AU CARDINAL ANTONIO BARBERINL
Pari^, 25 gennara i658.
Ricevo il favore délia lettera di V. Em" delli 3i x^"*, e, rispondendo al contenuto di essa, le diro primieramente che qui non si giudicà à proposito di parlare per adesso del processo del card^* di Retz, polendo grandemente pregiudicare al Re in un negotio di questa sorte l'havere il giudice poco favorevole. lo non sô se il detto cardinale sià giansenista didoctrina, ma sô benc che egli lo è d'inclinatione e di unione à questo partito. V. Emi*" puô assicurare il Papa ch' eg^i ne hà tirate sin hora grosse somme di danari; ma, per Tavenire, io dubito se le^ si per continuare questo sussidio. Egli, nel principio di questo pontificato, scrivevà quà ai capi di questa fattione che S. S'* havevà in pronto la bolla per publicarla contro di loro, ma ch' egli havevà trovato modo di dissuaderne la S** Sua condarle h credere ch' io solli-
' Dans sa lettre du 16 novembre douairière. D était maintenant désabuse, précédent, Mazarin conservait encore l'es- * Le pour a lei. Le sens est : si k parti
poir de ga^er la princesse d'Orange, janséniste est disposé h emtinmr ce subside»
citavà quesla boUa per mio proprio interesse, e per gettarli addosso Janvier i65«. l'odio di questa gente capace à vendicarsene con le loro penne.
Stimo molto à proposilo che V. Em" vada trattenendo il padre Sforza, il quale si è applicato à trattare raccommodamenlo trà il Papa e la Francia, ed il Benedetti havrà comraunicalo à V. Em" tutto quelle se gFè risposto in questa materia. La conclusione è questa : che quando il Papa si risolverà à non mostrarsi inimico délia Francia e de suoi minisiri con concetti e parole pregiuditiali ed ingiuriose, ail' hora, senza mettersi in pensiero di fare gralia alcuna, havrà l'affelto e Tosservanza iutiera del Re, e non altrimente, di modo che bisognarà sentire se S. S** si dispone à questo, e corne praticarà questa dispositione.
V. Em"* hà fatto molto bene di andare à Fiorenza, e non è inconveniente alcuno di passare buona corrispondenza con quel prencipe, senza perô entrare seco in alcun' obligo, o in alcuna confidenza.
Se il cardinale Astalli ^ vorrà abbraciare il nostro partito e fidarsi di me e délia mia parola, io gli farô pagare puntualmente ogn' anno qui, o in Lione, sei mila scudi di questa moneta, ô se più gli macéra di havere rendite ecclesiastiche, se gli daranno benefitii e pension i per qualtro mila scudi, e se egli accettarà ô l'uno, ô Tallro, non sarà gran cosa ch' egli aspetti la rimessa del danaro che di quà se gli farà subito rimettere, ed, in ogni caso, il Benedetti potrà soccorrere con quaiche somma ad un bisogno urgente.
* Voy., sur ce cardinal, le t. V, p. 778, mais il Favait ensuite disgracie, comme on des Lettres deMazarm. Il portait, en i653, la indique dans le volume auquel j'ai renie nom de cardinal Panfilio, parce que le voyë. Mazarin, qui avait été son adversaire pape Innocent X (Panfilio) l'avait adopte; en i653, cherchait h le gagner en iG58.
Janvier f658.