‹ Lettres du Cardinal Mazarin pendant son ministáere (volume 2)Chapitre 109 sur 145 · AMBASSADEUR À ROME · texte numérisé non relu

AMBASSADEUR À ROME

S. Germano-en-Laye, 27giugno 1 653.

Hô giudicato di scrivere a Y. Ecczu questa cif'ra a parte in italiano j>er communicarle un negotio di grandissima importanza che ricercà un religiosissinio secreto e cite , ben maneggiata , puô produrre effetti di molta consequenza per gli aftari di cotesta Corte.

Nel tempo che il cardinale Trivultio3 erà in Sicilia, io acquistai, per tnezzo d' un religioso, niio amico, una certa intelligenza nella secretaria del detto cardinale, dalla quale hô cavato di tempo in tempo qualche notitia di non poco rilievo , e quellach' io diedi a V. Eccza, le settiinane passate, circa li trattati di D. Gamillo Panfilio con i Spagnuoli4, fu cavato per questa slradada una lettera scritta da D. Luis de Haro al medesmo cardinale, onde si corne V. Eccza non deve dubitare délia verita del detto avviso, cosi con la medesima certezza potrà leggere il contenuto nel foglio qui incluso, che è la copia d' un' altra lettera scritta in spagnuolo dal cardinale Trivultio a D. Luis de Haro, dalla quale vedrà un nuovo trattato fatto e stabilito col cardinal Panfilio5, di dove potrà V. Eccza raccogliere che i due Panfili sono d' accordo ad ingannar il Papa . 0 che 1' uno e 1' altro, insieme col Papa, sono uniti ad ingannar \ . Ecc".

' Celle ligne ajoutée entre la lettre et la ' Voy. sur le cardinal Tri\ulce. ci-dessus,

signature est de la main de Mazarin. p. 597, note 5.

" Le nom du destinataire a été ajoutéplus ' Voy. ci-dessus, p. 697 et suivantes,

tard et en français. " Voy. la lable.au mot Panhlio.

DU CARDINAL M \ZARiN. G33

e corne io vedo dalle suc ultime lettere ch' ella erà gia persuasa clic il J"i" '6:>3. primo awiso datomi potesse esser falso, cosi \. Ecc™ restarà (sic) ben sorpresa da questo aecondo, poiche da quello ch' ella hà senipre scritlo dal cardin1* Panfilio mi accorgo clie non hà havuto mai il concetto di lui. Credo dunque che \ . EccM non devà dubitare di andarsene a diritturadal Papa, e, doppo baverli cletlo di volerli communicare un grau secreto che riguardà la casa sua e la riputatione del suo pontificato, farsî promettere streUamente in verbo pontificis di non rivelarlo mai a chi si sià, poi làrli leggere la copia délia Jettera che le mando, ma non lasciargliela in alcuu modo, e dirli che da un altra simile (ed ambedue eomprate cou gran danaro e cavate dall' originale da V. Ecc'a medesima) si erà veduta 1 intelligenza di D. Camillo con i Spagnuoli, e la promessa fat ta loro del suo servitio; ch' ella si erà contentata di avvisarne solamente la sigril D. Olimpia, credendo che ta! risolutione potesse procedere da una vana ambitione del medesimo D. Camillo e da gl' impulsi di sua moglie1, senza altra participa tione di Sua Santita, ma che, vedendo hora il seguito di questa conclusa e stabilila intelligenza nella persona del cardinle Panfilio, gia erà certo che cio non potevà essersi fatto senza il consenso, anzi commandamento espresso délia Sla Sua, alla cui disgratia non haverebbe il detto cardinale voluto aventurarsi, esponendo a pericolo tutta la sua fortuna per poco danaro; che V. Eccz? ne havevà dato parte al Re con corriero espresso, e che S. Mta le commendavà di non publicar questo negotio, ma di communicarlo a S. Sta sola per iutendere i suoi sensi e prender con essi la risolutione di quello convengà l'are; che, da questa confidenza, la S1' Sua puo comprendere quai sià la discretione del Re e l' intentione di caminar seco con buona conispondenza. Cio detto, sentirei le riposte del Papa, e secondo quelle mi governerei, lasciando senipre in dubbio il Papa délia risolutione che sià per prendere dal Re in negotio di tanta iniportanza.

Da un tal discorso si puo pretendere di cavar quest' utile, che, se questi trattati si sono fatti senza saputa del Papa, il cardinlc Panfilio res-

1 D. Camille Panfilio avait é'pousé. comme on la dit. Olympia Adobraiidini, princesse de Rossano.

MAZiRI«i. — \ 8o

luiiiet ioj3. tara [sic) per sempre pregiudicato nell' animo di S. S1', che dovrà di ragione lcvarli la coniidenza e far qualche dimostratione contro di lui, e noi dovenio (sic) procurare di levar il credito ad un cardlc, che essendo gia fatto Spagnuolo, e havendo il governo in mano, e dovendo esser capo délia fattione nel conclave, puo fare alla Francia molti pregiuditii; e,se il Papa è concorso col suo consiglio e consenso in detti trattati, scoperto ed accusato dalla propria conscienza, o procurarà (sic) di darci sodisfattioni , o almeno andarà riservato a far cosa che possi dispiacere al Re, temendo che S. Mla non giustifichi le sue querele con far palesa al mondo 1' unione di tutta la sua casa con i Spagnuoli. Finalmente, saranno le parti di V. Eccza di scoprire deslramente le intentioni de! Papa e di negotiare secondo lo stato in che saranno le cose ail' arrivo di questa , servendosi de! suo arbitrioper il maggiorservitio del Re, con questo fondamento perô che 1' avviso che dô a V. Ecc" è vero ed indubitabile, e che quello che resta a sapere è se tutto cio si fà con consenso del Papa, ed è da osservarsi che dicendosi, nella lettera di cardle Trivultio, che bisognarebbe guadagnar D. Olimpia che è vénale, sarà sempre bene di far aprir gl' occhi alla detta sigia; e, se ella non lo fà, sarà segno manifesto che ella ancora è di questa caballa e che, per venderla più cara a Spagnuoli, fanno sembiante che uno non sappià dell' altro, mentre puô essere che tutti siano d' accordo.

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