Godefroy, s. v. gable
l82 VINCENZO CRESCINl
Or bene : quai è il r:xppoYio dlf^ahcIJa (ital., port., proven;^., catal. o^M/rt, provenz., spagn. gabcla, k. gabelle) con le parole fi no a questo punto via via ricordate ? Corrispose s.gabnliini un supponibile gaheJhun, eJ è gabella un femminile uscito, secondo un comunissimo e tanto noto procedimento, dal plur. di codesto gabellitm ' ? Certo il francese puro avrebbe voluto javelle : la persistenza di ga- accenna invece a' territorî nordici di gavre, gavle e degli altri termini menzionati poco fa ^ Altri vide (e fu l'ctimologista insigne del dizionario générale francese, nel passo che già recammo) in gabelle una mutuazione da gabela provenzale.
Per me, credo che quest' ultima derivazione sia giusta. E invero, a guardare il gruppo degli esempi ducangiani su gabella, si vede che, mentre il tipo gablitni e i derivati ci trattenevano nel settentrione, entro a' territorî mentovati, dall' Inghilterra alla Francia più nordica, il tipo gabella ci trasferisce a mezzogiorno^ nel dominio provenzale, nell' italiano, neir aragonese ^ Gabella si direbbe una voce prediletta nel bacino mediterraneo, di lî salita poi nel settentrione francese. E non è questa l'unica forma, in cui ci apparisca : presso a gabella risuona cabella. Il quai fotto è di somma importanza ; si che torna ora necessario fornire qualche prova délia esistenza di codest' altra forma.
Anche qui ci soccorre il glossario ducangiano, che di cabella porge esempî, in maniera da render manifesto come non sia fortuita la coincidenza de' due termini con ca- e con ga-.
Tutto un gruppetto di voci derivanti da cabella conferma poi la vitalità di codesta iniziale, che assolutamente non puô