‹ Mélanges d'histoire littéraire (volume 3)Chapitre 32 sur 93 · CORRESPONDANCE . CXV · texte numérisé non relu

CORRESPONDANCE . CXV

Nel rimanente EQa è ecccssivamcntc gcntile e cortcsc in proposito délie poche cose mie. Le ripeto che il di Loi articolo è paruto qui un vero esemplare in tal génère di lettcrarii annunzi, ed un saggio Imninosissimo délie vaste di Lci cognizioni e del bcUo e purgato scrîvere. Ma io, quauto a me, ben era luugi dal meritare tanto onore. Se io posso in alcuna cosa servirla, mi comandi, che me le protcsto con la più parziale stiraa ed alta considerazione e riconoscenza immortale

Servo obblig."* aflfez.™"

L'abate Angclo Mai.

Milanoy iO Septembre 4817.

Rispettabilissimo Signorc,

Tornato io a Milano da un mio piccolo giro ho trovato la preziosa di Lei lettera; e siccome oggi di nuovo esco di Milano pcr alcune scttimane, cosl rispondo in somma frctta. Mille grazie deU'articolo sopra l'Eusebio, che sarà degno appunto délia valentissima di Lei penna. In proposito del Dionigi, avrci carosapere che le sembri délia lettera del sig. Giordani? Gradirei anche intendere cosa Ella gîudichi del SibiUino. In Torino ho veduto i supplément! al Giulio Valerio, ma il codice torinese è offeso nelle prime quattro pagine, onde gradirei moltissimo di averne da Parigi il principio alquanto ampio, onde supplire al diifetto del codice torinese, col quale si potrà completare questo autore. Mille grazie poi deUa notizia intomo alla parte déH'IUnerario data dal Muratoii Veramente è tanto diverso il testo, che pare aver letto altro codice del qoale io fiur& ricerca.

Io deâdero di spedirle il foglio délia correzione al Filone in 4*"; desidero anche di mandarle oiferire in dono il mio nuovo Cicérone, e prego Lei se puô indicarnii il mezzo. Io per un mezzo non sicuro spedii a Lei un esemplare separato délie Vindiciœ Frontomana, ma temo che non le siapervenuto.Del reste quando le vedrà, dira giustamente che io patisco distrazioni, mentre anche in qneste, a pagine 6, verso antepenultimo, ho stampato AWa invece di Hostia m proposito della nostra piccola questione. NelTItinerario cap. 3, v. 4, è mirabile qnel centrum alla greca per sUmolo. Di grazia, l'Itincrario non si po- . trebbe altresl compire col codice Parigino? Nel Torinese manca di netto. Il D/ Mazzucchelli ha ricevuto le tavolc che Ella si è compiacciuta di dirigergli e la prega d'indicargliene la spesa, e la riverisce.

Io le acchiudo un manifeste di una opéra che vado promovendo, e la prego

CXVI COItRESPONDANCE .

in grazia di farmolo inscrire nella Biblioteca tmwcrmk soUccitamente se si puô, e di scrivermene in lettcra il suo parère. Per altro l'Ëuscbio più mi preme p précédera, perocchè/en;6< opus.

Sono con infiuita stima verso Lei e verso il degnissimo M. Pictet.

Angelo Mai.

MHano, %6 Novembre 4817.

Veneratissimo Signore,

Tomate dal mio piccolo viaggio ho trovata la gratissima di Lei lettera. Oggi ho subito conscgnato ai MM. Mirabaud i ripczzi del Filone per l'esemplare in 4**, e gli ho fatti chiuderc cntro duc cartoni forti, acciocchè arrivino a Ginevra in buono stato. Ho consegnato in pari tempo un escmplare del mio nuovo Cicérone, cui prego la S. V. a gradire in donc per scgno dclla mia venerazione e riconoBcenza. Vi troverà le VindUiai FrorUomoMœ, e avr6 placera di sentire che le sembri délia nostra piccola controversia délia Hostia.

Ho letto uella Bibîwteca universcde il belle di Lei articolo sopra PËusebio, ecc, e sopra il Sibillino. Mi è piacciuto sommamente : ma quante ella mi ha compartito di gentili espressioni, ci5 non è altro che eifetto del cortesissimo di Lei anime. A proposito dell'autore del Trattaio sopra le Virtît^ Ella avrà potuto osservare alla pag. Y et nota 2 délia pre£mone che ie abbandono totalmente il pensiero che sia di Filone, e cosl sempre ho opinato dopo la scoperta dell' crrore, perocchè non vi sono sodé ragioni per taie sentenza. La prego anche di ringraziare il degnissimo M'. Pictet che abbia inserito l'amiunzio dell'Ulfila nella Biblioteca.

Ella mi fa sperare nuevi suoi articoli (che qui sono letti con générale applauso) sul mio Dionigi, e sull'Alessandro. Giovami inoltre sperare che anche il nuovo Cicérone godrà in progresse di tempo de' suoi riguardi e cure. Ma che posso io farc per essere riconoscente a tanta amicizia? Questa mi è tante più sensibile, quante che sente altri fogli e giomali di Germania awentarsi quasi con furore contre i miei lavori. Un professore a me note di Jena, e alcuni altri che ben se quali sieno di Berline, mi perseguitane acremente e con modi assai strani. Saprebbe Ella il motive di queste procedere ? le iiiente ho scritto centre di lore. Troverà anche le VinAkiœ assai miti a paragonc del loro assalte ; oltrccchè io mi difendo c non fo aggressionc. Queste cesc mi dispiaccione perché sono aUcnissimo dal mio carattere e perché si richianiaue ai tempi délie guerre privatc che parevano fiuiti. Se la S. V. stimasse bene di mostrare la sua disapprevazione m tal proposito, e di difendere l'innoccnza e la tranquillitù,

CORRESPONDANCE. CXVll

mi sarcbbc cosa ^n^tissima. So bcnc che ognuno ha diritto di pronunciarc soprale pabliche opcre, ma v'è altresl il modo di far ci6 senza oltraggio ed iiiciviJtà.

Tornando aUe nostre cosc, ioho considerato lo ^x^^r e me ne pare ottimamente pensata la spiegazione del laogo di G. Valerio e buonisdma l'applicazione del Cofto. lo non esiterei punto a proporre questa erudita opinione. Significher6 al sig. Giordani i di Lei graziosi scntimenti. E già li ho fatti inteudere a M/ Brème. Del mio viaggio non sono mal conteuto : maè stato brève ed in grande fretta senza molto trattenermi ne' varii luoghi che ho percorso.

lo la prego di conservarmi la sua preziosa grazia e con la più distinta stima e riconoscenza mi dico délia S. Y. HI

Serve osseq."

Il D/ Angelo Mai.

Miiano, 7 Gennaio 4848,

Teneratissimo signore ed amico osservandissimo,

La lettera di Alessandro ad Aristotele stampata comincia: Semper memO' ravi etiiun inter dubia heUorum nostrorum pericula, charissime praœptor. Finisce: Ut invidendtan mortaltbus esaet perpétua nabis opinio et animo et tndustria (optime Ari'itoteles) ponAerodcL VaJe, È di notabile lunghezza. Si trova inàlcone edizioni di Curzio: io la leggo in qaella del Griôo 1588. Vi si deserine la reggia di Poro, le ricchezze deffesercito Macedone, dei lunghi maggi tra^ grampericoU di sete, di mostri, di nevL Segue Vorcuxio deyU alberi, del sole e délia luna. Quindi Alessandro entra in una vaUepiena di grandi serpenti. Si descrioono mostri difiumi. Sifonda/no due monumenti (Voro nelVulHmo Oriente evisiscrivonoifattidi Alessandro, Si erigonoitrofei di Bacco e di Ercole. Cosà finisce qnesta lettera, nella quale se ne cita una antcrîore di Alessandro aUo stesso Aristotele. Si pn5 vedere anche la mia. nota a pîvg- 157 del Giulio Valerio. Nel codice di Torino il titolo è JulU VcUerii Alexandri Polemi VCL ecc come nell'Ambrosiano. Quel vir clarissimus accrcscc l'opinione délia antichità di Giulio Valerio, il quale ebbe altresi due altri nomi, cioè Alessandro e PcHemo. — La prefazione da Sincello citataè quella del seconde libre, cioè del canone, ed io ne ho parlato nella mia dissertazione pp. XVQ e XXXI n. 2. Ëssa dunque non ha che fore con la prefazione del primo libre, e pcrci5 non vi è sospetto d'illegittîmità. Sopra la Hostia io ho adottato un altro pensiero, che si accosta a quello dcUa S. V. Mi pare che si debba leggcre liostiam^ victîmam. La m finale spesso manca ne' codici. Ho fatto tirare alcuni esemplari con que-

CXVin CORRESPONDANCE.

sta correzionc o nuovo riflcsso. Mi epiacc di non essermi accorto chc il Muratori avessc stampato una porte dcU' Itinerario. — Eccolc un mamfesto deirEuscbio, chc è opcracertissiina c bcllissima. Si potrebbc dargli celehritii? Si potrebbe raccoglicre qualche numéro di associati? Qui non abbiamo ancora û novembre délia Biblioteca universale. Sono il suo amico.

A. Mai.

P.jS». — La storia greca di Alcssandro, che si trova nella Ambrosiana, è di stile umile e dispiaccvolc. Ëssa non è certamente il pseudo-Callistenc. lo Tho provato cliiaramente nella mia prefazionc al Giulio Valerio p. xx.

Mille osscqui e mille saluti.

JUilano, $8 Febbraio 1Hi8.

Veneratissimo Signore,

IIo letto nella Biblioteca umventàk il beUissimo e dottissimo di Lei articolo Bopra il Dionigi. Quanto al publiée io non posso che replicarle, sembrare qui i di lei articoli sommameute importanti, eruditi, e scritti con la maggiore eleganza, ed essere avidamente lettiu Quanto a me, io ci sto troppobene, elagentilezza délia S. Y. va taut'oltre che io non trovo più espressioni atte pcr ringraziarlaadovere. lolaprego dionorarmi di qualche suo comando, acciocchè possa dimostrarle in qualche modo la miagratitudine e devozionc.

La ringrazio assai délie due associazioui all'Eusebio, di cui ho veduto inscrito anche il manifeste nella Biblioteca, nuovo favorc di M.' Pictet al quale rassegnerà i miei più reverenti ed alFettuosi rispetti.

Spero chc la S. Y. da M.' Mirabaud avrà ricevuto il Cicérone col foglio dcl riformate Filone. le qui ho recentemcnte stampato qualche cosa greca e latina classica, raccelta nel mie passato viaggio di autunno. No^ ardisco ancora annunziare i titoli, ma presto le spedirè il libre in emaggio e in segne di parzialissima stima. Le spedirô per M.' Mirabaud, quande questo sia mezzo opportune e non troppe tarde.

Ho osservato i passi di Socrate e di Niccfore soprhilMonobibloe di Alcssandro. Certamente non è da trascurare la notizia di questa opéra volcndo discorrcre di que' scritti che io ho publicati, e parendo specialmcnte l'Ësopo e il G. Yalerie Alessandrini Quanto ùWAlexandri Polem del Ms. torincse, anche a me pareva una confusione col titole Deprteliis AUxandn: tuttaviaho voluto signiiîcarlo alla S. Y. La prego di ricordarsi doUa cifra Vn Viri cUmssimi aggiunta al Giulio Yalerie nol cotlice di Torino.

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