‹ Mélanges offerts à M. Émile PicotChapitre 146 sur 320 · Meyer-Lùbke, Gravim. ital., l. c · texte numérisé non relu

Meyer-Lùbke, Gravim. ital., l. c

5. Basti rammentare ancora ^w^/o catto. Per esempi invece délia presenza di sonora interna in parole, ove si sia avverato l'affîevolimento min ga-, V. presso Du Cange gavagium per cavagium (s. la prima voce) ; gavaldatus (*caballitatus). E v. presso il Levy, Provenu. Snppl.-lVôrt., L 181 ; IV, 8, Cahot e Gahot. Altri esempî vedi in riflessi dialettali di car- DELLO (venez. gardcUnccc.') e di carduo : cfr. Meyer-Lùbke, Rom. etym. IV., 1686, 1687.

I^O VINXENZO CRHSCINI

da ai- a i^a- '. E si badi altrcsî che l'uso di cahella nel senese mérita, da un altro canto, qualche considerazione appunto perclîè quel dialetto favoriva singolarmente il trapasso medesimo ^. Il persistere di aihcUa proprio in codesto territorio indica tanto meglio la non grande antichità di cosi fatto imprestito arabo e la tenacità délia forma sua primitiva. Potrebbe caheUa essere uscito da gahcUa ? Questo si sa ch'è impossibile, e che l'isolato castaJâo da gastaldo non costituisce legge : una rondine non fa primavera. Ancora : torna quasi superfluo rilevare che caheJa, da cahâla originario, potè assai presto venire attratto analogicamente nell' orbita ampia de' nomi, primitivi o derivati, desinenti in -ello, -(lia. Si pcnsi perô che d risolvevasi ne' dialetti dell' arabo in t'aperta; onde cabcla sonava certo anche per se cabçla.

Spagna e Portogallo possiedono akabala, alcavah, come pure gaheJa, gahella. In Ispagna almeno s' ha il senso che quest' ultima voce non sia indigena; che sia, ail' incontro, italiana. Infatti Pedro de Alcalà, dovendo tradurre gabcla, dice : « gabcla en italiano como akavaJa » K Altri contrappone, a ogni modo, alla parola di Spagna, ad aJcavala, gabcUa come termine genericamente straniero •*. E non sarebbe punto a

I. Flechia, Annota'^ioni genovesi, nell' Arch. glott. it., X, IS3, §29; Parodi, Sliidî ligiiri, ivi, XIV, 9, § 39 ; XV, 62, s. v. gaiiieao ; goo ; gorfo.

2. HiRSCH, nella Zeitschrift fùrrQvi. Phil., IX, 562 ; Meyer-Lûbke, Granitn. ital., 1. c.

3. Cfr. Engelmann, Gloss. cil. Non ho sotto mano dcl VocahuJisia dl Pedro de AlcalA ncppur l'ediz. moderna procurata dal de LAGARDK(cfr. Seyboi-D, ('/'. (■//., p. 521).

4. P. DE CovARKUViAS, Tesoro cil' la levgua casteUana 6 espafiola, Madrid, 1674, p. 27. s. V. alcavala ; ove si cita Juan Parladorio, Rertim quotidiauaruiu, cap. 3, num. i, come autorc del seg. passo : « Hoc tributi gcnus cxtcri gahcllaiii, nostratcs alcavalani appellant. » Nell' Aragona troviamo esempio dell' uso di gahella fin dal 1281 (Du C.\nge, s. v. gabliun: V. gahella, 2); ma l' Aragona era compresa uel grande ambito provenzale.

mcravigliare che la mcdesima voce tosse tornata in Ispagna dair Italia, sotto forma diversa. Quanto al scnso, nel fondo è lo stesso. Non dispiaccia tuttavia, che il valore o i valori di codesto allotropo sieno qui posti di fronte :

Alcabala. Tributo dcl ianto Gabhla. Trihitfo, iiiipiicslo por cicntodel precio, que pagaha 6 contrihuciôu que se paga al al fisco el vendedor en cl contra- csiado. Algunos qn/eren que sca ta decompraventa, y amhos cou- detenninado tributo que se llamairatantes, en et de permuta. \\ ha asi ; pero en el sentir comûn DEL viENTO. Tvibuto que pa- es vo^ genérica.\\anl. Lugar gaba cl forastcro por las ^éncros pûhlico adoude todos podian conque vendia... currir,para ver los espectàculos

que se celebraban en el... '

C'è dunque identità nel fondo, ma diversità nella specificazione ; per modo che non si potrebbe scamhiare Tuna con l'altra forma délia stessa voce originaria.

Quanto alla Francia, già s'avvertiva come gabelle rappresenti una irradiazione méridionale. Il latino de' documenti dà, con gabella, qualche volta anche cabella - : il che riconterma sempre la provenienza méridionale délia parola. Possiamo cosi raftigurarci l'area geografica d'essa parola : al-cabâla (cabçla^

Sp.- Port. Italia-Proven/a

al-cahala, al-cavala cabella, gabella, gabcla

Sp.-Port. Francia gabcla. gabella gabelle

1. Diccioiiario de la teiigud castcllaiia por hi K. Acad. Espnilola^K

2. Du Cange, s. V. cahelta. Ha da far milla con gabettareïl provenz. Cid'etJmr, che fu spiegato italianamcnte : « mostrar cosa altrui » (Stkngel, Dieh'id. attestai Provi"ii\. Granmi., 89, 6)? G^/v/Zt/zv c asottonicttcrc alla

192 VINCENZO CRÈSCINÏ

Osservo che gli esempî franc esi di cabella-gabeUa (doctï-^ menti latini) e di gabelle, e derivati, sono alquanto tardivi '. Li superano cronologicamente gli esempî italiani. Certo è, rispetto a questi ultimi, tardiva la determinazione francese del valore délia parola. Da principio ebbe dessa il significato générale di imposta, come altrove ; imposta indiretta ; per cui s'aveva la gabeUa vini, poniamo. ed altre simili - ; ma poi si venne fissando Tuso del termine, per maniera che gabelle non indicé se non l'imposta regia su la vendita del sale monopolizzata a vantaggio dello stato. Fu monopolizzata la parola stessa. Non tutte perô le terre di Francia vennero egualmcnte sottoposte alla gabella sul sale : n'erano esclusi, per esempio, l'Artois, la Fiandra ed altre regioni contermini, da cui gabelle, che l'incolumità di ga- farebbe credere altrimenti nativa di lî, non potè forse provenire anche perché v'era sconosciuta '. Essa fu dunque, giova ripeterlo, una mutiiazione méridionale. E cosî non mi pare che un contatto fra gabhun, gable, gavle, e gabella, gabelle, nel periodo formativo di codeste voci, sia intervenuto, per guisa da invitarci a credere che ^'■^7- di gabhiiu ccc. influisse su l'origine di gadi gabelle. I paesi, ove prima da cabella si passô a gabella, ignoravano i^abliuii, gable, gavle.

gabella » ; ma qui sarebbe nel senso di « far vedere la merce perché sia gabellata ».

1 . Desumo ciô dagli esempî veramente fraucesi del Du Caxge (s. v. gahluiii, i;ahc!!a); e del Godkfroy, s. v. gahelle e derivazioni.

2. Bisogna vedere specialm. Rezasco, op. e. /. cit., per conoscere la ricca varietà délie signilîcazioni di gabella. Mi rimane oscuro il rapporte, che possa collegare (se pur coUega) il senso italiano di gabella come ufficio de' gabellieri e luogo, ove la gabella si paga, ed il senso spagnuolo di località,dacui si godauopubblici spettacoli. L'ufficio délia gabella sorgeva forse, in qualche paesedi Spagna, in tal propizio punto da indurre a tramutarlo in loggia adatta al godimento di pubblici giuochi e spettacoli.

3. Cfr. A. EsMEiN, Cours élémentaire d'histoire du droit /raiiçiiis, Paris, 1906, pp. 569 sgg. Percio che riguarda l'.^rtois ccc, ivi, p. 570, n. 7.

Ho procurato di mettere un po'd'ordine inunamateria piuttosto arruffata, sbozzando (non pretendo, si hadi bene, non pretendo di piii), a larghe linee, la storia di gahclla c distinguendola da quella d'i gafol, gabliini e derivati. Ne esce, corne già si notava, una curiosa coincidenza di voci prossime di suoni e di sensi : coincidenza fortuita, ma che doveva ingenerare confusione, lasciando nell' oscurità la genesi délie due forme indipendenti. Altri determini, lumeggi, corregga, compia. M'auguro che non si sentenzî un brutto giorno che, a proposito di gabella, ho gabellato nulla piû che ciance e spropositi.

Vincenzo Crhscini.

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