‹ Lettres des Bénédictins de la Congrégation de St-MaurChapitre 16 sur 197 · II. n · texte numérisé non relu

II. n

Sig: Tollio mi ha mandata una sua orazzîone, de Fontibus EloquenUaSy ed in una sua lettera de' 12 del présente, tra l'altre cose, mi scrive: Post, fortunante Numine, Lucretium mittam, qui intra paucos menses prcelo subjh cietur Longinas meus interea cum blottis et tineis luctatur; quod illum Bibliopola, avidum iucri genus, non iam vendibilem putat, amicum tantum doctis, quorum numerus non ita magnus, digniorem tamen fortuna meliore, et caet. Dalle dette parole veggo che tutto il Mondo è paese, già che ne meno in Olanda si trova chi voglia ristampare quel!' aureo libretto di Dionigi Longino, illustrata con nuove Annotazzioni, ec.

II Sig: Berchelio mi ha mandata la pag. $43 e 544 del suo Stefano de Vrbibus, La detta pagina finisce con la Città Medyllia, onde ben puô V. P. Rev:"*' vedere, che ci vorranno parecchi mesi avanti che Topera sia finita di stamparsi.

Con che, essendo il foglio pieno, finirô di tediarla, supplicandola deir onore de' suoi stimatissimi comand^ riverendola, e riconfermandomi di V. P. Rev:""* Dev"**ed OflF"'®- ser:* uero

ANTONIO MAGLIABECCHI

Firenze li 7 Luglio 1685.

Riverisco l'ottimo e dottiss'"*»^ Prê D. Michèle Germain.

Questa medesima sera mando a V. P. Rev:"*- una altre mia lettera, per la Posta.

Questo istesso giorno ho parlato lungamente al Gran Duca Sev^^' mio Sig:'*- dell' incomparabil merito di V. P. Rev:™»-

A' giorni passati mandai costà al Sig: Abate Schelestrate la lettera di S. Gio. Crisostomo a Cesario, che ha fatta stampare il Sig: Le Moyne, e lo pregai a non

lasciar vedere la lettera, che confidentcmente ed in fretta mi scrive il Sig: Gronovio che me Tha trasmessa, se non a V. P. Rev:"»**. Dalla detta lettera del Sig: Gronovio, V. P. Rev™* vedrà, che io ho fatto tutto quello che ho potuto, perche il Sig: Le Moyne non la stampasse.

Scrissi a Venezzia a V. P. Rev:"*-, ed inclusi la lettera in una del Sig: Anisson. Non ho mai saputo se nella detta Città di Venezzia il Sig: Anisson ricevcsse la mia lettera e consegnasse l'altra a V. P. Rev:"»*, Per questo la présente la mando costà a un Amico, che la faccia aver in mano di V. P. Rev"*\ La lettera che mandai al Sig: Anisson a Venezzia, p[er] V. P. Rev :"»•=, non dourebbe essere in niuna maniera andata maie.

Quando V. P. Rev:™*' mi vuole onorare di qualche sua lettera » me la mandi sempre per la Posta a dirittura, come ha fatto adesso, che le riceverô più sicure. Se di Venez. V. P. Rev:"«" mi avesse scritto, sappia che le sue lettere non mi sono state mandate, e che non ho auuta se non una lettera di Milano, alla quale risposi subito, e mandai la mia risposta p[er] V. P. Rev:"»- a Venezzia, al Sig: Anisson, che mi trasmesse quella di V. P. Rev:™«-

Rev:"®- e Dottissimo Prê Sig:'** mio Sig:'^*^ e Pron

Col:«o:

Ricevo oggi appunto la cortesissima lettera di V. P. Rev:"*-, laquale mi è tanto più grata, quanto che

mi viene accompagnata con l'onore de' suoi comandamenti. Rispondendo p[er]tanto a quelle che si degna di domandarmi, le accennerô, corne que' due manoscritti, de' quali si degna di scrivermi, sono tutti a due stampati, e più volte.

Délie Annotaz:"' sopra il nono libro dell' Istoria Naturale di Plinio, il segvente è il titolo:

Francisa Massarij Veneti, in nonum Plinij de naturali Historia Ubrum Castigationes et Annotationes. Quisqais de natura Aquatilium ac remotiore Piscium cognitione edoceri cupis, hune Massarij Commentarium eme et lege. Admiraberis laborem ac ingéniant hominis candidissimi, qui longé maximam opérant in hijs indagandis, ut studiosi juvarentur, insumpsit. Basileœ apud Hieronymum Frobenium et Nicolaum Episcopium, Anno ifjj, ntense Martio. in 4, Beato Rhenano dedica questo libro *Clariss. Doctori Balthasari Entzespergerio , Civitatis Selatistadiensis Medico publico, compatri sao*),*

Comincia il libro, corne V. P. Rev:"*= scrive, con le^seqvente [sic] parole: Qua in Mari maxima animaUa, et caet. Finisce Topera con le segventi: Idem tradit Op- Dianus Haiieuticon Ubro quinto, qui parvum visu, sed corpore longo, tenuique cauda, muscuium describit, quem et iuium, ubi retulimus, Autores alio nomine nuncuparunt.

In principio mi [sic] è una Prefazzione 0 Dedicatoria del medesimo Massarij, laquale facilmente mancherà nel manoscritto di V. P. Rev:™"-, e principia: Quum summus rerum omnium opifex ille, et caet

Nella detta Prefazzione 0 Dedicatoria, promette di fare una simil fatica anche sopra gli altri Libri di Plinio, scrivendo: Tu itaque, Rex Ciementissime et (ut breviter

*) Écrit de la main de Mabillon: »Autographum in Bibliotheca Regia«.

MAGLIABECCHI A MABILLON lOI

dicam) ad omnium gratiam promerendam naturoe beneficio comparatus, ut es vir literis, modestia, gravitate, prudentia, consilio, justifia y religione et pietate omnique laudum et humanitatis offtcio prceditus, ad hanc lucubrationem nostram animum intende, cognosce et judica ; nam si tibi cœterisque Vins doctissimis eam quidem approbari percipiemus, in reliqua Plinij diligentia, si divina fuerint, persequemur, prasertim in simpiicium materia, et cœt.

Dalle note al Cap. 39, a carte 250 del libro stampato, si vede, che il Massarij stette a Constantinopoli, ec.

Délie Mitologie di Fabio Planciade Fulgenzio, io ne ho nella mia piccola libreria diverse edizzioni, che qui sarebbe cosa affatto superflua lo scriverle, e fra esse una con i commentari di Jacopo Locher. Farô tanto solamente menzione di quella del Commelino, (tralasciando tutte l'altre,) che è la segvente:

Mythologici Latini, et caet. Ex Bibliopolio Commeliniano 7/99 in 8. Nel detto libro, le Mitologie di Fabio Planciade (o Placiade) Fulgenzio, principiano a carte 148 e 149, corne segve:

Jano DuxûB Nordovici Domino, Poetœ Nobilissimo, priscûB Latinitatis vindici acerrimo, Fuigentij Mythologiarum libros, post dentissimam mendarum nubem quœ illos penitus obscurarat, fulgori pristino modo non restitutos, Hier. Commelinus C D, C Q.

Fabij Pianciadis Fuigentij, Viri Clarissimi, Mythologiarum, ad Catum Presbyterum, Liber primus,

Quamvis inefficax petat studium, res quœ caret effectu, et cœt. Finisce a carte 218, con le segventi parole: Nam et descendes in Infernum, id est in sécréta conscientiœ, veritatis lux malarum rerum semper oblivionem importât

Doppo ne segvita: Fabij Pianciadis Fuigentij V. C. liber de Expositione Virgilianœ continentiae.

Circa al Libro del Cardinal Degli Albizzi, (che mi creda V. P. R. che era veramente dotto, ed aveva p[erl me troppa grande stima,) quando esci in luce la prima volta, mi fu quà donato dal Sig: Abate Luigi Strozzi, alquale era stato mandato di costà dall' Ambasciadore che era in quel tempo del Rè Christianissimo. II Sig: Bigot me la chiese, dicendomi che il Sig: Le Moyne lo voleva far ristampare in Olanda, onde gliela mandai subito. Non anno p[er}ô mai mantenuta la promessa, ed è stato ristampato adesso in Italia. Il segvente è J'intero titolo di esso:

^Risposta air Istoria délia Sacra Inquisizzione, composta già dal R. P. Paolo Servita, o sia Discorso deir Origine, forma ed uso dell' Vfficio deir Inquisizzione nella Città e Dominio di Venezzia, del P. Paolo, dell' Ordine de' Servi, Teologo della Ser:™*- Repubblica. Edizzione seconda, corretta dalli già scorsi errori e accrescinta di un Indice accuratissimo. In 4.«

II quarto tomo de' suoi Analetti io assolutamente non l'ho auuto, e se V. P. Rev:'"*- l'avesse mandato ad alcuno, 0 a Lione o in altro luogo p[er] me, si degni di accennarmi il nome di esso, p[er]che io posso scrivere a quel taie, che me lo trasmetta. Niuno certo più di me brama di vedere e leggere i dottissimi libri di V. P. Rev:'"^ , ma mi vergogno di me stesso, che ella s'abbia con tanta generosità a incommodare nel donarmigli. Mi servirebbe la notizzia di dove io potessi provvedermene , che certo sarei il primo a comprargli.

Con che, supplicandola dell' onore di nuovi suoi comand[amenJti, e riverendola, mi confermo, (etc.)

ANTONIO MAGLIABECCHI

Firenze, li 28 Luglio 1685.

Ho detto al Prê Noris ciô V. P. Rev:"»- si è degnata di scrivermi intorno ad esso, ed egli la riverisce.

lo poi prego V. P, Rev:™*- a degnarsi di riverire, in mio nome, i dottissimi Padri, Padre Stefanozio e Prê Germain^ mieî Sig:' e Padroni,

Rendo a V. P. Rev:"*- umilissiroe grazzie dell' essersi degnata di scrivere in Francia, che io (ii che è verissimo) ho fatto il possibile e Timpossibile , p[er]che quella lettera a Cesario non si stampasse.

La Dissertaz. de Magdalenis io a suo tempo la leggerô volentierissimo» avendo già letto Jacopo Fabro dt tribus Magdalenis^ accuratamente, molti e molti anni sono.'

La mia lettera che mandai a V. P. Rev:"*- a Venezzia, non puô essere andata maie, p[er]che ho auuto risposta di tutte Taltre che scrissi Tistessa sera. L'inclusi in una del Sig: Anisson, e se esso ne farà far diligenzia, si troverà certo.

Al Reu:n»o: Pre Sig: mio Sig: e ProS Colmo^ il Pre D. Gio. Mabtllon, Benedettino délia Congr: di S. Mauro, Strada Gregoriana

Roma

Rev«"o- e Dottiss™* Prê mio Sig:'- e Pron Col:'"^^

La cortesissima lettera di V. P. Rev:"»»: degl' II del passato mi è al solito tanto più grata, quanto che mi viene anche essa accompagnata con l'onore singolarissimo

de' suoi stimatissimi comandamenti. La prego per tanto a segvitare a comandarmi sempre in tutto, con ogni maggior libertà.

Che io mi ingannassi circa al libro intitolato /Egyptus Alexandrinas, ne fu cagione V. P. Rev:"*-, che non mi scrisse il titolo giusto del libro ne mi accenno niuna particolarità intorno ad esso. Credetti p[er] tanto che fossero o la Vite de' ss. Padri, o '1 Prato spirituale di Gio: Mosco. Adesso, che con la sua lettera V. P. Rev:'"*^ mi accenna che è un Dialogo, subito mi sono rinvenuto che cosa è p[er] l'appunto.

Il detto non è un libro composto da Ambrogio Camaldolense, ma ben si da esso tradotto dalla Greca nella Lingva Latina. Non è intitolato, corne V. P. Rev"® mi scrive: /Egyptus Alexandrinas, ed è stampato e ristampato moite volte. Nell' istessa ultima edizzione della Biblioiheca Patrum, stampata in Lione l'anno 1677, V. P. Rev:"*- lo troverà, nel tomo 8, a carte 650 e segventi, col segvente titolo: /Enea Gazœi Dialogus de Immortalitate Animoram deque Corporum resurectione [sic], et est. Il detto Dialogo non è intitolato /Egyptus Alexandrinas, corne V. P. Rev:™*- scrive, ma ben si Theophrastas, È ben vero, che /Egyptus Alexandrinas è uno de' tre interlocutori del Dialogo. Per questo, qualche sciolo, 0 p[er] ignoranza 0 [per] malizzia, p[er} far credere che sia una opéra singolare e non mai stampata d'Ambrosio, l'aura intitolata in quella maniera. V. P. Rev:'"*^ si degni di riscontrare il Ms. col libro stampato, e vedrà p]er] cosa più che certa, che è il detto Dialogo di Enea Gazeo, intitolato Teofrasto, tradotto da Ambrosio Camaldolense dalla Greca nella Latina Lingva; e del quai Dialogo i tre segventi sono

gr Interlocutori : /Egyptus Alexandrinus, Euxiiheus Syrus, Theophrastus Atheniensis,

lo ne ho diverse edizzioni, ma p[er] brevità farô menzione qui solamente di due. /Eneae Platonici Grœci Christianissimi de Immortalitate Animomm deque Corporum resurecdone aureus libellas, cui titulus est Theophrastus. Venetijs pfer] Alexandrum de Paganinis anno ifij mense Septembri. In 8. In principio vi sono le segventi due lettere: /. Aug. Jastinianus Genuensis Prœdicatorij Ordinis Philippe Saulo Brugnatensi Episcopo saL; 2. Domino Amantissimo et Prœstantissimo Viro Androlo Justiniano Ambrosius salutern. Ho in oltre l'edizzione di Basilea in 4, del 1516, con la Prefazzione di Beato Renano. L'edizzione del i ; 1 3 di Venezzia, di Agostino Giustiniano, non fu veduta da chi badô all'edizzione délia Bibliotheca Patrum di Lione, poichè non fa menzione se non di quella di Basilea, scrivendo le segventi parole, come V. P. Rev:«»= potrà vedere a carte 650: Latine redditus, primum repertus hic /Enea^ Dialogus ab Ambrosio Camaldulensi et prœlo datus Basilea anno 1516, postea prodijt ex interpretatione Jo: Wolfij Tigurini Haretici, cujus interpretationi parum fidendum.

Ho anche la traduzzione d'Enea Gazeo del Volfio, come anche l'edizzione di Lipsia del Bartio del 1655, ma p[er]chè queste non anno che fare con Ambrogio Camaldolense, tralascio di parlarne.

Ma tralasciando questo, mi domanda V. P. Rev:"»degl' Vomini dotti che anno faticato sopra Rufino Sesto. Stimo che voglia dire sopra Sesto Rufo, onde le accennerô Tedizzioni più celebri che ne ho nella mia piccola libreria. Ne ho buon numéro in varie forme, ma le migliori sono le segventi.

lo: Cuspiniani, Vira Clarissimi, Divi quondam Maximiliani Imperatoris a Consilijs et Oratoris, de ConsuUlm Romanorum Commentarijy ex optimis veta$tissimsque Auctoribus collectL Proeferuntur his Commentarijs Sexti Rufi V. Consularis rerum gestarum Pop, Rom. deqM accessione Imperij Epitome, cum ejusdem Cuspiniani eruditissimis scholijs. Magni Aurelij Cassiodori senatoris chronicon, sive de consulibus Romanorum libellus, passim Cuspiniani Commentarijs insertus, Nicolai Gerbelij in eosdem Cornmentarios, ad ornatiss. Virum D. Jo. Jacobum Fuggeram Prafatio, et caet. Francofurti i6o! in foi Ce ne sono altre edizzioni più antiche dell' istesso.

Tra l'opere del dottissimo Pietro Piteo, stampate in Parigi in 4., l'anno 1609, a carte 309, V. P. Rev"»« vi leggerà Rufi Festi V. C Breviarium rerum gestarum Populi Romani, ad Valentinianum Imp. Aug.; ex vetustis exemplaribus restitutum.

Il Piteo p[er]ô lo fece stampare esso, mentre viveva, e la detta edizzione è ristampata. Scrive fra Taltre cose il Piteo nella Dedicatoria al Puteano: Rufi FesU, forsan et Avieni, Breviarium, utilem sane Rom, Historiœ studiosis libellum, et ante hoc totiens corrupte editum, et nuper inter illos qui ad Remp, Imperiumque Rom, pertinere visi sunt, nescio quo fato omissum dolui, Ita quo cum reliquis post hoc conjungi posset, visum est exemplar, quod ante annos XX ex vetustis codicibus ipse descripseram, Patissonio nostro excudendum tradere, tibiqfuej, V, C, inscribere. Ho oitre aile dette due edizzioni quella del Grutero; trovandosi Sesto Rufo a carte 119) del secondo tomo di Historiœ Augustœ scriptores Latini mille locis emendati, suppleti, operâ Jani Gruteri, cujus etiam additee Nota, Hanoviae 1611 in fol.

Ho anche Tedizzione di Leida, del 1632 in 8, con le Annotazzioni del Boxhornio.

Ne tralascio diverse altre meno considerabili délie saddette, che ho pure nella mia piccola libreriuola.

Con che di nuovo rendendo a V. P. Rev:'"»^ mille milioni di grazzie de' suoi favori, e pregandola insieme délia continovazzione de' suoi comandamenti , la riverisco. e mi riconfermo, (etc.)

ANTONIO MAGLIABECHI. Firenze, li 18 Agosto 1685.

Il Sig: Patino mi ha mandato il segvente suo lihretto:

Commentarius Caroli Patini in très Inscriptiones Grœcas Smyrna nuper allatas, Patavij 168} ex Typografia Seminarif Patavini, in 4. Lo dedica al Prê Francesco de la Chaize, Confessore del Rè Christianissimo.

Dair Autore mi è stato mandato il segvente libretto:

»Pensieri Fisico-Medici circa gl' Animali che muoiono, e ne' recipienti vacui d'aria e ne' ripieni d'arie fattizzie, elevate da diversi misti p[er] mezzo délia fermentazzione, di Giacomo Brachi, Dottor in Filosofia e Mcdicina. Al Ser"® Principe délia Veneta Repubblica, Marco Antonio Giustiniano. In Venezzia 168; presso Andréa Poletti, in 8.«

Non so se io abbia scritto a V. P. Rev :'"••, che dal Pré Ferroni, alquale è dedicato, mi è stato mandato il segvente opusculo, che sono due soli fogli : De specierum erectione in Caméra Optica Dissertatio Epistolica Ludovici Laarentif, Philosophi et Medici Bononiensis. Cui nonnulla obiier de Visione annectuntur Bononiœ typis HH. Dontinici Barberij 168 f, in 12, Nella lettera, il Prê Ferroni mi scrive, tra l'altre, le segventi parole:

»Le mando questa nuova e bella Invenzione, trovata a caso da due Amici miei, e data in luce da un Amico mio, di raddrizzare col Vetro Triangolare la spezzie degl' oggetti esterni, che si ricevono dentro la Caméra oscura.«

E qualche tempo che'l Sig: Grevio mi mandô la sua bella edizzione dell' Epistole di Cicérone ad Atticum, che ha dedicata al ser"^^ Delfino; ma io non l'ho riceuuta se non la présente settimana. Con mio rossore ho veduto che si è degnato di parlar di me nella Prefazzione con troppi eccessi di cortesia. Io veramente resto confuso deir eccessiva cortesia del Sig: Grevio, già che, avendomi troppo eccedentemente onorato nella Prefazzione deir Epistole del medesimo Cicérone ad Familiares, anche adesso, come ho detto, in questa altra di quelle ad Atticum, mi onora sopra di ogni mio mérite.

Il Sig: Grevio mi ha anche mandato a donare il segvente libro postumo del Meursio, che esso Sig: Grevio ha dato in adesso: Jo. Meursij Theseus, sive de ejus Vita rebasqae gestis liber postamas. Accédant ejasdem Paralipomena de Pagis Atticis ex V. Cl. Jacobi Sponij Itinerario de ijsdem Pagis. Vltrajecti apad Franciscam Halma 1684, in 4.

Non solamente l'Epistole del B. Ambrosio Camaldolense, ma anche tutti gl' altri miei pochi manoscritti son prontissimo a dare a V. P. Rev :'"*•, ed a qualsivoglia altro che p[er] benefizzio pubblico voglia dargli in luce. È ben vero che circa aile dette lettere del B. Ambrosio Camaldolense mi dispiace infinitamente di non poter servire V. P. Rev :•"«•', p[er] che è più di un Anno, che le ho promesse al Sig: Baluzzi. Mentre che'l detto Sig: Baluzzi non volesse darle in luce esso,

MAGLIABECCHI A MABILLON lOÇ

le darô volentierissimo a V. P. Rev:™*\ Si aggiusti p[er] tanto V. P. Rev:"»*= seco, essendo suo Amico.

Riverisco gl' ottimi e dottissimi Padri, Padre Stefanozio e Prê Germain, miei Sig:'= e Pn'ni.

I Gvarini Veronesi detti sono stati due, cioè il Padre ed il Figliuolo. Dell' uno e dell' altro ci sono délie cose stampate, e délie non mai escite in luce. Se V. P. Rev:""- mi awisa, che opère manoscritte di essi ell' abbia trovate, le scriverô se sieno o non sieno stampate.

Riverisco il Sig: Anisson, e prego V. P. Rev:"*^ ad accennargli, che ho riceuuta una sua cortesissima lettera, e che la segvente settimana gli risponderô, non mi essendo possibile il far ciô questa sera, p[er] mancanza di tempo, benchè veramente io abbia nécessita di scrivergli.

Resto attonito che V. P. Rev"* mi scriva di non trovar costà chi le sappia dar notizzia o cognizzione délie lettere di Pietro Delfmo, Générale De' Camaldolensi.

II detto Pietro Delfmo fù Vomo célèbre p[er] bontà, p[er] letteratura, p[er] dignità, p[er] nascita, ec. Le sue lettere sono anche degnissime di leggersi p[er] più capi. Anzi da molti veniva stimato e chiamato un altro Ambrosio Camaldolense, e non senza ragione. Esso intomo a questo, rispondendo al nostro Vgolino Verino, scrive modestissimamente: Quod me Ambrosium alterum antecessorem nostrum putas, utinam Dei miseratione vel procul liceat mihi tanti Viri sequi vestigia. Eo namqae et Vita et doctrinœ splendore eluxit nobis, ut non facile sui cuiquam œmuladonem reliquerit; ac magnis illis Viris majoribus nostris, qui in Sanctorum numéro velati sunt, ttm morum Sanctimonia, tum utriusque lingyce eruditione fierità possit comparari. Parla nelle sue lettere poco

bene del Savonarola, nel che fu certo ingannato da qualche suo poco bene affetto; o, p[er] dir meglio» scrisse p[er] fin politico, corne a bocca le dirô. Ma tralasciando questo, le Lettere del Générale Pietro Delfino furono vivente esso raccolte e fatte stampare dal Padre Don Jacopo da Brescia, ed il segvente è il titolo del libro:

Pétri Delphi ni Veneti, Prioris Sacra Eremi et Gencralis toiius Ordinis Camaldulensis , Epistolarum Volumen, Impressum Venetijs, arte et studio Bernardini Benalij Impressons. Prûssidente sedi Apostolicœ SS. D. Clémente Papa Septimo, et Ilh"* Andréa Gritto inclyto Principe Venetiarum, Anno Domini Nostri Jes. Christi ij;24, die prima Martij. In fol.

In principio vi è una Prefazzione, o lettera al lettore, del detto Prê Don Jacopo da Brescia, Priore di San Martino d'Vderzo, che principia corne segve:

Jacobus Brixianus, Prior Sancti Martini de Opitergio (Vderzo si chiama adesso, e vi è una Fattoria presentemente) lectori salutem. Nella detta lettera, o Prefazzione a lettori, il Pré D. Jacopo da Brescia promette di dare in luce le segventi altre opère del Générale Pietro Delfino. Caeterum si te (ut spero) has grate pfer]légère cognovero, a me etiam nonnullas ejusdem Generalis ad diversos Romanos Pontifices orationes, Didogumqae unum contra quendam Ecclesiœ rebellem; nec non argumenta in singulas Ciceronis Orationes brevi accipies.

lo ho manoscritta una Orazzione a Leone X, dal detto Pietro Delfino, che mentre V. P. Rev:"»- volesse dare in luce, le mander6 corne ogn' altra mia cosa.

Mi disse già un Amico, che le dette lettere del Générale Pietro Delfino fossero state ristampate, il che pu6 essere, ma io p[er]ô non ho veduto se non la detta

MAGLIABECCHI A MABILlON III

edizzione, che mi maraviglio che a V. P. Rev:"»*' non sia notissima, poichè certo che quelle lettere sono degne di leggersi, e p[er] le cose e p[er] la locuzzione. Morl il Générale Pietro Delfino a' 17 di Gennaio, Tanno del Sig:''' 1525, e délia sua età 81.

Circa al Cardinal Degl' Albizzi, già udii che esso aveva non so che opéra Latina, che aveva incontrate délie difficoltà, ma non so già se le dette difficoltà l'avesse incontrate prima di stamparle, corne mi par p[er] cosa certa di ricordarmi, 0 pure doppo che fosse già impressa. Mi pare anche che fosse in materia di Giurisdizzioni , pure con tutto ciô potrei ingannarmi. lo fui costretto dalle cortesi violenze di queir ottimo Sig:^' a carteggiar seco negl' ultimi mesi délia sua Vita, e p[er]ô non sono informato a sufficienza di tal cosa. Mi creda (il che vedevo dalle sue lettera) che esso era dotto universalmente e non infarinacchiato snperficialmente, corne alcuni, che si fanno non so in che maniera stimar p[er] letterati. Sono più di venti anni che fu costà in Roma il Sig: Bigot. Esso medesimo mi scrisse di costà, che TOlstenio gl' aveva sommamente celebrato il sapere del Sig: Cardinal Degl' Albizzi.

Circa a' due suoi ultimi libri, che V. P. Rev™» con eccesso di cortesia vuol mandarmi, io son costretto con mio rossore a ricevere i suoi favori, in rigvardo del grand""** desiderio che ho di leggergli, già che se dovessi fargli venire di Francia, ci vorebbe troppo tempo. Scriverô p[er] tanto costà al Sig: Awocato Merci ed a qualche altro Amico, che quando viene a Firenze qualche Amico di essi, che sia p[er]sona sicura, mi facciano ronorc di mandarmegli. Supplico p[er] tanto V. P. Rcv:"*- a degnarsî di fargli consegnare, o al detto Sig: Awocato Merci, 0 a chi altri le li chiederà da mia

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parte, p[er] che la segvente scriverô ad altri Amici. A chi che sia pler]ô, che di mia ordine chiegga a V. P. Rev:'"*^ questi libri, supplicola, che mi onori di non glieli dare se non in un pacchetto sigillati, e che sopra di esso sia scritto il mio nome. La prego, corne ho detto, di tal grazzia, p[er] che bene spesso colore a' quali si consegnano, anno curiosité di scartabellargli, e moite volte gl' imbrattano, stracciano délie carte, ec. In quella maniera in un pacchetto sigillati, non me gli potranno ne gvastare, ne insudiciare.

J'ay entendu dire autre fois à Rome, Monsieur mon Réuérend Père, qu' après que le Duc d'Altems eut mis ses manuscrits dans la Bibliothèque Barberine, il en fit tirer des copies. Je l'ay desjà dit à M»" Faure. Ce que l'on vous veut vendre aujourdhuy sont peut estre ces Copies faites après que les originaux ont esté vendus. Ce n'est pas que, selon mon sens, cela vous deut empescher de les prendre, mais à vn prix bien moindre que celuy des originaux.

Vous ne parlez point, Monsieur mon Réuérend Père, si vous auez receu l'édition de Pline que Je vous ay enuoyée pour mettre dessus les nottes qui sont sur vne semblable édition dans le Vatican. J'en ay autrefois fort parlé à M"^ l'abbé de la Forest, qui est auprès de M*^ le cardinal d'Estrée, qui vous aidera sans doute à le trouuer dans le Vatican.

Je vous ay aussy parlé autrefois, Monsieur, du dernier catalogue des manuscrits de la Bibliotèque vaticane, qu'il nous importeroit d'auoir; ce fut vn nommé Portio qui fit le catalogue des manuscrits grecs, Rabbj Manassé celuy des Hébreux.

L'Âutheur de la BibUoteca Hispanica, qui demeure à Rome, mérite d'estre entretenu, ce me semble. Il vous fera trouuer quelque chose de bon en ce genre là.

Il faudroit aussy auoir vn Catalogue des Cartes de la Reine de Suède et de ce qu'elle a de meilleur dans sa Bibliotèque, et tirer des copies de ce qui méritera destre copié. M"^ de la Thuilière en prendra le soin, mesme après vostre despart, et de la copie du catalogue des Mss. de la reine de Suède.

Don Carlo Antonio del Pozzo, à qui vous aurez sans doute rendu le tribut que tous les gens de lettres luy doivent, vous peut aussy communiquer de bonnes pièces et desseins, que M^ de la Thuilière fera aisément copier. On ma dit aussy, qu'il y auoit du bon dans celle du Marquis Matthej.

Je crois desjà vous auoir escrit qu'il y a vn Vitruue dans la Bibliotèque de S^ Augustin qui est publique, qui a esté conféré auec d'anciens manuscrits et dont les Collations méritent d'estre copiées. Je vous auois parlé aussy de quelques manuscrits qui sont entre les mains des héritiers d'Abraham Ekellense, entre celles du S*^ Negroni. La curiosité seroit principallem[en]t d'une histoire, écrite en Arabe, de l'Empire de Maroch et vn testament en langue Syriaque fort ancien. J'auois autre fois commencé de copier à Rome le manuscrit de l'Empire de Maroch; Je souhaiterois fort de Tauoir tout entier. Il n'est pas fort long.

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