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„kam«n die geschwârzten Striche gedruckt her- „yor. Feu eh tête er sie dann mit Gel an, so zeig- „ten sie eben das, was auf dem Silber war. Diess ^versuchte er nun auch mit einem angefeuchte- „ten Papier, machte eben dieselbe Materie yon „Farbe, und Hess eine Walze liber das Papier al- „lenthalben, jedoch allmâhlig feste, weggehen, „worauf das Gestocheoe auf dem Papier erschien, „und so aussah, aïs ob es mit der Feder gezeich- „iiet wâre etc.**
(20) Baldinucci délie Notizie de* Professori etc. Firenze 1769. Tome IV. page 4. — e gettatoyi sopra zolfo liquefatio, veniva in eeso talmeate improutato il suc lavoro, che datavi sopra una certa tinta a olio, ed aggravatovi con un rullo di legno piano carta umida, restaya nelia certa Hntaglio non meno espresso, di quel che fosse prima nell' argento, e pareyan le carte disegnate con penna.
(21) Zani, Materiali etc. page 216. Narrano il Vasari ed il Baldinucci che il Finiguerra, quando ayeya intagliata qualche opéra, prima di riempirla di niello . la improntava con pasta di terra finissima; in questa yi gettaya poi lo zolfa liquefatto; e che nello zolfo yi passaya una tinta a olio da restare nei soU tagli, e facendoyi calcare con un rulo di legno la carta, y'imprimesse i suoi disegni.
(22) Lanzi. Tome I. page 80. Pare anzi che tal pratica tenessero e il Caradosso e gli altri italiani
come ùna parte non picciola dell* arte loro ; e che essi ancora da tali prove, e non dal caso, fosser diretti a perfezione i lor nielli.
(23) Zani, Materiali etc. page 217. L'operazione ingegnosa di gettare lo zolfo, e riempirne i tagli col nero di fumo, doyeva farsi dal Finiguerra, per vedere, se il suo lavoro era perfetto, se vi era Taccordo, se nulla mancava al disegno, se alcuna casa meritava correzione, e questo non poteva più farsi dopo gettato il niello. Ed era impossibile che potesse tutto ciô vedere nella stessa lastra di argento con i tagli voti, che languidamente potevano mostrargli il disegno , e nulla affatto Taccordo. Ne sopra il tagli poteva gettarvi altra materia estranea, perché avrebbe impedito di attacarrisi di poi il niello.
(24) Cellini. Cap. II. pag. 24. „Perchè la bellezza del niellare consiste, che egli venga unito, e senza certi bucolini, perciô bisogna farlo bollire neir acqua con molta cenere di quercia, la quale ha da essere nettissima, e quest' effetto, che si fa, vien detto fra gli orefici fare una cenerata. Dopo che'l tuo intaglio sia stato nel calderone a bollire, dov'egli si pone colla detta cenere per ispazio d'un quarto d'ora, si dee di poi mettere in una catinella con acqua freschissima e nettissima, e con un pajo di setoline nette strofinar benissimo l'intaglio , fin che sia pulito , e libero. da ogni sorte di bruttura."
A peu près le même procédé a lieu aujourd'hui.
s'il arrive que les tailles d'une planche soient remplies de noir séché. Alors il faut la faire bouillir dans de la lessive, ou bien poser la planche à l'envers sur deux petits chenets, et couvrir toute sa surface d'environ un doigt d'épaisseur de cendres sassées, tamisées et détrempées ovec de l'eau , puis avec de mauvais papier ou de la paille, faire du feu par -dessous, en sorte que la cendre mouillée soit comme bouillante; en bouillant elle dissoudra et prendra tout le noir des tailles. Voyez l'Encyclopédie. Article: Imprimerie en taille'douce,
(25) Zani, Page 217.
(26) Gori, Thésaurus veterum Diptychorum.
Florentiae. 1759. Tome III. pag. 315.
(27) Lanzi. Tomo I. pag. 79.
(28) Zani, Materiali etc. page 124. Note 45.
et page 219. E stato confrontato lo zolfo con la pace d'argento minutamente in ogni piccola parte cd in ogni taglio, e non vi si è trovata variazione ; onde il Finiguerra nella prova fattane non ha trovata alcuna parte da mutare od aggiugnere. Questo confronto esatto prova l'originalità. La copia è assolutamente impossibile, chè dopo fuso il niello non ha più luogo il getto; onde è fuori di dubbio che lo zolfo fu fatto di mano dello stesso Finiguerra. Questo ha anco un pregio superiore alla pace di argento, dal quale fu tirato. La pace di argento, per la sua antichità, ha presa una patina assai scura; è ancora in qualche
parie consunta e sfregiata, ed il lavoro resta assai languîdo, ehe appena si rileva. Lo zolfo idl* incontro è assai ben conservato, ed è di una espressione vivissima e brillante.
L'auteur de TeKcellent traité sur Tart de la bavure qui se troure à la tête du IIP Tome du Musée de France , publié par Robillard , donne page 29. Note' 2.) les détails suivans du soufre de Mr. Durazzo, Il dit: „Mr. le Sénateur Du- ,,razzo Fa fait graver, et a bien voulu me com- „muniquer une épreuve de cette gravure inédite.' ,,En la comparant avec Testampe du cabinet im- „périal, j'ai eu roccasion de reconnoître que le „ travail de la gravure étoit bien plus avance, ^lorsque Finiguerra imprima cette ectampe, que „lorsqu'il coula Tépreuve en soufre. Toutes les ^parties de la composition se ressemblent parfai- ,,tement; mais dans le soufre, on ne voit presque „que les premiers traits, et dans l'estampe tout ,,est fini avec une délicatesse exquise."
Suivant ce que dit cet auteur, on croiroit qu il doit y avoir une différence entre le soufre de Serrali et celui de Durazzo, qui consisteroit en ce que ce dernier auroit été coulé sur la planche d'argent non achevée, et Tautre sur la planche entièrement terminée. Cependant, nous remarquerons que Mr. Serraii a fait sa description sur le soufre même, et que l'auteur français n'a fait la sienne que sur une estampe moderne qui peut bien n'être pas fidèle. Pour décider, si les deux soulres