‹ Mélanges offerts à M. Émile PicotChapitre 310 sur 320 · Stat., VI · texte numérisé non relu

Stat., VI

5. Nella sua élégante opéra Les Friuiçais italiduisanh au XV h siècle (Paris, 1906, 1907) .

6. Ciô risulta dai loro Annali e da giudi/.i di dotti : ad es. di Celio Curione {Amerhachionun epist. éd. Teiclimann. Basileae, 1888, p. 43-44), di Galileo Galilei (Opère, ediz. Favaro V, p. 190).

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a me sembra che la libertà consentira dalla Repubblica di Venezia agli scolari protestant!, specialmente tedeschi, in Padova attraesse qui anche gli ugunotti francesi e coloro che in qualsiasi modo parteggiavano in Francia per la Riforma. Sono quindi molto utili le indicazioni che il Picot ci fornisce intorno aile tendenze religiose dialcuni dei Francesi a Padova. Ecco, in ordine cronologico, l'elenco di quegli scolari di Francia a Padova, di cui parla il Picot ' :

1530. Milles o Emile Pcrrot (da non confondere col padre di nome cgiude), poi grande umanista ed aperto seguace dalla Riforma. Si addottoro in Diritto a Padova nel 13 31 : uno dei testimoni alla laurea di lui fu Michel de l'Hospital che doveva un giorno divcnirc cancelliere di Francia. A Padova dovette far soggiorno per qualche tempo anche il nipote di Milles, François Perrot (P. I, p. 325 sg,).

1538. François de Perussis (ramo francese dei Peruzzi), consigliere délia ;m//o /)n'î7'//r/rt//.s- nel 1539 e po'i Syiidicus délia Univrrsitas iurhlnriim (P. II, p. 33 n.).

1540. Antoine du Bourg, nipote dei cancelliere di Francia, consigliere délia luiiio Jnirguiida, poi nel 1542 consigliere délia nalio hohema supplenda (P. II, p. 173 n.).

Verso la meta dei secolo xvi Jean Tafiin, che fu poi uno dei piû effîcaci propagatori dei calvinismo (P. II, p. 97 n.).

Verso il 1560. Claude de Pontoux studente di medicina, appassionato e sensuale cantore di Venezia e délie sue cortigiane ed esperto filologo (P. II, p. 49).

1563. Lazare Coqueley, consigliere nel 1364 àe\\^ natio proviucinlis (P. I, p. 285 n.).

1363? Claude Turrin, che presto si disgusta di Accursio e di Bartolo per darsi tutto alla poesia italiana e francese (P. II, p. 59).

1363? Pierre Le Goulx de la Berchère studente di diritto : ne resta lo stemma nel cortile delT Università nostra (P. II, p. 64 n.).

I. Neirelenco l'indicazione P. I o II scguita dal numéro dclla pagina rinvia al volume I o II dei Picot Les Français ilalianisanls. Egli ricorda anche taluni illustri francesi, corne Germain Audebert e Nicolas Audebert che l'uno nel 1541, l'altro nel 1576 visitano Padova per salutare alcuni dei nostri famosi professori. Aymar du Rivail, primo autore di una storia dei diritto romano, voleva nel 15 14 o 15 15 venire a visitar Padova; ma ne fu impcdito dalla guerra. Moeller, Ayvnir du Rivail (Berlin, 1907), p. 17.

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1569 c) 1370. Philippe tic Mornax' studcnlc di Diriuo, scuuacc délie dottrine protestanti (P. II, p. 1 10).

1571. Jean du Clicniiii clie si addoltoro qui in Dirilto (P. II, p. 138).

1573. Antoine du Bourg (da non confonderc col precedeiile omonimo), consiglierc in quesranno délia luilio scola suppleuda (P. II, p. 175 n.>

1583. Gabriel de Gutterry, consigliere in qucsl' anno délia iialio btirgiuida. Ne resta lo stemma nelcortile universitario(P. II, p. 260).

1591. Charles de Harlay ascritto alla initia provïncialis, tornato studente in tarda età ' .

1591. Pierre Bricard, consigliere in quest' anno della ualio hiiriTunda innamorato di una dama padovana (P. II, p. 315).

1592. Claude Enoch Virey scolare del Pancirolo, dell' Ottelio e del Piccolomini - (P. II, p. 326).

1594. Jean Bernard (de la Baifarderie ?) studente di Diritlo (P. II, p. 348) e Jean de Chaulnes ascritto alla ualio proviiicialis (P. II, p. 328 n.).

Verso il 1595. Filippo de Mornay (da non confondere col padre omonimo) che giunse qui e vi resté ancora due anni col precettore, come tanti altri giovanissimi scolari (P. II, p. 111-112).

1599. Nicolas Claude Fabri, studente di diritto, conosciuto poi sotto il nome di Peiresc ; che doveva renderlo si célèbre (P. II. p. 348).

Verso il 1625. Guillaume Alexandre Clavel signore di Novilliers (P. Il, p. 350).

Fra gl' illustri scolari Ji Francia a Padova si deve ricordarc quel Giacomo Badouère che ne! 1598 era scolare di Galileo ed

1. Case non infrequente di uno scolare di ji anni; nui cgll cra già stato scolare a Padova nel 1561 e consigliere della initio Inir^uiuUi e poi subito della provincialis. Nel 1585 aveva cercato di ritirarsi a vita tranquiila in Padova; ma fu richiamento in Francia e tornô poi fra noi il 1591. Era conosciuto anche da Fra Paolo Sarpi (P. II, p. 112, n. V).

2. Infatti i migliori scolari di Diritto seguivano alcuni cori della Uiiivcrsitas artisUinuii. Il V^ircy si addotto o presse il ("onte Capodilista (spettando a questo taie facoltà come conte paIatii;o) nel 1594. Forse il Vircv voleva evitare la ccrimonia religiosa.

3. A Montpellier nel 1602 egli striuse poi grande amici/.ia col suo maestro Giulio Face, vicentino (già professore a Padova) seguace della Riforma, facenJo da iutermediario per la conversione di lui al cattolicismo. Cf. Franceschini, Giulio Pacc âa Bcriga (Venezia, 1903), p. 35 sg. (dalle Mevi. (h'I R. ht. veneto di se. tctf. ad aiic, XXVII, 2).

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abitiiva con lui nclhi stci>sa casa « al Sanîo ». H nicrito dcllo esimio editore délie opère di Galileo, il prot. A. Favaro ' di aver posto in luce la nazionalità francese del Badouère ; il quale, malgrado le indagini di taie insigne ricercatore, resta un pcrsonnggio in parte misterioso. Galileo lo ricorda nell' Introduzione al suo Siilcrciis niinciiis. A Padova il Badouère era « addetto fino alla superstizione alla religione riformata » corne scrive Fra Paolo Sarpi, il quale lo considerava anzi ateo. Tornato in Francia si converti al cattolicismo, divenne segretario délia Caméra reale e braccio destro dei Gesuiti.

\'^olgendoci ora direttaniente ai documenti delT Archivio antico dell' Università nostra ci vien fatto in primo luogo di chiedere se è possibile stabilité il numéro dei Francesi presenti di anno in anno aile assemblée degli scolari dell' una e délia altra Univcrsilas. La elezione del Rettore e délie altre magistrature, le formazione del Rotolo dei professori, la dispensa dalle tasse di laurea, etc., eran fréquente occasione di convocare quelle assemblée. Se noi spigoliamo negli Acta Univcrsilatis Icgislanim - e negli Acla Universilalis ariistaniiii ' del nostro Archivio, diverso è il trutto délia ricerca seconde la Univcrsilas.

Nella Univcrsilas arlistai uni tutti gli scolari d'oltr' Alpe, corne sappiamo, erano uniti nella nalio UllranionUinoniin, dove per numéro e privilegi avevan primato i Tedeschi, Questi appunto danno annualmente i consiglieri alla nazione oltremontana. È rarissimo che ci imbattiamo qui in nomi di Francesi * o in atti che li riguardino 5. Ma ciô puo dipendere, in parte almeno, dallo stato délie nostre carte.

1. Ainici c conisp. ai Galileo Galilei (Atli R. ht. vcii. di se. Iclt. cd arii, 1905-906, t. LXV, p. seconda, p. 194-201).

2. Ant. Arch. univ. Cod. ms., 11. 2-27 dall u. 1.198 al 1799 con lacune.

3. Ant. .\rch. univ. Cod. ms., n. 673-693 dall a. 1434 al 1736 con lacune.

4. Nel 1433 e 36 ci si offre il nome di Vicen/.o de Monlbrt. Nel 1593 consigliere dell' Università artista era il conte Paschilis gallus.

5. Nel 1673 il sig. Pietro Pierson « di Lucenburgo gallo » è graziato del denaro spettante per la laurea alla magnilica Università.

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In mii^liorc condi/ione ci troviamo pcr le assemblée dei giuristi. Non è qui mio proponimento di cavar tuori dei nomi di Franccsi dagli Ada Universilatis iiirishinunQa (^sana le/ione di quelli è spesso difficilissima) ; ma soltanto di attingervi qiiakhe utile notizia intorno al numéro di essi in una non brève série di anni. Quando cominciano quegli Acta dei nostro Archivio (cioè nel 1498) tanto hiialio dtx Burouudi, corne quella dei Provinciales appaiono complète. Si ricordi che una niUio nltramontana era compléta con quattro, poi con tre scolari : diversamente diveniva suppkuda e si eleggeva per essa un consigliere di altra nazione '. E supplenda troviamo di anno in anno ora la nalio hiirgiinda ora la provinciaïis . Per le cifre dei presenti, anche se la nazione è abbondantemente rappresentata, bisogna pur ricordare che sono mobilissime : fino da un' assemblea ail' altra dello stesso anno. Come ce ne fanno autorevole testimonianza gli Aili delhi na'^ione gernianica dello Studio nostro, non tutti gli scolari erano diligent! nel venire aile assemblée ; taluni trascuravano di farsi iscrivere o ritardavano l'iscrizione nella Matricola générale o Matricola dei Ivettore : condizione essenziale per avère i diritti dcgli scolari. Nel 1524 i Provenzali erano 20, la nalio burgunda er^ supplenda '. Nel 1536 e 37 i Borgundi erano 11, i Provenzali 12. Nel 15381 Borgundi erano 21, i Provenzali 4, come suppongo senipre quando la natio figura compléta ail' assemblea; ma non è indicato il numéro dei presenti. Nel 1539 i Provenzali erano 13, i Borgundi 27, Nel 1541 i Provenzali erano 51 059 ', i Borgundi 30. Poi le cifre discendono neglianni successivi ; ma le naliones francesi non cadono fra le snpplendae.

1. NoUo slatutû Jai giuristi dcl 15 50 si richicdono quattro scolari perche \a luilio ultraiiuntaiid svx cox\\\)\c\.c\ {}, 46); iiclla rcdazionc dcl 1675 bastano tre(I, 4).

2. Nel i)>4 irovianio negli Atti un curioso processo accadeiiiico in cui lo studente Lodovico Malamort delfinate accusa il bidello dell' Università dei giuristi di avergli portato via alcuni quaderni de! Corpus iiiris canonici.

3. Il numéro è di lettura diUkilissinia. Senibra lormato di unacifraaraba e di Jettera romane in fine.

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Nel 1564 i Provenzali tornano ad essere 12, i Boi'i^undi 36 (/// asscvenvit, scrive il notaro). Poi nuova discesa délie cifre con qualche caso di nat'w siipplenda : tutt' e due le francesi erano incomplète nel 1574. Nel 1580 i Provenzali risalgono a 15, i Borgundi a 10. In quest' anno il Montaigne ' dice di aver trovato nelle scuoledi scherma a Padova hen cento gentiluomini francesi. O tutti non eranpresenti ail' adunanza; o tutti non erano iscritti ; o forse anche alcuni di essi non erano scolari -. La cifra più alta degli scolari francesi di Diritto a Padova, che nella seconda meta del secolo xvi io conosca, è nell' anno 1586 : 43 Provenzali e 37 Borgundi. L'anno dipoi i primi cran saliti a 60, i second! discesi a 4 \ Nel 1593 tutti i Francesi presenti air Assemblea erano 20. Negli anni successivi comincia a mancare il numéro dei présent! dell' una e dell" altra natio francese; ma continuano ad essere complète. Ben si vede che la frequenza dei Francesi al nostro Studio scema. Anche lo studente Filippo de Mornay ci ha lasciato notizia ^ che nel 1596 i Francesi, un tempo numerosi a Padova, erano divenuti rari. Ma è gia notevole che durante il Cinquecento essi abbiano continuato a frequentare il nostro Studio anche per la Giurisprudenza. Infatti presto in quel secolo fiorirono le Università francesi e in alcune insegnarono sommi uomini ; i quali ricondussero, con grande erudizione, aile lonti l'insegnamento del diritto roniano. Ai superhciali osservatori è sembrato che nel secolo XVI il nios gallicns iiis docendi, triontante in Francia, abbia spopolato di stranieri le nostre Universitcà. Quel superliciali osservatori ignorano le nostre statistiche d'Archivio ; è vero nondimeno che nello Studio di Padova le tendcnzc che

1. Neir cdiziûiic del d'Ancona, L'Iltilia dlla fine del sec. XVI, (iioni. del viaggio di M. de Montaigne (Chtà. dï Castello, 1889), p. 127.

2. Infaui il M. non parla di scuole universitarie (forse tiittora cliiiuse), ma di « escoles d'escrime, du bal, de monter à cheval, où il y avait plus de çant jantilshommes français » da lui stesso contati.

5. O a 5 se si formava già per consuetudine la regola sancita poi negli statuti del xvii secolo (cf. sopra, p. 9 n. i). 4. Cf. Picot, op. cit., II, p. 112.

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