C\X CORRESPONDANCE
Il Didimo, di cui la 6. V. mi chiede notizia, non è ancora ûnito. Gli altri miei lavori banno împedito di compir questo. Spero nondimeno di presto compirlo.
Gradirei moltissimo che la S. V. mi scrivesse che le paia dcl Filone, che io non ho voluto spacciare per nuovo (prœf. p. XIX) ; ed altresi che stimi dcgli Intcrpreti, ecc. Le di Lei lettere mi sono preziose per l'erudizione e per la esimia cortesia che sempre vi ammiro. In attonzione desuoi pregiatissimicaratteri c comandi rai dico
Servo obblig.""* ossoq."""
n D."' Angelo Mai.
mktno, i7 Aprile 4819. Illustrissimo e Dotdssimo Signore,
lu riscontro alla pregiatissima di Lei lettera del 27 marzo, io feci subito couscgnare per la BtbUoteca tmwersaJe l'esemplare delI'Eusebio a M/ Mirabaud, il quale mi assicurè che avova già trasmesse le due seconde parti alla S. V. e che sollecitamente avrebbe fatta anche la nuova spedizione. Oggi perô ne ho fatto di nuovo interrogare il prcdetto M.' Mirabaud, U quale ha risposto che invano aveva cercato mezzi particolari, e che perciô oggi appunto voleva spedire l'esemplare Eusebiano per la diligenza. Sarebbe egU sperabile che i redattori, nell'articolo dell'Eusebio, volesscro dire qualche cosa anche del précédente mio libre PMloet VirgilU interprètes ? Aazi potrei io lusingarmi che la maestra di Lei mano potesse occuparsi di bel nuovo di questi lavori?
Ogni volta che vedo il marchesino Trotti, mi chiede di Lei notizie e m*impoue di farle all'occasione mille ossequi. Mi dice di significarle il sue vivo deâderio di rivederla in Milano, e di darle qui prove délia riconoscenza e stima parzialissima da cui è animato verso di Lei Lo stesso mi dice il signer abato Bcntivoglio.
Io desideroso grandemente d'avere l'onorc di qualche suo comando e progandola de' miei ossequi divoti ai MM. Pictet e Rossi, picno d'infinita stima e riconoscenza mi dico con tntto lo spirito
Servo divot.'"*'
A. Mai.
rORRESPONDANCJ^.. TXX!
Milano, 24 Aprile 1819.
Veneratissîmo signore,
Avendoie io neU'uitima mia lettera parlato del mio libro PhSo et Virgûii interpreteSj trovo necessario di affrettarmi con questa mia a significarlc una bcHiamii» e certa correzione, che in questi giorm, leggendo a caso una pagina d^li Int^preti, mi è occorsa improvisamente al pensiero. Negli Interpreti, p. 68, V. 10, dovc si legge malamente saJutareque ai et viro auo copraélmn, va scritto : saikttaregue si et, viras voca, praUum meamt, La scrittura nel codice Y eronese era oontinoata al modo antico, e sepolta sotto la più moderna, ed io nulle Ilio divisa. Se nella Bîblioteca oniversale a parlera dell'opuscolo, vorrei cbe non vi mancasse questa correzione deUPautxyre^ per evitare di essere pre- ▼enuto în coea cosi &cile a conoscersL La S. Y. vede con quanta confidenza io le scriro, e quanto confido nella di Lei bontà. Io la prego di onorarmi di qualche suo comando e di credermi qnale sono con tutto Io spirito
Serve osseq."»" ed obblig.""
A. Mai.
CXXII COKRE9PONDANCE.
Ornatissimo Signore,
Spero che la présente non avrà la catdva sorte diim*altra mia, allaquale non avendo ricevuto da V. S. Fonore di alcuna risposta, la credei percî5 smarrita prima che vi pervenisse, o smarritane la risposta che ayrei tanto gradita; giacchè Fesser confermato dalle vostre gratissime lettere che io son tuttora al possesso délia vostra grazia, e nella vostra memoria è per me una fortona; ed uaa gran soddisfazione per l'animo mio sarebbe nel tempo stesso Payer naove délia vostra degna persona che tanto rispetto ed amo.
Le mie premure per trovare in Italia Topera di Villoison sopra i Misteri^ sono State assiduissime, ma per altro inutili: e per conseguenza volendo io conoscere questo lîbro, che debb'essere eccellente, perché proposto dalla vostra profonda dottrina, son costretto diprofittare délie cortesi vostre esibizioni, sperando che vi compiacerete inviarmene un' esemplare, comemiavete garbatamente esibito allorquando mi faceste l'onore di favorirmi di una vostra visita. Io dunque Fattendo con impazienza per poter dare un miglior compimento al lavoro che sto facendo sulle Patere degli Antichi, come già sapete, il quale è per altro molto avanzato. Se avete dei lumi da comunicarmi su questo partioolare, mi farete somma grazia di trasmettermeli unitamente al libro di Villoison. Io ho già adunato un buon numéro di questi monumenti accostandosi a drca duecento, e spero che non passera la primavera* senza che il pubblico vcda qualche pagina dell'opera che vi preparo, ma per ora io mi occupo a oompletame il più che sia possibile il manoscritto.
Se avete nuove del signor Schlegcl mi farete somma grazia di comunicarmele, giacchè manco di risposte anche da lui aile mie lettere, che da gran tempo gli ho scrittc, ne so dove si trovi attualmcnte.
Spero che vorrete onorarmi di qualche vostro comando per l'Italia, e pregandovi dei miei piùrispettosi ossequi alla degnissima vostra Signora consorto, ansioso délie vostre nuove e grate risposte, passe all'onorc di sottoscrivormi colla dovutavi considerazionc, rispetto ed amicizia
Servitor vostro obb."*® ed amico aff.*""
Francesco Ingiurâmi.
Firenzôy 7 del 48i8.
1 II b'iigit des Recherches historiqties et critiques sur les mystères du Paganisme de Saiolo- Croix, dunt Villuison fut réitilciir, cl dont Silvuslrc de Sacy publia une seconde éditiun on 1817.- Éd.
2 Le grand ouTrage d'Ini^hirami sur lo-s monuments étru$(iues ne commence à parailre qu'en \^\ . - Éd.
CORRESPONDANCE. rxXIII
OmalJssimo mio Signore ,
£ già qualche giorno chc il sig. principe Aldobrandini, mio particolare amico e padrone, mi ha gentilmente consegnati i due tomi dell'opera salle ricerche dci Misteri del pagauedmo a nome di Y. S., e dei quali voi mi aveyate già prevenoto con ona graditisaima vostra in data di Ginevra del 1 Febbraio 1818, dalla quale sente con sommo mio gradimento che debbo ai vostri favori non solo la cura d'avermela procorata, ma anche il dono di essa, di che vi rendo mille grazie, e ve ne protesto la mia riconoscenza. lo non l'ho per anche letta, madalrindice al qoale ho dato un'occhiata rilevo che debba essere per me di sommo interesse, e parmi che mi confermi nella mia opinione che i dischi fin qui detti Patere Etrusche sieno specchi mistici degti antichi.
Holto ho già scritto, ma non ostante prima di accingermi a produrre in stampa il mio scritto, io lo anderô sempre corredando di maggiori conferme délia mia proposta opinione, moite délie quali trarr6 anche dal bel Ubro che mi avete fiivorito.
Ora che mi avete prevenuto che il nostro comune amico sig. Schlegel trovasi tottora a Parigî, tenterè nuovamente con una mia lettera di aver da lui le proprie nnove con i snoi caratteri, de' quali manco da tanto tempo.
Qoando vi si présent! occasione di scoprire che in qualche luogo a me ignoto si conservino délie Patere Etrusche, non dimenticate, io vi prego, di procurarmene la notizia o il discgno, giacchè mi giova aver sott'occhio tutte quelle che io potr6 pubblicare. Se fossi maggiormente libero di quel che sono da varie incombenze ed impicci che mi occupano assai, avrei già incominciata l'impressione di questa mia opéra, ma spero che non anderà molto in lungo.
Sono stato molto contento di vedere i vostri caratteri, e sentire le vostrc naove e quelle délia rispettabile vostra signora consorte, alla quale passerete i miei ossequi. Amatemi sempre e credetemi colla ripetizione dei miei più cordiali ringraziamenti per i favori vostri da me riccvuti, quale mi dichiaro con tutto fl rispctto c vera amidzia
Vostro servo obb.*** ed amico aff."'
Franccsco Inghirami.
IH Fiesole, 49 ApriU 1848.
CXXIV CORIIBSPONOANCE.
Romet iO janvier 1848.
Monsieur,
C'est avec une véritable contrition que je dis inea cu^, mea maxma cti2j>a pour avoir différé si longtemps à répondre à l'obligeante lettre que vous m'avez fait l'honneur de m'écrire, et qui me fiit remise par le général Macauly, il y a plus d'un mois. Je vous ai une véritable obligation, Monsieur, de m'avoir fait connaître ce savant militaire qui sait le persan beaucoup mieux que moi, et qui, de plus, connaît le sanscrit, où je n'entends goutte. C'est bien notre ami ScUegel, et non pas moi, pauvre ignorant, qui méritait de connaître M. Macauly. Cependant je me proposais de profiter de son séjour ici, pour puiser dans sa conversation mille notions intéressantes, mais malheureusement fl a jugé à propos d'aller à Naples, et ce ne sera qu'à son retour que je pourrai jouir de ce plaisir, si toutefois il veut nous accorder quelques jours de son temps qui, à ce qu'il m'a dit, est fort circonscrit
Depuis longtemps je n'ai pas eu de nouvelles de M. Schlegel Dans sa dernière lettre, il m'avait mandé qu'il préparait une dissertation latine (?) sur la langue sanscritane, à quoi je lui répondis qu'à mon avis U ferait mieux d'écrire sa dissertation en latin. Je ne sais si ce conseil ne lui aura peut-être déplu.
La découverte des fragments d'Ulphilas est sûrement d'un grand intérêt pour les amateurs de la littérature hyperboréenne. L'abbé Mai lui-même va les publier, à ce qu'on dit, et j'admire son courage d'entreprendre l'étude d'une langue, assez facile à la vérité pour ceux qui connaissent les dialectes teutoniques anciens et modernes, mais très-difficile pour un Italien. Je voudrais qu'il se contentât de nous donner le texte seul, mais ce brave homme n'est jamais content s'U ne nous régale de versions, notes, commentaires, enfin de gros volumes assez chers. C'est là notre manie dans ce pays, et j'ai pris la liberté d'en dire un mot dans un chiffon dont j'eus, je crois, l'honneur de vous faire hommage l'an passé, lorsque vous étiez à Rome.
Ici la httérature repose. Le bibliothécaire du Vatican, Mgr Baldi, a public, il y a quelque temps, un volume in-4*, pour prouver qu'une parole hébraïque 0 2) "'®^'* P^^3> ^6 qu'on a cru jusqu'à présent, une simple particule, mais un substantif qui signifie croix, moyennant quoi il découvre des prophéties merveilleuses qui ont échappé jusqu'à présent à la sagacité de tous los interprètes de la Bible. J'avais prédit à ce pauvre homme, qui est peu versé dans l'hébreu, que son ouvrage serait maltraité par les critiques, ce qui est ar-