‹ Les Français italianisants au XVIe siècleChapitre 49 sur 67 · X. — JEAN DE VAUZELLES · texte numérisé non relu

X. — JEAN DE VAUZELLES

Le prieur de Monlrotlier ne savait quoi faire afin d'exprimer son admiration pour Taulour italien. Au commencement de 1551, il supplie son correspondant de lui envoyer quelque opuscule qu'il se chargera de faire imprimer à Lyon, surtout quelque complainte sur la mort de la reine de Navarre :

« Al signor suo carissimo, il signor Pietro Aretino.

» Come il lume del sole, signor mio carissimo, causa l'ombra che segue il corpo, cosi la virtù ancora gfenera rimporiunit«^ scguace d'ogni troppo soverchioso affelto, di modo che sendo io sempre lanto divoto alla fclice memoria di quella sanlissima già rogina di Navarra, quanlo affetlionato aile rare virlù vostrc, non ho potuto lasciar questo amico mio a lor la via di Vinegia senza salutarvi in nome mio con quel medesimo desio che quel gentiluomo parente mio vi porto un anno fa ; per le man del quale io speravo (come ancora io spero di più per questo) che non haveresti passata la gloriosa morte di quella illustrissima principessa senza esser lodata da voi come l'havete lodata viva, cosa che, se fussi, saria gratissima alla Maestà Crislianissisma e non senza riconoscer da voi tanlo bcnefilio in gratia di quella sua zia tanto da Sua Maestà amata, cos'i come l'è stato gratissimo le lodi di quelle tre principesse d'Inghilterra tanto da dotti prczzatc ^ Pregandovi che se V. S. n'havcsse qualche coseUa (che non potria essor da voi che grandissima) e me la degnassi mandare, io la farei slampar qui in Lione con quella diligenza e cura che sempre ha rivcrilo e rivcrirà le virtù sue, cosi come ancor le vostre aile quali io bascio la mano, c con quel cuore che vi è più affeltionato che mai. Di Lione a' XIX di Febbraio M. D. Ll. « Il sempre voslro Prior di Montre! ticr

« JOAN DI VaUZELLES '. »

Quelques jours après, Jean de Vauzelles recevait, peul-ôtre de Pielro lui-même, deux petits ouvrages qui se prêtaient admirablement à une réimpression lyonnaise, les Tornali in gloria di

' Il s'agit des trois sœurs Anne, Marguerite et Jeanne Seymour, qui avaient composé en distiques latins le Tombeau de Mnrgueritey publié en 1551 avec diverses traductions. Voy. Cat. Rothschild, î, n» 628, et, ci-après, notre notice sur Jean-Pierre de Mesmes (n® XIX).

' Lettere scritte a P. Aretino, 1551-1552, II, p. 416; éd. de 1874-76, II, II, p. 326.

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Giulio Terzo et les Ternali in gloria délia Maestà de la Reina ChrislianUiima *. U remit aussitôt ces pièces à Jean de Tournes qui en exécuta sans retard une édition en jolies lettres italiques. Dès le 4 mars, le prieur annonce à TArétin qu'il lui envoie cette édition :

« Al signor Pietro Aretino.

« Signor mlo carissimo, Par Tusura dei voslri Capitoli in Iode di nostra reina tanto bcn composli che a quanti vorranno per l'avvenire parlar di lei in Iode sua havetegli levalo ogni preggio, io vi mando voi mcdcttimo a voi stcsso, et i medcsimi Capitoli non solamenle assai meglio Htampati che quclio di Yenetia, ma ancora con quelio qucsto aitro in Iode dcl sercnissimo nostro signorc, coi quale lodate quanti son buoni e dotli ingegni in Italia, et in ciô mostrate veramenle che le tre Gratie vi riguardano solo direttamente, senza che nessuna di esse disccrni l'aspetto suo dal vostro non senza ragione detto divin spirto. E se questc lodi fusseno cosi facile a esser Iranslatate in versi corne farebbon forza in prosa, io mi sarci ingegnato di tradurre in lingua nostra parte di vostre gratiose gratie. Ma perché vostri versi sono inimitabili e ritalia assai piii féconda délia nostra Francia, non potendo meglio ho fatto ristampare i detti Ternali vostri per essere communicati a tutta la Francia aggiugnendovi perô una piccola pistola, per laquale forse si potrèbbe dir ch'io volessi accrescere lume al sole. Ma in questo riguardarete solo a la sincera affettion mia. Che se io avcssi delle allre opère vostre in prosa, mi sforzerei a renderle noslre come esse sono sole a loro Italia. Perché mi par che Dio non vi ha prohibito che le vostre predicazioni non venessero a nol, come da principio di esse da gli apostoli non andassino a li gentili, perché mi par ancora la nazion nostra non essere tanto barbara che non meritiamo di aver qualche consolatione di spirti ralluminati. E se voi intendesti cosi la lingua nostra com' io la vosira, vi manderei alcune rime d'un mio fratello fatte in Iode di una sua Délia, accompagnate di più propi e spirituali cmblemi di quelli di Alciato S i quali, a giuditio mio, non

' Les Ternali avaient dû être imprimés à Venise au mois d'octobre ou de novembre 1550. Cette première édition a disparu. Les vers composés à l'honneur du pape sont reproduits en tôte du tome V des Lettere, et les vers à la louange de Catherine de Médicis en tête du tome VI du même recueil.

'^ Il s'agit de la Délie de Maurice Scéve (à Lyon, chez Sulpice Sabon, pour Antoine Constantin, 1544, in 8), dans laquelle on trouve 50 emblèmes. Voy. Cat. Rothschild, I, no 635.

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