AUX
Aff. étr., France, t. 1 7H . f" 126 v\ — Copie du temps.
AU CARDINAL BICHI
Paria . >6 mai 1 656.
I EXTII1II
Non mi arriva nuovo quello Y. Km. mi scrive délia regina <li Suetia, perche quanto .il Papa mi meraviglia sin' da principin clic S. S' non liavesse notitia dell' bumore di questa prencipeeaa, è quanto al Pimentelli1 lio sempre credo to che il rispetto el l'osseaiito verso di lei durarebbe sioche li fosaero duoati, i denari e le gioie; ma, qaesti linili, Borebbe finita ancora l'amicitia.
V. Km. lia diseorso meravigHosamente col Papa; ma si vede che S. SlJ non vuol eondudere e va cereando pretesti che non si sostenono; Le gratie, che lio liccvnlc. îo non le nego; ma lierai leeito di dire che mi si dovenano per giustitia, poiche in sostanza consistono oella speditione délie bolle délie mie abbatie, che ingiuatamente mi haveva negate il papa Innoeenlio-. Qnella che sarebbe veramente gratia,ch' è un arapliatione dell' induite cfa bavera il prencipe di Conty, «j m->t ;» m' è siala ricusata. Gon tutio cio mi sono dichiarato obligatisaimo al Papa con nna lettera scritta à S. S1' medesima, cou un altra al cardinale datario3 e per mezzo délia viva \orv de M' di Lionne e de! Benedetti, che mi harmo scritto d'haver Io l'alto cou ogni pin efficace espressione; ma, Dio lmono. è poeeibile che si nieghino queete verita, vevo à V. Km. la copia dell' una e l'ait ia lettera.
' Don Antonio Alonzo l'inicnlel de dre \ II. (Voy. t. Il, p. aa3. des Lettre* d
Herrera, comte de Benavente-, lut un des Motàrm.)
principaux diplomates de cette époque. Il Le cardinal dataire était chargé de l'ex-
prépara par ses négociations la paix des pédition des principaux bénéfice* en eour de
Pyrénées. Il mourut à Bruxelles, le a mais Rome. H y avait, pour les bénéfices moins im-
1671. portants, un simple dataire. l.elmrenu Bfiargé
' Innocent X. prédécesseur d'Alexan- de ce service se nommait la Componenda
Mai i656. Quanto al Cardinalato di inio fratcllo1 non si trovarà (sic) niai ch' io facessi supplicare di questa gratia papa Innocentio2. Io ne addimandavo délie eltre più avantaggiose alla Francia, ma egli elegge questa non so se per obligarmi, o per altri lini. Gerto è ch' io nie ne chiamai obligato ail' ultimo segno ; raà il Papa e D. Olympia3 non ne resta no sodisfatti : questa, perche, corne inlesi , pretendevà cinquanta mila scudi; que gli, perche volevà ch' io facessi rendere lefortezze di Porto- Longone e Piombino al prencipe Ludovisio4, che non havevà mai havuta ta! pretensione sotto i Spagnuoli. Le queste cose fossero state promesse da mio fratello, io non lo so, e non lo credo; ma, in ogni caso, il pretenderle da me erà una grande ingiustitia ed un gran torto, che mi si facevà in credere ch' io fossi capace di vendere la Francia per comprare il cardinalato di mio fratello5.
Le obligationi mie sono personali, e corne il Papa fà ogni giorno mille gratie ad altri cardinali, cosi le ricevo ancor'io, e credo di essore capace, corne ogn' altro, di poter servire S. Sta e la sua casa; ma corne ministro del Re, non posso pagare le mie obligationi con il pregiuditio délia Francia.
H negotio del cardinale di Retz non è mio, ma di S. M., e, se N. Src volesse essere ben' informato délia mia condotta, travarebbe che. in Parigi, vi sono moite personne che non mi amano e che hanno latto quanto hanno potuto contro di me, e nondimeno il Re le soffre0, perche non sono in islato di fare del maie, ed io non voglio che la
1 Michel Mazariu. (Voy. t. II, p. io36.) Nicolas Bretel de Grénionville, imputa celle
1 Voy. t. 11, Introduction, pages xix et conduite à Michel Mazarin, alors moine do-
x.v des Lettres de Maz-arin , sur la mission do minicain : rrGe bon moine, écrivait-il à
Nicolas Bretel de (ïréinonville à Rome, en Brienne, prend la chose d'une telle hauteur
i 6A 4 et i645. qu'il a passé jusqu'à me dire que sonatïairo
3 Olympia Maidalchini, ou Madalchini, était la principale de la France en cette Cour
belle-sœur du pape Innocent X. (Voy. t. II, et que les autres n'étoient que des acces-
p. 2 k% , note 3 , des Lettres de Mazarin. ) soires. *
" Voy. sur ce neveu d'Innocent X, t. II, 6 De ce nombre étaient , comme on l'a vu.
p. io3o. Brienne, le maréchal de Villeroy, le com-
' Les frondeurs firent ce reproche à Ma- mandeur de Souvré, Henri de Beringhen,
zarjp. L'ambassadeur de France à Venise, premier écuyer de la petite écurie du Roi.
mia sola consideratione ed il non essere mio amico sià un delitto Mm i656. capitale.
S. StJ puô havere quella opinione che più le piace délia mia persona; ma non potrà mai fare cbe, con tutti i miei difletti, io non habbià mantenuto il poslo, ove sono doppo tanti anni in tempi diflicili e calamitosi, clic non habbià meritata la gratia di due Re1, e che la Francia non habbià riportati segnalati vantaggi sotto la mia direttione, dovc che il cardlc di Retz, con tutle le suc grandi virtu e qualita, non bà sapulo segnalarsi senon rondo il sno Re e contro la sua patria.
\ll. étr., Angleterre, i. 66, f' a48. — Minute.