocca, ch' andavano alla Rosciella ; e cosi reciprocamente gli animi si commovuono e d'Ugonotti e de cattolici mal contenti.
et de GiroUvno Priuli. 2()3
« Veramente qui non si vede chc s'applicchino questi ministri principali dcl cons" con mnggior calore ad altra facccnda che a questa délia Rcligione et a sanare con tutti i mezzi possibili questa piaga interna prima di rimediare
a quelle del di fuori Ond.e tutto cio fa per ogni buon
rispetto chc quà si prcme sopra ogn' altj^ cosa, e da t'avoriti particolarmcnte, per non metter in azardo la lor fortuna, a sedar commotioni tali et a far sparir questo turbine con quei ripari , chc qui possino immaginarsi migliori, seben dall' altro canto il Re viene portato ad ogni sorte di rigore contro quei délia Religione da Giesuiti, cardinali Rhetz et Rosciafoco, guardasigillo et dal principe di Conde medesimo, con semplice fine di profïitarne a i loro particolari interessi e sodisfare aile loro private passioni con pochissimo riguardo al beneficio del regno.
(( 11 marescial Dighieres anche non ha voluto ricevere il brevetto di contestabile havendo mandato un suo gentilhuomo al Re per ringratiar S. M, di questo honore et escusarsi sotto diversi coloriù pretesti se non lo gradisce. Dal che si puo comprendere che si conservi egli pure partiale piuttosto dell' Ugonotto che altrimenti. »
N" 21, 20 janvier.
« Il guarda sigillo pieno di confusione e d'irresolutione dice che non cosi facilmente Spag'i renderanno la Valtellina, che Bassompier partirebbe si, ma che farebbe nuUa, che bisogna prima unir Svizzeri et Grisoni in un concordio générale, perche questa disunione tra di loro servivaa Spag'i per non render mai
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Questo ministro in somma parla molto instabilmente ; vacilla nelle parole et ne i sensi; si mostra ne i gesti pien di sprezzatura et in conclusione nescit stare loco, ne pensa ad altro, per quel che vedemo, ch' aile cose d'Ugonotti, le quali li sono altamente radicate nell' animo. »
Bassompierre voudrait^ après son ambassade en Espagne^ se rendre en Suisse pour y accorder les esprits. Sa qualité de colonel lui donne dans ce pays une grande influence ; il va partir incessamment pour Madrid.
M. de Montholon., envoyé' pour le moment en Suisse, est u huomo prudente, discreto e di valore; » l'ambassadeur se félicite de ce choix parce qu'il est « diffidentissimo di Pisius et per consequenza di M. di Gueffier. »
« Neir andar noi ail' audientia (c'est Priuli qui parle) del Re quest' ultima volta, entrato con la prima mia carozza nel Lovre, conforme al solito, la Regina madré, che si ritrovava ad una finestra, ci vide et compiacendosi molto delli miei cavalli che, per dir il vero , sono li piu helli di Parigi, ha mandato mons"^ di Bonuglio (Bonneuil) con gran benignità a ricercarmeli, proferendomi pero in ricompensa altri doi cavalli, overo il prezzo équivalente. Alche io risposi, che gratia piu singolare non mi poteva accadere, ch' io rendevo humilissime gratie alla Mta sua di questa benigna confidenza che s'era degnata d'usar meco, et che ero sicuro che non mi sarebbe intorbidato questo honore et questa gratia con trattar di alcuna ricompensa, perche maggior premio io non poteva ricever, che di servir in questa picciol cosa alla Mia Sua, dimostrandole con quest' occasione l'osservanza et la divotione dello animo mio; ch' havevo inteso il tutto et che sapevo cio che mi conveniva di fare. Cosi ordinal subito che guarniti U cavalli con due coperte che immédiate li feci far a posta fossero condotti al Lovre appresso le stanze délia
et de Girolamo Priiili, 2()5
Rcgina et fatta appuntar l'audicntia alla Mta pcr il mio secrctario, lo fcci passar scco pcr nome mio un ufficio proprio et riverentc ncl quai H fu esprcsso in picna maniera cio che conveniva in occasione taie et particolarmente li fu rapprcsentato la mia prontezza nell' incontrare favor cosi singolare, poiche al primo cenno che me n'cra stato dato, havevo imposto che li cavalli li fossero condotti, li quali si ritrovano ail' hora nel cortile alla dispositione étal libero beneplacito délia M ta Sua. La regina, con un volto allegro et affabile accolse esso mio secretario ; disse ch' haveva timoré di non havermi recato incommodo; ma che havendole voluto far questo favore, lo aggradiva sommamente et me ne ringratiava con molto afifetto. In questa maniera havendo la Mta Sua ricevuti li cavalli liberamente in dono, io sono restato compitamente favorito et supremamente honorato, et essendo occorso questo avenimento in faccia di tutta la corte con meraviglia d'ogn'uno, verisimile cosa e il creder ch' anco il Re ne sia stato partecipe, poiche sa tutte le cose che si fanno, et particolarmente tutto cio che opéra la Regina madré, n
No 33, 2 mars.
« Venendo in tanto maneggiato il negotio (délia religione) da mousu di Louines solo senza la saputa et orecchio di nissun altro del cons° ; con Favas il quale tutti i giorni e ammesso secretissimamentedal medesimo Louines nel suo gnbinetto per consigliare, proporre, deliberare sopra questa materia di Ugonotti con i quali in fine favoriti non vogliono rottura.
(( Il re fece questi ultimi giorni di carnevale il suo
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balletto con grandissimo concorso di nobiltà, di tutti i forestier!, con l'intervento anche di tutto il Parlamento e riusci superbissimo e a meraviglia bello per li requisiti massime delli cavallieri e dame che comparvero nel ballo pomposamente vestiti e carichi d'una immensité di gioie che rendiano stupire ad ogn' uno. »
N" 34, 4 mars.
Aujourd'hui seulement^ 4 du mois de mars^ les ambassadeurs ont eu une audience du duc de Luynes ; ils le complimentent de la naissance d'un fils et protestent contre la ligue récemment faite par le gouverneur de Milan avec les Suisses. Le duc de Luynes leur a répondu : (( con gran appHcatione di spirito. »
La partie suivante de la dépêche est écrite en chiffres : « A noi in piu d'un congresso, a dirlo a lei in somma confidenza, a stato accenato da questi ministri alcuna cosa di unione a diffesa d'Italia. Non sappiamo se questi concetti habbiano fundamento. » Ce sont les ambassadeurs qui parlent ainsi à Luynes., lequel leur répond longuement., sagement : « Ho pero piacere che VV. EE. mi habbino aperto questo buon senso, ne vogUo parlar al Re et alli miei amici ; lascino un poco maneggiar questo negotio a me solo et di gratia non ne parlino con alcun altro; poi soggiunse:habbiamo in petto cose di momento; il re e risoluto et generoso, et qui si fermo. » Les ambassadeurs le pressent de s'expliquer davantage et. de leur dire : a Che sta nel suo petto spettante alli presenti affari. » Le duc répond : (( Le cosc che nascondiamo in noi non sono tanto spettanti ail' Italia quanto apparte-
et de Girolivno Priitli. 297
nenti a questo rcgno, vc lo voglio dire, ma tcnitclo in gratia in voi ; havcmo terminaîo di sbrigarsi dalli affari domestici et acquietargU Ugono.tti per potersi aplicar con maggior spirito alli correnti negotii.
(( Domenica passata, si doveva rapprescntar il balctto délia regina corne scrivessimo alla Sercnita Vostra.'Ma per la gran confusione e per il numeroso concorso che sopravienne, non vi fu rimedio di effetuar cio che si haveva presupposto, perche il Re non volse che quella sera si facesse, onde tutti ritornerono a casa. 11 martedi poi seguente, Sua M^^ diede migliori ordini. Ha fatto invitar tutti li Rappresentanti de Principi ncl numéro di quali siamo stati ancora noi, se ben privatamente come gli altri, et siamo stati buona parte délia notte spettatori di cosi degno spettacolo, nal quale oltre li apparati superbissimi, le mutationi di scène, li baletti divers! et altre inventioni veramente regali, la Regina accompagnata da disisette Principesse di questa corta, tutte vestite di lama d'argento ad un modo stesso, cariche di diamanti innumerabili danzo con tanta leggiadria che certo non si poteva veder cosa piu vaga, piu dilettevole et piu pomposa. Per questa causa non habbiamo potuto esseguir li ordini di V^ Serta et délie SS. VV. Ecc'"® per esser stato il Re et il S' Duca di Louines perduti a questi tre giorni passât! et anco lenotti intiere in questa solennita. »
No 35, 7 mars.
Entrevue des ambassadeurs avec le roi; ils se plaignent longuement du traité/ait avecles Grisons .Le roi répond que Bassompierre est allé pour cette affaire en Espagne et il
298 Correspondance d'Angiolo Contarini
assure la République de sa bonne volontés Questa audientia, Ser"»" principe, l'habbiamo avuta nella solita caméra del Re, ripiena di cavri et di principi, conforme al solito, ma pero S. Mta si e ritirata dietro al suo letto ail' uso di Francia, che non vi era alcuno, onde ho potuto parlar liberamente. » Ils ont eu là un entretien particulier avec le roi^ qui semble avoir fait beaucoup attention à leurs paroles.
(( Siamo stati alla Sra duchessa di Luines et habbiamo passato seco Tufficio che ne comandano l'EE. VV., essendosi affettuosamente rallegrato seco per nome loro del prospero avenimento del figliuolo, assicurandola ch' era stato sentitoconsommocontento et ch'in testimonio dicio l'Ecc^''^ sua n'haverebbe veduto effettivi segni per maggior espressione dell' affetto che le portava la Ser^a Repca la quale m'haveva commandato espressamente di doverli rappresentaretutto cio che 11 havessimo esposto. Ringrazio la Sigra Duchessa V. Serta et le SS. VV. Ecc™« di cosi cortese complimento, disse che tenirebbe memoria di questo gran favore et mostro d'intender et d'aggradir molto bene quello che li havessimo detto, poi entrando ad altri piacevoli ragionamenti, cadessimo a discorre del baletto ultimamente seguito et li dicessimo che fra tutte le altre, l'Eccza Sua haveva portato il vanto cosi di leggiadria nel danzare corne nell' esser comparsa et riguardata per la piu bella dama che vi fosse, del che ella molto si compiacque, ma l'ufficio non fu improprio perche realmente questa Sigra e dotata di tanta gratia e di tanta bellezza ch' habbiamo detto anco poco rispetto al suomerito.»
cl de Girolamo Priuli. 299
N« 36, 9 mars.
Paroles du Chancelier aux Ambassadeurs.
(( Signori voglio usar con voi coiifidenza. Non so chel che potra venir da noi; habbiamo il malc nel sangue et nellc viscère : questi Ugonotti hanno fatto un corpo che prcgiudica ail' autorità del Re et che le leva lo scetro di mano. Nclla Rocella fanno l'assemblea senza licenza , firmano statuti, impongono gravezze, cavano denari,ravolgonomilitie, construiscono fortificationi, corne se non vi fosse Re et che essi soli fossero patroni assoluti. Il Re dissimula quanto puo, fa la vista di non vedere, con fine d'applicarsi alli negotii di fuori vigorosamente, ma questi ricalcitrano, ne vogliono obedire et ogni giorno diventano piu insolenti. Se S. M. si movera per andar fuori del regno, il Re di Spagna tanto maggiormente li fomentera e U dara delli denari per attaçar l'incendio in casa nostra. »
No 38, 16 mars.
(( I favoriti non mancano di tenere buona communicatione e confidenza con i capi principali délia religione, e di fcir loro larghe offerte di sodisfattione per quello puo concernere i lori proprii interessi, a fine di ridurre piu facilmente gli animi dell' universale sotto l'obedienza del Re e s'accommodino le cose secondo l'intentione délia M . S. »
3oo Correspondance d'Angiolo Contarini
N° 44, 6 avril.
« Finalmente il re ha dichiarato contestabile il S"" Duca di Luines, ne questo avenimento ha apportato alcuna meraviglia alla corte, poiche era preveduto gia molto tempo, desiderando S. M. sommamente di conferirle questo grado e di palesar questo segno di supremo favore verso questo suo gran favorito, accioche maggiormente apparisca al mondo l'amore et la stima ch' ella fa délia persona sua.
« Il Re, questa mattina, e partito per Lisigni, luoco di piacer del nuovo contestabile. Anderà dimani a Fontanableau per farvi le feste di Pasqua, rissoluto poi di trasferirsi ad Orliens, e forse a Tours per dover poi deliberar il viaggio, o verso Lione, o verso il Poitù, conforme alla piega che prenderanno li negotii del regno. »
N" 46, i3 avril.
(( La cerimonia di contestabile, il giorno prima che non partissi per Fontanebleo fu fatta nel Lovre nella grati sala dei Re dove Louines ricevette la spada délia M. S. doppo haver dato il giuramentodi fiedeltà alla presenza del canC"^, di tutti li prencipi et marescialli che si trovavano in corte, et il marescial Dighières nell' istesso giorno fu eletto marescial générale di campo con due mille scudi di stipendio il mese ; seben egli mostradi poco curarsi di questa carica et amerebbe meglio di potersene ritornare in Delfinato.
(( L'aviso capitato qui sabbato mattina délia morte del Re di Spagna ha rincresciuto grandemente a queste Maesta Chr""" et alla regina in particolare, la quale sta afflittissima e sconsolatissima, in maniera che ha indotto
et de Girolavio Priuli. 3oi
sino il Rc medesimo a compiangcre di tenerezza la sua amarezza, et veramente la regina ha gran ragionc di dolersi poiche il padrc le sumministrava continuamente pcr i suoi gusti e per ogni suo commodo tutto cio ch' ella sapeva desiderare. Il Re pero, regina madré, madama di Louines particolarmente non rcstano di consolarla per acquetarla nel voler del S"" Dio.
(( Gli Ugonotti persistino nelle loro solite pretensioni et il Re hora piu del costume rigorosamente in voler farsi ubbidirc et far valere la sua autorita con la forza, spinto pure et eccitato al solito da Giesuiti et dal Prencipe di Conde in particolare, il quale ambisce in estremo l'occasione di poter maneggiar l'armi per acquistar credito, seguito e dominio nel regno et bilanciare massime il partito del favore, pernonhaver piu di bisogno di dipender da esso, anzi di render piu tosto l'altro necessario al suo appoggio et alla sua autorité, ch' in effetto in un primo principe del sangue ch' habbi le armi in mano e di grandissima consideratione e di molto vantaggio per chi ne puo haver parte. »
N* 49, 2 mai.
M. de Luynes a invité les ambassadeurs à dîner. Priuli est à côté du cardinal de Ret^ ; il lui parle des affaires de la Valteline. « M entre io discorreva col S""^ cardinale, il S'^ contestabile haveva dietro alla sedia una moltitudine de signori grandi et altrepersone, aile quali tutte egli dava l'orecchie, et mangianJo espediva tutte le loro instanze, at-
3o2 Correspondance cTAngiolo Contarini
teiidendo a tutti con tanta applicatione, et cosi celeremente, che era cosa meravigliosa et incrcdibile da vedere; di modo che al finir del desinare restorno anco espediti in questa maniera molti negotii. Levati da tavola fossimo introdotti in un gabinetto appartato nel quale capito anco mons"" di Pisius. Ci affirmo che si farebbe la pace con Ugonotti, che si manderebbono denari in buona quantita a Montlon quanto prima, e che certo li Grisoni non si sarebbono abbandonati. » Les ambassadeurs affirment de la part de la République l'intention de rester en parfaite union avec les intérêts de la couronne de France. Luynes répond par des assurances en faveur du règlement avantageux des affaires de la Valteline et ajoute : « Quanto poi a quello che dite, cioe, che la Repca stara unita con li interessi di questa corona, sta bene, ma conviene anco aile parole far corrisponder gli effetti, il che non succède come sarebbe di mestieri^ poiche il Bailo vostro Giustiniano a Constantinopoli si diporta molto maie negli interessi del Re : mostra diffidenza col nostro amb^*^, lo attraversa in tutto cio che puo, fa cattivi ufficii, insino trattien le lettere che sono pur privileggiate et sacrosante, tuttc cose che non sono proprie delP affetto che porta S. M ta alla Ser^a Repca; voglio ben credere, che cio sia senza consenso di lei, ma pero questo e suo Rappresentante, onde bisogna scriver in buona maniera, accioche si porga rimedio a cosi gran disordine. Il signor contestabile espresse il tutto molto infiamato nel volto.. » Aux dénégations des ambassadeurs Luynes répond : « Che non havessimo alcun dubbio, perche tutto cio che ne haveva detto era verissimo, et quitermino il nostro congresso, et si partimo. » {Signé des deux ambassadeurs.)
V ambassadeur Contarini prend congé du roi de France : « Mi rispose il Re ch' aveva dispiacere del mio
et de Girolamo Priuli. 3o3
partirc, et chc aiidando dovcssi assicurarc V. Scria dclla buona volontîl délia M. S. verso la Repca et che in oltre assicura me in particolare délia sua pronta afTcttione ; a che corrisposi io con humilissime gratie. Et dopo il Re chiamo Pisius che era vicino et gli addimando se voleva io esserfatto cavalliere; Pisius addimando a me subito se io cosi riccrcava, al qualerispondendo chetutti glihonori délia M^^i sua mi sarebbono riusciti gratissimi, egli mi disse: mettetevi in dovere, accennandomi con questo parlare che mi mettessi a ginocchio. Cosi feci et il Re sfodrando gentilmcnte la spada ch' haveva a canto et battendomela due volte su le spalle con dirmi in abracciandomi : vi faccio cavalière di buon core. Mi armo di questa maniera cav^^ et mi dono una spada ch' in riceverla dissi. Io impieghero questa spada anco in servitio délia Mta Vra perche so esser cosi di gusto et di servitio de miei sigri. » // va prendre ensuite congé des reines^ de Madame^ de Monsieur^ frère du roi. Dans son audience de la reine mère^ il la supplie de s'employer en faveur des Grisons : « Mi rispose la Mta sua che molto volontieri haverebbe fatto tutto cio che le diceva, ma che non s'impediva in questi negotii. )) La reine remercie encore du présent de chevaux. {Cette seconde partie de la dépêche est signée de Contarini seul.)
N" 56, 25 mai.
(( Ha mandato il re ordine a Monsr di Roni che debba di quà com'ha fatto inviar nel Poitu buona quantita di munitioni da guerra et doi mille cavalli per condur l'artigla et batter la fortezza di san Gian d'Angeli. »
3o4 Correspondance de Girolamo Priuli
N» 57, 5 juin.
Entrée en campagne de Louis XIII.
(( A quello(M. de Soubise), Te stato far dire che dovesse aspettar il Re alli 3 del mese procedente con vinti canoni a salutarlo, et che si assicurasse che al primo volo di pala d'artiglieria non occorreva piu sperar aicun accordo poiche la Mta sua haveva stabilmente rissoluto di non perdonar piu ad alcuno ma di procéder' contre tutti quelli habitanti et contro quel militie come contro a nemici et rubelli délia sua corona.. . Gia alquanti giorni ha donato li falconi, si e privato dei cani havendo proferito di non voler piu attender a caccia d'animali ma alla caccia degli huomini et délie fortezze, et dopo haver cosi rissoluto, attende con ogni applicatione d'animo aile mathematiche, sta la maggior parte del tempo sopra disegni di fortezze, pone studio nel metter a segno et in buona dispositione la batteria con stupor universale di tutti quelli ch' havevano pratica del genio et delli inclinationi délia Mta Sua. Ha voluto alla partita da Saumur visitar la chiesa di N.-D. d'Hardilliers et quivi comunicarsi con gran pieta et con somma divotione, per lo che questo buon essempio ha cagionato che tutti li Principi et cavii che Taccompagnavano, hanno fatto il medesimo. Poi con prospero et felice successo in un tratto se le sono resi, Giorgio, Parthenay, Fontane le Comte, Niort.
« 11 principe di Conde si trattiene nel Borbonese, suo governo, dove attende a profittare per li proprii suoi interessi comprando terre et giurisdittioni et facendo anco crriger novi fori judiciarii per acquistarsi in quella provincia sempre maggior autorità. »
Coii'cspondancc de Girolamo Priiili. 3o5
N" 58, 12 juin.
((Tutti qucsti disorJini accadono, pcr quanto mi vieil riferto, da buon luogo, per la confusione et per il disordinc, non essenJovi tanto numéro di soldatesca chc basti per assediarc et per combatter una piazza, ne pronta quella quantità di instromenti ch' occorrono per un tanto bisogno, et che si presupone di baver il re per poner ad eflctto li suoi dissegni. Li canoni sono pochi, le munition! in pochissima quantità, credendosi quelli che hanno guidato il Re che la presenza sola della M ta sua dovesse bastar per essercito, per artigla et per tutto cio ch' occorreva da surprender la piazza, et per cio si sono soverchiamente assicurati, et non hanno curato di dar gli ordini che convenivano , riuscendo loro questa ressistenza inaspettata assai. Il contestabile non ha tutta quella obedicnza chc se li converrebbe. 11 marescial di Dighières, ben che in apparenza habbia il supremo carico dell' armi, {en chiffres) vien trattenuto come ostagio in pegno et si ritrova piu assediato lui che ne sta assediato San Giov. de Angeli. Se da consiglio, non vien creduto, se opéra alcuna cosa, ogn' uno le ha li occhi aile mani. Il re si ritrova pieno de sdegno et si lamenta assai di ch*e le ha fatto facile i'impresa, coll' haver fatto fondamento nelli avvenimenti delP anno passato, succeduti piu per gran sforzo di buona fortuna et per industria che per buon consiglio. ))
3oG Correspondance de Girolamo Priuli.
N"> G3, 17 juin.
Note adressée au gouvernement anglais.
(( Pcro e stato risposto aile sue proposition! che, sicome questo Re non s'impedisce nel regno di Inghilterra, ne assiste alli cattolici che vi si trovano, cosi doverebbe anco il Re suo Sig'^^ non impedirsi nella Francia, ne fomentar quelli délia religione che vi stanno, corne sudditi di questa corona ; che qui non si trattava di religione, ma di ubbidienza, che pero scrivesse in Inghilterra per saper, poi referir con fondamento, se la Mta del suo re haveva animo di protegger li ribelli contre questa corona, perche poi saputasi questa rissolutione, haverebbe dato il Re quella risposta che conviene alli suoi interessi. »
N» 67, 7 juillet.
Capitulation de Saint-Jean-d' Angély.
(( Havendo nell' istesso tempo il marescial di Dighières fatti uscir délia piazza li reggimenti di mons. di Sobise, per dir il vero con maggior prerrogativa delli altri, poiche caminavano li soldati armati con le spade a canto, con il moschetto sopra la spalla, con le piche dritte etpassorno in questo modo innanzi la Mta Sua et in passando ponevano le ginocchia a terra in segno di rivercnza et di dimandarle perdono, stando Ella a vederli, ma pero con faccia grave et piena di sprezzatura. Sortirent ensuite deux m///(?5o/(i(a!/5,chevenivanoconli archibusi bassisottoil brac* cio con un bastoneallamano, et li pichieri si strascina\ano
Correspondance de Girolanio Priuli. Soy
dietro le piche et le bandiere tutti inginocchiandosi, comc li altri, innanzi il soglio dcl Re. Usci ultimo di tutti Mons<" di Sobisa a cavallo armato, et arrivato alla presenza dclla M^ii sua smonto da cavallo, pose rutte due le ginocchia a terra et supplicola humilmente a perdonarle, affirmando di volerle esser sempre devotiss" et humilisso scrvitore. Il Re lo miro con volto severo et le disse che ben haverebbe havuto occasione di sovenirsi di lui, et senza aggiunger altre parole lo licentio et dopo se n'ando egli a complire col SI" contestabile per doversi inviar verso la Rochella a dar conto alli Direttori di questo governo délia necessaria rissolutione presa da lui da render la fortezza.
(( Non poterono far tanto con la loro autorita f Epernon et Lesdiguières) che il sacco non fosse dato aile case degli habitanti havendo usato li soldati violenze, rapine et maleggi dove hanno potuto; perle che entrati in grandissima escandescenza il duca d'Epernon et Monsi' di Dighières, posero Cosi stessi mano aile spade, ferirno molti soldati et uno ne ammazzo l'istesso marescial di Dighières onde finalmente la soldatesca si ridusse a raccolta et in obedienza. y
No 68, 1 1 juillet.
Éloge de Bassompierre.
(( Le cose le piu importanti, le tratta con prudenza et desterità, et con taie soavita che râpe gli animi di chi l'ascolta ad adherir a tutto quello ch' egli vuole. Ha una prestanza amabilissima, et con queste conditioni, ha potuto in Spagna concluder la capitulazione in proposito délia Valtellina. E soldato di gran cuore, capitano di molta esperienza, bravo et generoso, amato et seguitato da tutti
3o8 Correspondance de Girolamo Priuli.
et cosi cortese et libérale, ch' havendo cinquanta mille scudi da spender ail' anno resta sempre intaccato et vi e fama ch' habbia ima gran quantità di debiti. Egli, con il suo valore, tornato di Spagna, e stato il primo a forar le muraglie di San-Jean d'Angeli, per lo chc )i assediati il giorno dietro si resero al Re il quale ama et stima supremamente il valor et le qualità di questo soggetto, et non mancandole la gratia di sua Maestà, non li mancara buona fortuna, denari et ogni prosperità che sapra desiderare. »
N« 69, i3 juillet.
« Avvisa ch'era stata ricevuta con gran splendor la Regina madré a Blaye la quale se ne ritorna aile sue case per fuggir li incommodi del viaggio. Si trasferira ella in Angiers, per dover passarsela quivi questa l'estate et venirsene poi à Parigi l'auttunno havendole con parole di molto honore et di gran amorevolezza dato licenza ilRe accioche se ne andasse dove piu li placera, come libéra et assoluta patrona di tutto il suo regno. »
N» 72, 20 juillet.
Lettre du connétable insérée dans la dépêche.
« Mons^ padre.
« Che cosa e che Dio non possi, quando vuol dar la sua assistenzaad un gran Principe. Voi lo vedete per quello ch' epassato. Non ci mancano che le gambe perandar piu presto, perche elle non possano bastar al camino che ci
Correspondance de Girolamo Priuli, 309
vien falto l'arc. Voi saprete chc Mons'' délia Forza c stato cacciato da Bergcrach pcr la pratica di qiiclli che haveva guadagnato dentro la piazza et ch' ella si e rcsa ail' obedieniia dcl Re et le ha mandati liberamentc le chiavi ; ne resta che Clerach, ncl quai loco si e retirato. lo credo ch' egli vorra far la sua capitulatione d'accordo la dentro. lo non so ancora di che farina sara il pane. Monsr di Roan e a Montalban et, credo, ben spaventato, et noi ben rissoluti d'andarlo ad assalir presto et corragiosamente. lo credo che non vi possi esser ressistenza contro un Re legitimo, et contro Dio benedetto che lo tiene per le mani. Se vanno succedendo le cose cosi, noi haveremo ben presto espedito tutto, et poi potrete dire chc voi havete un genero che non vi havera fatto dishonore, poiche ha esposta la sua vita per il suo Dio, per il suo Re et per il debito délia sua carica délia quale sarebbe stato indegno, se non haveva fatto quello ch' ha fatto per complimento d'essa, et sono piu vostro che qualsisia humilissimo et obedientissimo servitor et caro figliuolo.
(( De LUINES. »
P. S. Dio conscrvi li nostri figliuoli Da sant' Emilion U 10 iuglio 162 1.
, N'^ 74, 27 juillet.
(( Il re conserva una ottima salute, si nutrisce in questi maneggi délia guerra, gode supremamente ad essercitarsi in essi; accarezza non solo li capitani, ma li soldatiprivati, comparisce spcssevolte armato^ ne si leva mai la spada da canto, et quando non ha li armi intorno, se ne va vestito in habito privatissimo da semplice solda'to, et sta di maniera rissoluto di venir a capo di quesla impresa che a chi
3 10 Correspondance de Girolamo Priuli,
le ne dice alcuna cosa in contrario risponde con molto sdegno dicendo che hora si ritrova nella strada per diventar vero re di Francia, et chi vorra divertirlo da questa non sara mai suo buon amico, et veramente se questo re giunge alla meta de suoi generosi pensieri, diventera formidabile a suoi nemici, perche levate le piazze di mani alli Ugonotti, lor lèvera per consequenza il poter senza il quale li mal contenti che spesse volte perturbano il Re et il Regno, non havcndo sussistente fondamento per appogiarsi, et di questa maniera tenendo le briglie délie fortezze in mano reggera il suo dominio senza sospetti, et con maggior facilita si potra impiegare anco nelli affari esteri con gran sicurezza et con maggior riputatione. »
N° 76, 3 août.
(( Padre Arno Giesuita huomo che si credeva di saper, assai pieno d' ambitione et di poca levatura, si era fatto odiar assai dalli favoriti. »
N» 85, 6 septembre.
L'ambassadeur vénitien ayant exprimé au nom de ses maîtres la crainte que les hostilités contre les protestants ne/ussent nuisibles aux intérêts français du dehors^ le chancelier répond :
(( Certo che s' ingannano. Il mio re castiga li suoi ribelli et non fa guerra con loro. Puo désister da questo castigo, quando le place et impiegar la sforza contro chi le parera, et se vorra continuare, havera il modo per gratia di Dio di farlo et anco d' impiegarsi negli affari çiella Valtellina. »
Correspondance de Girolamo Priiili. 3ii
No ■8G, 7 septembre.
« Siaggiongono a tutti li sopradetti particolaridell' altrc considération! che militano pcr la pace del regno, et particolarmente la rissolutione improvisa del principe di Condè, il qualc disgustato per esserli stato imposto che disarma alcune truppe, che teneva in piedi, si e retirato in Moron luoco suo molto forte et si mormora ch' intendcndosi hora con il duca di Buglione, et con quello di Roano, non sia per poncr in piedi un partito fastidioso contre il Re. »
N° 90, 14 septembre.
a La nette delli 3 del présente aile dieci hore in circa si vide in questo cielo di Francia un prodigio, il quale se bene puo esser effetto naturale, tuttavia ha dato causa di varii discorsi. Apparve il cielo risplendente oltre 1' u-ato et dalla parte d' Occidente fu veduta una Stella luminosissima, la quale era combattuta da diversi globi di fuoco et di fumo, che sorgevano da tutte le parti contre di lei per combatterla, essendo pero ella rimasta sempre lucida, et nel suo primiero stato, poiche li fuochi et li vapori che la contendevano giunti vicini a lei, perdendo il vigore, si disfacevano et si disperdevane senza poterla ne offender, ne offuscare in minima parte : s' interpréta che la Stella sia questo re, che li fuochi et li fumi siane li Ugonotti, li quali facendo tutte le prove per diffendersi, finalmente deveranno restar vinti senza peter prevalere. »
3 12 Correspondance de Girolamo Prinli,
N" 94, 28 septembre.
« La morte delduca d'Umena succeduta,com' haveranno inteso l'Ecct'e VV, ha di maniera reso ardente et concitato il populo di questa citta (Parigi), che la domenica passata ha preso tumultuariamente le armi in mano et uscito fuori délia Porta di Sant' Antonio délia quale erano anco usciti gli Ugonotti per andarsene al loro tempio destinatole à Sciaranton, mezza lega discosto da Parigi; quivi aspettando il ritorno d'essi Ugonotti, le hanno assaliti; parte si sono posti in fuga et una parte d'essi e restata mal trattata, essendone restati feriti un buon numéro, morti quindeci huomini, lapidate da i sassi due misère donne, i cadaveri ignudi hanno strascinato con ferità indicibile per tutte queste strade et particolarmente li hanno passeggiati per la via dove sta la casa del s'" duca d'Umena sopradetto; necontentadiquestolamultitudinesoUevatadisperatamente si trasferi con il foco in mano alla chiesa di Sciaranton, vi hanno appicciate le fiamme, abbrugiatala tutta con la casa del ministro, che v' era contigua, havendo ancofattoun buon bottinodi razzi (ou vazzi ?) et tapezzarie che si vi trovano riposte et con questa occasione attacarono anco 1" incendio nella casa del Présidente Arno Ugonotto, anch' egli esscndovi prima entrati dentro, et asportatine fuori una quantità di richissimi mobili, che vi erano. Per frenar l'orgoglio di questa gente, il duca di Monbazon, govr. di Parigi, con le sue guardie e montato a cavallo; il medesimo ha fatto il luogotenente civile et il prevosto de mercanti; sono usciti alla campagna, hanno cinto li belloardi délia citta da quella parte di soldatesca, hanno fatto poner a segno tutti li pezzi d'artiglieria che sono sopra la Bastiglia; ma non ha giovato punto la diligenza, poiche senza
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alcun iiteL;no et sciiza alcun rispctto sono stati coinmessi li sopradctti et altri malicosi dcntro coinc fuori ucU i cilta, essendo pcro fra questi rumori morti doi soldati délie guardie et anco olto altri cattolici, chc procuravano d' impedir il tumulte; et qui fini il disordine et il giorno. — La notte poi hanno acceso il foco in due case nel borgo di San Germano ; sono scorsi per la citta in truppc armate et air incontro sono stati sempre in armi li capi délie contrade, essendosi tirrate le catene da per tutto. Nelle case particolari tutti si sono proveduti d' armi, et d'archibuggi, stando ogn' uno con molta circospettione perche non solo vi sono li cattolici. che perseguitano li Ugonotti ; ma vi sono di quelli, che sono peggiori d'Ugonotti, li quali sotto questo pretesto cercano di rubbare da per tutto, dove se le porge buona 1' occasione. Il tumulto e grande, continua ancora, riesce di consequenza et si dubita anco di peggio, perche una offesa chiama un' altra ofïesa, non mancando di difendersi quelli délia Religione, quando possono, se bene, per esser la minor parte, poca impressione possono fare.
« Ancor io in questa casa di Va Sta ho posto la mia famiglia in buona guardia, facendo et di notte et di giorno star alla custodia di essa gente armata, comportandocosi 1' occasione et la nécessita. Parigi e divenuto la scena di varie tragédie. Hoggi il padre proprio ha ammazzato di sua mano il figlio poiche lo persuadeva a farsi cattolico, et poi il populo ha tagliato a pezzi esso padre et un' altro figliuolo, che non ne haveva colpa. Fanno prova li Ugonotti di fuggire, ma anco furtivamente si sono partiti; ma perche si dubita che posti in campagna et uniti con degl'altri possino far le loro vendette, con metter a ferro e fuoco le ville circonvicine a questa citta, si sono ordinate atuttele porte le guardie per prohibire che non partino ; si
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vedono per le strade huomini et donne con horrendo spettacolo tagliati il viso et il capo, et io stesso per questa piazza reale ho vedute simile prospettive et dalle mie finesstre ho potuto hcnissimo discerner arder inchiare fiamme il tempio a Sciaranton ch' a questa hora resta, si puo dir incenerito, havendo li scolari di Parigi voluto vederlo abbattuto, non havendo permesso che il recinto délie muraglie stia in piedi, ma le hanno atterrate in brève hora con le proprie mani.
(( Qui non vi c sicurta ; Parigi rassembla una selva; li Ugonotti temono di cattolici soUevati; li Cattolici dubitano d' incontrar nelli Ugonotti offesi et sdegnati, si che ogn' uno sta sopra di se et va facendo i passi con misura; le strade in campagna sono malissimo sicure ; in questo gran corpo si sono- commossi tutti li cattivi humori, ne cosi facilmente si potranno risolver. »
N» loi, Orléans, 28 octobre.
(( Intendo con sicurezza esser svanito in tutto et per tutto V accommodamento délie cose del regno, corne si sperava. Fu il duca di Roan a ritrovar il contestabile che l'accolse et 1' accarezzo con termini molto cortesi. Rimase a pransar seco la matina. Tratterono tutto quel giorno, ma finalmente li partiti proposti non furono acconseniiti dalle parti, et percio si sciolse il congresso senza alcuna rissolutione, et il duca di Roan ritorno verso Castre poco gustato, animatissimo per quanto po.ra di sostentar gli assediati di Montalbano.
« Questo successo ha essacerbato Tanimo del re d' avantaggio, che ripieno di risentimento, ha proferito pubUca-
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mente concetti risolutissimi. Ha detto ch' il contestabilc non doveva trattar col duca di Roano, che cio era succeduto scnza sua saputa, che li rubelli non si passono persuader con la raggione; che di loro non convien tidarsi, che questo non era il tempo, et che non v' era altro ripiego che castigarli, corne mcritavano et corne voleva che succedessc in ogni maniera. »
N« I02, 5 novembre.
L'ambassadeur a trouvé à Blois la reine mère et Madame^ sœur du roi. La reine lui a envoyé ses propres équipages pour le recevoir en audience ; elle se lamente de la longueur du siège., exprime ses craintes pour la santé de ses enfants. Le duc d'Anjou a eu une rechute.
« Mentre ero per partirmi, mi disse la Maesta Sua con gran afFabilita ch' io mi trattenissi ; et staccatosi dal lato doi piccioli horologi d' oro, di sua mano propria me li volse donare, dicendomi che mi faceva dono delli frutti che nascono a Blés, nelle mani di quelli buoni maestri, incaricandomi di tenirne uno appresso di me per sua memoria et 1' altro giunto a Venetia, di donarlo a mia moglie in nome de lei. Io le resi gratie di cosi insolita et benigna dimostratione, dissi ch' haverei osservato li suoi commandamenti. Mostrai d' aggradir il favore et singolarmente ; ma pero essendo li horologi non miei, ma dell' Ecc" VV li conservo appresso di me per dover a tempo debito appresentarli a piedi di Vostra Serenita, com' e di ragione.
« Un altro ufficio di complimento passai con Madama, sorella del Re, principessa gentilissima etcheaccresce ogni giorno di gratia et di bellezza; il che havendole accennato
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nel mio raggionamento con dirle che haverei riferito alla Serenissima Republica, di haverla veJuta et lasciata la piu bella principessa d' Europa, se ne compiacque molto, et ridendo me ne diede segno. Poi mi disse che ringratiava la Serenissima Republica délia sua buona volontà, et che mi pregava a dovcrla assicurar parimente délia sua buona dispositione verso di lei. »
L'ambassadeur s'est mis ensuite en route pour Bordeaux et caractérise la désolation générale de ce pays en termes énergiques :
(( Le provincie di questo regno piene di fango di acque,
di pericoli et di calamita...... Le strade intransitabili
Il paese e infelicissimo, queste provincie piene di
povertà ; per il piu ho mangiato pane di mistura et son allogiato in tugurii infelicissimi. Le strade sono poco sicure per i mallegi et violenze contro li viandanti; ho pero fatto caminar unita la mia compagnia. Ho incontrato per il camino una quantita di soldati squalidi et miserabili, fuggiti dalle mani délia morte, che se ne vanno aile loro case. Ho parimente veduto alquanti cavalieri feriti, che portati in alcune lettiche se ne vanno a passar il verno et a medicarsi aile loro patrie. »
Il a vu à Saintes le duc de Vendôme^ qui va^dit-on^ en Bretagne lever des hommes. Tout va de mal en pis depuis la mort du duc du Maine. L'ambassadeur arrive à Bordeaux.
N» 104, 17 novembre.
V ambassadeur rapporte l'audience qu'il a eue du roi^ en prenant congé de Sa Majesté. Il V entretient de la tentative malheureuse des Grisons sur le comté de Bormio, il entre
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maintenant dans les intentions de l'Espagne de faire passer Vévêché de Coire àVarchiduc Léopold.
(( Mi ascolto con gran bcgnita il Re et mi rispose: Sono molti giorni che mi e capitato a notizia cio chc hanno volute opcrar li Grisoni; il che inteso, non ho mancato di far dar buoni ordini cosi alli miei ambassadori in Swizzeri et in Giisoni, corne a quello di Spagna; assicuratela Republica délia mia buona dispositione et del desiderio che tengo di veder terminato il présente negotio.
(( Dopo l'audientia del Re ho veduto monsignor di Pysius et r ho ritrovato con il marchese di Covre, uscendo seco fuori délia sua stanza. Fui da detto marchese, corne rappresentante di VV. SS., honorato con termine di molta cortcsia, et mi espresse in viva maniera le obligationi che portava alla Serenissima Republica dalla quale confessava d'esser stato favorito con termine d'innusitata et singolar benignita. lo le corrisposi et passai l'ufïicio in presenza di monsignor di Pysius, il quale mi disse ridendo : Ogni cosa e riuscita bene fuor che il principale. Chi parte da Venezia non puo dir se non bene, et vogliono quel Signori che tutti partino in ogni maniera consolati da loro.
(( Cosi entrai nella stanza di monsignor di Pysius, il quale in primo loco mi diede una gran caccia, dicendo: E possibile che la Republica sia cosi ferma nelle sue opiniohi? Si e mandato il marchese di Covre per dimandar in gratia che fossero introdotti liGiesuiti; Taltro giorno si fece far ulTiccio, perche il Badoaro potesse oppresentarsi per scolparsi, et in tutte due queste instanze ha la Maesta sua riccvuta una formale et assoluta negativa con molta displicenza del suo animo, poiche si presuponeva da quei Signori corrispondenza d'afFetto, et credeva di poter ottener queste simili sodisfattioni, poiche, per dir il vero, sono appoggiate alla giustitia, alla picta, et al 2elo délia reli-
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gione. Al meno dar una risposta con qualche risserva, ma darla cosi rissoluta^ questo e stato troppo et di questa maniera, quei Signori hanno disgutato l'animo del Rc, il quale nelle cose d'Italia et negli interessi loro particolarmente e stato sempre cosi ben animato. lo risposi : V. S. Illustrissima non ha causa di meravigliarsi di questa negativa, poiche la Serenissima Republica non poteva certo acconsentir a simile instanza. Del Badoaro, gia ne ho parlato col Signor canceliero, padre di lei, il quale, con la sua gran prudenza, da quel che li ho detto, ha compreso la nécessita délia negativa.
(( Quanto alli Giesuiti, debbo dirle che quei Religiosi furono scacciati per ragionevolissime et giustissime cause dal stato délia Republica, la quale conoscendo il pericolo in che era vissuta per longo tempo, non solo decreto di , scacciarli, ma decreto anco di non doverli piu ripigliare in quaslivogliaoccasione. Volseella medesima legarsi le mani et incatenarsi i piedi con la sua legge per non potersi mai movere ad operare cosa alcuna in questo proposito. Prohibi ad ogno suo cittadino anco il poter parlar di questa materia. Termino che ne anco ad instanza di principi o Re grandi si potesse mai farle alcuna gratia. Si che per questi rispetti, non poteva ella applicar il pensiero di sodisfar l'instanza di questo Re, degli interessi del quale et che tanto sono stimati dalla Republica nulla si trattava in questa richiesta; per lo che volevo creder, che misurando la Maesta Sua l' affetto et l'osservanza di essa Republica, considerando al suo proprio bcne, facendo riflesso sopra lo stabilimento délie sue leggi, vuol dir sopra r essenza di se stessa, non li parera grave d' haver ricevuta questa negativa con tanta displicenza delT Ecct'e VV, quanto comporta la sincera affettione che li vicn portata. Le soggionsi che di pieta et di zelo direligione,
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elle non cedono a chi si sia , poichc bcn si sa che, pcr avvantagiarla, hanno operato scmprc tutto quel piu, ch' hanno potuto, con l' effusione anco del medesimo sangue; che nel loro stato hanno sempre abbracciato li Rehgiosi di tutte le qualità, onde si puo benanco fare senzaGiesuiti, li quali se, ricercati dalla Republica, non volessero venir nel suo stato, convenirebbe lasciarli in pace, senza potcr replicar parola con ragionc ; cosi desirando essi di venire, et, non lo volendo permetter la Republica, non vi e alcuno che possi , o debba dolersene per alcuna causa. Erano nel stato ben veduti et meglio Irattati. Non hanno saputo starvi ; la Republica non ne deve esser ripresa. Ha ben ragione non inciampar piu ne i pericoli passati et per cio ha stabilita la sua legge in questo proposito, che ogni giorno piu riesce salutifera et opportuna per il buon governo. — Rispose Pysius : E stata richiesta la Republica dal Pontifice et da un gran Re; non poteva esser piu honorata la dimanda ; doveva condescender, ch' haverebbe obligato principi grandi nelle congiunture di presenti tempi con rissolutione propria et degna délia sua pieta ; o se pure non voleva admetter tutti li Giesuiti, rimetter almeno li suoi sudditi corne facciamo qui in Francia. Anco il padre del présente Re scaccio li Giçsuiti dal regno, ma finalmente li richiamo, et ne li admesse et ne fu lodato da tutto il mondo; Poteva ben anco la Serenissima Republica far il medesimo. — lo replicai che se Henrico il grande richiamo li Giesuiti, cio dever esser avvenuto poiche doveva haver conosciuto con la sua gran prudenza, che le cause, per le quali furono scacciati, erano cessate ; ma se havesse conosciuto in contrario corne conosce hora la Republica, et che havesse decretata una legge, come fece ella, in quella congiuntura, con tanta ragione et cosi publica et notoria a tutto il mondo,
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non haverebbe ne anco la M a esta Sua mutato certo deliberatione. Mi creda V. S. Illustrissima che la Republica ha molti occhi in capo ; vede minutamente et considéra molto bene tutte le cose, non puo cosi facilmente esser abbagliata, ne capita mai a simili rissolutioni senza nécessita et senza evidenza del fatto. Una religione che non piaccia non si deve tener nel proprio stato, si come ancora un vescovo non deve esser tolerato in una citta, quando li populi o il principe restano mal sodisfatti dilui. Questo si concède et per ragione canonica et civile. Il scacciar quelli che perturbano l'animo di che governa con le sue attioni, non e peccato, ma providcnza, et cosi deve fare ogni Principe prudente, il quale obbligato di mirar con circospettione a quelli particolari che nel suo dominio hanno nelle mani 1' anime et le conscientie delli suoi ciuadini. Ella e prudeniissima ; intende perfettamente il tutto. Tanto mi basta di doverle dire. Soggionse Pysius: Le leggi délia Republicapossono sminuirsi o alterarsi; non sono decreti eterni. Ben si sa che si mutano et si altcrano ogni giorno. lo replicai : Si Signore, egli e vero, ma non in ogni caso, et una legge importante, che sia giusta et ragionevole, in una Republica ben governata, et inveterata,deve esser appunto eterna perche se ogni giorno le leggi di summo momento si mutassero, diventerebbono et le leggi ridiculose et la Republica mal sicura. Si compiaccia dunque ad inserire nell' animo di Sua Maesta qUesti concetti con il suo amorc et con la sua prudenza, perche sono veri et proprii, et l'assicuro ch' ella deve piu tener conto del stato et la conservatione d'un principe cosi amico etosservante che di quanti Giesuitisi ritrovano al mondo.
« Sorrise monsignor di Pysius et mi disse : Mi Credi V'a Eccellenza, ch' iolo faro et si assicuri che non per questo
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la Maesta Sua sara divcrsa da'scstcssa, poichc siamo buoni amici et convicn chc H nostri interessi ne conservino tali pcr semprc. »
Projet de mariage entre don Carlos et la princesse de Mantoue.
N'' io5, i8 novembre.
L'ambassadeur a eu une entrevue avec le cardinal de Ret^; celui-ci est furieux naturellement contre les Grisons; il laisse entendre que peut-être la République a fomente' les derniers désordres.
« Con il signor contestabile mi son trattenuto un hora intiera et mi son affaticato seco sopra doi punti : r uno e stato nel darle a vedere et ben imprimerlo che senza la forza Spagnoli non renderanno mai la Valtellina, et V altro che Grisoni, senza questo mezzo, si rissolveranno a coUegarsi con il stato di Milano, anzi a soggettarsi intieramente al Re di Spagna, disperati di poter piu résister.
<( Fui ascoltato attentamente dall' Eccellenza sua, la quale mi disse, ma con molta gravita et sussiego straordinario : Ho inteso cio ch' ella mi ha detto : Grisoni sono pazzi , il governatore di Milano disubidiente, li Spagnoli avantaggiosi ; io rimango sospeso, ne so che poter dire. Di Spagna ci ha fatto saper il nostro ambasciadore che assolutamente quel re vuol che sidiasodisfattione a questa coronaet che si termini il trattato anco senza la parola dei Svizzeri. Staremo a vedere; et quando non si possi far
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altro, faremo una buona unione per far seguir la restitutione con la forza.
« Queste poche parole ho potuto raccoglier da questo principal ministro, et parmi che nel proferirle, corne si suol dire, m' habbi dato del grosso, non havendo proceduto meco in quella maniera ch' e stato solito altre volte. Il negotio de Giesuiti et del Badoaro li ha ingrossato un poco il sangue, per quel che credo, et per cio che mi e stato anco detto da altra parte; in oltre mi pare di haverlo veduto intronato et pieno di pensieri, et non e meraviglia, poiche egli e la ruota di tutto 1' horologio. Egli solo da la mossa a tutte le cose. Consiglia le materie di stato, tratta li affari délia guerra, maneggia li conti délie finanze. Sigilla tutto cio che uscisse dal pugno del Re et delli presidenti. Da le risposte in forma agli ambasciadori ; trattiene il Re, va alla caccia seco, et in somma egli solo e il centro di tutte le linee ; assicurando 1' Ecce VV ch' ho havuto piu fatica d' esser ascoltato da lui che dal Re medesimo.
(( Nell'uscir fuori délia sala, supplicandolo io diqualche SLio comandamento per Venezia, mi prego a farli capitar un pittor qui in Francia, del quale mi haverebbe faito dar il nome in un memoriale dissegnando di trattenerlo appresso di se un paro di anni per dipingere et ornar il suo palazzo, che va fabricando a Parigi. Io 1' ho ringratiato del favore et l' hoassicurato di dovermi adoperar conogni prontezza; ne mancaro giunto a Venelia di far saper il nome del pittore ail' Ecc^ VV. accioche commandino che questo signore resti sodisfatto, non essendo carico da esser essercitato da cittadino in veste privata.
(( Giunto alla porta délia sala, mi disse anco il s"" contestabile air orecchio : Le raccommando anco il Bodoaro. A questo io mi fermai, et poi dissi: Si come per la pittura io
(2orrcspondancc de Girolamo Priuli. 32 3
son pronto per servir a V, EcC'i, cosi quanto a questa scoltura ch' cUa dcsidera, 1' assicuro di non haver scarpello per scolpirla. E troppo duro il marmo, ne io posso ne debb3 per alcun moJo tentar questa impresa ; ma di piu r assicuro che la Ser>"a. Rep«=a. meda. non puo farne
cosa alcuna Soggionse ella : Facci quel ch' ella
puo. Et io replicai ; quel che io posso far in questo negotio e il dire apertaiiiente di non poterne far cosa alcunii et sorridendo, passai ad altro et mi licentiai. »
A reçu des nouvelles de son successeur Pesaro^ qui a été arrêté en route et dévalisé par des voleurs.
N» io6, i8 novembre.
Entretien avec le nonce Corsini^ qu'il a eu de la peine à persuader que les mouvements des Grisons n'aient pas été suscités par Venise.
« Molto ben comprendendosi che questo prelato non e ben ingresso nel negotio délia Valt» nel quale credo che passi con quesli ministri ufficii, accioche diano ordine che si avantaggi la religione, et che per questo particolare, si abbandoni anco il trattato di Spagna. »
// a vu aussi ï ambassadeur d'Angleterre :
(( Mi ha detto saper molto bene che la dimanda fatta dal marchese di Covre alla Ser^a Repca per la introduttione de Giesuiti nel suo stato proviene tutta dal pont*, et che il Re di Francia ha servito d' instromento per gratificar il suodesiderio; havendo scoperto di qua non farsi molto riflesso sopra questo negotio; per il ehe la negativa délia
324 Correspondance de Girolamo Priuli.
Repca data con gran ragione et con prudenza non ha alterato punto gli animi ne del Re, ne delli ministri.
« Ho complito anco con la contestabile in casa d'essa regina, la quale mi interpello due volte se io sarei ritornato piu a Parigi ; et dicendole io che no, m' accorsi et vidi che per cio resto molto sospesa ; ma io riattacando il ragionamente, soggiunsi che il Sr amb"" Pesaro il quale se ne veniva per resieder a questa corte haverebbe complito a quelle a che non ho potuto supplir io nel servirla, corne desideravo, per la sua lunga assenza da Parigi. Et di questa maniera, al meglio ch' ho potuto, mi son sbrigato da questa principessa, la quale mi son accorto ch' aspettava da me quel regalo che gia tanti mesi mi commandorno l'Ecciie VV., ch' io le accennassi per nome loro, corne segui. »
N» 107, Lyon, 16 décembre.
« Non ho potuto partirmi da queila città (Toulouse) che al primo del présente mese, havendo caminato quindeci giorni coutinuiper le provincie dell' Albigese et dell' Overniaper ghiacci, nevi et venti cosi impetuosi, che seben io mi ritrovavo in una lettica molto ben serrata,tuttavia sentivo il patimento et le ingiurie del freddo, come se fossi stato air aria aperta. Ho viaggiato sempre sopra la schena de altissimi monti, li piu alpestri, et li piu horridi ch' habbino formata la natura, et si puo dir con verità che rOvernia sia V Inferno délia Francia, tanto fin ch' hora vi sono per essa sparsi et scattenati tanti huomini di mal affare. Si che oltre l'incommodo del viaggio, ho fatto sempre il camino con il cervello a partilo rispetto ail' acci-
Correspondance de Giovanni Pesaro. 32 5
deutc occorso a 1' Ecc'"° Pesaro. Ho perosemprc proceduto con gran circospettione. Mi sono sempre staie apprcsso guardie continue et numerose di maniera che per gratia del S"" Dio sicLiro et salvo sono giunto heri in questa citti!i di Lione ; et se bene poco discosto da Rodez ho incontrato ne ladri, li quali si puo dir, sopra li miei occhi., hanno rubbato alquanti animali, tuttavia hanno lasciato star me per havermi veduto ben accompagnato.
« Ho lasciato a Tolosa il Padre Arnô Giesuita, ch' era confessore del Re, al quale ail' improviso con stupor universale e stata data licentia dalla Mta S., argomentandosi da questo che si vogli far seguir la pace in ogni maniera, perche ben si sa che questo Padre era contrario a questa deliberatione et se le opponeva gagliardamente ; anzi che seminava scrupuli nella conscientia del Re per impriraerlo a non adherirvi in alcun modo. »