Satire III
2, Satire 11, à M. Galasso Ariosto fratello :
Che giova a me sedere a mensa il primo,
Se per queslo piu sazio non mi levo
Di quel ch e stalo assiso a mezzo o ad imo?
Come ne cibo, cosi non ricevo
Piu quiete, pui pace, o piu contento,
Se ben di cinque mitre il capo aggrevo.
Felicitade istima alcun, che cento
Persone. l’'accompagnino a palazzo,
E che sia il volgo a riquardarli intento :
lo lo stimo miseria, e Son si pazzo,
Ch’ io penso e dico che in Roma fumosa
Il signore e piu servo che’l ragazzo.