Cfr. Seyrold, nel cit. Gniudriss, p
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del movimento economico con le finanze dello stato. Cabella dériva appunto ancor essa dall' imporsi délia civiltà dominatrice degli Arabi irradiantesi pur su le genti non soggette a diffondere l'esempio de' suoi sistemi e meccanismi di governo e di commercio.
La difficoltà, che il Diez opponeva ail' etimo arabo di gabcUû, era questa : che q- (o k-, o c-, se altrimenti si voglia) di qabala presenterebbe un indebolimento in g- affatto insolito e nuovo. Si riproduceva quest' obbiezione dallo stesso dizionario etimologico del Diez in principio délie presenti note. Ebbene : quale consistenza ha cosî fatta obbiezione ? Questo del Diez, che parve un argomento decisivo aU'Engelmann, è ben lungi dal riuscir taie al Dozy, che anzi lo confuta e respinge, afFermando che la guttural forte esplosiva iniziale araba si trasmuta qualche volta nella debole corrispondente entro aile favelle nostre '. Il Devic reca, a conforto di codesta opposizione, l'esempio di qototi, che nello spagn. diventa aJ-godon ^ . Un più récente arabista dd poi, senz' altro, questa legge : q (-) diventa, ne' parlari neolatini, c (qii) e g \ Per mio conto osservo che ben potè la voce araba mantenere nicolume la sua guttural forte iniziale nella prima fase délia sua introduzione fra noi ; ma che più tardi ca-, fattosi ormai nostrale, s'affievoli nel corrispondente nesso ga-. Sarebbe stato un fenomeno secondario. E la traccia del passaggio è nella promiscuità già notata di cabella e gabella. La guttural forte è rimasta invece risolutamente nello spagnuolo e nel portoghese, protetta forse dalla conservazione dell' articolo arabo {al-), che tuttavia non valse a difendere -c- di alcolon ^.