UNE LETTRE DE MACHIAVEL
sur l'événement de sinigaglia
[Cette lettre d'une authenticité incontestable, mais dont malheureusement la fin manque, a été publiée dernièrement dans les Œuvres de Machiavel, t. IV, p. 254, Florence, Cennini, 1875].
« Magnifiez Domini. Poiche le Signorie vostre non hanno avute tutte le mie lettere, per le quali si sarebbe compreso in buona parte il successo délie cose di Sinigaglia mi è parso scrivere per questa ogni particolare, avendo massime comodità ad farlo per avère riposato sopra la magnifleenza dello oratore tutte le cose che al présente si trattano qua, e credo che vi sarà grato per la qualità délia cosa che è in vero rara e memorabile.
« Aveva questo Signore presentito dopo la partita che e' Franzesi feciono da Cesena, corne questi suoi inimici riconciliati, cercavano sott' ombra de acquistare Sinigaglia in suo mome, porli le mani addosso e assicurarsi dilui; giudicando possere sotto colore di taie impresa, raguuare le loro forze insieme, pensando che alla Eccellenza del Duca non fussi rimasta tanta gente quanta era ; e per questo essere più facilii loro disegni. Donde questo Siguore pensô di prevenirli, e permesse lora la impresa di Sinigaglia e attese ad nascondere le forze sue per farli venire più volentieri e con maggior animo : e cosi quando loro si mossero per ire ad Sinigaglia, lui si parti da Gesena, e quiqdi arrivô ad Pesaro, vennono nuove, Sinigaglia essere occupata da li Orsini per tenersi per il Duca, da la cittadella in fuora ; e sollicitavano sua Eccellenza ad farsi avanti con le genti e artiglierie per espugnare la fortezza. El Duca per mantencrli si su la opinione avvevano di posserlo iugannare. aveva nel cammino da lui fatto da Cesena ad Fano, Patte venire in modo spezate le sue genti, che nessuno le aveva
possute numerare ne intendere a dipresso la quantitàloro ; e in tra gli altri termini dati da lui per nasconderle, non aveva, consegnato capo ad più che 100 uomini d'arme e 100 balastrieri a cavallo, che li aveva fatti spicciolati e mandati alli alloggianienti in varii luoghi per le sua terre ; a' quali, nel partir suc- da Cesena, ordinô dove presse- ad Fano avessino a condursi, e chi avessino ad ubbidire. E giunto ad Fano a di 30 del passato con tutto lo esercito intorno e volendo la niattina di buona ora cavalcare verso Sinigaglia, ordinô ad tutti i suoi capi, corne ogni uomo facessi d'essere la mattina ad ore 18 con le sue compagnie ad ordine in su un flume discosto ad Fano qualche 6 miglia : e ordinato chi avessi ad essere antiguardo e chi rétro, e dove avvessino ad essere le fanterie ; la mattina ad l'ora deputata fu ogni uomo in suo luogo. Lo antiguardo aveva el conte Lodovico délia Mirandola,! Raffaello de' Pazzi e dua altri condottieri con qualche 500 cavalli; poi era una banda di Guasconi e Svizzeri di più di mille ; poi era sua Eccellenza armata in su un cavallo bardato in mezzo al suo squadrone ; e poi ad presso tutto el resto di sua gente d'arme e cavalli : e in su la manritta, verso e'monti, erano tutto il resto délie sue fanterie : e per dare più animo a' nemici suoi e per mostrare poco ordine nel suo venire, non aveva consegnata luogo a'carriaggi, de' quali questo esercito è copiossissimo, ma li aveva lasciati venire avanti alla sfllata. Da Fano ad Sinigaglia, corne possono sapere vostre Signorie, sono circa miglia 15. Giascuna di queste città è in su la marina e el cammino che si fa per ire da l'una a l'altra è tutto piano, posto fra la marina e monti, e' quali si stringono in taie luogo con el mare in modo che da le radice loro ad le acque non sono 30 braccia di spazio, e el più che si allarghino non è tanlo terreno che un mezzo miglio non sia più. Sinigaglia ha da la parte di tramontana el mare, da la quai parte è la rocca ; ha da la parte di ponente un hume grosso che le passa ad canto ad le mura, el quale bisogna passare ad coloro che si partono da Fano per andare là. Ha solo questo Hume un ponte dilegname che non si attesta con la porta délia terra, ma con le mura e discosto ad quelle qualche tre lance : e in su la manca, passato el ponte, è una porta piccola discosto qualche sei
lance ; e in su la man ritta discoto due balestrate, che bisogna girare le mura a capitarvi e discostarsi più dai nurue, é un'altra porta grande con ponti levatoi e altrl ordigni consueti. Avanti ad questa porta che viene ad essere dalla parte che guarda mezodi, sono assai case non ad uso di borgo ma spiccate l'una dall' altra, c. c le si lasciano una piazza in mezo, la quale con uno de' suoi lati si distende insino al flume che io dico di sopra. Trovavonsi ad Sinigaglia, quando el Duca si trovava ad Fano, Vitelozo, Signore Paulo Orsino , Duca di Gravina e Liverotto da Fermo con 2.000 fanti e circa300scoppettieri a cavallo; e il resto di tutte le loro genti d'arme e fanti erano per certe castella ail' intorno, discosto al più sei miglia. E perché costoro pensavaiiD di potere sforzare el Duca era necessario che lui pensassi sforzare^ loro. E sapiendo bene quali erano li disegni loro, e el sito délia terra corne stava, e corne posseva essere offeso e offendere altri ; scrisse la sera, che poi parti la mattina da Fano, ad quelli Orsini corne voleva che traessino tutte le loro genti di Sinigaglia e si alloggiassino fuora in quelle case che io dico di sopra che sono accanto alla porta, e se le personc loro volevano alloggiare dentro la rimetteva in loro. Scrisse eiiam che voleva che tutte le porte délia terra stessino serrate, da quella che guardava verso quelle case in fuora, per cagione che non potessi entrare se non quelle genti che voleva. E cosi ordinato a' suoi soldati corne avessino ad camminare e ad li Orsini corne le avessino ad ricevere, si parti mattina ad giorno da Fano e ne venne verso Sinigaglia passo passo, con quello modo che possono le fanterie andare in ordinanza. E veramente per la quantità e qualità délie genti e per la umanità del sito che le mostrava tutte e non guastava l'ordine loro, mi parse spettaculo raro ad vederle. Era ancora la punta di quello esercito discosto da Sinigaglia qualche tre miglia, quando gli Orsini e Yitelli comiuciaron ad comparire per incontrare el Duca : vennono non tutti insieme, ma l'uno dopo l'altro : donde si présume che vi andassino, non per deliberazione comune, ma a caso, forzati da la nécessita e da la vergogna e vero da la buona fortuna d'altri, e da la cattiva loro. Venne Yitellozo iu su una muletta, disarinato, con una gabbanella in dosso stretta,
nera e logera, e di sopra une gabbano nero foderato ii verde ; e chi lo avessi veduto, Don arebbe mai giudicato che fussi colui che due voile questo anno sotto e' suoi auspicii avea cerco cacciare el re di Francia di Italia. Era el volto suo pallido e attonito, che denotava ad ciascuno facilmente la sua futura morte. Fu ricevuto costui e gli altri con assai grata accoglienza, e ne vennono ragionando verso Sinigaglia quando con el Duca e quando con cbi li era ad canto. In questo mezo l'antiguardo délie genti d'arme avea passato el ponte, e secondo l'ordine dato dal Duca, si era fermo fra el ponte e la porta, e aveno attelati e' loro cavalli, che l'una parte volgeva le -tiene aile mura délia terra e l'altra al flume, e nel mezo rimanea strada al resto de lo esercito che passassi; e questo fece el Duca per essere signore di quel ponte e potersene servire in qualunque evento. Li mille fra Svizzeri e Guasconi sopraddetti che erano dietro ail' antiguardo, entrorno nella terra, e dietro ad loro renne el Duca in mezo fra gli Orsini e Yitelli, e' quali perché non potessino partire da lui, venuti che li fussino incontro una volta, aveva ordinato a otto de' suoi primi fldati che dua di loro intrattenessino un di
quelli e in » [Le reste du Ms. consumé par la vétusté
n'est plus lisible.