GLI ANTICHI SCOLARI DI FRANCIA ALLO STUDIO DI PADOVA
Le naiiones degli scolari furono generalmente trascurate dagli storici deir Università di Padova. — Scarsità di notizie e documenti intorno aile naiiones degli scolari francesi a Padova. — Il loro ricordo negli statut! délie due Universitatcs padovane. — Alcuni noiri di antichi scolari francesi a Padova. — I Francesi nelle assemblée di quelle Universiiaies. — I ricordi dci GalU negli vYtti degli scolari tcdeschi a Padova. — Una matricola dei Francesi dall'anno 1591 al 1598. — Matricole dei secolo xvii e xviii.
In générale gli antichi storici dell' Università di Padova (più numéros! che quelli di altri Atenei) trascurarono di descriverci le nationcs degli scolari, cosî corne essi le vedevano quotidianamente in azione. Forse non li colpiva un ordinamento che loro sembrava naturale nella città antica, divisa in classi e corporazioni, e che essi credevano immutabile, mentre per noi è un passato, che la grande diversità dei présente fa apparire anche più lontano.
La Università di altri tempi o Stiidinm, Sluâium générale, non si comprende, nel suo genuino tipo bolognese o italiano che dir si voglia, senza risuscitare le corporazioni di scolari che fiorivano attorno alla Scuola. Da quelle dipese per lunga età tutto quanto l'insegnamento. Elessero gli scolari a Padova i professori tutti sino al 1475 ; poi, almeno i secondari, per cosi dire, sino al 1560 : anche quando fu loro totalmente sottratta questa elezione, ebbero pur sempre qualche efficacia nella scelta dei maestri spettante ormai alla Repubblica di Venezia. Il diritto di eleggersi propri Rettori e consigUeri restô agh scolari sino alla caduta délia Repubblica e, ciô che
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più importa, abbattute anche qui dallo Stato le giurisdizioni speciali c quasi annientata l'autonomia délie corporazioni, serbô quella degli scolari una certa dignità e indipendenza accanto allaScuola, convertita ormai quasi del tutto in istituto di Stato.
Il solo storico dello Studio di Padova, il quale non abbia trascurato le natioiies dei nostri antichi scolari (più che altro per mostrare la tama di quello), è il diligente Tommasini. Il quale ci narra pure ' che, al tempo in cui scriveva (1654), la iialîo gallica era scarsamente rappresentata allô Studio di Padova, n:ientre per lo passato era stata molto numerosa ; che non aveva mai compilato i propri statuti, ma soltanto l'anno 1629 talune norme, scritte in francese, intorno al proprio erario; che aveva avuto un albo ove erano legistrati i nomi d'illustri personaggi ; che la piccola biblioteca di essa presso il bidello gallico era perita, forse era stata rubata durante la peste del 1630. Da queste parole del Tommasini si comprende che i Galli avevano un ordinamento simile a quello délia iialio gennanica : una cassa sociale per i bisogni comuni e per i prestiti ai nationales, e una biblioteca d'uso comune a questi. Anche la natio dei Galli aveva, corne c' informa il Tommasini, i suoi protettori o patroni (eran profcssori dello Studio) al pari délia naiio gennanica. Mentre nondimeno i Tedeschi, in qucir ctà di contese perla conquista dei privilegi, cosi nella grande repubblica come nclla piccola repubblica degli scolari, erano riusciti ad ottenerne parecchi, i Francesi non godevano qui di alcun privilégie spéciale, salvo il diritto di portare armi nelle pubbliche riunioni dell'Università. Perconservare questo diritto, ricordo di lontane consuetudini germaniche, gli scolari eran sempre vigili.
Ma il Tommasini, per essere preciso, avrebbe dovuto parlarc di due nationes gallicae dello Studio di Padova: dei Bnrgiindiones o Borgundi l'una, dei Provinciales l'altra. H vcro nondi-