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Manusc. de In Bililioth. Mazarine, n' 1 7 1 <j , t. IV, t" 268 recto. — Copie du temps.
AL SIGNOR VINCENZO MARTWOZZl, ROM A
Di Parigi, le .'}<> agosto îli'i.V
Signor Vincenzo mio, | I10] ricevute tutte le vostre cil're e vi eonfesso che comincio à non intendere più niente nel negotio dei signori Barberini, li quali doppo haver con tanto ardore proseguito d'essere ricevuti sotto la protettione di questa Gorona, per quello mi scrivete <; per lutte le lettere che ricevo di costi, gli vedo assai raffreddati; è certo per mia parte me ne rallegro, poiche presuppongo che ciô procéda dall' essere gl'interessi délie loro persone e casa in stato da non apprehendere cosa alcuna, benche per altro non dovevano' essere mai '•onsigliati ad avanzarsi tanto e lare le proposte, che hanno latte qui per non concludere, tanto più che io non mi mischiava di questo negotio per non far sentire alla casa Barherina in ogni miglior modo e più conspicuo gl'elîetti délia protettione di Sua Maestà ' e délia sua
Le sens de la phrase paraît être : Je ne me suis mêlé de celte affaire que pour faire sentir à ta maison Barherine , etc.
DU CARDIISAL MAZARIN. 219
buona gratia, quando preccdenteinente havessi sodisiattoal mio debilo \oût i6/i5. intorno la sicurezza di delti signori, non si sarebbero mai separati di questo servitio e circa la dignità regia, per quello riguardava la persona del signer cardinale Antonio, del qualc si era poco dianzi Sua Maesta dichiarala mal servita e mal sodisf'atta.
lo non comprendo coine doppo essersi stati trè mesi continui in procinto di spedire. una persona per parte di detli signori per aggiustaie ogni cosa, se ne sia mostrata doppo alienatione, corne ancora che si dica, che non si sia fatta alcuna proposta per loro parle, che ricerchi la missione di persona expressa qui per l'essecutione.
Primieramenle voi sapete quello fù sciitto con il corriero che si spedi al cardinale di Valence, et il cardinale Barberino non puô havere dimenticalo l'instruttione, che diede al detto cardinale circa l'oil'rire di lare qualche compra in Francia, e cose simili, et è molto verisimile che il delto signore non si sia avanzato à l'are propositioni senza iiaverne havuto taeoltà, perche si vede che si è allerato et a quasi rotto col cardinale Barberino, quando l'hà trovato freddo nel punlo di lare la compra di qualche terra in questo regno.
Circa la prolettione che il cardinale di Valence hà fatta sperare per tra mesi al cardinale Antonio1, io non sô comprendere con quai londamento, e ben' si sarà veduto che costi se ne haveva alcun' ordine, dalla lettera che io vi scrissi per il ritorno di Acacciaierro -.
In fine mi contento d'haver perduto iuutilmente il tempo in questo negolio, purche cio habbi potuto apportare qualche avantaggio alla
1 Là Barde dit, en effet, qu'on avmt fait dans ce passage une douMe erreur: 1 le
espérer au cardinal Antoine <ju il aurait le gouvernement français n'avait pas pris d'en-
. (oral de France pendant trois mois (De gagement de laisser le protectorat au car-
rebus gallicis, [>. 128) : irPostolabat. . . ul dinal Antoine pour trois mois; du moins,
huic [Antonio Barberino] Galliae patfocinium Mazarin fallirme; 2" on avait promis ce pro-
seu protectio redderetnr; quod qnidem rex tectorat, non au cardinal Farùèse, comme
(lenif|iie liaud abnuit, per moïses modo très, le dit La Barde, mais" au cardinal d'Esté,
[uiimselapsishancabdicaret, qnam Odoardi frère du duc de Modène.
Parmaa dncis fratri promissam tradere pos- ' Ce nom désigne un courrier envoyé'
-'•t.- par Ma/arin et plusieurs fois mentionné
Les lettres de Mazarin prouvent qu'il v a dans ses lettres.
Août i645. casa Barberina, e mi sarà caro d'intendere che il Papa, per il timoré di non vederla dichiarata per queslo servitio e sostenuta vigorosa mente dà Suà Maestà, corne si era risoluto di l'are, liabbi lasciato conoscere , che desistendosi dall'impresa, puol la detta casa assicurarsi non solamente di non ricevere alcuna vessatione per parte di Sua Santità, ma d'ogni baon' trattamento.
Ne! rimanente, voi sapete quanto cordialmente me sia sempre professa to servitore del cardinale Antonio, e vi ginro che se havessi havuto un miniino attaco per diffendere la sua condotta nel conclave, e consequentemente placare il consiglio e la corte lutta irritata contro di lui, l'havrei falto con grandissiino gusto.
Posso ancora assicurarvi per verità, che io hô li medesimi pensieri, e che se mai il detto signore mi darà campo di poterlo servire senza che io manchi à quello che devo al Rè, riconoscerà che io l'amo con istessa tenerezza, che ho fatto per l'adietro. Vi giuro che compatisco cstremamente lo stato in cui si trova, e se le persecutioni passassero tant' ollre, ch'egli havesse giustà [ragione] di temei"e délia sua persona e che risolvesse sortire di Roma per cercare sicurezza altrove, non vi sarà cosa, che io non faccia perche l'habbià tutta intiera in questo Regno; ma in questo caso bisognerià, che io ne fossi anticipatamente informato.
Per quello riguarda la propositione ch' egli vi ha fatto di venire in persona per trattare l'aggiustamento di tutta la sua casa nel servitio di questa Gorona, non vedo che possi essere propria ne à Sua Maestà ne à Sua Eminenza, massime che si vede che il cardinal Barberino si ritira al présente dall' istesse cose, che il cardinale di Valence hà proposte per suo ordine.
E questo è quanto devo dirvi in questa materia, sopra la qualè non vedo che resti luogo di fare un più lungo discorso senza discredito délia Francia che, nel colmo délie prosperità, tcmuta e riverita da per tutto, conviene che solfrà di non essere considerata in cotesta corte; ma se bene la sua grandezza non patisce in cio diminutione alcuna, il tempo forsi la renderà cosi riguardevole costi, corne è in ogn' altro luogo. E voi dovete consolarvi délie diflicoltà che si rincontrano nel
fare la festa del Corpus Domini et in trovar parati per accommodare Septembre la chiesa di S. Luigi, cou le nuove delli progressi che le armi vitto- l6/*5, riose di Sua Maestà fanno da per tutto cou meraviglia de i nemici inedesimi, che sono costretti, nella confusione nella quale si trovano, a cou fessa re la potenza di questa Corona, benclie in manq d'un Rè in si tenera [età], superiore alla loro.
L'arcivescovo, mio fratello, saià frà cinque ô sei giorni à Fontainebleau, dove aspetterà la corte. Vi assicuro che non parlera, ne farà doglianze di voi per essere troppo ben informato dell' alïetto cordiale et immutabile che vi porto, e che nessuno è capace di rendervi dei cattivi oflitii appresso di me, onde potete vivere con l'animo (juieto et credermi, etc.
XG.
Manusc. de la Biblioth. Mazarine, n° 1719, tome IV, f° 27^ recto. — Copie du temps.
AL SIGiNOR ZONGO ONDEDËI, ROM A.
Di Parigi, 5 setlembre i6iô.
Devo risposta à moite lettere di Vostra Signoria, le quali tutte mi obiigano à testificarle in ogni miglior modo il mio gradimento délia pena ch' ella prende à darmi sempre nuovi segni del suo affetto e délia sua applicatione al servitio di questa Corona.
Quanto à Signori Barberini, mi rimetto à quello se ne scrivo al signor cardinale di Valence et io accenno ancora al signor Vineenzo, e sarà facile à \ ostra Signoria di riconoscere , se leggiermente si sia preteso,che si mandasse da detti signori persoua espressa par ladempimenlo délie proposte latte da lorô, 6 sia nel modo d'esseguire ia loro dichiaratione al servitio di questa Corona con il decoro dovuto à Sua Maeslà per quello i"iguardava il cardinale Antonio, o nella sostanza di esso, e particolarmenlc per quello riguarda la compra di qualche terra in questo Regno, di maniera che non aggiungero altro
ï±2 LETTRES
Septembre à Vostra Signoria in questo proposiio, se non che non si sarebbe fatta i645. (iifficollà alcuna di ricevere il cardinale Francesco l, quando si fosse creduto, che senza concorrervi i signori snoi fratelli si fosse dichiarato publicamente servitore di questaCorona. Ne sô che fin'hora à me ô ad altri il detto signore, per sua parte, habbia scritto, ô fatto scrivere cosa alcuna précisa sopra questo punto, che, per quanto vedo nella Jettera di Vostra Signoria , è il fondamento che prende il cardinale Barberino per dolersi délia sua poca fortuna e del poco caso che si faceva del suo servitio. La migliore risolutione che i detti signori havessero potuto prendere, sarebbe stata d'obligare Vostra Signoria à far, per parte loro. un viaggio à questa corte; nella professione ch' ella fà di mio partiale, poteva essere d'alcun' ostacolo, anzi al contrario ciô doveva servit e à detti signori di sicurezza, che portando ella qui le cose nécessaire per le sodisfattioni del Rè, havrebbe potuto persuadernii tutto quello havesse riguardato le loro , et à me sarebbe stato molto caro di vederla et accertarla maggiormente de mio affetto.
Hô veduta la scrittura che Vostra Signoria hà falta nel negotio di Beaupuy che non puô essere ne più efficace, ne meglio distesa. Credo solamente che si possi aggïungere qualche cosa, dove parla de origine et domicilio del delinquente, parendomi, chefarà gran forzà, quando si dira che era iusegna délia compagnia délie guardie à cavallo di Sua Maestà, che è il corpo [nel quale] più si confida, essendo composto di persone scelte, e che dordinaiio hauno dato saggio del loro valore e ledeltà col servitio reso in altri impieghi. A suo tempo si prenderanno sopra questo afl'are le risolutioni più opportune, e si farà grau caso del consiglio di Vostra Signoria.
Si dichiarerà quanto prima un ambasciatore per cotesta corte'2, e laccia qualche vuole il Papa, portatovi dalla poca dispositione, che hà per questà Corona, ô dall' avversione contro di me, ô per piacere et sodisfare à Spagnuoli, qui si conduranno le cose con prudenza, e si procurera per quanto sarà possibile di non ricevere pregiuditii, e la
1 Le cardinal François Barberini. tenay-Mareuil fut envoyé à Rome en qualité
Ce fut seulement en 1G/17 que Fon- d'ambassadeur.
Francia seguendo i suoi antichi dettami, se non che sarà forzata al con- Septembre trario, repaiera cosi bene à sua gloria il mostrare ogni riverenza al Ponlefice in ([uello riguarderà la sede apostolica, corne lo fà nella defferenza. che i medesimi nemici sono costretti d'haver malgrado loro per questa Gorona.
Ho vednto con gusto quello ancora mi scrive del discorso ch'ella ebbe col cardinale Panzirolo1, e non faccio alcuna dilTicoltà nella maggior parte di quello si contiene nella lettera ch'ella m' hà scritto, havendo gran eognitione del buon naturale e délie massime del detto signore, tra le quali quella di non baver alcuna subordinatione ad interessi et havere pensieri generosi in questo proposito, m'è assai nota, onde son certo che non puol havere consigliato il Papa à lasciare ricevere dal cardinale Pamphilio la miglior abbatia ch'io havessi -. inentre, ancorche pregatone instautemente dalla Regina, non haveva pensiero alcuno di compartire le sue gratie ail' arcivescovo mio i'ralello 3, ne far cosa alcuna, benche giusta, in favore di questa Corona. ma ai contrario era risoluto di proteggere un Francese che era stato de piïncipaii conspiratori contro la miavita4.
Ma certo il cardinale Panzirolo, per sua riputatione, sarebbe obligato à i'ar qualche attione per la quale ogn'uno riconoscesse , che, ne per consiglio, ne per connivenza, hà alcuna parte, in questa sorte di cose, che il Papa et i suoi ianno senza essere approvate da nessuno, rnà lasciano far ad ogn'uno qualche le piace, e contentiainoci di far, noi. qualche si convieiie.
1 (Je cardinal , dont li a été parlé cidessus (p. 160, noie 2), était un des principaux ministres du pape Innocent X.
2 On a vu plus haut que l'ambassadeur de France Grémou ville avait donné, au nom du roi, au cardinal Pamphilio, l'abbaye de Corbie qui valait a5,ooo livres de rente. Mazarin, qui en était titulaire, s'en était démis fii faveur de ce cardinal.
1 On a vu que la faveur sollicitée par Mazarin en faveur de son frère était le chapeau de cardinal. Il souhaitait vivement l'obtenir, quoiqu'il prétende le contraire dans plusieurs de ses lettres. Voyez ci-dessus, p. i3a, texte et noie 2.
4 Ce conspirateur est Beaupuy ou Beaupuis, dont il a été question dans le t. I des Lettres de Mazarin , p. 665 , note.
Septembre i645.